Il Cane Corso nella caccia – parte seconda

(Segue dalla prima parte) Giovanni de Nantolio quei cani infine glieli trovò, esattamente nel Contado di Molise e nella Valle del Fortore, tra Campania, Molise e Puglia. Quegli esemplari  servivano a dare vita a un buon numero di Cani Corsi validi per qualsiasi caccia grossa, inclusa quella all’orso e al lupo, e questo anche perché Carlo I d’Angiò dai possedimenti in Africa importava pecore e arieti per migliorare con l’incrocio i propri greggi, che insieme all’allevamento bovino era un affare di Stato da parte dell’élite dominante. Insomma, i predatori erano certo un problema per quel business e per eliminarli...

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