I terrier ricercano e combattono anche gli animali predatori come la volpe e il tasso, e quasi sempre lo fanno sottoterra, in stretti cunicoli. Proprio per potersi muovere là sotto dovevano (e devono) avere la circonferenza del torace inferiore a 35 cm. Inoltre è basilare che abbiano grandissimi aggressività e coraggio. Questi cani non erano certo belli, dal pelo spesso duro, di tutti i colori, bassi, spesso ricoperti di cicatrici. Ma ciò non importava a nessuno, perché il vero terrier dev’essere soprattutto di carattere, da lavoro, nonché grande abbaiatore sia per frastornare il selvatico fino a spingerlo a fuggire in superficie, sia per segnalare l’evolversi della situazione nella quale si trovavano, là sotto. E sopra c’erano parecchi uomini – i contadini, mica i nobili elegantemente vestiti e spesso spocchiosi – con vanghe e pronti a scavare velocemente il terreno fino ad arrivare al cane in difficoltà, eventualmente sostituendolo con un altro se stanco o ferito malamente.

Il tasso e i cani sono sottoterra, bisogna scavare. Gran Bretagna, 1930 circa.

Sarà bene chiarire una cosa – che non piacerà ai cultori di queste razze o tipi – e cioè che nessuna delle 34 specie della famiglia dei Canidi caccia sottoterra. Neppure le più piccole volpi. Scavano le tane sì, però cacciano fuori e se occasionalmente lo fanno è per predare quasi in superficie piccoli animali non pericolosi per loro. Possono scavare per raggiungere una preda in un cunicolo ma non vi entrano per cacciare. Quello lo fanno i mustelidi, non i canidi. E nessun canide selvatico sarebbe tanto pazzo o temerario – spesso è la stessa cosa – da entrare in un cunicolo stretto e lunghissimo per attaccare un animale più grande di lui decisamente in vantaggio là sotto. I terrier lo fanno ma su selezione e incitazione da parte dell’uomo.

Abbiamo scelto di non pubblicare qui fotografie a volte orribili di cani feriti alla testa da prede come il tasso, ma basterà fare una veloce ricerca su Internet per vederle. I cultori e praticanti di questo tipo di cacce diranno che i cani lo fanno istintivamente, ma un conto è scavare un po’ e un altro entrare per decine o centinaia di metri. Ci piacerebbe sapere quanti di coloro che perorano quest’attività avrebbero il coraggio di fare lo stesso, in spazi bui e strettissimi e sapendo di scontrarsi con un nemico messo alle strette, nel suo ambiente e dotato di denti e mascelle potenti. I terrier, anche di piccole dimensioni, sono strutturalmente più potenti di una volpe pure più grande e hanno un morso ben più potente, tanto che di norma possono ucciderle da soli. Ma il tasso è un’altra storia.

La volpe in tana senza dubbio è un avversario meno pericoloso di un tasso, tuttavia a pari peso è parecchio più grande di un cane perché le sue ossa sono meno dense, pesando circa il 30% in meno. Ha anche molto pelo, il petto stretto ed è molto “elastica” e pertanto nel buco dove passa una volpe può infilarsi solo un cane più piccolo, benché più robusto. Per capirlo basterà guardare le foto sotto.

In certe aree tuttavia questo canide selvatico può essere parecchio grande, come nel Nord Europa e soprattutto in Gran Bretagna dove, anche a causa dell’estinzione del lupo secoli fa, ne hanno in piccola parte sostituito il ruolo di predatori. Parrà strano ma alcune volpi gigantesche in Gran Bretagna e Scozia (record di (17,2 kg) poi abbattute avevano preso a predare gatti adulti e piccoli cani, oltre che agnelli e pollame. https://www.youtube.com/watch?v=YwMSDp52bUA

Normalmente la volpe rossa, a seconda del sesso e della sottospecie, va da da circa 4 a 8 kg, ma può arrivare a parecchio di più, specialmente se da cuccioli hanno avuto abbondante cibo, consistente soprattutto in lombrichi. Non per nulla gli esemplari più grandi vengono trovati nelle zone in cui piove molto e si sa che la pioggia abbondante spinge i lombrichi in superficie. Questa fonte di cibo non deve stupire, perché in primavera il 50% dell’alimentazione dei tassi è composta proprio da lombrichi. Inoltre, là dove le volpi possono accedere ai rifiuti casalinghi (di cui il 40% circa è alimentare) sono mediamente più pesanti del 18%.

