di Nino Azzolin*

(segue dalla seconda parte) Come già scritto, nel 2006 nacque in turchia il KIF, ente cinofilo turco affiliato alla FCI. Nel frattempo nuove cosiddette razze turche stanno spuntando a ritmi vertiginosi. L’unica, oltre a Kangal e Akbas, riconosciuta dal KIF è il Malak o turkish mastiff, le altre (Boz shepherd, Kara Deniz Dag Kopegi ecc) sono riconosciute da associazioni minori. Il Malak, considerato da alcuni una razza antica, è nella sua forma originaria nientemeno che un Kangal o Pastore dell’Anatolia di taglia e ossatura maggiori, come se ne sono sempre visti in Turchia, ma la sua “scoperta” come nuova razza e il successivo riconoscimento hanno portato un nuovo sconvolgimento nella vita dei cani da pastore turchi: per giustificare l’esistenza di tutte queste razze che invece non sono altro che varietà di un’unica popolazione è cominciato un lavoro di esasperazione delle differenze, e così il Malak ha iniziato ad essere ingigantito sempre più anche con l’immissione a volte molto evidente di sangue di English Mastiff. https://www.youtube.com/watch?v=qWYxS5zgNTU

Mentre il Kangal ha subito un rimpicciolimento, e il nuovo standard FCI che riprende quello  turco, alla voce altezza e peso recita: Maschi 72 -78 cm x 48-60 kg. Femmine  65-73 cm x 40-50 kg. E’ ammessa una tolleranza di 2 cm in eccesso o in difetto, e questo significa che un maschio di 70 cm e una femmina di 63 cm sono ammessi dallo standard. Queste misure sono assolutamente arbitrarie e non rispecchiano la realtà non solo dei soggetti di allevamento, ma neanche di quelli di selezione pastorale. E’ vero che esistono altre razze di pastori custodi che con queste misure svolgono egregiamente la loro funzione, ma i cani turchi sono sempre stati di taglia superiore, e lo standard del Pastore dell’Anatolia, con un’altezza di 74-81cm x 50-65 kg nei maschi e 71-79 cm x 40-55kg nelle femmine, rispecchiava perfettamente le misure della razza, con una taglia minore nei cani dei pastori nomadi e maggiore in quelli dei pastori semi-nomadi o stanziali.

Altre caratteristiche adattate alla necessità di creare artificialmente delle differenze che giustificassero la creazione di più razze di pastori custodi turchi sono il colore e lunghezza del pelo; come abbiamo già visto il Coban Kopegi è una razza indigena che al pari di razze simili come il Pastore dell’Asia centrale e il Pastore del Caucaso presenta una vasta gamma di colori e mantello da corto a semilungo con denso sottopelo. E’ vero che il fulvo in varie gradazioni a pelo corto è l’espressione di razza più comune, ma è altrettanto vero che in ambito pastorale il colore non è mai stato un criterio di selezione; è assurdo pensare che i pastori nomadi eliminino dalla riproduzione soggetti pezzati o senza la maschera nera, se questi svolgono al meglio la funzione di protezione del gregge, un buon cane non è mai del colore sbagliato. Mentre la cinofilia, nell’intento di creare nuove razze, ha stabilito che il Kangal è soltanto fulvo a pelo corto con maschera nera obbligatoria e originario della regione Sivas Kangal; l’Akbash solo bianco a pelo corto e semilungo e originario della Turchia occidentale; e il Malak di taglia maggiore, a pelo corto di tutti i colori e originario dell’area di Aksaray.

I soggetti a pelo lungo non sono per ora collocabili in nessuna di queste razze; anni fa, durante il famoso simposio del 1996, la classificazione di David Nelson indicava la razza Kars a pelo lungo e di tutti i colori come originaria dell’omonima provincia nell’estremo est della Turchia al confine col Caucaso, ma altri autori considerano quei cani come dei veri Pastori del Caucaso, quindi suggerirono per i cani a pelo lungo un’identità più nazionale collocando la loro origine nella regione del Mar Nero e chiamando questa ulteriore razza Kara Deniz Dag Kopegi, ossia Pastore delle foreste del Mar Nero. La questione dei cani a pelo lungo, che peraltro per effetto di un allele recessivo del pelo corto nascono nelle cucciolate di Kangal e Malak, è ancora in sospeso, e la razza Kara Deniz Dag Kopegi è riconosciuta solo da associazioni minori ma non dal KIF, unico ente turco affiliato FCI.

