(segue dalla prima) La polizia negli Stati Uniti usa molto i cani – soprattutto Pastori Tedeschi e Pastori Belga Malinois –  e anche il più piccolo dei reparti gestisce una squadra K-9 di almeno un cane, mentre nelle grandi città arrivano anche a molte decine. Sarà bene chiarire che negli Stati Uniti non è consigliabile tenere un atteggiamento aggressivo con i poliziotti, perchè sparano senza remore in caso di necessità. Idem i loro cani, che sempre in caso di necessità vengono aizzati a mordere e non raramente vengono bloccati dai loro gestori con una certa lentezza. Questo avveniva ancora più frequentemente decenni fa, specie con i cani antisommossa. Nel maggio 1963 durante le manifestazioni del movimento per i diritti civili di Birmingham, Alabama, la polizia mise in campo in modo eccessivo i cani e ciò portò a una massiccia pubblicità negativa sui media nazionali.

Birmingham, Alabama, 1963.

Le prime unità K9 di polizia negli Stati Uniti nacquero nel 1907 a New York City e a South Orange, nel New Jersey, ma si avvalsero di Pastori Belga e Airedale Terrier. Quando il Pastore Tedesco – che nonostante venisse usato dal nemico tanto meravigliò le truppe americane nella Prima guerra mondiale – divenne noto presso le forze di polizie statunitensi, ebbe l’appellativo di “cane poliziotto” per eccellenza. Quando si diceva cane poliziotto si intendeva il “cane lupo” tedesco. Da notare che inizialmente i cani erano addestrati a fare cadere il malvivente fuggitivo afferrandogli una gamba e poi a tenerlo fermo a terra abbaiando e aspettando l’arrivo del loro gestore. Solo in seguito, nel 1911, i cani furono addestrati a balzare contro l’uomo in fuga. Allora, e durò ancora a lungo, i cani della polizia non stavano sempre con il gestore come oggi, e quindi anche nella sua casa fuori servizio, ma venivano tenuti nei canili e ritirati dal gestore prima dell’inizio del turno di servizio, di norma quello notturno.

Nonostante quel che si potrebbe pensare, in tutto il Nord America per lungo tempo mancò la cultura del cane da polizia e pure quello in ambito militare, tant’è che all’inizio delle due guerre mondiali l’esercito ne era sprovvisto e neppure aveva addestratori al livello di quelli europei. Persino i cani impiegati erano diversi. Per esempio gli Airedale Terrier, razza inglese, erano nettamente inferiori a quelli della stessa razza selezionati in Germania, più grandi e aggressivi. Negli Stati Uniti dopo il 1951 e per alcuni anni, scomparvero le unità K9 della polizia, rimaste in uso solo in dodici città e due stati. Il tutto riprese dopo anni.

Negli Stati Uniti è un crimine assalire o uccidere un cane della polizia, tuttavia non è vero che tale reato sia punito tanto quanto lo stesso atto contro un poliziotto umano. I cani vengono di norma venduti alla polizia da aziende specializzate – moltissime negli Stati Uniti – già addestrati a seconda dell’impiego (antiesplosivo, antidroga, ricerca, ecc.). I Pastori Tedeschi (come i Malinois, Dobermann o Rottweiler) sono comunque sempre addestrati all’attacco e difesa. Circa  l’80-90% dei cani acquistati dal Dipartimento della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti e dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti provengono da allevamenti stranieri, per lo più situati in Europa, in quanto meglio selezionati, anche se ogni esemplare tra acquisto e spedizione ha un costo di circa 8.500 dollari. In alcuni casi i Pastori Tedeschi provengono da stati dell’Europa orientale  e in questo caso, per via della frequente maggiore aggressività, vengono sottoposti a un controaddestramento al fine di essere maggiormente utilizzabili in contesti urbani.