Volpe rossa di 16 kg abbattuta nel 2012 a East Grinstead, West Sussex, Inghilterra.

Il fatto è che di norma i terrier riescono a prevalere sulle volpi rosse di normali dimensioni, ma meno che mai potrebbero farlo, da soli, contro il tasso, pesante dai 7 ai 12 kg di norma, ma che in autunno grazie al grasso accumulato può eccezionalmente toccare e anche superare i 30. Questo mustelide ha la pelle estremamente resistente ai morsi ed è dotato di furia combattiva, denti e mascelle potenti e lunghi artigli. Sono pochi anche i grossi molossoidi in grado di ucciderli da soli e chi scrive questo articolo  riporta il caso di un Dogo Argentino impiegato già al cinghiale e aizzato (illegalmente poiché è specie protetta in Italia) contro uno di questi animali ma ridotto a male partito, tanto che dovettero intervenire degli uomini. Per qualsiasi terrier, in uno scontro negli stretti cunicoli della tana non c’è peggiore avversario del tasso.

Pare francamente assurdo che il proprietario (là dove permesso o in caso di bracconaggio o comunque attività illecite), se affezionato al proprio cane, lo spinga nelle viscere della terra a combattere, farsi ferire o ammazzare. Magari un tempo, quando non c’era altro modo di difendere il raccolto e il pollame e quindi ciò di cui doveva sostentarsi una famiglia, il fatto era normale e accettabile, ma oggi no. A nostro umile parere.

Si fanno illegalmente prove di caccia al tasso liberandone uno in un cunicolo artificiale, cronometrando in quanto tempo il cane lottando col mustelide riesce a trascinarlo fuori. In non pochi casi, le lesioni sono tali che i cani devono essere soppressi in via sbrigativa poiché non vengono portati dal veterinario, che facilmente potrebbe capire l’attività illecita e fare segnalazione alle autorità. Proprio per evitare questo si arriva a tagliare al tasso gli artigli ed estirpargli i canini oppure spezzargli le mascelle o due zampe. Quando il tasso non può più combattere, viene ucciso e seppellito. Questo avviene anche in Gran Bretagna e Irlanda, nonostante tali combattimenti siano vietati fin dal 1835.

Cane e tasso nel cunicolo.

Non bisogna sottacere che più volte enti e funzionari pubblici italiani, a nostro parere del tutto deprecabili, hanno autorizzato – e autorizzano – l’uso dei cani da tana contro le volpi, con il risultato di fare sbranare adulti e cuccioli e provocare gravi ferite ai cani stessi. E questo nonostante il fatto che tale attività rientri fra i reati penali con il maltrattamento animale (art. 544 ter e bis del Codice Penale). Non solo, checché se ne dica, i cacciatori non sono in grado di avere la certezza che nella stessa tana non si trovi pure il tasso (specie protetta) visto che tasso e volpe non raramente condividono lo stesso sistema di gallerie.

Visto che chiarire le cose è utile, sottolineiamo che l’art. 544 bis C.P. punisce le uccisioni di animali non necessitate o con crudeltà, con la reclusione sino a due anni, mentre l’art. 544 ter C.P. punisce il maltrattamento, anch’esso non necessitato o cagionato con crudeltà. La Corte di Cassazione, sin dal 2005 proprio con una sentenza in materia venatoria, ha chiarito che il maltrattamento è pienamente applicabile anche alla fauna selvatica, quando sono compiute condotte non espressamente previste dalla normativa di riferimento (Legge 157 del 1992) anche se non sono espressamente vietate (Cassazione Penale, Sez. III, 21/12/2005 sentenza n. 46784; Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 6 – 26 marzo 2012, n.11606; Corte di Cassazione n 16497, 28 febbraio 2013). Dal quadro normativo sopra citato, la prima conseguenza in via preliminare che si trae è che sono da ritenersi illegittimi tutti quei provvedimenti amministrativi che non prevedono la preventiva verifica della non effettività dei metodi di controllo non cruenti (su tutte, CdS VI ord. 6.2.07 n.727) in quanto il disposto di cui all’art, 19 della Legge Quadro deve intendersi di stretta interpretazione e per poter addivenire legittimamente all’approvazione di controllo è necessario esperire due distinti passaggi procedimentali: esperire metodi di contenimento non cruenti; laddove gli stessi dovessero risultare inefficaci, è possibile ricorrere a metodi non ecologici, ma sempre su parere dell’ISPRA e caso per caso.

