Premettiamo che questo servizio non tratta l’Airedale Terrier in altri impieghi per cui fu superlativo – cane da soccorso, portaordini, militare e di polizia – perché altrimenti dovremmo scrivere un intero libro (e non basterebbe). Come cane da polizia, per esempio, fu ottimo, venendo infine sostituito da altre razze come il Pastore Tedesco per diversi motivi. Ma questo risultato negativo è da imputare soprattutto alla quasi totalità degli allevatori della razza, italiani inclusi, dimentichi o disinteressati delle potenzialità sul campo dell’Airedale Terrier e quindi più ingolositi da premi e coccarde da show piuttosto che delle dimostrazioni da lavoro, che lo metterebbero ancora oggi in ottima luce.

I cani di tipo terrier esistono da millenni – gli antichi romani, secoli prima della loro invasione e conquista della Britannia, avevano piccoli cani per la caccia in tana chiamati terrarius, da cui deriva terrars e poi terrier –, ma gli Airedale Terrier praticamente nacquero nel XIX secolo. Anche se questa razza può fare molte cose bene, inclusa la guardia attiva, non bisogna dimenticare che si tratta di un cane da caccia, e nelle cui origini entrarono diversi tipi di cane impiegati in tal senso. Quella che potremmo definire la base è l’Otterhound, il grosso segugio inglese da lontra, sapientemente miscelata con il terrier, pure lui usato per la caccia a questo mustelide.

1923, piccoli terrier e lontra abbattuta.

Questa razza prende nome da un fiume, l’Aire, che attaversa una valle (dale è sinonimo di valle) nel West Riding del Yorkshire. Questa zona anticamente veniva chiamata dai romani, che la conquistarono e dominarono per secoli, Brigantia, dal nome degli abitanti detti Briganti dai romani stessi. In tutta la Gran Bretagna fin dal medioevo si usavano cani specifici per la caccia alla lontra (quelli che poi divennero gli Otterhound) uniti a terrier per snidare dalle loro tane le lontre. Il problema era che i segugi da lontra erano grossi e usati in muta, ergo mantenerli non era alla portata del popolino. Pertanto i contadini pensarono di dimezzare il problema, accoppiando i grossi segugi da lontra ai più piccoli Old English Terrier, aggiungendogli un po’ di sangue di robusto bull terrier, e ottenendo soggetti sì meno specializzati, ma di dimensioni intermedie e buoni un po’ a tutto, dalla caccia alla guardia.

Ferguson Marshall Jowett scrisse The Complete Story of The Airedale Terrier (1913), dopo avere intervistato personalmente i più vecchi cacciatori dell’Aire, e scrisse: Mio padre teneva questi Old English Terrier e io li ricordo molto bene. In apparenza erano in qualche modo simili al moderno Welsh Terrier, ma molto più grandi, giudicati in base agli standard dello show moderno sarebbero considerati grossolani e volgari. Avevano un cranio forte, con mascelle profonde e potenti, sostanza dappertutto, con un mantello duro e ben aderente, nero sulla schiena e abbronzato su testa e gambe, il loro aspetto generale dava l’impressione di un Terrier robusto e resistente. Questi cani erano dei veri assassini di parassiti, buoni cani da acqua e avrebbero combattuto fino alla morte (…) Questi Old English Terrier erano originariamente usati per la caccia in riva in acqua, ma avevano un naso piuttosto carente e non avevano sempre il potere di attraversare il fiume, poiché il fiume Aire scorre molto forte in alcuni punti.

L’olfatto nell’Airedale Terrier deriva da quello del segugio Otterhound. La gente della zona, principalmente operai, voleva un cane pratico, che potesse essere utile in qualsiasi tipo di caccia disponibile. Il sabato, una grande folla di uomini osservava con vivo interesse e scommetteva sui risultati di una caccia in riva al fiume Aire. I cuccioli dei cani vincitori di grosse puntate venivano ovviamente venduti più spesso, dal momento che il passaparola era la pubblicità più efficace. Questi esemplari erano i compagni dei loro proprietari e vivevano nelle case, in cui venivano trattati come uno di famiglia. Durante il giorno, quando gli uomini erano al lavoro, il cane sarebbe stato lasciato a proteggere la casa e la famiglia. Dopo il lavoro, il cane e il padrone uscivano a fare una passeggiata sulla riva del fiume, poiché si diceva che all’epoca abbondassero lepri, conigli, fagiani, pernici e altra piccola selvaggina. Il padrone e il cane avrebbero quindi cercato qualcosa per integrare i pasti della famiglia, a volte entrando nelle riserve di caccia stando bene attenti alla presenza dei guardacaccia.