Anche in Canada la linea è sempre più quella di avere cani molto equilibrati e perfettamente addestrati. L’addestratore di cani e allevatore di lunga data Barry Gay, il quale durante la sua lunga carriera ha fornito circa 50 cani alla polizia in tutto il nord America e che è anche socio fondatore del German Shepherd Schutzhund Club of Canada (GSSCC) ha spiegato:  “Dovresti avere un cane che può entrare in una scuola materna con i bambini che si arrampicano dappertutto e poi essere in grado di partire immediatamente per una chiamata di emergenza, uscire dalla porta della scuola e catturare un cattivo … e dopo averlo fatto, tornare dentro e giocare ancora con i bambini”. Gay specifica che spesso i casi di ferimento di innocenti aggrediti senza motivo nel corso delle azioni è colpa dei gestori o degli addestratori. Quando un’unità K9 individua un potenziale sospetto, il cane di norma mantiene una distanza ravvicinata dal sospetto mentre abbaia aggressivamente per trattenere la persona sul posto e deve mordere solo se si tenta di reagire o fuggire. Se si verifica un morso, Gay dice che è importante che il cane sia addestrato a dare un solo singolo morso e che obbedisca al lascia immediatamente dopo il comando, piuttosto che infliggere morsi multipli che possono provocare accuse legali di uso di forza eccessiva.

Inutile dire che il cane è un validissimo ausiliario della polizia. Il  ringhio intimidatorio di un Pastore Tedesco ben addestrato può far arrendere molti criminali invece di tentare di fuggire o combattere. Dan Smith, ufficiale di polizia di Cheektowaga, New York, spiega efficacemente la cosa: “Quando tiro fuori il cane, all’improvviso sanno che non possono ragionare con lui, non possono intimidirlo, non possono provare a spaventarlo, non possono correre più veloci di lui”. Peccato che fino al 2000 i cani della polizia, una volta anziani (il servizio dura per loro solitamente sei anni, passati insieme all’amico-gestore 24 ore al giorno, anche a casa), non potessero essere adottati dai loro gestori e pertanto venissero, incredibilmente, soppressi. Fu il presidente Bill Clinton a firmare la legge “Robby’s Law” che lo permise, dando la priorità dell’adozione al conduttore. Capita che i cani della polizia, così come gli agenti, muoiano in servizio, nonostante i giubbetti antiproiettile speciali che portano nelle situazioni più a rischio.

Ci si domanderà perchè la polizia di tutto il mondo utilizzi il Pastore Tedesco (e il Malinois nonchè, meno, il Dobermann) e non grossi cani molossoidi. La spiegazione è semplice, quelli utilizzati occupano minore spazio nell’automobile di pattuglia o in elicottero, risentono meno del passare degli anni e rimangono attivi per più tempo, sono molto più addestrabili e infine sono fisicamente più che sufficienti per contrastare un uomo essendo comunque agili e molto veloci. Proprio la velocità aumenta il loro potere trasformandoli in una sorta di proiettile vivente, visto che l’energia espressa è proporzionale al peso moltiplicato per il quadrato della velocità. Lo sventurato che riceve in pieno un simile impatto non ha la possibilità di rimanere in piedi e può anche esserne ferito persino nel caso il cane abbia la museruola. Infatti ne esistono di metalliche con le quali il cane addestrato può persino infrangere il parabrezza di un’automobile, come fosse un ariete.

Il Pastore Tedesco ha grande fiuto, non molto inferiore a quello del primo della lista, il Bloodhound, che però sa fare solo quello e non è affatto adatto, per esempio, alla difesa e all’attacco, mentre il Pastore Tedesco assolutamente sì. Nell’uomo il numero delle cellule olfattive è valutato a 5 milioni, mentre un Bassotto ne ha 125 milioni, un Pastore Tedesco 200 milioni e un Bloodhound oltre 250 milioni. In un uomo il settore che contiene le cellule olfattive rappresenta un totale di circa 4 centimetri quadrati, mentre in un Pastore Tedesco è di 150 centimetri quadrati. Grazie a questa qualità è in grado di fiutare le persone sepolte dalla neve o dalle macerie, scoprire gli esplosivi o la droga anche quando i trafficanti sigillano i pacchetti nascondendoli dentro altri oggetti pervasi o coperti con prodotti dai profumi forti come spezie, tabacco, gasolio, benzina, cipolle o naftalina. Tentativi vani.

