di Leonardo Soregaroli*

I cani percepiscono, decodificano e comprendono il mondo che li circonda  principalmente attraverso gli odori. Possiedono all’interno del naso un epitelio olfattivo vasto con alto numero di recettori, circa 250 milioni, in grado di distinguere le più svariate molecole e di inviare queste informazioni ad un’ampia area del cervello, circa il 12.5% della massa totale, che li processa, li cataloga e li riconosce. Per capire questa potenzialità basti pensare che gli stessi recettori presenti nelle narici umane sono solo 5 milioni e l’area del cervello a essi associata è pari all’1% del totale.

Grazie all’organo di Jacokson, struttura vomero-nasale, essi sono inoltre in grado di captare i ferormoni; sostanze chimiche prodotte da alcune ghiandole distribuite sul corpo di questi animali e  che forniscono chiare informazioni sull’età, sesso, stato di salute del soggetto. Avvertire e riconoscere i ferormoni permette al cane di capire i suoi simili e  di impostare con essi un rapporto sociale.

I cani vivono un universo diverso dal nostro e riescono a identificare cose all’uomo proibite. Per via di questo fiuto eccezionale alcuni esemplari vengono addestrati da tempo per ricercare individui e sostanze.

I cani specializzati nella ricerca delle persone seguono un percorso singolare, gestito da enti preposti, durante il quale vengono sollecitati a individuare, in un area  precisa, l’odore lasciato dal soggetto scomparso.  È interessante sapere che l’addestramento segue percorsi diversi in base al tipo di persona da ricercare: individui dispersi per calamità naturali o volutamente scomparsi. Il successo dell’impresa è legato anche all’attitudine e all’abilità del conduttore e al legame che si crea tra uomo e cane durante il percorso di formazione. Spesso la coppia forma un binomio indissolubile.

E’ stato recentemente dimostrato che il fiuto canino incrementa sensibilmente con dei training specifici. Ultima riprova è data dal successo di un test con cinque livelli di difficoltà in cui i cani allenati a riconoscere gli odori sono stati decisamente più abili di altri, non allenati, a trovare alimenti abilmente nascosti. La capacità olfattiva del cane è quindi una dote che può essere quantificata e soprattutto incrementata.

L’eccezionale olfatto dell’animale si esprime soprattutto  nella ricerca di sostanze precise e i cani antidroga sono  un esempio lampante. Essi non sono solo capaci di scoprire dove queste si trovano ma anche a catalogarle.

Imparare a riconoscere nuovi stimoli è una fondamentale abilità cognitiva che permette all’individuo di comportarsi in modo adeguato verso ciò che non conosce. Essa consente di interpretare meglio ciò che gli sta attorno e a cautelarsi. Recentemente  i cani hanno dimostrato di possedere la citata dote proprio nell’ambito sensoriale olfattivo. L’evidenza deriva da uno studio in cui dei cani sono stati addestrati a discernere tra 40 odori e a comportasi in modo adeguato. Al termine del test i cani non solo hanno dimostrato di imparare a discriminare gli odori ma soprattutto a catalogarli e ad assumere comportamenti adeguati anche di fronte a stimoli non conosciuti.

Il fiuto dei cane è così eccezionale che attualmente si ipotizza di utilizzarlo a scopo medico. In questi ultimi anni sono state fatte alcune ricerche mirate a valutare questo utile intervento. Si è cercato di capire se il cane, opportunamente addestrato, è in grado di riconoscere i disordini metabolici dell’uomo e la presenza di neoplasie. Il percorso è ancora lungo ma non impraticabile.

Sebbene tutti i cani possono migliorare la loro abilità olfattiva, purtroppo non tutti hanno le stesse potenzialità. Esistono razze che più di altre sono predisposte a questa attitudine e in genere sono quelle alle quali appartengono soggetti a muso lungo. I migliori in assoluto sembrano essere i Labradror Retriever e a seguire il Pastore Tedesco e il Fox Terrier, proprio per l’estensione della loro mucosa olfattiva. I cani sono un mondo affascinante. L’amicizia e l’utilità che essi offrono all’uomo sono qualcosa di veramente straordinario.

Riferimenti:

PLoS One. 2016 May 6;11(5):e0154087. doi: 10.1371/journal.pone.0154087. eCollection 2016.

Sci Rep. 2017 Aug 21;7(1):9019. doi: 10.1038/s41598-017-09454-0.

Duodecim. 2016;132(13-14):1217-21.

Leonardo Soregaroli è laureato in Veterinaria e Farmacia, nonché titolare della ditta Leolab Italia che produce la linea completamente naturale Yupet per l’igiene e la cosmesi del cane.