Ecco la descrizione dell’autore Eduard Czynk nel suo articolo specialistico Die Siebenbürger Bracke (1901, postumo): Il  Copoiul ardelenesc (Segugio della Transilvania N.d.A.) è generalmente più grande dei cani di media taglia, l’altezza media al garrese è di 60-65 cm. (…) La forma della testa assomiglia a quella del segugio austriaco ma la parte superiore del cranio è meno arrotondata, la linea mediana meno pronunciata. La pelle sulla testa non ha rughe, le labbra non pendono. Le orecchie di medie dimensioni (…) Il petto non è molto largo (…) La coda lunga, forte e uniforme diventa gradualmente più sottile (…) Non tutti i cani hanno gli artigli del lupo. La punta dei piedi è rotonda, ben chiusa, dita forti, con forti cuscinetti e forti artigli. I peli sono più ruvidi e più corti, anche se più lunghi rispetto alle altre razze a pelo corto (es. Pointer) I segugi a pelo lungo sono rari (…) Il colore, nella maggior parte dei casi, è nero-vellutato con segni più pronunciati o giallo pallido. Apprezzati sono i cani neri con segni giallo-rossastro, due macchie sopra gli occhi, lo stesso colore sulla mascella e all’interno delle zampe, ma con una macchia bianco pulito sul petto. Oltre ai neri, sono allevati in un numero piuttosto elevato i rossi, specialmente in montagna.

La Transilvania fu per secoli annessa all’Ungheria, ma ciò non andava ai romeni e così  il Regno di Romania rifiutò di entrare a far parte degli Imperi centrali e rimase neutrale quando scoppiò la Prima guerra mondiale. Nel 1916 la Romania si unì alla triplice intesa, firmando una convenzione militare che riconosceva i diritti della Romania sulla Transilvania. Come conseguenza, la Romania dichiarò guerra alle potenze centrali. Dopo varie vicissitudini, nel 1918 l’esercito rumeno avanzò in Transilvania, mentre l’impero austro-ungarico si stava sbriciolando. Le nazioni all’interno dell’Austria-Ungheria proclamarono allora la loro indipendenza e così fece pure la Romania annettendosi la Transilvania. Ci furono in seguito ancora altri scontri bellici fra Ungheria e Romania, ma la situazione non cambiò. Nel 1940, durante la Seconda guerra mondiale, Adolf Hitler restituì parte della Transilvania all’Ungheria in seguito al Secondo arbitrato di Vienna. Nel settembre 1944 le autorità rumene (alleate della Germania) conclusero un armistizio con l’Unione Sovietica che, in cambio della cessione della Bassarabia e della Bucovina del nord, restituiva alla Romania tutta la Transilvania. Il fatto fu accettato anche dalle altre nazioni.

Il Segugio della Transilvania, già diminuito quanto a numeri e area di utilizzo, finì in mezzo alle diatribe politiche attinenti lo smantellamento della cultura e storia ungherese in Transilvania. Inoltre, o facente parte di questa strategia secondo alcuni, nel 1947 un decreto rumeno dichiarò che questi cani – provenendo da incroci con levrieri (potremmo dire che andarono indietro di secoli…) – erano dannosi per la selvaggina, specie per i giovani ungulati, e quindi dovevano essere eliminati. A dire il vero, tale decisione era stata presa anche per il Levriero Ungherese in Ungheria, perchè con l’avvento dell’agricoltura le grandi aree aperte selvagge erano scomparse, rendendo l’uso dei levrieri obsoleto e quasi impossibile, tanto che l’ultima caccia a cavallo e con questi cani si tenne nel 1943, e l’ultimo utilizzo nella caccia al coniglio si svolse nel 1944 a Törökszentmiklós. Dopo la Seconda guerra mondiale il Levriero Ungherese era considerato praticamente estinto, ma non era così essendone rimasti pochi esemplari e col tempo la razza si riprese. Anche la Francia nel 1944 bandì l’uso dei levrieri a caccia. Quindi il decreto romeno potrebbe essere stato semplicemente analogo ad altri similari in Europa.

Comunque sia, come nel caso del Levriero Ungherese, non tutti i Segugi della Transilvania furono abbattuti, in quanto nelle zone remote alcuni appassionati proprietari contravvennero al decreto, non solo mantenendone pochissimi esemplari in totale ma impiegandoli concretamente nella caccia. Cosa basilare, perchè quando di una razza resta, forse, solo l’aspetto tipico e diviene preda dello show, è persa. Se invece perdurà la funzione e quindi l’utilizzo, le caratteristiche peculiari restano e si tramandano. Le caratteristiche di base del Segugio della Transilvania sono quelle di essere in grado di percorrere anche cento chilometri durante la caccia, di avere coraggio, passione, resistenza sotto tutti gli aspetti, ottimo fiuto nonchè di essere benevolo ed equilibrato con le persone e gli altri cani. Tutto questo permane con l’impiego nella caccia, e relativa selezione sul campo. Per questo motivo l’Allevamento Di Casa La Cava, unico ad avere l’affisso Enci in Italia per questa razza, non solo li seleziona ma li utilizza effettivamente nell’attività venatoria.

Segugio della Transilvania (foto Allevamento Di Casa La Cava, Cosenza).

