Il primo film sulle Giubbe rosse (RCMP) fu Rider of the Plains del 1910 e da allora sono diventati oltre duecento, con lo stesso cliché dell’agente impavido e onesto. Anzi, tutti gli eroi canadesi di Hollywood erano membri dell’RCMP. Qui però tratteremo solo alcuni dei film, telefilm e fumetti in cui insieme a loro compaiono i cani.

Nel film Renfrew of the Royal Mounted del 1937, prodotto e diretto da Albert Herman e interpretato da James Newill, Carol Hughes e William Royle c’è un altro protagonista, ma a quattro zampe. Infatti il sergente delle Giubbe rosse Renfrew (Newill) è validamente affiancato dal suo cane, un Pastore Tedesco. L’esemplare impiegato per le riprese era già esperto avendo partecipato a sette film, tra cui Zanna Bianca del 1936. Si chiamava Lightning ed era il più piccolo della sua cucciolata ma poi divenne più grande della media dei cani di questa razza. Del resto era nipote di Etzel von Oeringen, meglio conosciuto come Strongheart, noto per la sua grandezza, il coraggio e anche la prontezza di morso se ci si comportava in modo sbagliato. Del resto era un cane addestrato dell’esercito tedesco nella Prima guerra mondiale, poi portato negli Stati Uniti e che a Hollywood fu famoso quanto Rintintin. Anche  Lightning era molto intelligente.

James Newill e  Lightning in  Renfrew of the Royal Mounted.

 Per quanto riguarda i cani come co-protagonisti, famosa fu la serie radiofonica Challenge of the Yukon (Sfida dello Yukon), in onda per la prima volta il 3 gennaio 1939 e con protagonisti il sergente Frank Preston e il suo cane – inizialmente chiamato Mogo – King nel combattere i malfattori nelle terre selvagge del Nord durante la corsa all’oro del 1890. La serie continuò fino al 1947 e ovviamente, essendo radiofonica, Preston era interpretato da vari attori mentre il cane da vari tecnici del suono.

Quando nel 1955 divenne una serie televisiva – con il nome Sergeant Preston of the Yukon e girata a colori anche se all’epoca la maggior parte della gente aveva ancora solo televisori in bianco e nero Preston fu interpretato da vari attori e poi da Richard Simmons e King da un Alaskan Malamute, mentre i cani della slitta erano Siberian Huskies. Anzi, nella serie radiofonica erano descritti come Alaskan Huskies ossia velocissimi incroci che, sebbene anche oggi molto performanti, le Giubbe rosse non avrebbero mai comunemente usato in quanto non adatti a sopravvivere in quell’ambiente nello svolgimento dei duri compiti della polizia, spesso pernottando all’aperto in inverno nelle lunghe perlustrazioni di servizio: basti pensare che i cani eschimesi furono incrociati persino con Pointer, Greyhound e Setter. Cani totalmente inadatti a quel clima e funzioni furono effettivamente da cercatori d’oro, ma perché c’era carenza di razze adatte, e del resto avevano vita breve.

Richard Simmons e King in una pausa delle riprese.

Anche gli autori della serie, come del resto avvenne nel romanzo Zanna Bianca (1906, White Fang) di Jack London, erano convinti che le linci canadesi fossero assassine di lupi e infatti stabilirono che King fosse un ibrido cane/lupo e che da cucciolo fosse stato salvato da Preston dopo l’uccisione della madre lupo proprio da parte di una lince canadese (che di norma pesa 5-18 kg…).

Il cane scelto per interpretare King era un Alaskan Malamute di 5 anni. Poiché la produzione veniva da Detroit, e non da Hollywood, l’addestratore scelto dai produttori era del Michigan e si trattava di Beverly Allen, da adolescente accolto a casa come un figlio dal grande addestratore cinofilo Carl Spitz. Con l’avvicinarsi della Seconda guerra mondiale, Spitz e la sua squadra furono reclutati per aiutare con il programma Dogs for Defense, in cui le famiglie donarono i loro cani per essere addestrati e utilizzati, visto che l’esercito degli Stati Uniti all’epoca praticamente non aveva corpi cinofili. Allen lavorò a fianco di Spitz, ma quando fu arruolato essendo afroamericano fu assegnato all’edilizia poiché tutti gli addestratori erano bianchi. Finita la guerra fu assoldato dal produttore di Sergeant Preston of the Yukon, con un compito difficile visto che fino ad allora nessuno aveva mai addestrato un Malamute o un Husky per un lavoro cinematografico. Ma Allen sapeva che poteva farlo. King fu consegnato al canile di Allen, a Royal Oak, e lì iniziò l’addestramento di King, basato sull’approccio positivo, detto oggi gentilista. La serie non fu girata in Canada ma principalmente ad Ashcroft, in Colorado. https://www.youtube.com/watch?v=wtPGo9KYrlI

