Tag: Cani pastori

I cani sardi: quando l’iconografia, la genetica e la storia cozzano

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista americana Genetics, il Cane Fonnese avrebbe poche correlazioni con razze canine o tipi non riconosciuti italiani. Ciò sarebbe stato appurato confrontando il genoma di questo cane (il genoma è l’insieme di tutte le informazioni genetiche depositate nella sequenza del DNA contenuto nel nucleo delle cellule sotto forma di cromosomi), con quello di 27 razze. Risultato, il Cane Fonnese ha riscontri genetici con il levriero Saluki e con il cane da pastore ungherese Komondor. Questo indica lo studio di un gruppo di ricercatori guidato dalla genetista Elaine Ostrander del National Human Genome Research Institute...

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Il Cane da pastore dell’Asia Centrale. Pre-molosso di selezione naturale, ancora oggi esistente e immutato

di Luiza Dagmara Conti* Per scoprire le origini di questa razza è necessario tornare indietro al IX millennio a.C., quando in Iran fu addomesticata la capra e poco dopo la pecora. Le migrazioni di capre e pecore sono molto simili. In Turkmenistan settentrionale le pecore giunsero nel VI-V millennio, in Europa nel V (la pecora selvatica europea fu addomesticata nel IV millennio a.C.) e in Cina nel III millennio. Avanti Cristo, naturalmente. Prima degli ovini fu addomesticato il cane – il suo progenitore era un piccolo lupo – e questo in varie parti del mondo, come avvenne nel XII-XIII...

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I cani da pastore dell’India settentrionale

– servizio unico, in esclusiva mondiale – Qui in Europa – ma pensiamo quasi ovunque – si sa ben poco dei cani da protezione degli armenti utilizzati nelle aree indiane settentrionali appena a sud del Tibet, come l’Uttarakhand, suddiviso in Garhwal e Kumaon e definito Devbhumi (Terra degli Dei) per via dei molti templi e dei milioni di pellegrini che ogni anno, da millenni, lo percorrono. Due dei fiumi più importanti dell’induismo nascono lì, il Gange e il Yamuna. Iniziamo dicendo che il territorio è per l’86% montagnoso e per il 65% coperto di foreste, andando dalle colline fino...

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Il difficile e duro lavoro del cane da pastore

* Di Antonio Scungio Il compito di protezione delle greggi e del bestiame in generale dagli attacchi dei predatori selvatici resta sicuramente uno dei compiti più duri e aspri che l’uomo abbia affidato al cane. Nell’arco del tempo l’uomo ha diversamente utilizzato prerogative anatomiche, fisiologiche e comportamentali del cane per meglio gestire e soprattutto per alleggerire il proprio lavoro in tantissimi ambiti, come la guardiania in generale e nello specifico la protezione dei greggi e degli armenti. Come detto, questa è tra le più dure mansioni affidate al cane nel senso più ampio del termine, dove il lavoro coincide...

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Pastore e cane del Lesotho, Africa meridionale

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