Categoria: N°17 – Maggio Giugno 2019

Editoriale numero 17

    Ci siamo da poco affidati a un servizio professionale di rilevamento dei dati e il primo a rimanere stupito davanti ai numeri sono stato io: K9 Uomini e Cani ha poco più di 102.000 lettori l’anno, sia italiani sia esteri! E non lettori, come si potrebbe dire magari volgarmente, da “una botta e via”, ma affezionati e – soprattutto – vogliosi di leggere, cosa rara di questi tempi. Già, perchè quasi tutti i giornali online a fianco di ogni articolo si premurano di indicare quanto tempo bisogna dedicare, quasi obtorto collo (una sorta di sgradita imposizione) come dicevano i romani, alla lettura: un minuto, due minuti… Per moltissimi, leggere per più di due minuti un articolo o servizio equivale a fare una gita in bicicletta e scoprire strada facendo di avere entrambe le gomme bucate, e il tutto mentre il cielo si fa plumbeo.     Il fatto è che, se non piace leggere o si preferisce fare in fretta, K9 Uomini e Cani è da evitare, perchè i nostri servizi sono lunghi anche decine di pagine. Siano un giornale storico-cinofilo di approfondimento e quindi non c’è scampo. Del resto di giornali di altro tipo è pieno ovunque, basta scegliere quelli. I rilevamenti ci indicano anche i tempi di permanenza dei lettori, cosa leggono, cosa li attira di più e così via. Bene, vi ringrazio per la vostra pazienza...

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Corsica, banditi e cani

La Corsica ebbe i suoi briganti, detti banditi, da sempre, anche a causa della dura vita nell’isola in cui si campava di agricoltura e soprattutto di pastorizia. In epoca romana così il geografo e storico Strabone descriveva gli abitanti dell’isola di Cyrnos (come i romani chiamavano la Corsica): Un paese desolato per vivere, in considerazione della natura amara del suolo e la quasi assoluta mancanza di strade percorribili, il che rende le popolazioni confinate in montagna e ridotte a rapine, più selvaggi delle bestie selvagge. Questo è ciò che può essere verificato senza lasciare Roma, perché spesso accade che...

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Il cane Pastore Tedesco: le origini

I cani da pastore – sia da conduzione sia da protezione – in Germania erano praticamente identici ai tipi utilizzati in tutta Europa, e non solo, e questo perchè fino al XVIII secolo anche la Germania pullulava di predatori, in particolare lupi (presenti fino alla seconda metà del XIX secolo, ma oggi tornati), molto attratti dal bestiame. Già nel VII secolo, in epoca longobarda, per esempio con l’Editto di Rodari, chi uccideva un cane da pastore che azzanna i lupi era multato pesantemente. Lo stesso era previsto e comminato dalle leggi di popolazioni germaniche come i sassoni, alemanni e...

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Il Pastore Tedesco come cane di polizia e di pubblica utilità: parte prima

Immaginate di essere dei poliziotti in servizio di notte, da soli, in strade poco o per nulla illuminate e magari in zone notoriamente frequentate da ubriachi o malviventi, come i porti. Il poliziotto del XIX secolo ovviamente non era dotato di telefono cellulare o di ricetrasmittente. Aveva solo un fischietto con cui chiedere l’intervento di altri suoi colleghi, i quali sarebbero arrivati – se avessero udito i fischi – a piedi o in bicicletta. Le carrozze della polizia trainate da cavalli erano pochissime. Insomma, era un mestiere rischioso quanto oggi, ma con mezzi decisamente limitati. L’avere con sè un...

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Il Pastore Tedesco come cane di polizia e di pubblica utilità: parte seconda

(segue dalla prima) La polizia negli Stati Uniti usa molto i cani – soprattutto Pastori Tedeschi e Pastori Belga Malinois –  e anche il più piccolo dei reparti gestisce una squadra K-9 di almeno un cane, mentre nelle grandi città arrivano anche a molte decine. Sarà bene chiarire che negli Stati Uniti non è consigliabile tenere un atteggiamento aggressivo con i poliziotti, perchè sparano senza remore in caso di necessità. Idem i loro cani, che sempre in caso di necessità vengono aizzati a mordere e non raramente vengono bloccati dai loro gestori con una certa lentezza. Questo avveniva ancora...

