Categoria: N°22 – Settembre Ottobre 2020

Editoriale numero 22

Eccoci qui, dopo la consueta pausa estiva. In questo numero di K9 Uomini e Cani partiamo con uno speciale attinente l’impiego del Cane Corso nella caccia, attività che va dall’antichità fino al XIX secolo, anche se la si pratica illegalmente anche oggi in certe occasioni in Italia, mentre all’estero avviene più spesso. Scoprirete la storia, molto dettagliata, di questo impiego, nonché alcune assurdità, del tutto false, riportate spesso in questo ambiente dai patiti dei copia/incolla.      Poi passiamo ad alcuni cani tipo bull, come i cosiddetti American Bully Extreme, molti dei quali selezionati e creati da persone di infimo livello morale – e in alcuni casi veri e propri cagnari truffatori, anche in Italia – e che danno vita ad esemplari a cui viene scientemente negata una morfologia sana e una vita degna di essere vissuta. Il tutto per soldi e moda. Naturalmente chi acquista consapevolmente questi cani estremi – alimentandone così il mercato e il business – è colpevole di questi misfatti quanto chi li seleziona, senza scusante alcuna. Su questa tematica pubblichiamo un intervento di Giovanni Mazzone, presidente della federazione Fipken e in particolare appassionato delle razze di tipo bull da decenni. Cani similari, detti genericamente Shorty Bull e spesso notevolmente differenti uno dall’altro sia fisicamente sia caratterialmente, si sono resi protagonisti anche di attacchi alle persone. Addirittura allo stesso proprietario, con esito letale, come spieghiamo in...

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Il Cane Corso nella caccia – parte prima

I cani da presa sono stati utilizzati moltissimo nella caccia, e in certe aree avviene tuttora. In Italia, e non solo, il cane da presa italico ha avuto una grande storia fin dall’antichità nella caccia a prede decisamente ostiche e pericolose come il cinghiale, orso, cervo, lupo e pure tasso e istrice. Questi cani dovevano raggiungere e bloccare la preda fisicamente, addentandola ale orecchie, labbra, testicoli, coda o altre parti, tenendola ferma se possibile, in modo tale che il cacciatore potesse ucciderla colpendola con precisione e da vicino in un punto vitale con la lancia o con un lungo...

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Il Cane Corso nella caccia – parte seconda

(Segue dalla prima parte) Giovanni de Nantolio quei cani infine glieli trovò, esattamente nel Contado di Molise e nella Valle del Fortore, tra Campania, Molise e Puglia. Quegli esemplari  servivano a dare vita a un buon numero di Cani Corsi validi per qualsiasi caccia grossa, inclusa quella all’orso e al lupo, e questo anche perché Carlo I d’Angiò dai possedimenti in Africa importava pecore e arieti per migliorare con l’incrocio i propri greggi, che insieme all’allevamento bovino era un affare di Stato da parte dell’élite dominante. Insomma, i predatori erano certo un problema per quel business e per eliminarli...

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Il Cane Corso nella caccia – parte terza

(Continua dalla seconda parte) I Borbone, quindi i sovrani del Regno di Sicilia e del Regno di Napoli, poi uniti nel Regno delle Due Sicilie, erano patiti di caccia e cani. Lo era Filippo V di Spagna e pure re delle Due Sicilie (attenzione, il nome è identico, ma il Regno delle Due Sicilie dei Borbone invece viene dopo), suo figlio Carlo di Borbone anche lui re delle Due Sicilie e il figlio di quest’ultimo Ferdinando I di Borbone (re di Napoli con il nome di Ferdinando IV di Napoli, nonché re del Regno delle Due Sicilie con il...

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Il nuovo Frankenstein: l’American Bully estremo – parte prima

 Chi non conosce il personaggio immaginario di Frankenstein, la “creatura” a cui ridà la vita uno scienziato nel fantastico romanzo di Mary Shelley Frankenstein o Il moderno Prometeo (Frankenstein; or, The Modern Prometheus)? Nel romanzo il dottor Victor Frankenstein è l’artefice della Creatura la quale – a differenza di quel che si vede nei relativi film – ha inizialmente un animo dolce e sensibile, altruista, che però si rende conto di quanto in realtà sia esteriormente orribile solo un giorno, quando casualmente vede la sua immagine riflessa. Eppure la Creatura cerca solo amicizia e affetto. Grazie alla sua forza...

