Categoria: N°19 – Novembre Dicembre 2019

Editoriale numero 19

        Eccoci arrivati all’ultimo numero del 2019 di K9 Uomini e Cani. Il primo servizio riguarda la recente morte del leader terrorista dell’Isis Abū Bakr al-Baghdādī durante una lunga e complessa operazione che ha visto in un importante ruolo i cani della Delta Force degli Usa e in particolare il Pastore Belga Malinois Conan. Troverete dettagli non comparsi negli articoli pubblicati in tutto il mondo.          A seguire, lo speciale sulla storia del cane Barbone, razza che ha trascorsi incredibili e poco conosciuti: da cane da caccia in acqua a cane da compagnia, ma passando come apprezzato ausiliario nelle battaglie dal XVII al XX secolo, incluse due guerre mondiali, tanto da essere la razza francese più decorata di sempre. Ma anche oggi non ha perso nulla quanto a funzionalità, ci sono solo Barboni più grandi e altri più piccoli, ma la sostanza, il cuore e la tempra sono sempre quelle.         Poi, uno speciale che ci ha impegnato moltissimo, quello sulla storia della toelettatura dei cani, che un tempo in Francia era dettata da motivi venatori. Le nostre ricerche hanno fatto tornare indietro la data della nascita di questa pratica, e di molto. Non la Francia del XVI secolo ma addirittura prima di Cristo a Roma e in Cina, e probabilmente persino alla Mesopotamia assiro-babilonese.         Sia lo speciale  sulla storia del cane Barbone sia quello sulla storia della...

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Conan e la morte di Abū Bakr al-Baghdādī

Il famigerato terrorista Ibrāhīm ʿAwed Ibrāhīm ʿAlī al-Badrī al-Sāmarrāʾī, comunemente indicato come Ibrāhīm al-Badrī e noto col nome di battaglia di Abū Bakr al-Baghdādī, era il califfo dell’autoproclamato Stato Islamico (ISIS) che nel corso degli anni si è macchiato di stragi immense di innocenti anche decapitati o bruciati vivi. https://www.youtube.com/watch?v=s-JNtnQGTdo  Nel 2015 al-Baghdādī si salvò, pur rimanendo ferito, da una azione di bombardamento delle forze statunitensi nella località di al-Baʿāj, al confine con la Siria. Il terrorista quindi se l’era scampata ancora una volta. Ma non poteva sapere che proprio quell’anno, nel 2015, a migliaia di chilometri di distanza,...

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Storia del Barbone – Prima parte

Sarà bene chiarire subito che un tempo non esistevano le razze canine ma solo tipi ed era  quasi impossibile distinguere tra loro quelli che oggi sono il portoghese Cão de água, lo spagnolo Perro de agua, l’italiano Lagotto Romagnolo e i francesi (ma allora pure tedeschi, ossia i Pudel) Barbet e successivamente Barbone. Barbone e Barbet poi fino al XIX secolo erano lo stesso cane, anche se dal XVI secolo cominciarono a esserci varianti più leggere e meno rustiche esteriormente per via della moda a livello nobiliare e di una specifica selezione in quegli ambiti. Una curiosità, o meglio...

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Storia del Barbone – Seconda parte

(Segue dalla prima parte) Il Barbone era il cane preferito della Grande Armée, l’esercito francese napoleonico, e alcuni divennero dei miti, come Moustache, nato in una fattoria di Falaise nel settembre del 1799 e che sarebbe stato ceduto all’età di 6 mesi a un droghiere di Caen. Probabilmente il cane era mal tenuto, fatto sta che un giorno vagabondando per le strade della città fu attratto dalla musica militare della 40a Compagnia di Granatieri della guarnigione e la seguì scodinzolando fin dentro la caserma. I soldati lo adottarono, chiamandolo Moustache (Baffuto) per via dei lunghi peli del muso e...

