Categoria: N°9 – Gennaio Febbraio 2018

Editoriale numero 9

Innanzitutto un felice 2018 a tutti!  In questo numero di K9 Uomini e Cani abbiamo inserito diversi servizi che reputiamo interessanti. Grande spazio abbiamo dato ai cani sardi, con ben quattro articoli molto approfonditi anche sotto il profilo storico, dall’antichità alla Guerra Italo Turca e fino agli studi genetici relativamente recenti. Non poteva mancare un articolo sulla fedeltà dimostrata dai cani, con esempi veramente toccanti, seguito da un altro sull’olfatto del nostro migliore amico. A seguire due servizi sui terrier in generale, uno sulla storia che parte dall’antico terrarius greco-romano e l’altro decisamente particolare e che fa la comparazione fra questi cani selezionati per lavorare sottoterra rischiando la vita e a volte perdendola – in modo decisamente innaturale perché nessuna delle 34 specie selvatiche della famiglia dei Canidi si inoltra e caccia in tale contesto – e i soldati statunitensi e i vietcong che durante la Guerra del Vietnam si scontrarono negli stretti e soffocanti cunicoli in feroci lotte corpo a corpo decisamente terrificanti. Nelle News accenniamo alla sperimentazione negli Stati Uniti sull’addestramento e utilizzo dei cani per individuare i reperti archeologici contrabbandati in particolare da Iraq e Siria. Buona lettura.                                                                                                   Giovanni...

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Il cane sardo: l’antichità

Sardegna e Corsica furono unite fino a gran parte del Pleistocene – periodo compreso tra 2,58 milioni di anni fa e 11.700 anni fa – e collegate a quella che poi divenne l’Europa. Sulle due isole arrivò lo xenocyon, canide della taglia di un lupo, che però una volta confinato lì, a causa della successiva separazione dal continente, dovette adattarsi a prede insulari più piccole e pertanto la selezione naturale lo modificò nel cosiddetto dhole sardo (Cynotherium sardous), noto anche come volpe sarda e pesante una decina di kg e cioè circa la metà dell’attuale dhole asiatico (Cuon alpinus)....

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I cani sardi: le guerre 1

I cani sardi avevano un’utilità concreta anche negli scontri causati da rivalità e grande povertà, come accadde durante la cosiddetta guerra tra Fonni da una parte e Villagrande e Villanova Strisaili dall’altra, iniziata nel 1652-56 sotto la dominazione spagnola e che a fasi alterne andò avanti per circa un secolo e mezzo. I pastori fonnesi che abitualmente svernavano nel campidano di Cagliari e Oristano, a causa di una grave pestilenza furono costretti a rientrare tutti contemporaneamente a Fonni con i loro greggi per evitare il contagio, ma i loro pascoli furono insufficienti e così invasero quelli del Monte Novu...

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I cani sardi: le guerre 2

L’esercito italiano usò i cani nella Guerra italo-turca (anche detta Guerra di Libia o Campagna di Libia), combattuta tra il 28 settembre 1911 e il 18 ottobre 1912 contro l’Impero ottomano per la conquista della Tripolitania e della Cirenaica. L’Italia era più potente e mise in campo un esercito moderno, tanto che vinse in breve la guerra. Ottobre 1911, lo sbarco dei marinai della Regia Marina. Tuttavia, le truppe dovettero fronteggiare anche i numerosissimi ribelli senussi – i quali ovviamente si definivano invece, del tutto legittimamente, patrioti – che attuavano agguati nella zona del Fezzan nonché un’attiva guerriglia. In...