Come si può ben capire, la situazione dei cani da pastore turchi è piuttosto confusa, stanno riscuotendo un certo successo in questi ultimi anni, e i personaggi in cerca di guadagni e di notorietà abbondano; fantomatiche razze antiche, dagli ultimi cani dei babilonesi scoperti da tizio a quelli degli hittiti e dei sumeri scoperti da caio, sappiamo come vanno queste cose, specialmente in quest’epoca dominata dai social media. La realtà è molto semplice e mi stupisce che tanta gente non la voglia capire: abbiamo una popolazione di cani indigena che è giunta dal passato ai nostri giorni grazie ai pastori e alla natura, diversa dalle razze moderne, e forse per questo difficile da capire e accettare nella sua variabilità; negli ultimi 40 anni circa è approdata al mondo cinofilo e per i motivi citati fin’ora ha preso e sta prendendo delle strade selettive differenti.

Due esemplari dell’Allevamento Turk Aslan.

Secondo me, ma anche secondo la storia e la genetica, questi nuovissimi indirizzi selettivi non si possono considerare razze, le differenze sono minime e soprattutto non sufficenti a determinare razze differenti. E’ un vero peccato che non si riesca a cogliere l’unicità di razze come questa e accettarle e mantenerle come ci sono state tramandate. Non c’è niente da recuperare o da migliorare qui, bisogna solo conservare e mantenere un tesoro inestimabile che abbiamo la fortuna di poter ammirare ancora intatto.

Il Kangal (ex Pastore dell’Anatolia) è un cane molto equilibrato, ottimo guardiano e cane da famiglia, impegnativo ma non difficile. So che molti sorrideranno a questa mia osservazione, ma questi cani hanno capacità di discernimento e sanno valutare e dosare le proprie reazioni in base alla minaccia. Usano la dissuasione come prima risorsa ricorrendo all’attacco solo se necessario. Da millenni decidono autonomamente nella guardia e questa loro caratteristica ne fa dei cani davvero affidabili ma può anche essere il loro punto debole in quanto li porta spesso a prendere decisioni che non combaciano con quella del proprietario. In famiglia sono cani eccezionali, legati a tutti i componenti, affidabili e delicati con bambini e persone anziane così come con gli animali di casa. Hanno bisogno di un giardino, meglio ancora di un terreno ben recintato; sono autonomi nelle decisioni ma non indipendenti nel senso che possono vivere da soli 18 ore al giorno; la presenza del proprietario è molto gradita e lo dimostrano l’affetto e la sensibilità che gli riservano. La presenza di animali, anche gatti, o altri cani è molto gradita. Hanno un’attitudine innata a legarsi ad animali molto diversi da loro e a proteggerli.

Durante l’adolescenza alcuni soggetti tentano la scalata sociale, testando il proprietario, ma mai in modo aggressivo, e basta un po’ di pazienza e coerenza per collocarli al giusto posto nella scala gerarchica, cosa che accettano di buon grado, e una volta stabiliti i ruoli difficilmente verranno rimessi in discussione. Sono cani ancora molto vicini alle origini pastorali e se proprio non si fanno degli sbagli madornali, la convivenza non è difficile. Fanno un’ottima guardia ma non sono il tipo di cane che fa grosse scene al cancello, accettano solitamente gli ospiti in presenza del proprietario, limitandosi a ignorarli e tenerli d’occhio. Alcuni soggetti sono più socievoli e accettano anche di farsi toccare, ma in assenza del proprietario cambiano completamente, specialmente di notte. Questo lato del carattere è presente sia nei soggetti di guardia al gregge nel paese d’origine, sia nei soggetti di allevamento occidentale. Quando di guardia al gregge, si limitano ad annunciare la propria presenza, se non si supera la linea di sicurezza che i cani indicano facendo delle parate e abbaiando. Se il pastore è presente ci si può avvicinare e i cani una volta capito che la situazione è normale tornano calmi ma sempre vigili, mentre in assenza del pastore sono molto espliciti e nessuna persona di buon senso ignorerebbe i loro avvertimenti. Coi predatori naturali il discorso cambia perché se gli umani possono avvicinarsi col benestare del pastore e senza cattive intenzioni, un lupo si avvicina solo per attaccare il gregge e i cani lo sanno bene, quindi le loro reazioni verso il selvatico sono molto più esplicite. https://www.youtube.com/watch?v=f9FSG1AFWz0

Questa vipera è stata ritenuta una minaccia per il gregge, e pertanto subito eliminata.

