Categoria: N°13 – Settembre Ottobre 2018

Editoriale numero 13

  Questo numero di K9 Uomini e Cani è largamente dedicato al Dobermann, razza che come cane da lavoro è andata sempre più riducendosi soprattutto a causa di due motivi: per via (specie in ambito militare) dell’estremo legame che lo lega al conduttore e pertanto della difficoltà di farlo interagire bene con altri gestori; e secondo, a causa della scelta fatta decenni fa dai club ed enti vari  di privarlo del sottopelo, con conseguenti problemi di utilizzo in climi ostici. La scelta – pare di capire – sarebbe motivata dal fatto che essendo un cane bisognoso della continua vicinanza al padrone, e visto che gli esseri umani di norma stanno al coperto, il sottopelo non serva più. Anzi, è una scocciatura. Con una scrupolosa ricerca storica, grazie a fonti soprattutto tedesche e russe, abbiamo trattato questa grande razza relativamente alla storia e all’impiego militare e nelle forze di polizia. Crediamo che i servizi di questo lungo speciale possano piacervi e magari fornirvi qualche informazione in più. Poi pubblichiamo un servizio, con foto molto rare, che evidenzia come un tempo il cane facesse, purtroppo per entrambi, gli stessi durissimi lavori degli umani. Mai visto cani tirare l’aratro? O donne tirare l’aratro? Tutto vero, in tempi in cui per “guadagnarsi la pagnotta” quotidiana si sgobbava, e tanto.  Infine, passiamo ai cani contaminati di Chernobyl. Sì, contaminati. Giorni dopo il disastro nucleare di...

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I cani di Chernobyl

Il 26 aprile 1986 alle ore 1.23 circa, alla centrale nucleare sovietica V.I. Lenin – a 3 km dalla città di Prypjat e 18 km da quella di Chernobyl,  in Ucraina settentrionale – si procedette a un test definito “di sicurezza” (già eseguito senza conseguenze sul reattore n. 3), al reattore n. 4 della centrale. Ma – per via del progetto scadente e soprattutto a causa del Caposala il quale durante il test manteneva le procedure al di sotto dei limiti consentiti e ignorava gli allarmi che segnalavano la mancanza d’acqua nel reattore – questa volta si ruppero le...

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Guadagnarsi la pagnotta

Un tempo si diceva, molto più frequentemente di oggi, che si lavorava duramente per “guadagnarsi la pagnotta”. E se non lo si faceva si rischiava di fare concretamente la fame. Lavoro duro, durissimo e per molte ore al giorno, che purtroppo era la normalità anche se si era bambini o donne. Ed era del tutto ovvio che anche i cani facessero lo stesso, altrimenti erano “mangiapane a tradimento”, fossero uomini o animali. Insomma, il pane era la cosa più ambita, se ce n’era. Basti pensare che nella fiaba tedesca Hänsel e Gretel riportata dai fratelli Grimm, i due bambini...

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Il Dobermann nel cinema (e in televisione)

Il Dobermann, dopo il Pastore Tedesco, è la razza canina con la maggiore presenza al mondo nel cinema. Eppure, quanto a diffusione appare in classifica molto, molto dopo altre razze. Per fare capire, in Italia è a circa dieci volte meno dei “top”: Pastore Tedesco, Setter Inglese e Labrador Retriever (dati Enci 2016). Anche in America – dopotutto i film con Dobermann arrivano in buona parte da lì – i più diffusi sono, nell’ordine (dati AKC 2017),  Labrador Retriever,  Pastore Tedesco e Golden Retriever. Il Dobermann è al 12° posto, che a dire il vero non è affatto poco...

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Storia del Dobermann, parte prima

Prima di tutto analizziamo in quale realtà Karl Friedrich Louis Dobermann (Apolda, 2 gennaio 1834 – Apolda, 9 giugno 1894) ideò e selezionò la razza che prende il suo cognome, unico caso della Germania. Anzi, chiariamo subito che Dobermann – il quale cambiò il cognome originario, che era Tobermann – non nacque né visse in Germania se non dal 1871, poiché allora quella zona era il Ducato di Sachsen-Weimar-Eisenach, che durò dal 1809 al 1918 circa. Non era neppure Turingia, inteso come stato, perché fu creato nel 1920. Non solo, la Germania non esisteva in quanto la Confederazione della...

