Qui trattiamo il reverendo John “Jack” Russell, il cui nome è legato al Fox Terrier, al Jack Russell Terrier e al  Parson Russell Terrier. Però, dal momento che noi siamo K9 Uomini e cani, un giornale storico-cinofilo, cercheremo di dare maggiori informazioni rispetto al solito. E allora cominciamo a descrivere dove furono sviluppati questi terrier, ossia nel Devon, o storicamente Devonshire,  contea sita sulla penisola di Cornovaglia, in Inghilterra. Il meridione del Devon, costeggiato dal mare, ha un’area protetta di ben 337 km² – la South Devon Area of Outstanding Natural Beauty – che tuttora rende l’idea di come fosse quell’area ai tempi del reverendo Russell: ampi panorami, antichi campi agricoli, fiumi e canali, tranquillità, luoghi storici e pittoreschi villaggi e frazioni. Nonché miniere di stagno, e questo fa capire che i cani terrier fossero ben diffusi poiché lì venivano usati per limitare il numero di topi e ratti che pullulavano nelle gallerie.

Un borgo nel Devon.

L’entroterra in vaste aree diventava – e così è tuttora – brughiera, con zone umide ricche di torba, poco battute e non adatte all’agricoltura nonché chiazzate qua e là da insidiose zone di sabbie mobili. Insomma, zona selvaggia in cui con qualche rischio brucava il bestiame ed erano numerosi conigli, volpi, tassi e lontre e altra selvaggina, quindi ottimali per la caccia, purché si conoscessero i luoghi, specialmente quando la nebbia scendeva compatta, il che era frequente.

La brughiera.

Questo ambiente isolato fu ritenuto ottimale per la costruzione di un carcere nel 1806, la Prigione di  Dartmoor: svetta nella frazione di Princetown, che è l’insediamento più alto della brughiera e uno dei più alti del Regno Unito. Ma non pensate a chissà cosa, si tratta solo di 435 metri sul livello del mare. La prigione – che dovrebbe cessare definitivamente nel 2023 – fu costruita per rinchiudervi migliaia di prigionieri francesi della Guerra anglo francese ancora in corso, a cui poi si aggiunsero quelli americani. Le condizioni per i detenuti erano spaventose, tanto che già nel 1815 ne erano morti circa 1.500, venendo sepolti nella brughiera.

L’ingresso della prigione di Dartmoor.

Insomma, per chi ci crede, terra di fantasmi. Ma non solo: secondo le leggende si aggirerebbero nei dintorni i folletti, un cavaliere senza testa, il Diavolo in persona – apparso la prima volta nel villaggio di Widecombe-in-the-Moor durante il grande temporale del 1638 –, una strana e aggressiva creatura dalle “mani pelose”, oltre alla cosiddetta “Bestia di Dartmoor” simile a un gigantesco cane nero che nella brughiera divorerebbe le pecore al pascolo. Ovviamente, appunto, ci sarebbero i fantasmi, inclusi quelli provenienti dalla Tomba di Jay, dalla Childe’s Tomb, dal Bowerman’s Nose e dai punti in cui sorgono le croci di pietra che segnano le antiche vie medievali attraverso la brughiera. Fortunatamente non pare che vi si aggirino pure i ben più terrorizzanti  addetti Equitalia dell’Agenzia delle entrate… Per chi fosse interessato (e sono tanti) a visitare questa amena località, fanno pure i tour turistici. https://www.uniquedevontours.com/days-out-devon/day-tours/hound-baskervilles-tour

I luoghi, la nebbia, le leggende (come appunto quella del misterioso, feroce e demoniaco cane nero) ispirarono lo scrittore Arthur Conan Doyle che nella sua serie di Sherlock Holmes, precisamente nel libro The Hound of the Baskervilles (1902), fece fuggire un detenuto da Dartmoor, poi ucciso appunto nella nebbiosa brughiera dal misterioso mastino. Dal romanzo fu tratto un eccezionale film del 1939, Il mastino dei Baskerville (The Hound of the Baskervilles), diretto da Sidney Lanfield e con protagonisti Basil Rathbone e Nigel Bruce. https://www.youtube.com/watch?v=AzJz5RUV3BY

Un fotogramma del film  Il mastino dei Baskerville (1939)

Veniamo finalmente a John Russell, soprannominato Jack. Nacque il 21 dicembre 1795 a Belmont, frazione di Dartmouth – a una quindicina di chilometri in linea d’aria da Dartmoor  – dal predicatore anglicano John Russell e dalla moglie Honor Terrell, non benestanti ma comunque sufficientemente dignitosi. Ricordiamo che nella Chiesa Anglicana è permesso ai preti il matrimonio. Il padre di Jack era rettore di Iddesleigh (ma operò e quindi si trasferì in diverse zone del Devon, spostandosi con la famiglia), più a nord, ed era un hunting parson e cioè un parroco sfegatato per la caccia. La famiglia di Jack, i cui antenati vivevano nel Devon dal 1551, oltre che dai genitori era composta da una figlia e tre figli. Seguendo le orme del padre, il suo futuro era da prete: anzi da hunting parson visto che aveva la stessa passione venatoria.

