Categoria: N°20 – Gennaio Febbraio 2020

Editoriale Numero 20

   Questo numero di K9 Uomini e Cani è molto ricco, con speciali che nascono da una vastissima e lunga ricerca sui diversi temi. Il primo speciale tratta la rabbia, il cui virus quasi ovunque nel mondo causava praticamente la morte certa, finché il francese Louis Pasteur alla fine del XIX secolo non scoprì il vaccino. Una morte orribile, sia per gli umani sia per gli animali che ne venivano e ne vengono infettati. Ancora oggi muoiono ogni anno decine di migliaia di esseri umani, in particolare in India e in Africa. Nello speciale affrontiamo questa malattia virale nel mondo, dai primi resoconti storici, secoli prima di Cristo, fino a oggi. Crediamo si tratti della più esaustiva trattazione di questo tema fatta fino a oggi da un giornale. Credo che svelerà fatti e situazioni sconosciute, almeno ai più, anche se non si tratta certo di una lettura veloce, visto che abbiamo dovuto dividere lo speciale in sei servizi.             Poi pubblichiamo un servizio su Rudolphina e Rudolph Menzel, coppia di cinofili austriaci di grandissima esperienza che, per questo motivo, furono chiamati ad addestrare i cani della polizia ed esercito austriaco e poi tedesco. Inclusi i cani delle SS e della Gestapo nazista. Che, per una coppia ebrea come loro, nel periodo di Hitler non era la cosa più prudente da fare. Crediamo che l’articolo vi incuriosirà. Ha incuriosito anche noi,...

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Rabbia – parte prima

Non sappiamo da quanto tempo esista la malattia virale della rabbia, detta anche idrofobia, ma è antichissima e certamente fa parte dell’esperienza degli esseri umani e dei loro animali domestici da prima dello sviluppo del linguaggio scritto. Essendo la rabbia un virus, la sua nascita risale alla notte dei tempi. Poiché sono poco più che frammenti di materiale genetico delle dimensioni di una molecola circondati da un rivestimento proteico protettivo, i virus sono troppo piccoli e delicati per lasciare tracce preistoriche nei reperti fossili. Per questo motivo, non sappiamo in quale stadio della biologia evolutiva siano sorti: se prima...

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Rabbia – parte seconda

(segue dalla prima parte).  Gli antichi persiani ritenevano che i bezoar – una massa a volte presente nel sistema gastrointestinale soprattutto dei ruminanti e composta da componenti indigeribili inorganici e organici  – avessero proprietà curative contro i veleni, infatti la parola “bezoar” deriva dal persiano pād-zah che letteralmente significa “antidoto”. La tradizione sosteneva che un bicchiere contenente un bezoar avrebbe neutralizzato qualsiasi veleno versato al suo interno. Una curiosità: i bezoar negli esseri umani di oggi vengono invece quasi tutti neutralizzati bevendo Coca Cola, e lo si fa per esempio quando si formano dopo avere mangiato cachi non ancora...

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Rabbia – parte terza

(Segue dalla parte seconda) Nel 1779 un certo numero di persone e animali domestici furono morsi nel distretto di Belluno da un lupo idrofobo e molti morirono. Fu in Italia, sempre nel 1799, che Eusebio Valli (1755-1816) propose il primo vaccino antirabbia (per uso umano e veterinario), composto dalla saliva di un cane rabbioso, neutralizzato usando il succo gastrico di una rana. Non c’entra, ma vale la pena di scriverlo: Valli non solo era un grande scienziato, ma anche un uomo di cui purtroppo si è quasi perso lo stampo. Condusse esperimenti su numerosi vaccini. A Cuba, flagellata dalla...

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Rabbia – parte quarta

(Segue dalla parte terza) Secondo i Centers for Disease Control and Prevention la maggior parte dei pipistrelli non ha la rabbia, ma tra quelli catturati il 6% circa l’aveva. Recentemente sono stati segnalati nella regione amazzonica del Perù casi di attacchi a bambini tra gli 8 e i 15 anni, che sono tutti morti dopo avere  contratto la rabbia. Attenzione, anche i pipistrelli non ematofagi, ossia quelli che non si nutrono di sangue, possono essere portatori della rabbia. Il primo rapporto di un pipistrello non ematofago infetto dal virus della rabbia, un esemplare di grande artibeo (Artibeus lituratus, pipistrello...

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Rabbia – quinta parte

(Segue dalla quarta parte) Da allora i vaccini antirabbici sono stati perfezionati e diffusi, ma sarà bene ricordare che anche questi sono impotenti se somministrati dopo la comparsa dei sintomi. Se inoculati anche dopo il contatto ma prima dei sintomi, si stima che nel mondo la profilassi post-esposizione (PEP) a seguito di sospetti episodi di infezione eviti ogni anno centinaia di migliaia di decessi. E a volte pure il vaccino può non bastare. Gatto rabido. Matthew Winkler, un bambino di 6 anni, il 10 ottobre del 1970 stava dormendo nella sua cameretta nella zona di Willshire, città di Lima,...