Al di fuori della proprietà, se ben socializzati sin da piccoli, sono generalmente indifferenti a cani e persone, se non sfidati apertamente; certi soggetti, specialmente maschi, invece possono risultare difficili da gestire in presenza di altri cani sconosciuti.

L’alimentazione base nel paese di origine è costituita dallo yal, un pastone di cereali cotti, generalmente orzo. In certi casi fino al 90% dell’alimentazione è costituito da yal, la restante parte prevede avanzi, scarti della macellazione, siero di latte, latte acido, ecc. I cani dei pastori integrano questa dieta con piccole prede, carogne ecc. Pare che, nonostante le nuove teorie sull’inadeguatezza dell’uso dei cereali nella dieta dei cani, i Coban Kopegi abituati da secoli a questa dieta sarebbero in grado di assimilarli meglio di altre razze. L’alimentazione dei cani di allevamento non è difficile, sono cani molto rustici sotto questo aspetto. La dieta naturale cruda è la cosa migliore per tutti i cani se si ha la possibilità di seguirla, ma anche i cibi industriali sono ben tollerati se di buona qualità. Quale che sia l’alimentazione scelta, è molto importante durante la crescita non eccedere mai nella quantità nè nell’eccesso di calorie se si usa una dieta secca. E’ importante favorire una crescita lenta per dare tempo alla muscolatura di svilupparsi adeguatamente prima che il cucciolo sia troppo pesante. Grazie al loro basso metabolismo mangiano molto poco rispetto alla loro taglia, non più di un Pastore Tedesco o di un Labrador Retriever, per esempio.

In Europa, la Francia è il paese con la più alta concentrazione di Kangal, mentre in Germania sono presenti molti soggetti di proprietà di cittadini turchi ma non vi sono molti allevamenti. In Gran Bretagna, come abbiamo visto il primo paese di diffusione della razza, Pastore dell’Anatolia e Kangal sono registrati come razze distinte, ma non sono diffusi come nel passato. Nel resto d’Europa la razza resta rara, mentre è abbastanza diffusa in Usa sia per il lavoro sia da famiglia/guardia/show. L’ Australia dopo la decisione FCI di riconoscere il Kangal ha optato per il riconoscimento di due razze distinte, lasciando la decisione ai proprietari di iscrivere i propri cani ad uno o all’altro registro, indipendentemente dal colore e taglia.

Qui sotto il vecchio standard FCI (n° 331 – 1989)

Aspetto generale

Grande, alto, imponente, ben muscoloso, con testa larga  e pesante, pelo corto o semilungo folto. Essenziali sono la taglia, la resistenza e la velocità.

Proporzioni importanti

Il muso è leggermente più corto del cranio

Comportamento e carattere

Saggio e ardito, non aggressivo, indipendente, molto intelligente e docile, fiero e sicuro di sè. Fedele e affettuoso con i proprietari, è diffidente verso gli estranei quando è adulto.

Testa

Grande, larga tra le orecchie, con stop non eccessivamente accentuato. Cranio leggermente convesso. I maschi adulti devono avere la testa più larga delle femmine. La regione facciale vista da sopra e praticamente rettangolare. Il profilo è squadrato. Il muso si restringe di pochissimo verso il tartufo, che è nero tranne che nei soggetti rosso-bruno. Labbra leggermente cascanti con bordi neri. Il labbro superiore corre perfettamente la linea inferiore della mandibola. Le commessure sono ben chiuse.

Dentatura forte, robusta, regolare, con chiusura a forbice. Gli occhi sono piuttosto piccoli in proporzione al cranio, ben distanziati e profondi. La congiuntiva non deve essere visibile, colore da dorato a bruno secondo il mantello. Le orecchie sono di media grandezza, arrotondate in punta, portate aderenti al cranio; tendono a sollevarsi un poco quando il cane è in attenzione.