Frequentò la Plympton Grammar School – Plympton oggi è un sobborgo di Plymouth, sempre in Devon – fino all’età di 14 anni. Dovendo spostarsi più volte al seguito del padre e della famiglia, Jack ogni volta doveva farsi accettare dai nuovi compagni, inclusi i soliti bulletti che quasi tutti noi si sono trovati davanti da bambini. Di solito si dirimeva la questione a cazzotti, e valse pure per Jack, che alla Plympton Grammar School si scontrò con John, di due anni più grande. Jack ebbe più volte la peggio, ma ogni volta ripromettendosi di fargliela pagare. Finché un giorno, a causa di una pagina strappata di un libro, a finire con un occhio nero fu il rivale John. Da allora i due divennero amici per sempre. Esattamente si trattava di John Crocker Bulteel (1793–1843), poi parlamentare Whig per il sud del Devon nel periodo1832-34 e sceriffo del Devon nel 1841. Fu anche il Maestro dei Foxhound del Dartmoor e allevò il miglior branco di cani da caccia in Inghilterra.

John Crocker Bulteel, appena tornato dalla caccia e dopo avere cenato, con due dei suoi Foxhound preferiti, acquerello di John Frederick Lewis (1805-1876), collezione privata.

Poi Jack Russell fu mandato alla severa Blundell’s School di Tiverton: si trattava (e si tratta, esiste ancora) di una distinta scuola rurale di antico lignaggio, costruita nel 1604. Gli studenti dovevano essere presenti ai loro banchi alle 7 del mattino e le aule non erano riscaldate (come avveniva praticamente ovunque all’epoca), tanto che in inverno l’inchiostro congelava nei calamai. Nell’orario scolastico insegnavano anche il greco e latino ma – con un ulteriore pagamento – si potevano seguire anche lezioni di ballo. Anche lì il solito scontro con gli studenti locali più in vista e prepotenti, e in questo caso si trattò di un certo Hunter.

In questo caso pero Jack, che aveva un bel caratterino, fu crudele: Il giovane Jack, non essendo di famiglia ricca, doveva ingegnarsi a fare qualche soldo in più. Con alcuni amici scolari presso la scuola e di nascosto (era pensionante lì) allevò conigli, ma il preside Richards lo seppe e ne proibì l’attività ordinando di sbarazzarsene. Tutti lo fecero tranne Hunter, perché il suo coniglio era un esemplare di valore. Voleva chiedere al preside il permesso di inviarlo a casa sua. Russell, che non sapeva questo fatto, allora prese di nascosto il coniglio e le buttò nella gabbia dei suoi furetti (allevava anche quelli), che immediatamente lo uccisero. Russell attese la reazione di Hunter, che però si mise a piangere e riferì il fatto al preside. Russell disse che l’aveva fatto perché il preside stesso aveva ordinato di sbarazzarsi di tutti i conigli, e lui aveva solo eseguito un ordine. Risultato, fu punito con una serie di scudisciate alla schiena. Però ciò servi a fare circolare il fatto che con Jack era meglio non scherzare. In ricordo di questo fatto dal 1877 alla  Blundell’s School si svolge la gara “The Russell”, faticosa competizione tra ragazzi che esalta lo spirito collettivo e la tolleranza verso gli altri. L’era vittoriana fu decisamente dura (come quelle prima…) anche per i bambini. Le punizioni corporali, anche a scuola, erano la norma e la severità imperante.

Il giovane Jack doveva ingegnarsi a fare qualche soldo in più. Sbarazzatosi dei furetti, con  il suo amico Robert Bovey ebbe l’idea di cacciare i conigli e topi che danneggiavano i raccolti. Gli agricoltori locali ne furono ben lieti e anzi consigliarono loro di allevare qualche Foxhound (che tuttavia con i ratti non c’entravano nulla, però si poteva venderne qualcuno). Detto fatto, ospitarono nove di questi cani  in un capanno inutilizzato del maniscalco di Tiverton. Russell si rivelò un talentuoso addestratore di cani nonché appassionato di cavalli, ma sfortunatamente i due amici, che da regolamento non potevano fare manco questo, furono traditi da un compagno di studi. Bovey fu espulso dalla scuola e Russell picchiato come al solito, ma non espulso.