A nostro parere tutti coloro che autorizzano tali barbarie – spesso giustamente bloccate dalla magistratura – dovrebbero essere sempre penalmente perseguiti e allontanati dagli incarichi. Riteniamo che questi cani da tana siano in parte gli stessi che superano le selezioni stabilite dall’Enci e dai club di razza, anche se va precisato che durante questi test i cani e i selvatici (in gabbia) non hanno in alcun modo l’opportunità di entrare in contatto. Difatti i test sono assolutamente incruenti e non lesivi dell’incolumità dei selvatici usati, stress a parte.

Se dovessimo veramente pensare alla situazione nella quale quei cani dovevano e devono operare, per noi sarebbe un incubo. Ma vi furono uomini che lo fecero. Durante la Guerra del Vietnam i vietcong si nascondevano, spostavano, riposavano sottoterra, percorrendo come topi lunghissime gallerie – con reticoli di centinaia di chilometri, anche a decine di metri di profondità e a vari livelli – e spuntando da uscite nella foresta abilmente nascoste. Era possibile ottenere questo vantaggio grazie al terreno argilloso, che si poteva scavare persino con un cucchiaio ma che una volta a contatto dell’aria proveniente dall’esterno diventava duro come il cemento. I vietcong, che già  avevano creato una parte dei tunnel durante la precedente dominazione francese, li munivano di trappole artigianali (paletti che infilzavano) o esplosive e persino animali, legando là sotto con cordicelle serpenti e ragni velenosi. In alcuni punti il tunnel entrava in acqua e poi ne usciva, allo scopo di bloccare i gas degli americani. I normali ordigni esplosivi erano inutili, per via delle numerose prese d’aria. Anche quando si deviò un torrente facendolo entrare in un sistema di gallerie da poco scoperto, non si ottenne risultato in quanto il terreno assorbiva subito l’acqua nelle prime decine di metri del tunnel.

L’ultima fotografia di questo tunnel rats, Vietnam, 1966.

Inoltre i vietcong si appostavano in agguato nelle curve o dietro sottili pareti di gallerie limitrofe.  Le uscite del labirinto dei tunnel, che ovviamente i vietcong conoscevano palmo a palmo, erano piccole e accuratamente dissimulate e potevano essere nascoste sotto i pavimenti di capanne nei villaggi oppure nella fitta boscaglia. Addirittura sopra i coperchi di legno si poneva una strato di terra con sopra intere piante recise, che venivano cambiate appena seccavano. Nei grandi sistemi di gallerie c’erano diversi livelli con grandi stanze utilizzate come ospedali, magazzini, sale riunioni, dormitori, cucine e altro.

I soldati americani volontari che cercavano là sotto il nemico erano chiamati “tunnel rats” ed erano tutti piccoli e magri, caratterizzati da coraggio incredibile e naturalmente esenti da claustrofobia. Le perdite furono altissime. Quegli uomini entravano e strisciavano nei cunicoli armati solo di pistola, pugnale e di una torcia elettrica, nel caldo soffocante, fra sanguisughe, insetti, topi e zecche e altri pericoli, naturali e umani. Gli stessi vietcong – che pure ci vivevano per mesi e mesi – avevano timore di quelle gallerie infestate dalle zanzare, tanto che la seconda causa di morte per loro era la malaria e altre malattie portate dagli insetti. Ne uscivano solo per fare improvvisi e letali attacchi, apparendo dal nulla e sparendo poco dopo di nuovo sottoterra. Fra vietcong e soldati, solo loro là sotto nel viscido, caldo, asfissiante, buio e strettissimo spazio, si svolgeva la lotta più terribile, feroce, orribile che si possa immaginare. Eppure vietcong e nordvietnamiti continuarono e vinsero infine la guerra. https://www.youtube.com/watch?v=DgLyKGz-h9g

Ecco, forse prima di mandare i cani in inferni simili dovremmo chiederci se veramente li consideriamo i nostri migliori amici, e ricordare che gli si propone una guerra innaturale dove le gravi ferite e la morte possono verificarsi in qualsiasi momento.