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Storia del Barbone – Terza parte

(Segue dalla seconda parte) Del tutto impossibile fare un elenco appena sufficiente per descrivere i romanzi e le novelle in cui siano presenti cani di questa razza, così come accennare ai tanti casi in cui stupirono il mondo con la loro intelligenza e disponibilità nell’apprendere. Pure nei circhi divennero famosi e molto diffusi fra le tante attrazioni con cani addestrati. I più adatti erano appunto ritenuti i Barboni: venivano addestrati a giocare, contare, ballare, saltare, camminare sulle corde, boxare fra loro muniti di speciali guantoni da pugilato e tanto altro, e a volte lo facevano in costume. In certi...

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Storia della toelettatura dei cani nel mondo. Parte prima

(In esclusiva mondiale, © K9 Uomini e Cani) Una cosa: noterete leggendo che qui trattiamo sia la toelettatura dei cani, sia l’utilizzo del pelo raccolto, in quanto un tempo non lo si buttava ma veniva impiegato per confezionare indumenti pregiati. Oggi, almeno in Italia, i toelettatori di solito lo buttano, ma all’estero resta una certa pratica di utilizzo, seppure comunque rara. Ricordiamo inoltre che la pratica della tolettatura consiste nel taglio e nel lavaggio dell’animale al fine di risolvere problemi di pelo troppo lungo o malmesso, oppure di metterne in risalto la forma e l’eleganza, tagliare le unghie, pulire...

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Storia della toelettatura dei cani nel mondo. Parte seconda

(segue dalla prima) Una famosa razza cinese – anche se cani simili o identici si trovavano in Corea, Tibet e Giappone – è il Chow Chow (in cinese solo Chao, si pronuncia Ciao), secondo alcuni studiosi esistente da millenni. Con ogni probabilità legato ai cani tibetani e ad altre razze asiatiche da pastore, fu poi incrociato con i cani di medie dimensioni siberiani e mongoli, dando vita alle varianti nordiche e meridionali, nonché a un tipo detto della Mongolia e a un altro detto della Manciuria, di diversa grandezza, peso e colore. Con il morbido pelo si confezionavano caldi...

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Storia della toelettatura dei cani nel mondo. Parte terza

(segue dalla parte seconda) Questi piccoli cani – alti al garrese poco meno di 45 cm – erano allevati quasi in “gregge”, visto che ogni famiglia ne aveva 15-20, alimentandoli soprattutto con salmone crudo o cotto miscelato con fegato e sego di grasso di alce al fine di rendere lucente il lungo pelo bianco. Li si teneva su isolette  per evitare incroci con altri tipi di cani, e se ciò non era possibile venivano rinchiusi  permanentemente in recinti o grotte sbarrate.  Venivano tosati in maggio o giugno utilizzando le valve di cozze e di altri molluschi rese molto affilate...

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Storia della toelettatura dei cani nel mondo. Parte quarta

(segue dalla parte terza) Anche in Europa ci sono testimonianze sulla cura dei cani nel medioevo. Non solo, ovviamente, quanto a cure veterinarie ma anche per quanto riguarda la toelettatura, intesa come lavaggio, taglio del pelo con le forbici e pulizia del pelo con panni, pettini e spazzole. Esistevano pure pettini di piombo, il cui uso veniva consigliato anche per scurire i capelli, ma non sappiamo se venissero usati pure per pettinare i cani. Le Livre de Chasse, fol. 31V, composto tra il 1387 e il 1389 da Gaston Fébus (Gaston III di Foix-Béarn, 1331-1391 ) A proposito invece...

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Storia della toelettatura dei cani nel mondo. Parte quinta

(segue dalla parte quarta) Il pelo veniva addirittura tagliato per dissimulare la realtà animale della specie, modellandolo per essere abbinato al proprietario e persino al suo aspetto. Ricordiamo l’esempio citato prima del taglio del pelo dei cani Barboni affinché la loro testa ricordasse quella degli uomini con parrucca. Gli Yorkshire Terrier avevano un’acconciatura speciale, popolare nelle località della Normandia, che includeva nastrini per legare i ciuffi di pelo della testa, nastrini addirittura dello stesso colore dell’abito del proprietario. Esistevano vari tipi di tagli, quella continental “a leone”, il “taglio inglese” o la forma a spirale detta tonte en macarons,...

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