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Rabbia: l’annosa questione delle responsabilità dei proprietari, dei singoli Stati e il ruolo delle assicurazioni

di Eloisia Minolfi* Nel presente numero di K9 Uomini e Cani viene esaminato il problema della rabbia o idrofobia sotto molteplici aspetti, e di sicuro interesse è il comportamento che si suggerisce ai padroni dei nostri amici animali nell’ipotesi, si spera remota, di incontro con un animale colpito da questo virus. Immagine tratta da film d’animazione L’isola dei cani (2018, Isle of Dogs) di Wes Anderson. Le domande che più di frequente giungono all’attenzione della scrivente riguardano l’obbligatorietà del vaccino e i tipi di responsabilità cui il padrone di un animale non vaccinato può andare incontro. Orbene, in primo...

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Rudolphina e Rudolph Menzel, gli ebrei che addestrarono i cani dei nazisti

Questo articolo potrà sembrare ad alcuni poco opportuno, oppure sgradevole, ma si tratta di storia documentata. Adolf Hitler era un tedesco di origine austriaca, poi Cancelliere del Reich e dittatore col titolo di Führer della Germania dal 1934 al 1945. Purtroppo sono molto note le sue lucide pazzie, di cui l’antisemitismo fu parte preponderante. Già nel 1925, nel libro Mein Kampf (La mia battaglia), espose il suo pensiero politico e delineò il programma del partito nazionalsocialista, specificando  al di là di qualsiasi dubbio il suo odio per ciò che riteneva fossero i due mali gemelli del mondo: comunismo ed...

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Togo, il film

Dal 20 dicembre sulla piattaforma Disney + è visibile il film Togo (2019), diretto da Ericson Core, prodotto da Kim Zubick, scritto da Tom Flynn e interpretato da Willem Dafoe, Julianne Nicholson, Christopher Heyerdahl, Michael Gaston, Michael McElhatton, Jamie McShane, Michael Greyeyes, Thorbjørn Harr, Shaun Benson e Nikolai Nikolaeff. Disney + ha contenuti in streaming di film, serie televisive e altri contenuti d’intrattenimento, e dal 31 marzo 2020 sarà disponibile anche in Italia. Togo non uscirà nei cinema. La trama del film inizia da prima della incredibile Grande corsa del siero del 1925, ossia il trasporto in Alaska a...

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L’impresa di Nome, gli eroi (uomini e cani) che salvarono una città – parte prima

Quando il 15 dicembre 1924 visitò un bambino eschimese di due anni d’età, il dr. Curtis Welch diagnosticò una semplice tonsillite. Un’infiammazione, appunto, delle tonsille. Ma il bambino morì la mattina dopo. Nei giorni successivi ci fu un numero anormalmente elevato di casi di presunta tonsillite e un altro bambino mori il 28 dicembre. A quel punto Welch – il solo medico del Maynard Columbus Hospital, che con quattro infermiere era l’unico presidio sanitario nella città e zona circostante di quella parte dell’Alaska settentrionale – era già molto allarmato e avrebbe voluto fare l’autopsia al bambino, ma la madre...

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L’impresa di Nome, gli eroi (uomini e cani) che salvarono una città – parte seconda

(Segue dalla prima) Quattro anni dopo, nel 1941,  tre cercatori d’oro trovarono dei resti sulla riva del vicino fiume e quindi chiesero l’intervento della polizia. Lo sceriffo John J. Buckley organizzò un’ispezione nella zona che portò al ritrovamento di ossa umane sparse in giro e di  un fucile, una pala, uno zaino lacerato, parte di un sacco a pelo e articoli di abbigliamento che la moglie riconobbe essere del marito. Vicino allo scheletro di una mano c’era ancora un coltello da caccia Bowie che aveva estratto. Lo stesso triste riconoscimento dei resti lo fece Edward, fratello di Bill. Il...

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Un cappello pieno di pioggia. Un’analisi impietosa dei fatti di Nome

Bella la vera storia dei musher e dei cani che, affrontando una terribile impresa, portano in una sperduta località dell’Alaska l’antitossima con cui viene debellata la difterite, salvando la popolazione. Ci furono eroi a due gambe e a quattro zampe. Ma alcuni protagonisti si dimostrarono molto inferiori a quanto si pensa. Andiamo per ordine. Curtis Welch. Unico medico del Maynard Columbus Hospital di Nome, che con ventuno posti letto e quattro infermiere (di cui una era sua moglie Lula, nata James, anestesista) rappresentava l’unico presidio sanitario nella città e zona circostante di quella parte dell’Alaska settentrionale. Il dr. Welch...

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