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Lager e gulag: Pastore Tedesco

Come si sa, non ci sono cani cattivi ma cattivi padroni. Vale anche per il Pastore Tedesco. La vita di Max von Stephanitz e l’evoluzione delle sue idee accompagnarono la formazione dell’Impero Tedesco, poi della Germania e infine del  nazismo. Lui e i suoi colleghi della “Verein fur Deutsche Schäferhunde” (Società per il Pastore Tedesco, di seguito abbreviata in VS) forgiarono e presentarono questa razza come l’archetipo del temperamento canino germanico: attentamente selezionato, fedele all’estremo, impavido come un lupo. Il suo uso estensivo quale strumento di terrore sociale da parte dei nazisti lo rese un’icona altrettanto diffusa e riconoscibile...

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Il Pastore Tedesco in guerra: prima parte

Contrariamente a quel che si pensa di solito, i cosiddetti cani lupo esistevano anche nell’antichità e furono usati direttamente in battaglia, come avvenne con il re dei lidi Aliatte II (609 o 619-560 a.C.) contro i cimmeri, e che fece sbandare la loro cavalleria con cani molto luposimili dalle orecchie ritte, come si può notare osservando il mosaico del Sarcofago di Clazomenae, risalente al VI a.C. ed esposto al British Museum. Anche nell’antica Roma esistevano i cani lupo e quindi le critiche al film Il gladiatore (2000, di Ridley Scott) – dove si vede il generale Massimo Decimo Meridio...

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Il Pastore Tedesco in guerra: seconda parte

(segue dalla prima) Un grave problema si presentò nel 1943 ed erano le mine tedesche di nuovo tipo, soprattutto antiuomo. Non avevano l’involucro di metallo, che i metal-detector individuavano, ma di legno. Uccidevano lo stesso, però le si scopriva solo quando le si calpestava, ed era troppo tardi. A differenza dell’esercito statunitense, che ritirò i cani antimina dopo avere constatato che non servivano affatto, l’esercito britannico ottenne dei risultati. Non totali, ma incoraggianti. Visto che le mine venivano poste sotto terra, si scoprì che i cani sentivano la differenza di odore di quella rimossa, almeno per un po’ di...

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Pastore Tedesco: fantasie e problematiche

Indubbiamente il Pastore Tedesco, da quella grande razza che è, sa fare bene tutto o quasi. Però a dispetto del suo nome, non è un cane pastore. Così come il Terrier Nero Russo non è un terrier. Sappiamo che per questo commento in tanti ci prenderanno per pazzi, però consigliamo di leggere prima di esserne certi. Allora, è vero che gli antenati del Pastore Tedesco erano cani da pastore della Germania, usati per la conduzione del bestiame. Ma lo erano loro, gli antenati, non il Pastore Tedesco. Questi cani germanici furono selezionati per condurre e proteggere le pecore e...

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Il Pastore Tedesco nel cinema, televisione e libri

Nel 1885 nel Maine nasceva Laurence Norwood Trimble, poi divenuto attore, scrittore e regista di film muti. Era anche uno straordinario addestratore di cani. Cresciuto in una fattoria, era fin da bambino amante dei cani e successivamente raccontò: “Volevo un cane più di ogni altra cosa, ma la mia famiglia non poteva permetterselo. Negli anni però ne ebbi alcuni, solitamente erano cani con una cattiva reputazione e che nessuno voleva ma io li ho amati e ho imparato da loro”. Trimble aveva addestrato e utilizzato Jean, il suo Collie, per la serie di film cortometraggi Jean, the Vitagraph Dog,...

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Soldatini, statuette e cani: parte prima

Un tempo era comune, tra bambini, giocare con i soldatini, che fossero alti un centimetro o dieci centimetri, cowboy, indiani, soldati di varie nazioni e altro. Anzi, alcuni non rappresentavano neppure soldati in scala ma erano statuine di pastori o contadini prese dal presepe. Ma allora tutto andava bene per divertirsi, ci si accontentava e persino si inventava. Ben pochi soldatini erano affiancati a cani, ma oggi il tema specifico diventa sempre più conosciuto. Ed è giusto che sia così. Per questo motivo vi offriamo una carrellata di soldatini con cani, antichi e moderni, ma sempre pieni di fascino....

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