Anche la polizia russa, nonchè quelle degli stati ex sovietici, usa molto il Pastore Tedesco per tutti i possibili compiti. Questi cani sono abituati a rimanere calmi, docili e non disturbati dalla folla o dai rumori, tuttavia vengono sempre tenuti al guinzaglio e con la museruola, a meno che la situazione non consigli di togliergliela preventivamente.

Unità cinofile della polizia di Mosca, 2017.

La polizia italiana, tra le altre razze (inclusi i meticci), usa il Pastore Tedesco per varie mansioni. I Pastori Tedeschi sono circa il 60-70% dei cani impiegati. Quelli addestrati per i servizi di polizia giudiziaria e ordine pubblico sono ovviamente ubbidienti al conduttore, ma con una tempra molto forte, carattere dominante, e in grado di sapere mantenere freddezza e distacco anche nelle situazioni più critiche. Il loro servizio in polizia dura al massimo 8-9 anni, poichè si svolge spesso tra la folla, al freddo o caldo, sotto la pioggia e in altre situazioni piuttosto critiche. Alcuni cani in servizio di ordine pubblico perdono l’udito a causa dell’esplosione di bombe carta negli stadi o sviluppano fobie provocate da sassaiole nelle manifestazioni. Quelli impegnati in servizi di polizia giudiziaria, che spesso sono chiamati durante le operazioni di controllo del territorio a saltare nelle o dalle auto, possono avere problemi alle zampe posteriori.

In questa razza le dimensioni medio-grandi e quindi non eccessive hanno reso possibile l’impiego per la ricerca e il soccorso pubblico, oltre che per la prevenzione generale e tutela dell’ordine pubblico, antidroga e antiesplosivo. Devono essere motivati, agili, in grado di camminare per ore su terreni impervi o innevati, sulla sabbia, nei boschi o in mezzo alle macerie senza affaticarsi troppo e quindi non devono avere una grossa stazza. Il cane per la ricerca di persone e per il soccorso pubblico viene addestrato annusando in aria e non a terra per individuare l’odore umano, riuscendo a discriminare tutte le altre particelle di odore che ci sono nel luogo della ricerca (cibo, piante, animali selvatici e domestici, ecc.). Questa tecnica è chiamata del “cono d’odore” perché il cane arriva ad annusare l’odore umano all’interno di un raggio in aria a forma di cono. La determinazione è motivata dalla gratificazione del suo conduttore quando riesce nell’impresa. La buona riuscita di queste imprese dipende molto dall’affiatamento del binomio gestore/cane. Per la ricerca di persone e l’ordine pubblico sono generalmente maschi, mentre per l’antidroga e l’antisabotaggio ci sono anche delle femmine perché sono molto più reattive ma sicuramente più problematiche a causa del periodo di estro.

I cani sono selezionati da un’apposita commissione e l’acquisto avviene soprattutto da fornitori e allevatori esteri, in particolare in Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovenia, Germania, Belgio e Olanda. All’estero ci sono ancora linee di lavoro valide dal punto di vista caratteriale, sono cani forti e adeguati al lavoro di polizia. In Italia e altrove invece il loro carattere ha avuto maggiori possibilità di subire differenziazioni, anche se magari esteticamente sono più belli, per questo i soggetti italiani sono pochi. I cani vengono anche donati da privati, inclusi gli esemplari “problematici” che dopo un adeguato periodo di rieducazione e addestramento vengono destinati alle mansioni più adatte a loro. https://www.youtube.com/watch?v=JkRQ4VVczRI

Il Pastore Tedesco viene usato nel mondo anche per le ricerche di vittime delle valanghe e difatti è una delle razze impiegate, per fare un solo esempio, dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. In effetti questa e altre razze hanno ormai sostituito il mitico San Bernardo, oggi fisicamente molto meno adatto a operare in quei contesti (nonostante il grande olfatto) e in particolare troppo ingombrante per essere trasportato dai mezzi di soccorso, soprattutto elicotteri.