Foto tratta dal libro The Complete Story of The Airedale Terrier (1913).

Scordiamoci l’idea che fossero omogenei, perché andavano da meno di 40 a 60 cm al garrese e pesavano tra i 15 e i 35-36 kg. Le dimensioni massime erano quindi inaudite per un terrier e molti  cinofili britannici erano riluttanti ad accettare il nuovo cane come tale. Alcune persone iniziarono a distinguere tra “Airedale terrier” e semplici “Airedale”. Attenzione, anche oggi è così, perché vi sono cosiddetti Airedale Terrier da lavoro pesanti persino 50 kg, come l’Oorang Airedale, selezionato nel XX secolo. Nel 1864, per la prima volta, ne furono esposti alcuni esemplari in una mostra canina sponsorizzata dall’Airedale Agricultural Society. Inizialmente, il cane era conosciuto come Working Terrier, Waterside Terrier o Rough Coated, poi un importante allevatore dello Yorkshire suggerì il nome Bingley Terrier, dal nome del villaggio in cui aveva avuto origine il cane. Apriti cielo!, i villaggi vicini insorsero adducendo il fatto, non a torto, che semmai il nome dovesse essere Airedale Terrier, in omaggio al fiume e alla regione di origine del cane. E così nel 1879 fu stabilito di comune accordo, decisione accettata e ufficializzata dal Kennel Club nel 1886.

Ben presto furono evidenti due tipi di Airedale Terrier e nel 1909 ne esisteva quello solido e tozzo, simile per la forma della struttura ai cavalli Quarter Horse o Shetland, muscoli spessi e compatti molto forti; l’altro tipo era invece di corporatura più snella, con muscoli relativamente più piatti e più lunghi, più simili al cavallo da corsa Thorobred, veloci e resistenti nella corsa. Ovviamente si puntò a un risultato intermedio tra i due tipi.

Airedale Terrier dell’Allevamento Valvalaia.

Di grandissima tempra e intelligenza, questo versatile cane divenne apprezzato nel mondo, e pure dai cacciatori visto che quella era la sua origine. Proprio la sua durezza, coraggio e potenza nel morso lo fecero definire nell’ambito venatorio del big game, ossia la caccia grossa, come “cane da presa”. Quando nei racconti di caccia si legge di cani da presa, non bisogna pensare solo Bulldog vecchio tipo, a Pitbull e similari, perché spesso si trattava di Airedale Terrier. Tra l’altro, basti pensare che un Airedale Terrier, King Oorang, veniva impiegato negli Stati Uniti dove riportava uccelli acquatici uccisi dal padrone, conduceva e proteggeva  bovini e pecore e cacciava specie pericolose come puma, orsi e lupi. Eppure si distinse durante la Prima guerra mondiale operando con la Croce Rossa e salvando in Francia molti feriti. Ma questa mansione pacifica non deve trarre in inganno: quando si scontrò contro uno dei migliori bull terrier da combattimento, King Oorang lo uccise.

Il primo Airedale ad arrivare in America si chiamava Bruce e fu esposto al Westminster Kennel Club di New York nel 1881. L’Airedale Terrier Club of America (ATCA) fu fondato nel 1900. Certamente la razza godette di buona, ma pure eccessiva, stampa: In una rivista agricola del 1909 si scrisse: È pacificamente disposto e difficile da destare, perché odia una rissa poco dignitosa. Ma una volta provocata la sua ira, guai all’uomo o alla bestia che ne subisce le conseguenze. È un combattente meravigliosamente amaro e intelligente quando viene condotto in battaglia. Una volta liberato, diventa un demone incarnato. Veloce, astuto e spietato, combatte per uccidere, e ciò che con la sua mascella punitiva e la sua grande forza, raramente perde. L’Airedale iniziò ad avere molti forti sostenitori nel West americano, e i cacciatori di taglie (per i cosiddetti nocivi, ossia i predatori, venivano pagate delle taglie, ossia premi in denaro per ogni esemplare abbattuto) lo impiegavano nella caccia al puma, lince, orso e altro. L’Airedale Terrier divenne la terza razza più popolare negli Stati Uniti nel 1910.