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Il nuovo Frankenstein: l’American Bully estremo – parte seconda

(segue dalla prima parte) A proposito, ci sono allevatori che nei loro siti non solo dicono che gli American Bully sono perfetti cani da guardia, che è una fesseria totale, ma anche – rischiando persino conseguenze legali – di essere “riconosciuto dall’ENCI e dalla FCI per la selezione dell’American Bully Pocket”, che non è affatto vero in quanto questi due enti cinofili non riconoscono come razza gli American Bully, di qualsiasi varietà siano. Abbiamo comunicato a questo allevamento l’obbligatorietà di correggere in tempi brevissimi, per evitare prossime e sicure segnalazioni da parte di K9 Uomini e Cani. Ricordiamo che...

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Gli abomini selettivi: l’American Bully estremo

di Giovanni Mazzone* In questo articolo mi piace approfondire dei concetti fondamentali della selezione di razze canine, trattando nello specifico alcune assurdità cinofile che si basano sull’estremizzazione di caratteristiche (come il colore, la larghezza del petto, la brevità della canna nasale, ecc), che alcuni hanno attribuito al nome inglese di “Exotic”, che tra l’altro non ha niente a che fare con cani provenienti da paesi stranieri o dall’Oriente. Facendo un passo indietro, inizierei col ricordare che da migliaia di anni il cane è un animale “addomesticato” dall’uomo per avere una funzionalità precisa, quindi allevato e selezionato per svolgere un...

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Lo Shorty Bull

Lisa Urso, una cinquantaduenne residente a Fox Lake, a 55 miglia a nord-ovest di Chicago, Illinois, era una grande appassionata di cani, tanto che per il suo ultimo compleanno aveva chiesto alla famiglia e agli amici di non farle regali, ma piuttosto di fare un’offerta alle associazioni di protezione dei cani. Lisa aveva tre cani, che chiamava i suoi “bambini a quattro zampe”: due “Shorty Bull” (poi spiegheremo cosa sono) – Blue, due anni e 21 kg, e Rocco, pure lui di due anni e pesante 17 kg – e Spike, un incrocio tipo Border Collie di 15 anni...

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Yuki

Indomito, è ancora vivo Yuki, il gigantesco wolfdog – ossia un ibrido tra cane e lupo – che nel 2019 fu dichiarato malato terminale a causa della leucemia. Nel 2008 Yuki aveva 8 mesi, quando fu abbandonato dal proprietario il quale l’aveva acquistato da un allevatore della Carolina del Nord. Si scoprì poi che il proprietario non solo aveva scoperto di avere gravissimi problemi di salute, ma che aveva anche constatato che quell’animale già da cucciolone era molto più grande di quanto si aspettasse che crescesse e che non poteva gestirlo. Finì in un canile della Contea di Broward,...

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Lupi giganti – parte prima

Il lupo grigio (Canis lupus), presente nel Nordamerica ed Eurasia, ha un peso medio di 43-45 kg per i maschi, e 36-38 kg per le femmine. Tuttavia Il peso e la grandezza variano geograficamente, secondo un incremento proporzionale con la latitudine, come previsto dalla Regola di Bergmann e quindi vanno dai piccoli lupi anche solo di 20 kg della sottospecie Canis lupus arabs agli, eccezionalmente, 80 kg delle sottospecie nordamericane come il Canis lupus occidentalis e dei lupi russi Canis lupus communis. Dimensioni notevolmente maggiori della norma si riscontrano però in esemplari di qualsiasi sottospecie. Tuttavia sono generalmente rari...

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Lupi giganti – parte seconda

(Segue dalla prima) Possibile che tutti i lupi giganteschi del mondo si fossero riuniti nella Francia del XVIII e XIX secolo? Certamente no, forse la Francia aveva un sistema di monitoraggio e archiviazione migliore. Lupi di eccezionali dimensioni vengono segnalati – purtroppo per via degli abbattimenti, che lì sono legali a fronte di una popolazione lupina molto numerosa – anche in tempi relativamente recenti in Russia, dove svolgono una basilare predazione su cinghiali, cervi e alci evitando che danneggino gravemente l’ambiente, come verificatosi in passato. Il biologo B. Verichev, Beloretsky, Bashkortostan, segnala questi casi: “Secondo L.P. Sabaneeva, nel XIX...

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E’ stato pubblicato il nuovo numero di Pan

Segnaliamo la pubblicazione del nuovo numero di Pan,  il giornale d’inchiesta dedicato a chiunque voglia saperne di più sulle problematiche ambientali, iniziative, studi e posizioni delle istituzioni, mondo scientifico, associazioni ambientaliste, venatorie, agricole e di allevatori, aziende correlate e ambiti di promozione e divulgazione turistica. Pan è online, gratuito e senza registrazione http://giornalepan.it/ Ecco alcuni servizi di questo numero: Ancora fuggito M49. Fuga o sabotaggio? Il punto sull’orso in Trentino: cronistoria Lupi giganti Pastori e pietre Lupi di Otranto M49 vivo o morto Progetto...

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