Categoria: N°18 – Settembre Ottobre 2019

Editoriale numero 18

       Questo numero di K9 Uomini e Cani è senza dubbio eccezionale, e per vari motivi. Il primo è che ha ben quattro speciali, tutti estremamente approfonditi. Il primo, il più lungo, tratta i trasporti dei cani nella storia, dall’antichità a oggi e nel mondo. Su carri, cavalli, in spalla, su navi, barche, treni, biciclette, motociclette, carrozzine, automobili, furgoni, aerei, elicotteri e persino su navicelle spaziali. Vi stupirete a leggere questo speciale, che tra l’altro è in esclusiva mondiale e che per via della lunghezza abbiamo dovuto suddividere in diversi servizi. Comprende anche un’inchiesta sui trasporti di cani con furgoni, che praticamente a grandi linee si dividono in due tipi: quelli professionali, legali e svolti da persone competenti; e quelli illegali e per nulla professionali, spesso svolti in combutta con veri e propri delinquenti pubblici e privati attirati da un giro di soldi dell’ordine di milioni di euro l’anno.          Sempre in tema di trasporto dei cani c’è una nostra inchiesta su un trasportino da agganciare dietro le automobili, proprio vicino alle marmitte scaricanti i gas di scarico e a rischio tamponamenti, che per inciso in Italia sono oltre il 18% degli incidenti. Dimenticavo, abbiamo fatto controlli e scoperto che la relativa omologazione rilasciata in Lussemburgo ma valida anche da noi cita un portapacchi e non un portacani. Che, se ci pensate bene, non è che sia la...

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I trasporti di cani nel tempo – parte prima

I cani, così come il bestiame, fin dall’antichità seguivano gli spostamenti dei popoli con le loro zampe, e ben difficilmente con altri mezzi. Nel caso degli eserciti i cani, quelli da guerra, potevano essere condotti con la fanteria oppure in gabbie poste su carri nel caso di esemplari di particolare ferocia. Analogamente all’interno di gabbie, e di certo non liberi, questi cani venivano trasportati sulle navi. Quelli che seguivano la fanteria, trattenuti col guinzaglio dai loro gestori, forse erano muniti di museruole, ma è solo una supposizione in quanto l’archeologia non ci ha finora fornito reperti che diano dati...

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I trasporti di cani nel tempo – parte seconda

(segue dalla prima) Come mezzo di trasporto – certamente non piacevole per i cani – non bisogna dimenticare i carri degli accalappiacani, poi sostituiti da analoghi mezzi a motore. Oggi i cani catturati finiscono nei canili municipali e non vengono abbattuti, ma in altre nazioni sì. Un tempo per un cane finire catturato significava solitamente la morte in quanto questo prevedevano le norme, nonché per la minaccia allora molto diffusa tra i cani della idrofobia. Inoltre gli accalappiacani, almeno fino al XIX secolo in Europa, avevano diritto di tenere e quindi vendere la pelliccia del cane, il grasso e...

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I trasporti di cani nel tempo – parte terza

(segue dalla seconda) I cani venivano trasportati – e trasportavano nello stesso tempo – grazie a un curioso veicolo triciclo in cui il “motore” era rappresentato proprio dai cani che, camminando all’interno di grandi ruote, imprimevano il movimento. Questo utilizzo del cane è antico e con tale sistema si azionava praticamente di tutto, dai girarrosti, agli ingranaggi di artigiani, ai piccoli mulini e praticamente a ogni cosa che girando potesse trasmettere un moto. I cani venivano trasportati anche in altri modi, per esempio in bicicletta come nel caso dei poliziotti romeni, ammesso che tale trasporto avvenisse realmente. Di sicuro...

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Trasporto di cani, tra lavoro onesto e business illecito – prima parte

I furgoni a motore per il trasporto dei cani esistono da oltre un secolo, come quelli costruiti appositamente da aziende e utilizzati dall’esercito e dalla polizia di molti stati e di vari continenti. Tutti dovevano avere caratteristiche tecniche adeguate ed essere pensati per la sicurezza dei trasportati e cioè i cani. Gran Bretagna, Liverpool, 1950. Furgoni per i cani da caccia, un tempo solitamente realizzati semplicemente caricando alla bisogna le gabbie all’interno o sul cassone all’aperto, erano diffusissimi. Lo sono anche oggi, costruiti ad hoc, e per robustezza, accuratezza e affidabilità sono validissimi. Sono ovviamente omologati, almeno in Italia....

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Trasporto di cani, tra lavoro onesto e business illecito – seconda parte

Dove finiscono questi cani? Distribuiti a gruppetti nelle case private di persone che, per accudirli – se non lo fanno per passione e buon cuore, con sacrifici anche economici inenarrabili poichè arrivano ad ospitarne anche decine –  ricevono un compenso, e a volte anche un rimborso per il cibo. Capita pure che i cani finiscano abusivamente in recinti isolati, i cosiddetti “stalli”, a decine insieme e senza alcun controllo veterinario, e campino così in qualche modo finchè possono. Se muoiono finiscono in fretta sottoterra, inclusi i microchip (se li hanno) che nessuno si darà mai la pena di controllare,...

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Che strano trasportino per cani

(In esclusiva mondiale )  Abbiamo notato un trasportino per cani da appendere alla parte posteriore di un’automobile, venduto in varie versioni nel mondo, Italia inclusa, con un costo anche di oltre 1.000 euro. Premettiamo subito che abbiamo individuato la ditta produttrice, in Spagna, ma che poi abbiamo trovato altre aziende produttrici di simili aggeggi, per esempio a Starnberg, Germania. Un trasportino esterno per automobile. La prima cosa che abbiamo pensato è stata che, se fossimo stati cani, mai e poi mai avremmo voluto stare lì dentro. Non dev’essere piacevole vedere attraverso i fori del trasportino le automobili avvicinarsi. Ma...

