I cani militari, una volta cessato il servizio, nella quasi totalità dei casi vengono richiesti e subito assegnati ai loro gestori, entrando a far parte definitamente della loro famiglia. Del resto il rapporto che si crea tra il gestore e il suo cane è strettissimo, diventano una cosa sola. Impensabile separarsi. Solo nei casi in cui ciò non sia possibile il cane viene assegnato a privati dopo un’attentissima selezione ma, se le candidature non vengono ritenute ottimali, il cane rimane presso la struttura militare, trattato come un commilitone pensionato ma sempre amato e meritevole di rispetto e attenzione.

Il Pastore Belga Malinois Sergey – addestrato come tutti i cani dell’Aeronautica Militare, una ventina in tutto (Pastori Tedeschi e Belga Malinois), nella specialità antiesplosivo ossia EDD (Explosive Detection Dog) – è in attesa di assegnazione a civili, ma sarà bene anticipare che ormai l’iter è già stato completato e la scelta praticamente fatta. Dopo avere comunicato la disponibilità all’affidamento, infatti, il Centro Cinofili dell’Aeronautica Militare è stato subissato di richieste. Tra l’altro Sergey non è affatto vecchio, è un bel maschio di soli 5 anni d’età. Il ritiro dal servizio di questo cane non è quindi motivato dalla vecchiaia, ma dal fatto di essere passato a ben quattro gestori per motivi vari, non per colpa di Sergey. Purtroppo per un cane cambiare più volte il proprio riferimento – ossia l’amico, che è anche il gestore – è un trauma forse difficile anche solo da immaginare per noi umani. E quattro sono altrettanti traumi, che infine ne hanno compromesso l’affidabilità in servizio. In ambito militare cane e uomo devono sapere di potere contare totalmente uno dell’altro, e se c’è il minimo dubbio su questo, si corrono uteriori rischi in azione. Finora, dal 2007 a oggi, l’Aeronautica Militare ha assegnato i cani solo tre volte a civili

Centro Cinofili dell’Aeronautica Militare.

Nonostante la selezione, non tutti i cani sono perfetti, e questo vale per qualunque essere vivente, soprattutto per gli umani. Il precedente cane, assegnato nel 2012, era Matrix, un Malinois di 5 anni in servizio in varie aree nazionali e internazionali. Purtroppo Matrix aveva la tendenza a dimostrare l’affetto che provava per il gestore riportandogli qualcosa trovata in giro. Niente di male per qualsiasi cane, sia chiaro, ma per uno che deve trovare le mine questo in effetti potrebbe essere un problema di qualche importanza… “Matrix ha un fiuto e un intuito straordinari – dissero gli istruttori – ma purtroppo questa voglia di riportare al padrone l’esplosivo non siamo riusciti a togliergliela”. Pertanto Matrix fu congedato e assegnato a civili, come si fa se si assicura al cane la comodità e lo standard di vita ai quali è abituato. I civili, che sono vincolati a precise disposizioni e divieti attinenti i cani, dopo la domanda, se accettata, devono iniziare il processo di familiarizzazione per il bene del cane e di chi lo adotta.

Il Centro Cinofili dell’Aeronautica Militare costituisce il “polo di riferimento” della Forza Armata per tutte le questioni attinenti alla cinofilia militare e rende disponibili le unità cinofile operative per l’impiego all’estero e sul territorio nazionale. Si occupa dell’addestramento del personale e dei cani, e in particolare dell’organizzazione e della gestione dei corsi per Operatori Cinofili AM, dell’elaborazione della normativa tecnica e operativa, della selezione del personale da avviare ai corsi di specializzazione, dell’acquisto dei cani, nonché della valutazione e della certificazione delle capacità operative di tutte unità cinofile dell’AM. Il Centro inoltre effettua attività di studio e sperimentazione per il costante aggiornamento dei programmi di insegnamento/addestramento e delle tecniche/tattiche d’impiego delle unità cinofile sia sul territorio nazionale sia internazionale; e provvede a individuare i materiali più idonei al soddisfacimento delle diverse esigenze operative, nonché al coordinamento delle attività a livello nazionale e internazionale che prevedono l’impiego delle unità cinofile.

