Categoria: N°24 – Gennaio Febbraio 2021

Editoriale numero 24

        In questo primo numero del 2021 – sperando che quest’anno sia migliore di quello passato – il primo servizio quanto ad attualità è di Andrea Mazzatenta e riguarda le ricerche sull’olfatto del cane e quello umano, con applicazione nella lotta al Covid-19. Il primo servizio quanto ad originalità riguarda invece un argomento finora mai trattato da nessuno e cioè l’impiego dei cani da parte delle guardie campestri del passato nel meridione d’Italia. Diamo inoltre spazio all’attività dell’associazione Tutela Razze Siciliane che salvaguarda, tra l’altro, anche i cani della Trinacria.     Freddy Barbarossa in due servizi spiega la necessità di avere validi cani custodi del bestiame, nonché un antico proverbio dell’entroterra abruzzese che racconta una storia millenaria coniugando saggezza, sacrificio e cruda realtà di sopravvivenza. Un argomento similare, e cioè l’mpiego ed efficacia del Cane Pastore Maremmano Abruzzese in Trentino, è scritto da Valter Grossi, responsabile del Settore lavoro del relativo club.      A seguire, una nostra inchiesta molto dettagliata sul terribile caso di Elisa Pilarski, una donna che in Francia era stata trovata uccisa in una foresta, secondo alcuni da una muta di cani da caccia. Gli esami del DNA hanno invece stabilito recentemente che la vittima era stata sbranata dal cane del compagno. Sul tema dei cani aggressivi, pericolosi o frustrati ha scritto per noi un interessante e scorrevole articolo l’educatore cinofilo Michele Caricato, con vastissima...

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Guardie campestri e cani

Il feudalesimo nel meridione d’Italia durò, nei fatti, a lungo. In particolare nelle zone di Palermo, Agrigento e Caltanissetta pochi ricchissimi possidenti avevano enormi spazi in cui si coltivava prevalentemente grano e fave, mentre il resto veniva lasciato incolto per i pascoli. Un’analisi quantitativa della ripartizione del suolo agricolo in Sicilia fu fatta dall’ufficiale borbonico Afan de Rivera, direttore del Deposito della Guerra, e risultò che l’80% dei terreni erano latifondi. Alcuni superavano i 1.000 ettari. Non solo, ancora il 10% della terra rimanente, per quanto ripartita in appezzamenti relativamente piccoli, era posseduta dai medesimi latifondisti. Addirittura i proprietari,...

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L’associazione Tutela Razze Siciliane

L’associazione Tutela Razze Siciliane (TRS), con sede a San Cataldo in provincia di Caltanissetta e presieduta da Giovanni Cirasa, ha il fine di salvaguardare le razze non selvatiche, le varietà fruttifere – nonché tutto quello che è legato alle tradizioni siciliane – e ha creato il marchio Siciliare che tutela i prodotti e dà la garanzia che un prodotto sia di alta qualità e provenga dalle razze sicule. Con questo obiettivo supporta e promuove la filiera dei prodotti autoctoni di agricoltori e allevatori locali. Il mercato di riferimento sono i prodotti tipici locali: DOP, IGP, STG e IG italiani....

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Lezione di naso: dall’olfatto del cane a quello umano, l’applicazione nel Covid-19

di Andrea Mazzatenta* Il senso dell’olfatto è ancora avvolto da mistero perché è il meno conosciuto tra tutti i sistemi sensoriali, tale ritardo nella conoscenza è legato alla sua estrema complessità. In parte perché tutti i sistemi sensoriali, eccetto l’olfatto, sono attivati da stimoli descrivibili matematicamente su un piano cartesiano da onde, i cui parametri sono frequenza e ampiezza. L’onda sonora è lo stimolo elettivo per l’udito, quella elettromagnetica per lo stimolo visivo, l’onda pressoria per quello tattile. Contrariamente, nell’olfatto gli stimoli odorigeni sono descrivibili da spazi multidimensionali.  Inoltre, a differenza degli altri sensi che proiettano al talamo, una...

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Impiego ed efficacia del Cane Pastore Maremmano Abruzzese in Trentino

di Valter Grossi* Sono ormai una settantina i soggetti forniti dal Circolo Del Pastore Maremmano Abruzzese a partire dal 2013 nella Provincia Autonoma di Trento e l’esperienza si è rilevata positiva, come confermato nel Rapporto Provinciale sui Grandi Carnivori del 2019, che insieme a molteplici informazioni evidenzia un incremento dei predatori, in particolare del lupo, a fronte di una diminuzione delle predazioni. In proposito non si può non ricordare, tra i numerosi allevatori coinvolti, il precursore di questa esperienza, Ivan Zanoni, allevatore di capre della Val di Non, il quale, sfruttando l’opportunità di una delibera provinciale tuttora in vigore...

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