Categoria: N°25 – Marzo Aprile 2021

Il Mastino Russo Medelyan

Grandi cani impiegati per la caccia all’orso in Russia sono citati nel XV secolo, al tempo di Basilio II di Russia (1415-62), Gran Principe di Mosca. Tuttavia all’epoca cani simili venivano usati ovunque, purché si fosse nobili e ricchi e quindi che si potesse mantenerli. In Russia venivano messi in campo nelle grandi battute – senza dubbio non solo all’orso ma pure al cinghiale, lupo e bisonte, per esempio – insieme agli onnipresenti levrieri Borzoi e a cani di tipo Laika, come si nota in un quadro di Alexander Frenz (1861-1941), dipinto però molto dopo rispetto ai soggetti ritratti,...

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Storia del Basenji – parte prima

I Pigmei, nelle foreste pluviali africane, anche se privati di parte della foresta per via del disboscamento, massacrati, resi in schiavitù, sfrattati (anche da associazioni ambientaliste), senza diritti e addirittura mangiati manco fossero selvaggina in tempi non lontani (le tribù circostanti li ritenevano subumani, se non animali) – come durante la guerra civile del Congo – sono ancora circa 500.000. La vita media dei Pigmei è di soli 17 anni (non è un refuso, proprio 17), che aumenta però considerevolmente nelle zone in cui riescono ad avere accesso a cure e medicine. I loro cani vengono utilizzati per la...

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Storia del Basenji – parte seconda

(prosegue dalla prima parte) Questi cani tanto comuni furono visti da altri esploratori, forse prima di Schweinfurth. Per esempio dal famoso David Livingstone il quale, ossessionato dal desiderio di scoprire le sorgenti del fiume Nilo, nel 1866 iniziò l’esplorazione fino ad arrivare al fiume Lualaba, che altro non è che la parte iniziale del fiume Congo. Livingstone, di cui da tempo si erano perse le notizie, fu ritrovato nel marzo 1871 da una grande spedizione finanziata dal giornale New York Herald comandata dal giornalista ed esploratore Henry Morton Stanley, dopo 1.100 km di marcia anche attraverso la foresta tropicale....

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Basenji, gorilla e film

L’Africa equatoriale, la parte meno conosciuta del cosiddetto Continente Nero, dal XIX secolo attirò nel mondo frotte di appassionati da tavolino, quelli che oggi usano Internet. Ma allora c’erano solo i libri, zoo (quasi tutti pessimi) e circhi e infine i film. I diari degli esploratori andavano a ruba. Anche il Congo e il meridione del Sudan erano luoghi sognati da bambini e adulti, ed erano l’area del Basenji. Del Congo si era infine saputo di più dopo il genocidio di indigeni (10 milioni di morti) perpetrato da un re delinquente, Leopoldo II del Belgio, che ne aveva fatto...

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