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I cani sardi: quando l’iconografia, la genetica e la storia cozzano

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista americana Genetics, il Cane Fonnese avrebbe poche correlazioni con razze canine o tipi non riconosciuti italiani. Ciò sarebbe stato appurato confrontando il genoma di questo cane (il genoma è l’insieme di tutte le informazioni genetiche depositate nella sequenza del DNA contenuto nel nucleo delle cellule sotto forma di cromosomi), con quello di 27 razze. Risultato, il Cane Fonnese ha riscontri genetici con il levriero Saluki e con il cane da pastore ungherese Komondor. Questo indica lo studio di un gruppo di ricercatori guidato dalla genetista Elaine Ostrander del National Human Genome Research Institute...

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Il fiuto del cane al servizio dell’uomo

di Leonardo Soregaroli* I cani percepiscono, decodificano e comprendono il mondo che li circonda  principalmente attraverso gli odori. Possiedono all’interno del naso un epitelio olfattivo vasto con alto numero di recettori, circa 250 milioni, in grado di distinguere le più svariate molecole e di inviare queste informazioni ad un’ampia area del cervello, circa il 12.5% della massa totale, che li processa, li cataloga e li riconosce. Per capire questa potenzialità basti pensare che gli stessi recettori presenti nelle narici umane sono solo 5 milioni e l’area del cervello a essi associata è pari all’1% del totale. Grazie all’organo di...

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Fedeltà

Queste righe non sono adatte alle persone che si commuovono facilmente. Canelo accompagnava regolarmente il suo padrone che andava a fare la dialisi all’Ospedale Puerta del Mar di Cadice, in Spagna. Lui gli dava una carezza e diceva “Aspettami qui”. Ma un giorno del 1990 l’amato padrone non uscì, perché era morto. Canelo lo aspettò fuori dall’ospedale non per un giorno o una settimana, ma per 12 anni, col vento, pioggia, freddo o caldo. La gente, commossa, gli dava da mangiare ma ci fu qualcuno che non gradiva e che pretese di farlo portare via. Due volte finì in...

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Terrier? No, Terrarius

La terra dà i prodotti agricoli, l’agricoltura dà la civiltà, i terrier aiutano la civiltà. E per dirla in modo più diretto, i terrier aiutano a dare il pane. Almeno in passato era così. Sembrerà astruso, ma se partiamo dai primordi della storia lo si capirà. Decine di migliaia di anni fa l’uomo era cacciatore e raccoglitore di frutta, tuberi e così via e quindi era nomade in quanto, una volta esaurito il cibo esistente in una determinata zona, doveva spostarsi in altri territori per cercarne altro. Questo significava niente abitazioni permanenti e neppure mobilio, scorte alimentari sufficienti per...

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L’incubo: sottoterra contro il nemico

I terrier ricercano e combattono anche gli animali predatori come la volpe e il tasso, e quasi sempre lo fanno sottoterra, in stretti cunicoli. Proprio per potersi muovere là sotto dovevano (e devono) avere la circonferenza del torace inferiore a 35 cm. Inoltre è basilare che abbiano grandissimi aggressività e coraggio. Questi cani non erano certo belli, dal pelo spesso duro, di tutti i colori, bassi, spesso ricoperti di cicatrici. Ma ciò non importava a nessuno, perché il vero terrier dev’essere soprattutto di carattere, da lavoro, nonché grande abbaiatore sia per frastornare il selvatico fino a spingerlo a fuggire...

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Cani e reperti antichi

Un team di scienziati statunitensi sta sperimentando l’utilizzo dei cani per l’individuazione dei reperti antichi introdotti illegalmente negli Stati Uniti. A essere al centro dei furti di reperti nei siti archeologici sono soprattutto l’Iraq e la Siria. Al programma collaborano l’University of Pennsylvania Museum, il Red Arch Cultural Heritage Law & Policy Research e il Working Dog Center dell’University of Pennsylvania School of Veterinary Medicine. I reperti trafugati vengono importati negli Stati Uniti nascondendoli in pacchi e casse e falsificando le bolle doganali. Per insegnare ai cani – soprattutto Pastori Tedeschi e Labrador Retriever – a riconoscere il materiale...

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Pastore e cane del Lesotho, Africa meridionale

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