Un team di scienziati statunitensi sta sperimentando l’utilizzo dei cani per l’individuazione dei reperti antichi introdotti illegalmente negli Stati Uniti. A essere al centro dei furti di reperti nei siti archeologici sono soprattutto l’Iraq e la Siria. Al programma collaborano l’University of Pennsylvania Museum, il Red Arch Cultural Heritage Law & Policy Research e il Working Dog Center dell’University of Pennsylvania School of Veterinary Medicine.

I reperti trafugati vengono importati negli Stati Uniti nascondendoli in pacchi e casse e falsificando le bolle doganali. Per insegnare ai cani – soprattutto Pastori Tedeschi e Labrador Retriever – a riconoscere il materiale di cui sono composti normalmente tali reperti,  l’University of Pennsylvania Museum fornirà pezzi di ceramiche antiche al Working Dog Centre che provvederà così, strofinandoli con pezze di particolare materiale assorbente, a produrre una campionatura sufficiente per l’addestramento di un numero bastante di cani. Il cane pertanto non fiuterebbe solo quel singolo reperto ma gli odori derivanti dalle tecniche di produzione di migliaia di anni fa.

Gli scienziati sperano che i cani possano anche essere addestrati a fiutare campioni di terraglie dall’Iraq e da altre regioni del Medio Oriente. Tuttavia non è noto se la ceramica proveniente dall’Iraq abbia un odore diverso rispetto a quella proveniente dalla Siria o altrove. Se i risultati saranno confortanti si procederà a test al di fuori del laboratorio e si darà vita a un programma di dimostrazioni per i funzionari doganali negli Stati Uniti e in altri paesi.

Vista l’enorme disponibilità e diffusione di reperti antichi in Italia riteniamo tuttavia che nel nostro Paese, a differenza degli Stati Uniti, il compito di cani così addestrati sarebbe decisamente difficile.

Reperti antichi rubati, sequestrati dalla Guardia di Finanza.