Per la cinofilia ufficiale questi segugi erano estinti – tra il 1944 e il 1969 non furono registrate  cucciolate – e secondo la FCI la razza era completamente estinta. Ma in realtà non era così, perchè già da una decina di anni gli appassionati Lajos Györffy, Tamás Fodor, László Bodor e Péter  Nyisztor avevano perlustrato la Transilvania, trovandone degli esemplari. In tal senso fu prezioso  Imre Bogdán, che aveva tali cani fin dal 1940 e che contattò questi cinofili mettendo i suoi cani a disposizione. Altri 7-8 esemplari di pura razza furono scovati, grazie alla segnalazione di un medico locale cinofilo, a  Máramarossziget. Altri segugi pure furono trovati nel 1962-63 nella zona di Banská Bystrica da  Attila Kelemen e Géza Bóka. In favore del Segugio della Transilvania si attivarono anche Anghi Csaba e Csaba Anghi, sotto la direzione di Ákos Szederjei. Successivamente, di particolare importanza per la razza furono due esemplari acquistati dal Giardino degli animali e delle piante di Budapest. Per questo motivo i due cani chiamati Állatkerti Mózsi e Állatkerti Réka (Állatkerti significa zoo). Dopo che lo standard fu completato, la FCI riconobbe ufficialmente il Segugio della Transilvania nel 1966 come nona razza canina ungherese.

Francobollo romeno del 1971 dedicato al Segugio della Transilvania.

Dopo il cambio di regime in Romania furono trovati altri segugi di proprietà di cacciatori transilvani, subito coinvolti nell’allevamento nazionale. Abbiamo accennato al cambio di regime. Bene, era quello di Nicolae Ceaușescu, segretario generale del Partito Comunista Rumeno dal 1965 e dittatore della Repubblica Socialista di Romania dal 1967 al 1989.

I966, Ceausescu (mentre indica) dopo una battuta al cinghiale e orso.

 Ceausescu era un patito di caccia, ma non era un vero cacciatore in quanto ammazzava soprattutto orsi, anche oltre una ventina in un solo giorno, stando comodamente su un’altana a sparare, mentre il suo seguito caricava per lui i fucili, passandoglieli. Arrivava in elicottero, gli orsi venivano spinti verso di lui (o attirati lì già mesi prima con mucchi di mangime, frutta e carcasse animali lasciati dai guardiacaccia) e lui li ammazzava fra il giubilo dei funzionari locali asserviti e scodinzolanti e il prudentemente ben dissimulato disprezzo dei guardiacaccia e cacciatori locali. Questa sua attenzione per la caccia dovette comunque favorire anche i cani, incluso il Segugio della Transilvania. Nel 2004 il Parlamento ungherese dichiarò che le specie animali ungheresi, incluso il Segugio della Transilvania, erano un tesoro nazionale.

Secondo la fondazione ungherese EKKA, che tutela e promuove il Segugio della Transilvania, nel mondo ne esisterebbero circa 1.200-1.500 individui, ma solo una piccola parte di questi sarebbero coinvolti nell’allevamento. Le nascite annuali sarebbero nell’ordine di 120-150 esemplari. Anche per questa razza sono però da segnalare immissioni di sangue assurde da parte di allevatori poco o per nulla seri e che hanno incrociato i Segugi della Transilvania con razze che nulla hanno a che fare: in alcuni esemplari l’aspetto e il carattere dei Dobermann, Rottweiler o Setter non sono una coincidenza. L’aggressività o la timidezza non sono mai state caratteristiche della razza, ma in qualche modo sono apparse queste caratteristiche indesiderate, che devono sempre essere ovviamente eliminate, così come infatti fanno gli allevatori seri.

Il Segugio della Transilvania non è un solo molto resistente, con un’ossatura né grossolana né fine, coraggioso e dotato di grande olfatto ma  nonostante i suoi circa 30-35 kg è pure dotato di tempra aggressiva e minacciosa quando ce n’è bisogno. Si tratta di un segugio capace di cacciare in modo indipendente e a grande distanza del suo padrone. Si adatta a tutte le condizioni climatiche e quando  incontra una passata fresca, guaisce con un tono lamentoso, e sulla traccia il suo abbaio sonoro e di tonalità alta si sente da lontano. Nell’inseguimento della selvaggina procede con sicurezza e precisione. Lavora bene da solo o in coppia, ma a volte se ne usano di più.

Segugi della Transilvania (e Segugi dell’Istria) alla caccia al cinghiale (Allevamento Di Casa La Cava).

Gli occhi sono di colore marrone scuro mentre le orecchie sono pendenti. Il pelo è tendenzialmente corto e con tessitura spessa, lucida e leggermente più lunga nei soggetti con arti lunghi e con un sottopelo morbido che lo protegge dal freddo. Il colore del pelo tende al nero focato con eventuali macchie bianche per i soggetti ad arti lunghi oppure al fulvo con gradazioni nei soggetti ad arti corti. E’ estremamente leale e amichevole con le persone e con gli altri cani, e molto affezionato al padrone. L’aspettativa di vita è di circa 14 anni. Non bisogna mai dimenticare che il Segugio della Transilvania è un cane da caccia che difficilmente può resistere ai suoi antichi istinti e quindi se lo si porta a passeggio meglio tenerlo al guinzaglio.