Collo

Di media lunghezza, leggermente arcuato, muscoloso e poderoso piuttosto grosso e con leggera giogaia.

Tronco

Possente, muscoloso, senza grasso superfluo. La linea superiore è piuttosto corta, proporzionata alla lunghezza degli arti, diritta, leggermente arquata all’altezza dei lombi. Linea inferiore ben rientrata. Torace ben disceso che arriva ai gomiti; costole ben aperte; buona la lunghezza della cassa toracica.

Coda

Lunga almeno fino al garretto, attaccata piuttosto alta. In posizione di riposo è portata bassa e leggermente arquata, quando il cane è eccitato viene porata alta con l’estremità curvata sul dorso, soprattutto nei maschi (a forma di anello).

Arti anteriori

Spalla ben muscolata, solida e ben inclinata. Arti ben distanziati, diritti, di buona lunghezza e solida ossatura. Gomiti ben aderenti e liberi nel movimento. Metacarpi solidi e leggermente inclinati visti di profilo. Piedi solidi con dita ben chiuse. Unghie corte e cuscinetti molto solidi.

Arti posteriori

Possenti e muscolosi ma più leggeri degli anteriori. Visti da dietro sono in perfetto appiombo. Grassella ben angolata.

Movimento

La testa, il collo e il tronco, durante il movimento, sono allineati in modo da dargli un’impressione di furtività e potenza. Il movimento è ampio. L’ambio è ammesso nelle andature lente.

Mantello

Corto o semilungo con un sottopelo molto sviluppato. La lunghezza varia molto a seconda del clima. Più lungo e folto al collo, spalle e cosce. Il pelo è più lungo in inverno.

Colore

Tutti i colori sono ammessi.

Peso e  taglia

Maschi da 50 a 65 kg di peso e altezza al garrese da 74 a 81 cm.

Femmine da 40 a 55 kg di peso e altezza al garrese da 71 a 79 cm.

Difetti gravi

Arti corti. Movimento pesante e lento. Di costituzione troppo massiccia o troppo leggera. Levrettato. Cranio piatto. Movimento non corretto. Pelo troppo lungo.

Difetti da squalifica

Muso troppo corto (1/3 della lunghezza totale della testa). Pelo troppo corto e liscio, senza sottopelo. Prognatismo o enognatismo. Incapacità di fare la guardia al gregge.

Qui il link per il nuovo standard FCI  http://www.fci.be/Nomenclature/Standards/331g02-en.pdf

Come abbiamo visto non c’è pace per questa razza. Per fortuna nel paese d’origine è ancora ben diffusa la pastorizia nonchè l’utilizzo di cani rustici, ma è comunque in declino, quindi il ruolo degli allevamenti diventerà sempre più importante per la conservazione di questa reliquia del passato. Ma purtroppo i grandi allevamenti turchi con centinaia di soggetti sempre più lontani dalle origini, sempre più  giganti e con attitudini completamente diverse non saranno molto utili. Per assurdo, gli Usa, dove la razza è notevolmente utilizzata nel lavoro e con la variabilità dei cani originali, potrebbero essere molto importanti, ma la cultura, l’ambiente che hanno forgiato questa razza non si possono riprodurre fuori dal paese d’origine, e quindi speriamo che la Turchia possa garantire un futuro a questa razza senza allontanarsi troppo da un passato che non può essere ignorato.

* Nino Azzolin, titolare dell’Allevamento Turk Aslan di Abbazia di Albino (BG), è nato in Sardegna nel 1960, in una famiglia in cui ci sono sempre stati dei cani. Amante di tutti gli animali, ma soprattutto dei cani e in particolare da pastore. Nel 1977, durante un viaggio in oriente, potè ammirare per la prima volta i cani da pastore asiatici, in particolare quelli della Turchia, Paese nel quale soggiornò abbastanza a lungo e dove tornò altre volte. Ha posseduto il primo cane importato dalla Turchia (ma nato in Afghanistan) da alcuni conoscenti nel 1982, e nel 1999 iniziò l’esperienza di allevamento che dura tutt’oggi.