Categoria: N°14 – Novembre Dicembre 2018

Redazionale numero 14

     Normalmente inseriamo un solo speciale in K9 Uomini e Cani ma questa volta sono due, estremamente dettagliati a livello storico-cinofilo.          Quello sullo Staffordshire Bull Terrier, il progenitore dell’Amstaff e del Pitbull, consta di ben 37 pagine, mentre quello sui cani giapponesi è di 27. Una parte del primo speciale è stata scritta da Antonio Cuppone e una parte del secondo speciale da Simona Cupelloni. Com’è consuetudine del nostro giornale, nella parte degli speciali da noi scritta ci sono molte curiosità, una parte delle quali smentisce diffusi ed errati luoghi comuni, oppure fornisce l’analisi di realtà per nulla affrontate fino a oggi e a livello internazionale.        Inoltre, abbiamo pubblicato i “consigli sugli acquisti” per le strenne natalizie, riguardanti alcuni libri – tutti in tema storico-cinofilo o storico-naturalistico – frutto dei nostri studi a livello internazionale.            Buona lettura e buon Natale.                                                                                                        Giovanni...

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I cani giapponesi, prima parte: la preistoria

Visto che il cane fu creato dall’uomo addomesticando il lupo – e non i cani selvatici, pure esistenti come l’asiatico dhole (Cuon alpinus) o l’africano licaone (Lycaon pictus) –, se dobbiamo trattare i cani giapponesi, dobbiamo prima accennare ai giapponesi. Il Giappone fu colonizzato, a quanto ne sappiamo, nel Periodo Paleolitico che va dal 100.000 a.C. a circa il 12.000 a.C. La parte finale corrisponde alla fine dell’Era Glaciale, ossia l’inizio del Periodo Mesolitico. Poiché si stima che il cane sia stato creato, selezionandolo appunto dal lupo, circa 30.000 anni fa, ciò significa che per larga parte del Paleolitico...

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I cani giapponesi, seconda parte: arrivano gli occidentali

Come scritto precedentemente, i primi a colonizzare il giappone furono gli ainu ma poi si ritirarono sull’isola di Hokkaidō e (in contatto con gli emishi) nel nord-est di Honshū, nella regione del Tōhoku, ossia l’area dell’attuale razza Akita. Con ogni probabilità il cane degli ainu era quello che oggi viene chiamato Hokkaidō-ken (ken, come inu, significa cane ma ken è più corretto perché lo si usa generalmente per indicare un luogo geografico) ed era abbastanza simile a quello chiamato oggi Akita inu. Ricordiamo che questi ultimi cani non erano grandi come oggi in quanto, secondo gli studi di Hyoemon...

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I cani giapponesi, terza parte: ieri e oggi

Lo Shiba inu, probabilmente la razza giapponese più antica e discendente dai cani arrivati in Giappone durante il Periodo Jōmon, oggi è abbastanza diverso da quello originario. Sulla base delle analisi genetiche di oltre 1.500 cani giapponesi, il dottor Yuichi Tanabe della Gifu University ipotizzò che i primi cani giunsero in Giappone in due ondate di immigrazione: una volta dal Sudest asiatico attraverso Taiwan e le isole Ryukyu nello Jōmon, e di nuovo con gli immigrati attraverso la Penisola Coreana nel Periodo Yayoi e nel Periodo Kofun (dal 300 al 600 d.C). Quindi la prima popolazione sarebbe giunta da...

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Le origini dell’Akita tra cultura e storia del paese del Sol Levante

di Simona Cupelloni * Fin dai tempi più remoti i cani giapponesi venivano impiegati come ausilio nella caccia, essendo perlopiù di corporatura medio-piccola, con strutture e leve capaci di agili scatti e veloci riprese sui terreni discontinui e montuosi dei boschi delle isole del Giappone. La forma ben si adattava all’ambiente e alla funzione per la quale venivano impiegati e l’indole temeraria conferiva loro il giusto piglio per affrontare selvaggina di grossa mole come ungulati e orsi. Prima metà del XIX secolo, cacciatore con cane. Nella regione di Tōhoku, a nord dell’isola di Honshū, vive ancora oggi una piccola...

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Libri consigliati per Natale

(per cinofili e amanti della natura) Se volete regalare un libro come strenna natalizia vi consigliamo alcuni titoli, tutti correlati al nostro giornale e quindi particolarmente accurati quanto a ricerche storiche, ma nel contempo molto divulgativi essendo scritti in modo semplice e adatto a tutti. Tutti i titoli elencati sotto sono comodamente acquistabili su Intentet, il tempo di ricevimento – a seconda del tipo di spedizione scelta (è tutto indicato e facile da attuare, basta seguire le indicazioni) – è di 4-15 giorni. Attenzione, si tratta di veri libri cartacei. Lupi & Briganti di Giovanni Todaro (2011, Lulu com,...