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Storia del Dobermann, parte seconda

Il figlio di Dobermann dichiarò che suo padre aveva un cane intelligente e senza paura di nome Schnupp, che in seguito si accoppiò con una cagna da macellaio molto valida quanto ad attenzione e coraggio chiamata Bismark. Pare che Schnupp, come riportato da un successivo articolo del 1898, fosse stato dato nel 1860 a Louis Dobermann da un certo Dietsch, proprietario di una cava di ghiaia ad Apolda. Si trattava di un meticcio fra un cane da pastore e un cane da macellaio, anche se dalla foto non appar certo grosso e potente. Schnupp, in basso. Questa è l’unica...

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Il Dobermann come cane di polizia, prima parte

Il Dobermann è una razza canina creata da Karl Louis Dobermann nel XIX secolo nella città di Apolda. In effetti, questa località – a parte il fatto della costruzione in loco della più grande campana appesa del mondo, montata nella Cattedrale di Colonia – è conosciuta fra i cinofili per via di questo cane. Dalla fine della Seconda guerra mondiale fino alla riunificazione della Germania Apolda faceva parte della DDR, quella comunista. Altri appassionati cinofili che contribuirono alla selezione della razza così com’è oggi furono Otto Göller e Philip Gruening. Karl Dobermann morì nel 1894, a 60 anni. La...

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Il Dobermann come cane di polizia, seconda parte

(Segue da Il Dobermann come cane di polizia, prima parte) Alla fine di gennaio del 1910, Tref e Dmitriev scoprirono a Mosca due furti nello stesso tempo nella scuola femminile dell’orfanotrofio Nikolaev. I ladri di notte erano penetrati nella camera da letto del tesoriere Orest Ivanovich Yemelyanov il quale alloggiava nella scuola e rubarono una considerevole somma di 400 rubli che, per fare capire, era pari a otto volte lo stipendio mensile di  Dmitriev e quaranta volte il costo di mantenimento mensile di Tref. Il problema fu che una volta scoperto il furto, nessuno aveva chiuso “la zona del...

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Il Dobermann come cane militare, prima parte

La Germania pose sempre molta attenzione alla selezione e all’impiego dei cani per l’esercito, e questo fin dal 1884 quando fu creato un grande centro per l’addestramento dei cani militari e dei gestori a Lechernich, vicino a Berlino (ritenuto la prima scuola militare per cani da guerra del mondo, ma a torto, perché ne esistevano già da secoli, spagnole e ancor prima nell’antica Roma). Una delle razze ritenute idonee era proprio il Dobermann. In Germania anche i civili furono coinvolti in questo sforzo militare cinofilo. Ne servivano tanti, e ancor di più ne dovevano essere pronti per le sostituzioni....

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Il Dobermann come cane militare, seconda parte

(Seguito di Il Dobermann come cane militare, prima parte) Altro impiego, come già scritto, che vide in azione i Dobermann fu quello di portaordini, detti anche messaggeri, nei casi in cui fosse impossibile comunicare con i telefoni da campo, cosa frequente quando le esplosioni tranciavano i cavi. In realtà tali funzioni canine belliche esistono fin dall’antichità. Un percorso che un uomo agile e veloce potrebbe percorrere in tre ore, un cane lo copre in meno di mezz’ora. I cani sono in grado di percorrere in pianura quasi cinque chilometri in dieci minuti, e sei chilometri in salita, in montagna,...

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Vip & Dobermann

Tanti artisti, uomini politici e intellettuali furono o sono appassionati di Dobermann. Vediamone qualcuno. Rodolfo Valentino, o Rudolph Valentino, nome d’arte di Rodolfo Pietro Filiberto Raffaello Guglielmi, nacque a Castellaneta, Puglia, il 6 maggio 1895 ma a 18 anni emigrò negli Stati Uniti dove fece lavori umili per campare. Sfondò – anche grazie ad amicizie maschili – nel cinema e divenne uno dei più grandi divi del cinema muto della sua epoca, noto anche per esser stato il sex symbol di quegli anni, tanto che gli fu dato l’appellativo di “Latin Lover”. Fatto sta che Valentino,  semplicemente chiamato Rudy...

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È stato pubblicato il libro Uomini e cani in guerra – dagli egizi fino alla Tripolitania italiana

È in vendita il libro Uomini e cani in guerra – dagli egizi fino alla Tripolitania italiana, di Giovanni Todaro. Probabilmente è il testo storico-scientifico più approfondito sull’impiego dei cani in guerra a livello mondiale, dal II millennio a.C. agli inizi del XX secolo. Dai molossi assiro-babilonesi a quelli romani, dai cani dei chukchi messi in campo contro i soldati russi a quelli utilizzati da spagnoli e francesi nei Caraibi, dai barboni dell’armata napoleonica ai cani dell’Africa orientale tedesca e della guerra boera, per chiudere con i cani impiegati dall’Italia nella Tripolitania. La stesura del testo – che riassume...

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