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Il Cane da pastore di Šarplaninac – parte prima

Cominciamo subito a dire che questa ottima razza di cane da protezione del gregge storicamente non è affatto relativa alla sola zona montuosa delle Montagne Šar, per il semplice motivo che un tempo i predatori del bestiame – lupo, orso, lince e sciacallo dorato – erano molto diffusi ovunque, in montagna come in pianura nell’area balcanica. Ora, visto che un tempo lì i lupi e altri predatori erano ancora più diffusi, com’è possibile pensare che i progenitori di quelle che ora sono due diverse razze e cioè il Šarplaninac e il Pastore di Karst fossero limitati alle sole Montagne...

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Il Cane da pastore di Šarplaninac – seconda parte

(segue dalla prima parte) I Balcani furono poi conquistati e dominati per cinque secoli da Roma e sappiamo che i romani utilizzavano il molosso canis pugnax, discendente dal Molosso d’Epiro ma poi modificato con incroci, se validi, con cani provenienti da buona parte del mondo allora conosciuto. In effetti l’area balcanica vide poi l’arrivo di genti molto diverse – visigoti, goti, unni, ostrogoti, avari, slavi, bulgari, cumani, peceneghi – tutte con i loro cani da pastore che andavano ad accoppiarsi nel tempo fra loro e con quelli più o meno locali. In particolare sono da menzionare i cumani, che...

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Il Šarplaninac sul campo

Per millenni i pastori dei Balcani  hanno usato i cani per per proteggere il bestiame dai predatori come lupi, orsi, linci ma pure cinghiali, sciacalli dorati e persino volpi nel caso di agnelli e capretti. Anche se l’orso, e in particolare alcuni esemplari più dediti agli attacchi al bestiame, può fare predazioni occasionali, il vero antagonista del pastore e dei suoi cani è sempre stato il lupo. Limitandoci solo ai lupi di una parte di quest’area e a oggi, la Slovenia (poco più grande del Veneto) ha una cinquantina di lupi viventi nel 20% circa dello stato; nella più...

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Il Coban Kopegi, detto Kangal – prima parte

di Nino Azzolin* Pastore dell’Anatolia, Kangal, Karabas, Akbas, Malak, Coban  Kopegi. Chiunque si sia interessato ai cani turchi da protezione del gregge ha sentito almeno una volta uno di questi nomi. La lunga polemica sul fatto che questi nomi indichino razze differenti o siano modi diversi di chiamare lo stesso cane,  iniziò in occidente poco dopo le prime importazioni degli anni ’60 ed è culminata a giugno del 2018 con l’adozione da parte della FCI di una nuova denominazione e di un nuovo standard che di fatto non ha risolto la situazione, dato che è cambiato il nome della...

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Il Coban Kopegi, detto Kangal – seconda parte

di Nino Azzolin* (segue dalla prima parte) In anni più recenti troviamo un importante libro sulla razza (https://www.takasvolkodav.com/yerli-çoban-köpekleri.asp) scritto dal  veterinario e professore universitario turco Cafer Fahri Dikmen nel 1927 sotto Mustafa Kemal Ataturk. Il libro, dal titolo Coban Kopegimiz (I nostri cani da pastore), corredato da diverse interessanti fotografie, in un capitolo descrive il Coban Kopegi come segue: Siccome i cani che abbiamo proteggono le greggi di pecore e capre, loro sono chiamati coban kopegi (cani da pastore). Hanno testa grande e forte, la fronte è larga, le mascelle e i piedi sono molto forti e la loro...

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Il Coban Kopegi, detto Kangal – terza parte

di Nino Azzolin* (segue dalla seconda parte) Come già scritto, nel 2006 nacque in turchia il KIF, ente cinofilo turco affiliato alla FCI. Nel frattempo nuove cosiddette razze turche stanno spuntando a ritmi vertiginosi. L’unica, oltre a Kangal e Akbas, riconosciuta dal KIF è il Malak o turkish mastiff, le altre (Boz shepherd, Kara Deniz Dag Kopegi ecc) sono riconosciute da associazioni minori. Il Malak, considerato da alcuni una razza antica, è nella sua forma originaria nientemeno che un Kangal o Pastore dell’Anatolia di taglia e ossatura maggiori, come se ne sono sempre visti in Turchia, ma la sua...

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Il morso del lupo

Benché non sia affatto vero che i cani da protezione del gregge non possano mai uccidere un lupo in uno scontro uno a uno, è vero che ciò accade raramente, anche se il cane è ben più grande. Se il cane è in difficoltà di norma non ha scampo, se è invece il lupo ad avere la peggio di solito, se non gravemente ferito, riesce a fuggire, anche grazie alla sua maggiore velocità e agilità. Sarà quindi il caso di spiegare il perchè, ed è abbastanza semplice: il cane da pastore ben raramente combatte a morte, mentre il lupo...

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Il Pastore Olandese – parte prima

Il Pastore Olandese è una razza ancora poco diffusa ma che sta velocemente facendosi conoscere in quanto possiede tutte le qualità necessarie per ottenere un meritato successo. Può fare fisicamente quasi tutto, e caratterialmente tutto, dipende da noi e da quello che gli insegniamo. Del resto, essendo un cane da conduzione è sveglio e pronto a capire cosa vogliamo da lui. In Italia è ben allevato e, grazie anche a una fortunata serie di fattori inclusi appunto i bassi numeri, non è stato modificato dal mondo dello show. Quello era e quello è. Però bisogna conoscerlo e per questo...

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