Raccontò l’attore protagonista, Richard Simmons: “Una squadra di cani imbrigliata è una massa tremante di energia sovralimentata. Ma sono addestrati a non muoversi finché non ricevono un comando verbale. Di conseguenza i soliti ordini del set, ‘va bene’, ‘pronti’, ‘andiamo’ o ‘azione’ è un linguaggio proibito quando si lavorava con i cani. Se fai uno sbaglio, partono come razzi”. Lo staff decise allora che la parola ‘tredici’ sarebbe stata usata quando era il momento giusto per iniziare una scena usando la squadra di cani. Alla fine di ogni episodio, il personaggio Preston diceva: “Bene King, questo caso è chiuso”, mentre quand’era sulla slitta incitava così i cani: “On, King! On, you husky!” Se non c’era troppa neve invece il sergente usava il fedele cavallo Rex. Quando nel 1958 la serie cessò, Jack Wrather, un produttore cinematografico di Hollywood (suoi Lassie e The Lone Ranger), adottò King, che visse serenamente  come animale domestico fino alla vecchiaia.

Furono prodotti anche fumetti: dal 1951 al 1958 la Dell Comics pubblicò 29 numeri del Sergeant Preston of the Yukon, scritti da Gaylord Du Bois e illustrati da Alberto Giolitti. Una curiosità, quest’ultimo era il figlio dei titolari del Giolitti, notissimo caffè e pasticceria ancora esistente nonché la più antica gelateria di Roma, fornitore dell’allora famiglia reale italiana. Alberto Giolitti, nato a Roma, prese poi la cittadinanza statunitense e divenne un famoso fumettista. Tornato a Roma, sempre nell’ambito dei fumetti, fondò lo Studio Giolitti. Disegnò anche diversi numeri del mitico Tex Willer.

Dal 1955 la copertina del fumetto Sergeant Preston of the Yukon era fotografica.

Una tavola di Sergeant Preston of the Yukon illustrata da Alberto Giolitti.

Un gran bel film riguardante le Giubbe rosse e basato su una storia vera seppure romanzata, è Caccia selvaggia (1981, Death Hunt) diretto da Peter Hunt e con protagonisti Charles Bronson e Lee Marvin. I due attori – che prima di diventarlo furono veterani nella Seconda guerra mondiale, entrambi decorati al valor militare – avevano già lavorato sedici anni prima in Quella sporca dozzina. La trama è la seguente: il 31 dicembre 1931 Albert Johnson (Bronson) uccide un uomo per legittima difesa nella sua remota capanna sui monti nello Yukon. Alcuni giorni dopo il duro sergente Edgar Millen (Marvin) raduna con riluttanza un gruppo di uomini armati per arrestarlo per omicidio, anche se ha intuito che Johnson si è solo difeso. Durante l’attacco alla sua capanna Johnson uccide quattro uomini e riesce a fuggire sulle montagne innevate. Poiché l’episodio fa scalpore, a Millen viene dato il non gradito né richiesto supporto di un ufficiale dell’aviazione militare per cacciare il fuggitivo, con esiti catastrofici. Il resto non ve lo diciamo, visto che qui c’è il film completo. https://www.youtube.com/watch?v=1Ls-93yO7y8

Lee Marvin in Caccia selvaggia.