Centro Cinofili dell’AM (Stato Maggiore Difesa e Stato Maggiore Aeronautica).

La nascita del Centro Cinofili dell’AM si inserisce nel contesto della complessiva rivisitazione dell’organizzazione “Force Protection” di Forza Armata, avviata nel 2003 e culminata nella costituzione della 1ª Brigata Aerea Operazioni Speciali. Istituito sperimentalmente nel 2006 sulla base di un progetto del Comando Squadra Aerea, il Centro Cinofili dell’A.M. si è inizialmente occupato degli studi e delle sperimentazioni necessari a definire l’inserimento in Forza Armata (FA) di unità cinofile dedicate ad attività di Force Protection. In seguito a specifici accordi con l’Esercito Italiano e in particolare grazie alla collaborazione del Centro Militare Veterinario (CEMIVET), è stata avviata la formazione delle prime unità dell’Aeronautica Militare, che si sono diplomate nel giugno del 2006.

Un secondo e un terzo corso, sempre presso il CEMIVET, furono organizzati negli anni 2006 e 2007, mentre, contestualmente, il Centro Cinofili predisponeva le basi per consentire alla FA di provvedere alla formazione delle proprie unità in completa autonomia. Nel novembre dello stesso anno, al termine di un’intensa attività di studio, ricerche, sperimentazioni e coordinamento, il Centro Cinofili dava inizio al 1° Corso Riqualifica Unità Cinofile dell’AM (RUCAM) destinato a finalizzare alle specificità dell’AM le capacità operative conseguite in seno all’Esercito. Considerati i buoni risultati raggiunti, nel 2008 fu organizzato un secondo corso RUCAM, che, tra l’altro, determinava la maturazione delle esperienze necessarie affinché la FA potesse procedere in autonomia alla formazione delle unità cinofile necessarie alle proprie esigenze. Nel frattempo, ad aprile del 2009, lo Stato Maggiore dell’Aeronautica (SMA) disponeva l’impiego operativo delle unità cinofile in Afghanistan nel contesto dell’Operazione ISAF e nel mese di giugno dello stesso anno i primi binomi dell’Aeronautica venivano schierati presso la base di Herat nel sud del Paese.

Unità cinofila dell’AM, Herat, Afghanistan
(Stato Maggiore Difesa e Stato Maggiore Aeronautica, fonte Rivista Aeronautica).

Nel mese di aprile del 2010, dopo la selezione degli uomini e degli animali, prendeva l’avvio il primo corso dell’Aeronautica Militare per Operatori Cinofili (1° C.A.M.O.C.) e pochi mesi dopo, il 1° luglio del 2010, lo SMA sanciva la definitiva costituzione del Centro Cinofili emanandone le prime Tabelle Ordinative Organiche e ponendolo alle dirette dipendenze del Comandante della 1ª Brigata Aerea Operazioni Speciali. Oggi il Centro dipende gerarchicamente dal 16° Stormo Protezione delle Forze di Martina Franca. Le unità cinofile insieme ai Fucilieri dell’Aria hanno maturato esperienza operativa sia nel teatro afghano, sia in ambito nazionale, dove hanno svolto attività di sicurezza e difesa in occasione di grandi eventi organizzati a partire dal 2007.

Unità cinofila dell’AM, Herat, Afghanistan
(Stato Maggiore Difesa e Stato Maggiore Aeronautica, fonte Rivista Aeronautica).

Pure l’esercito ha in atto l’iter di affidamento gratuito di cani, anche a civili, sempre vincolato a precise disposizioni e assicurando la comodità e lo standard di vita ai quali i cani sono abituati. Il Centro Militare Veterinario (CEMIVET) ne ha disponibili otto, tutti addestrati come EDD. Uno è un Malinois, gli altri Pastori Tedeschi. Sono tutti anziani, e alcuni con notevoli problemi di salute. Naturalmente questi cani, nel caso non si trovassero affidatari, rimarrebbero nel canile militare trattati non bene, ma benissimo. Un tempo il CEMIVET aveva diverse razze (inclusi Rottweiler e Dobermann), ma ora sono stati eliminati anche i Labrador Retriever, e tutto il centinaio di cani addestrati è composto da Pastori Tedeschi e Belga Malinois, ovviamente tutti di linee da lavoro. I cani vengono anche allevati al Centro con proprie cucciolate e sono iscritti all’ENCI.