Pastore Tedesco e soccorritori in cerca di vittime dopo una slavina.

I primi cani per ciechi “addestrati in serie” furono i Pastori Tedeschi, nel XX secolo. Anche se è vero che questi ausiliari, ovviamente di nessuna razza, esistevano già nell’antichità – come si vede in un fregio a Pompei  risalente al 74 d.C. raffigurante un cane con un cieco, o in una medaglia creata dallo scultore Leone Leoni nel 1561 e che ritrae un cane che guida un vecchio cieco con un bastone –, bisogna specificare che si trattava sempre di singoli esemplari addestrati dai loro padroni. Nell’agosto del 1916, durante la Prima guerra mondiale, Gerhard Stalling, presidente della Deutschen Vereins für Sanitätshunde (Associazione tedesca per i cani sanitari), propose l’addestramento di cani da assegnare ai soldati accecati dai gas (come l’iprite o gas mostarda) e da altre cause, cosa che due anni prima era stata proposta all’Austria – che però non aveva aderito – dal medico viennese Leopold Senfelder. La Germania fu più lungimirante, anche grazie all’appoggio del Granduca Friedrich August von Oldenburg e con il sostegno del Ministero della Guerra, e così fu fondata la prima scuola di cani guida del mondo a Oldenburg. Già nell’ottobre del 1916 il primo cane addestrato fu consegnato al cieco di guerra Paul Feyen. Nonostante l’apertura di nuove filiali (Bonn, Breslau, Dresden, Essen, Freiburg, Hamburg, Magdeburg, Münster e Hannover) i 600 cani addestrati ogni anno non soddisfavano la sempre maggiore richiesta e così furono addestrati anche cani di altre razze o meticci che a volte si rivelarono non idonei. I più adatti si rivelarono i Pastori Tedeschi, che infatti erano la maggioranza. Dopo la guerra, dal 1922, la Germania fornì cani non solo ai propri ciechi civili ma pure ad altre nazioni, come Inghilterra, Francia, Spagna, Italia, America, Canada e Russia.

La seconda scuola (Oldenburg aveva cessato l’attività) per cani guida nel mondo fu creata nel 1926 dall’Associazione per pastori tedeschi.a Potsdam, su mandato e pagamento dei costi del Ministero del Lavoro del Reich. Il canile poteva ospitare circa 100 cani, di cui c’erano sempre circa 50 animali in addestramento (della durata di 3-4 mesi). La scuola di cani guida di Potsdam nel 1952 fu chiusa dalla DDR. Al di fuori della Germania l’interesse verso i cani guida non si diffuse finché Dorothy Harrison Eustis, un’allevatrice di cani americana residente in Svizzera, scrisse una testimonianza pubblicata nel The Saturday Evening Post nel 1927, riguardante la scuola di addestramento per cani guida di Potsdam. La diffusione di questi cani in America iniziò pochi anni dopo. Lo stesso avvenne in Gran Bretagna con l’affidamento il 6 ottobre del 1931 dei primi, i Pastori Tedeschi Flash, Judy, Meta e Folly, consegnati a veterani divenuti ciechi nella Prima guerra mondiale. Una curiosità: il bastone bianco per non vedenti fu invece inventato dalla belga Guilly d’Herbemont la quale aveva notato che la polizia in Francia usava bastoni bianchi per regolare il traffico e fermare le auto.