Nel 1814, Jack Russell aveva 19 anni e iniziò i suoi studi all’Exeter College di Oxford. Non fu certo uno studente modello, tanto che nel 1818 si laureò con il minimo possibile di studi. Più che al latino e greco, era interessato alla caccia e ai cani, come molti altri suoi compagni di studi  figli di ricchi proprietari terrieri, con cui Russell mantenne ottime e continuative relazioni. Durante la sua permanenza a Oxford aveva cacciato con i Foxhound del VI duca di Beaufort e i branchi di Bicester e Old Berkshire, osservando da vicino i metodi e le esperienze dei vecchi “maestri dei segugi”. E aveva visto in azione i terrier. Attenzione, oggi ci sono molte razze di questi cani, ma ovviamente è una pia illusione moderna poiché tornando indietro nel tempo si trova solo un’accozzaglia di cani non molto alti oppure bassi, a pelo liscio o ruvido, di tutti i colori (solitamente scuri, anche se molti cacciatori preferivano quelli bianchi affinché non si confondessero con le prede) e forme. Basti pensare che nell’opera Cynographia Britannica, pubblicata intorno al 1800, Sydenham Edwards scrisse di due tipi di terrier: a zampe storte e zampe dritte. Punto. Erano tutti uguali però nelle doti caratteriali: vigili, coraggiosi, determinati, intelligenti e con alto istinto predatorio.

Jack un giorno di fine maggio del 1818 – era l’ultimo anno di studi a Oxford –  nella vicina frazione di Marston vide un terrier che lo colpì, di proprietà di un lattaio noto per evere buoni terrier. Si chiamava Trump, era grande circa come una volpe adulta ed era una femmina bianca con piccole macchie marrone scuro sopra gli occhi, alle orecchie e alla punta della coda. I suoi progenitori erano ignoti. Esiste un quadro raffigurante Trump e conservato a Sandringham House, nel Norfolk, la residenza reale di campagna, tuttavia fu dipinto intorno al 1875, molti anni dopo la morte del cane, su commissione del Principe di Galles Alberto Edoardo (dal 1901 re Edoardo VII) in segno di amicizia con l’ormai vecchio Russell. Il pittore non vide mai Trump dal vero e del resto quando Russell vide il dipinto disse solo che aveva una buona somiglianza.

Trump.

Da lì cominciò l’opera di John “Jack” Russell, più volte dispersa nei decenni in quanto l’allevatore in più occasioni dovette vendere tutti i suoi cani per pagare i debiti. Quando morì, nel 1883, ne aveva solo quattro e tutti ormai vecchi, ossia Rags, Sly, Fuss e Tinker. Russell non gradiva terrier con sangue di bulldog, perché avrebbero combattuto nella tana con la volpe, uccidendola. E allora la caccia sarebbe finita lì, che senso aveva? Il terrier invece doveva scacciarla dalla tana, in modo che l’inseguimento riprendesse. Russell era orgoglioso del fatto che i suoi terrier non avessero mai assaggiato il sangue. Uno dei suoi esemplari preferiti fu Tip, in grado di correre durante la caccia anche per 15-20 miglia, ma che morì d’asma.

Dopo aver conseguito la laurea il 17 dicembre 1818, Russell nel 1819 divenne diacono nel villaggio chiamato George Nympton, nel nord del Devon, e l’anno dopo parroco. Il suo non eccelso stipendio annuale di 60 sterline non gli impedì di mantenere i suoi cani, anche grazie all’eredità di 800 sterline lasciatagli dal nonno. Probabilmente con parte di questo denaro, grazie all’amicizia di un allevatore della zona che con i suoi cani cacciava volpi, lepri, lontre e tassi, acquistò Racer, un Foxhound di gran stirpe. Da lì a breve Russell ebbe la sua muta di Foxhound con cui uccise ben 25 lontre venendo menzionato dalle riviste venatorie come Master of Otter Hounds. Di sicuro aveva un sacco di tempo libero, dovendo officiare ogni mese solo una decina di matrimoni e funerali e predicare appena due volte al mese. Fece anche conoscenza col crudele, disonesto e vendicativo reverendo John Froude (talmente gramo da essere preso  a modello per il malvagio prete “Parson Chowne” nel libro The Maid of Sker del 1872, scritto dal famoso romanziere Richard Doddridge Blackmore), il quale era il curato dei villaggi di Molland e Knowstone, nei pressi di Tiverton. Essendo però Froude un altro parroco-cacciatore, meglio dire cacciatore-parroco, lui e Russell divennero amici (segue nella seconda parte)