I cani vengono addestrati con diverse specializzazioni: EDD (Explosive Detection Dog, ricerca di esplosivi di ogni tipo, trappole esplosive in superficie o nascoste su automezzi o infrastrutture) e MDD (Mine Detection Dog, ricerca di mine e ordigni esplosivi collocati sotto il terreno). Alcuni sono Scout, per cui sono addestrati per entrambe queste ricerche, nonché a riconoscere e segnalare a distanza la presenza di elementi ostili. Poi ci sono i Patrol, da pattuglia, impiegati per ricercare elementi ostili. Possono svolgere anche compiti di sorveglianza, sicurezza e ordine pubblico. Tutti i cani provengono appunto dal Gruppo Cinofilo dell’Esercito, creato nel 2002 in seno al CEMIVET di Grosseto, quest’ultimo istituito nel 1870. E’ un reparto dotato di un proprio comando e specializzato nell’addestramento dei cani nelle differenti specializzazioni e che vengono forniti ai contingenti militari all’estero (come già scritto l’Aeronautica Militare ha una propria struttura), nonché a quelli operanti in Italia. La Compagnia Cinofila è composta da quattro plotoni, ognuno dei quali formato da dodici unità cinofile (conduttore e cane, detti binomio), più altro personale di supporto tecnico e logistico. Fra gli altri militari, il personale permanente comprende nove istruttori cinofili e otto conduttori cinofili addetti.

Binomi cinofili dell’Esercito Italiano.

Al CEMIVET lo spazio certo non manca, visto che si tratta di 560 ettari (un tempo era una riserva di caccia), buona parte dei quali agricoli. Ci si allevano e selezionano – infatti è il più grande allevamento italiano di equini – anche i cavalli e un tempo pure asini e muli, di cui rimane un numero esiguo solo a ricordo delle eroiche gesta di questi animali. E’ comandato da un colonnello veterinario coadiuvato da ufficiali del Corpo veterinario, provvede anche alla formazione militare e professionale del personale con  corsi di aggiornamento per gli ufficiali, nonché corsi di formazione per conduttori cinofili

I cuccioli scelti dopo la fase di socializzazione devono abituarsi a muoversi fra la gente, i mezzi a motore e a quant’altro incontreranno nei futuri servizi. Dopo si passa a un primo addestramento, a seconda della specializzazione alla quale è destinato l’esemplare. Già in questa fase sono assegnati al proprio conduttore, un’amicizia, collaborazione e fiducia reciproca che di norma dura tutta la vita visto che il cane di solito una volta cessata l’attività viene donato al conduttore. I metodi di addestramento, con varie fasi di crescente difficoltà (anche con disturbo) sono sempre basati sulla dolcezza e rispetto per l’animale e naturalmente sul gioco per quanto riguarda alcune specializzazioni. Nel Centro è stato creato uno scenario di guerra con situazioni simulate nel quale conduttori e cani si esercitano. In totale, l’addestramento dei cani dura un anno, compreso un mese in Kosovo. I nuclei cinofili dell’Esercito italiano sono tuttora impiegati con successo in tutti i Teatri Operativi ove forniscono una risposta concreta alle esigenze operative dei nostri soldati esprimendo capacità preziose poiché consentono di ridurre il rischio di incidenti e quindi, in definitiva, di salvare vite umane. I cani rimangono in servizio 8-10 anni.

Militari del Cemivet, 2016, manifestazione Onore e Gloria di Pizzighettone.

Dal 2015 anche la Marina Militare, precisamente il Reggimento dei fanti di marina San Marco (detti marò), si è dotata di unità cinofile antiesplosivo e da attacco, seguendo appositi corsi presso il Centro di Coordinamento dei Servizi Cinofili della Polizia di Stato di Nettuno.

Binomi cinofili del Reggimento San Marco (foto Marina Militare italiana).