All’inizio del film Johnson arriva in un villaggio in cui è in corso un combattimento tra cani. Tre curiosità: prima, praticamente un fatto scritto anche nel romanzo Zanna Bianca e che si vede in alcuni film da questo tratti. Uno dei cani è un generico bulldog, ma di fatto si tratta di un Pitbull (un tempo nel mondo anglosassone tutti i cani da combattimento venivano genericamente definiti bulldog); seconda curiosità, in Canada nel 1931 tali combattimenti erano gìà vietati da decenni, come fa notare nel film un’altra giovane Giubba rossa, ma Millen dice che è meglio chiudere un’occhio intervenendo solo per i reati gravi, altrimenti dovrebbe arrestare tutti i residenti e scoppierebbero guai peggiori; terza, il cane che sta per essere ucciso nella lotta è un Pastore Tedesco bianco. Questo colore nell’anno in cui è ambientato il film non era un difetto, solo dopo la Seconda guerra mondiale fu deciso d’ufficio che lo era e lo si bandì dai kennel club. Fortunatamente i sostenitori in Canada, Stati Uniti e anche nel Regno Unito la pensavano diversamente e  selezionarono proprio quelli bianchi che, lo ripetiamo, erano comunque Pastori Tedeschi a tutti gli effetti, tranne che per le associazioni cinofile ufficiali. In seguito nacquero l’American White Shepherd e l’American-Canadian White Shepherd e infine il riconosciuto ufficialmente Berger Blanc Swiss. Comunque, chiamatelo come volete, ma è sempre lo stesso.

Charles Bronson e il cane in Caccia selvaggia.

C’è anzi una quarta curiosità: il sergente Millen per rintracciare il fuggiasco fa arrivare tre cani Pastori Tedeschi, ma non sono delle Giubbe rosse bensì di uno del gruppo di inseguitori. Infatti il primo cane del corpo, e di questa razza, fu impiegato quattro anni dopo, nel 1935. Le riprese del film, prima titolato Arctic Rampage, furono realmente fatte in Canada tra marzo e aprile. Insomma, neve, ghiaccio e freddo veri. Furono utilizzati anche 50 cani da slitta, soprattutto Siberian Huskies.

Una scena di Caccia selvaggia.

Il Siberian Husky invece appare nella serie televisiva canadese Due South – in Italia chiamata Due poliziotti a Chicago –, tra il serio e la commedia, prodotta da settembre 1994 a dicembre 1999.  Ambientata a Chicago, la serie segue le avventure dell’agente Benton Fraser (Paul Gross), ufficiale delle Giubbe rosse di collegamento al consolato canadese ma che lavora con il detective Raymond Vecchio della polizia di Chicago. La serie gioca molto sulle differenze stereotipate tra la cultura canadese e americana, e in particolare sul contrasto tra l’abile ma estremamente educato Fraser e il meno raffinato ma efficace italo-americano detective Ray Vecchio (David Marciano). Le riprese in realtà si svolsero principalmente a Toronto, in Ontario, e nel Parco Nazionale di Banff, in Alberta.

Fraser ha Diefenbaker, un mezzo lupo bianco e sordo – ma che riesce a capire l’inglese e l’inuit dal movimento delle labbra – interpretato però da sei Siberian Huskies identici o quasi, ossia Lincoln, Frankie, Chinook, Kerry-Ann, Draco e Cinder (la sorella di Draco, che ha eseguito la maggior parte delle acrobazie di suo fratello). Lincoln (stagioni 1 e 2) e Draco (stagioni 3 e 4) sono stati i più visti sullo schermo. L’attore Paul Gross crede che Diefenbaker sia ciò che ha reso questa serie televisiva di successo e il suo personaggio così attraente per le donne. La serie ebbe buon successo, specie dopo avere ottenuto anche la fortuna, che per un po’ mancò. Infatti David Marciano spiegò che il caribù morto visto nel pilot era vero caribù e fu ucciso per essere usato nelle riprese. Gli inuit allora dissero ai produttori che se l’animale non veniva mangiato e quindi era stato ucciso senza motivo, lo spirito dell’animale avrebbe maledetto le riprese. Naturalmente non furono creduti, però dopo un incidente aereo e l’esplosione degli effetti speciali che quasi distrussero uno dei set e cioè il club rock El Mocambo, i produttori ci ripensarono, seppellirono i resti dell’animale e in seguito tutto, spiegò Marciano, andò liscio.

Paul Gross con uno dei cani di Due South.