Nel 1934 i cani guida dell’Associazione non vedenti (Blind Association) in Gran Bretagna cominciarono a operare, benché il loro primo addestratore stabile fosse un ufficiale dell’esercito russo, il capitano Nikolai Liakhoff, trasferitosi in Inghilterra nel 1933. In breve questo particolarissimo e prezioso supporto dato dai cani si diffuse nel mondo, ed erano in stragrande maggioranza Pastori Tedeschi. Anche oggi questa razza viene impiegata per questa mansione di grandissima importanza.

Francobolli emessi dopo la Prima guerra mondiale dalla Germania in onore della scuola di Oldenburg per cani guida e raffiguranti il Pastore Tedesco (Immagini per gentile concessione dell’Imperial War Museum).

Parrà strano ma persino il creatore della razza, Max von Stephanitz, non aveva compreso appieno tutte le qualità del Pastore Tedesco. Era convinto che non fossero adatti come cani guida per non vedenti, e apprendendo che alcuni dei suoi colleghi della VS stavano addestrandoli per aiutare i soldati veterani feriti della Prima guerra mondiale, scrisse: Esiste una certa connessione tra il cane da soccorso e il cane per ciechi (…) Secondo la dichiarazione dei non vedenti che hanno utilizzato tale aiuto per un tempo considerevole, i nostri cani da pastore si dicono particolarmente adatti e affidabili in quel servizio. L’uomo cieco e il suo cane sono stati una caratteristica familiare nelle nostre strade per qualche tempo;  in precedenza, è vero, il cane, in genere un barboncino, era conosciuto solo come il ricevitore di doni con il cappello in bocca, ma il cane del cieco oggi non è usato per un tale scopo; deve piuttosto essere gli occhi del suo padrone, guidarlo sano e salvo attraverso il labirinto del traffico, e richiamare prontamente la sua attenzione sulle disuguaglianze della strada e sugli ostacoli nel traffico, sedendosi.

L’esperienza ha dimostrato che un addestramento attento sviluppa il cane fino a questo punto, ma ancora una volta, a tale riguardo, dipende interamente dal leader (…) Ma questo leader è un cieco, che sfortunatamente non può vedere, e quindi non può correggere i difetti del cane; di conseguenza non dobbiamo avere troppe speranze sull’efficacia di questi cani per il bene dei poveri ciechi. In ogni caso, non possiamo stabilire una regola sicura, perché anche se un tale animale può essere utile in circostanze favorevoli con un cieco che ama gli animali – preferibilmente nel paese e nelle piccole città di campagna – può essere ugualmente inutile in altre condizioni, come per esempio nel traffico di una grande città e nella custodia di un uomo distratto senza una vera cognizione del cane. In questi casi il cane, invece di essere un aiuto per il cieco, diventerà un pericolo. Da parte mia, lo considero principalmente come compagno per il suo padrone, l’essere fonte di conforto e piacere per lui nelle sue tranquille ore solitarie. Come sappiamo, fortunatamente, von  Stephanitz si sbagliava.

Un lavoro che non è più richiesto per questa razza – ma che potrebbe assolvere senza problemi, perchè non esiste alcuna razza tra le circa 400 esistenti che abbia la stessa poliedricità del Pastore Tedesco – è il traino. Infatti sappiamo che un tempo, almeno fino alla prima metà del XX secolo, i cani venivano comunemente utilizzati in tale ambito e per fare muovere, camminando all’interno di apposite ruote, meccanismi di vario genere. Evidentemente anche il Pastore Tedesco poteva assolvere al compito, tanto che l’esercito tedesco lo fece anche nella Seconda guerra mondiale.

truppe di montagna tedesche.
Seconda guerra mondiale, Pastori Tedeschi usati per il traino dalla Gebirgsjäger

Il Pastore Tedesco fu usato non solo in Europa ma pure altrove, come negli Stati Uniti, per il traino anche nella vita civile, da solo, in coppia e anche con più esemplari a seconda del peso da trainare, anche di alcuni quintali. Naturalmente si trattava sempre di esemplari perfettamente funzionali, basti guardare le schiene e gli angoli delle zampe posteriore nelle fotografie qui pubblicate.

Stati Uniti, anni ’50.