Er Myron Shelley scrisse nel libro del 1924 Hunting Big Game with Dogs in Africa, e in resoconti pubblicati sulla Kennel Gazette of South Africa, che all’epoca i cani venivano spesso impiegati nella caccia grossa. Lui stesso ne aveva una muta di tal tipo anche per l’orso, formata da, così scrisse: venti giovani cani dello Stato del Mississippi, otto cani da pastore raccolti nelle fattorie vicino a Olney, Illinois, sei Fox Terrier dall’Inghilterra, sei cani poliziotto dalla Germania, sei Foxhound inglesi, diciotto tra incroci e cani da combattimento, quattro cani da cervo e alcuni buoni Airedale. Quando i buoni cani da combattimento stavano lottando, lo facevano bene anche i Foxhound inglesi, ma senza i cani aggressivi no.

A proposito di un Airedale Terrier scrisse: Non ho mai visto un combattente migliore, poteva azzannare il muso di un leone in un secondo, e un attimo dopo morderlo alla coda, e non è mai stato ferito. È stato uno dei principali combattenti per molto tempo, ma ha incontrato la sua fine in una battuta al cinghiale (…)  Alcuni Airedale sono combattenti più accorti di altri e un tale Airedale è il più prezioso di tutti i cani da combattimento quando si tratta di leoni o altro grande animale dell’Africa … Ammiro l’Airedale per la sua estremo dinamismo, ma quando ne ottengo uno speciale penso di avere un tesoro.

Sarà bene ricordare però che in realtà nessun Airedale Terrier, e nessun cane di qualsiasi razza, tipo o grandezza, anche in grosse mute, può avere la meglio contro un leone, tigre o grosso orso. Al massimo possono morderlo, frastornarlo e infastidirlo, ma senza l’intervento dei cacciatore e delle sue armi l’epilogo è solo uno: la morte di parecchi dei pur coraggiosissimi cani, finché non hanno l’intelligenza e la prudenza di ritirarsi.

Poiché l’olfatto degli Airedale Terrier non è eccelso, era ed è basilare che siano affiancati ai segugi. Anche la famiglia Plott, che creò l’omonima razza di segugi americani coonhound da orso e cinghiale, amava avere almeno un Airedale nella muta per via della tenacia e aggressività, ma dichiaravano che queste doti erano anche la loro debolezza e, di conseguenza, non vivevano quasi mai a lungo. Plott raccontò ad esempio di una caccia ad Hazel Creek con suo nipote Little George in cui fu ucciso il suo ultimo Airedale, una femmina. Il cane attaccò un grosso grizzly, che però riuscì ad afferrarlo, stringendolo contro di sè e rompendogli quasi ogni osso del corpo, uccidendolo all’istante.

Plott Hound e Airedale Terrier, 1940 circa.

Airedale Terrier scacciano un orso dall’accampamento.

Gli Airedale Terrier, di norma sempre insieme ai segugi, venivano usati anche nella caccia al puma. Il felino, rintracciato dai segugi, veniva inseguito e costretto ad arrampicarsi su un albero in attesa dell’arrivo dei cacciatori. I segugi erano anche basilari perché i loro continui latrati indicavano la posizione. Bisogna considerare che è vero che il puma è il predatore dei lupi isolati, ma è altrettanto vero che i grandi lupi americani in branco appena possono uccidono i puma, e pertanto questi ultimi fuggono davanti ai cani istintivamente, assimilandoli ai lupi. Quando i cani, Airedale inclusi, sono stati impiegati per la caccia al leopardo – che ha circa le stesse dimensioni del puma –  in Africa o in India, la situazione era ben più pericolosa per loro in quanto questo felino tende ad affrontare i cani, e solo se alle strette si rifugia sugli alberi. (segue nella seconda parte)