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Staffordshire, l’origine – prima parte

Cerchiamo di illustrare com’era la realtà dello Staffordshire, contea nella regione delle Midlands Occidentali, in cui nacque l’omonima razza canina. Come nel resto dell’Inghilterra (ma in Irlanda, Galles e soprattutto Scozia sopravvisse più a lungo), anche lì il lupo era stato estinto fin dalla fine del medioevo e ciò causò l’inutilità e quindi l’estinzione anche dei grandi cani da pastore da protezione del bestiame, che pure prima c’erano. I cani da pastore dopo furono solo da conduzione, ma ne esisteva un tipo più grintoso valido anche per lavorare con suini e bovini e cioè il cosiddetto cur, nome esistente...

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Staffordshire, l’origine – seconda parte

Anche i grossi cani, fin dal 1700 e ovunque, erano impiegati per trainare pesanti carrelli nelle miniere e all’esterno. Quindi in miniera erano presenti due tipologie di cani, quelli piccoli e liberi come i terrier per uccidere i ratti, e quelli grossi e potenti per il traino. Possiamo però affermare senza tema di smentita che quelli che lavoravano più da bestie delle stesse bestie nelle miniere erano gli esseri umani, e in particolare donne e bambini. In effetti, l’uso dei cavalli in miniera fu adottato massicciamente solo dopo il 1842 quando per legge fu vietato di farvi lavorare i...

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Staffordshire, l’origine – terza parte

A causa dell’opinione pubblica sempre più disgustata e contraria, e all’azione dell’associazione Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals che era (ed è) la prima al mondo per la protezione degli animali essendo stata fondata nel 1824, i combattimenti fra cani e altri animali  furono infine vietati da una legge, la Cruelty to Animals Act del 1835 (sostituita da un’altra nel 1849), intesa a proteggere gli animali, e in particolare i bovini, dai maltrattamenti. Ma riguardava anche i combattimenti indicati prima. Quel che accadde naturalmente fu che i bulldog finirono “disoccupati”. Del resto, anche lo zoo presente...

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Standard dello Staffordshire Bull Terrier

di Antonio Cuppone  Per quanto riguarda lo Standard di razza, il testo riprende il lavoro di comparazione dello Standard originale del 1935 con le successive modifiche del 1948 (approvate dal Kennel Club nel 1950) e 1987, oltre ai commenti di Juanita Hobbs (Sud Africa) con l’aiuto di Sandra Smid (Nuova Zelanda). La traduzione è stata effettuata da me e da Gianluca Meles. Il contesto del 1935 credo sia da tenere in grande considerazione: l’eterogeneità fenotipica che ha sempre contraddistinto la razza e la necessità di coinvolgere più proprietari possibili di SBT nel raggiungere il riconoscimento del Kennel Club inglese,...

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Interviste sullo Staffordshire Bull Terrier

di Antonio Cuppone Le interviste che seguono hanno lo scopo di riportare diverse esperienze che gli interessati hanno avuto, e hanno, con lo Staffordshire Bull Terrier. L’augurio è che le testimonianze che seguono possano essere utili agli amanti della razza. A ogni intervistato sono state poste domande diverse e specifiche di un determinato ambito, senza un filo comune che non fosse lo SBT. L’articolo, nel suo complesso e nelle interviste in particolare, ha il solo scopo di illustrare diverse sfaccettature dello SBT senza volere , in alcun modo, mettere in competizione i diversi ambiti cinofili e, soprattutto, non ha...

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Lo Staffordshire Bull Terrier e le attività sportive

di Antonio Cuppone* Ritengo importante iniziare questo articolo con una premessa. Tutto ciò che segue non ha lo scopo di essere esaustivo dei temi trattati, che spaziano su diversi aspetti riguardanti lo Staffordshire Bull Terrier (d’ora in poi abbraviato in SBT) , ma ha la speranza di essere utile come spunto di riflessione per tutti coloro che avranno voglia di leggere, approfondire e ricercare successivamente. Lo SBT , in Italia ha iniziato a conoscere una veloce diffusione come dimostrano i dati Enci circa le registrazioni :   ANNO      SOGGETTI REGISTRATI E.N.C.I. 2008         431 2009         434 2010         593 2011         618...

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