Walter Lingo nacque il 12 ottobre 1890 a LaRue, in Ohio, un villaggio che nel 1920 – il periodo qui trattato – contava appena  795 abitanti stipati in un territorio di appena 1,24 km2 e che oggi conta 747 abitanti. Basti dire che l’unico evento è il festival di giugno chiamato “Oorang Bang” in onore degli indiani Oorang, del giocatore di football Jim Thorpe e di Walter Lingo creatore dell’Oorang Airedale. Il festival, con tanto di parata, cibo, giostre e musica dal vivo, serve anche a introitare soldi per finanziare opere pubbliche in paese. Lingo era di origini scozzesi, ossia del villaggio di Lingoch, parrocchia di Carnbee, nel Fife.

Il primo Airedale ad arrivare in America si chiamava Bruce e fu esposto al Westminster Kennel Club di New York nel 1881. L’Airedale Terrier Club of America (ATCA) fu fondato nel 1900. Certamente la razza godette di buona, ma pure esagerata, stampa: In una rivista agricola del 1909 si scrisse: È pacificamente disposto e difficile da destare, perché odia una rissa poco dignitosa. Ma una volta provocata la sua ira, guai all’uomo o alla bestia che ne subisce le conseguenze. È un combattente meravigliosamente amaro e intelligente quando viene condotto in battaglia. Una volta liberato, diventa un demone incarnato. Veloce, astuto e spietato, combatte per uccidere e con la sua mascella punitiva e la sua grande forza, raramente perde. L’Airedale iniziò ad avere molti forti sostenitori nel West americano, e divenne la terza razza più popolare negli Stati Uniti nel 1910.

La famiglia Morrison a Grendale, California, intorno al 1920. Il ragazzo con la camicia bianca a fianco dell’Airedale Terrier era Marion Robert Morrison, anni dopo divenuto famoso a livello mondiale come attore con il nome di John Wayne e il soprannome di The Duke (Il Duca). In realtà fu soprannominato così perché era sempre insieme a questo cane, che si chiamava Duke.

La fama della razza crebbe ancor più durante la Prima guerra mondiale, in cui questi cani furono impiegati da vari eserciti e compirono gesta eroiche servendo come portaordini, portapiccioni nonché per la guardia e la ricerca e soccorso dei feriti sui campi di battaglia. Basti un solo esempio: l’Airedale “Jack” corse per mezzo miglio sotto il fuoco nemico, con un messaggio attaccato al collare. Arrivò comunque a destinazione, seppure con la mascella rotta e una gamba gravemente ferita, e subito dopo aver consegnato il messaggio morì.

Diversi presidenti degli Stati Uniti negli anni di Walter Lingo furono proprietari di Airedale Terrier: Theodore Roosevelt, Calvin Coolidge, Woodrow Wilson e Warren Harding. Addirittura Laddie Boy, di Harding, aveva una sedia intagliata a mano su cui sedersi durante le riunioni di gabinetto. La Casa Bianca organizzò feste di compleanno per il cane, invitando altri cani del vicinato e offrendogli torte di biscotti per cani. I giornali pubblicarono persino finte interviste a Laddie Boy. Il cane era tanto affezionato e in sintonia con il padrone – ricoverato in ospedale nell’agosto del 1923 – da mettersi inspiegabilmente a ululare nei tre giorni precedenti la morte del padrone. In memoria del presidente Harding e in onore del suo precedente impiego come giornalista, gli strilloni raccolsero 19.134 penny che furono spesi per realizzare una statua raffigurante proprio Laddie Boy. La morte di Harding e il cane furono commemorati con una canzone. Laddie Boy morì a solo 8 anni di età a Rapid City, South Dakota, nel 2019.

Il presidente Warren Harding e Laddie Boy.

Bene, abbiamo scritto quanto sopra per farvi capire alcuni dei motivi della popolarità, e richiesta, di Airedale Terrier. Tornando a Walter Lingo – che nella Prima guerra mondiale era stato capitano dell’esercito statunitense – , fin da quando aveva 9 anni allevava cani (per quanto possa farlo un bambino, ossia con quelli di famiglia). Era un appassionato di caccia, a suo parere gli Airedale Terrier erano validi, tuttavia  non ne era completamente soddisfatto.

Decise quindi di allevarne a LaRue, chiamando il suo allevamento Oorang Airedale, dal nome del famoso esemplare King Oorang II, che la rivista venatoria Field and Stream definì come il miglior cane da utilità, eccezionale nel recuperare uccelli acquatici, condurre il bestiame e cacciare e affrontare procioni, puma orsi e lupi, tanto che quando lottò contro uno dei migliori bull terrier da combattimento lo ammazzò senza perdere troppo tempo. Eppure fu addestrato dalla Croce Rossa per cercare e soccorrere i feriti e servì con onore il corpo di spedizione americano in Francia durante la Prima guerra mondiale. Questo era il modello di Airedale Terrier secondo Lingo, ma più grande o molto più grande. I suoi cani furono chiamati anche King Oorang.

L’allevamento di Lingo fece subito proseliti ed ebbe successo. Anzi, in breve tempo ottenne enorme successo, anche perché Walter Lingo era decisamente un genio del marketing. Potremmo anche indicarlo come il guru dei “cagnari” di tutta la storia umana, inarrivabile e mitico: basti sapere che i suoi cani andavano da 40 (18 kg) a 100 libbre (45 kg!) – che potremmo definire già una bella differenza – ma che su ordinazione ne poteva produrre anche di 130-140 libbre. Cosa ci mettesse dentro in questi incroci non si sa, forse ne aveva alcuni esemplari extralarge da fare accoppiare. Il bello è che erano apparentemente Airedale Terrier, razza che però di norma non supera nei maschi i 29 kg. La promozione citava vari tipi di questi cani: “grande”, “da montagna”, “da caccia”, “da pastore” e così via.

Ovviamente questo non piaceva agli allevatori tradizionali della razza e l’Annuario dell’Airedale Terrier Club of America (ATCA), fondato nel 1900, specificava: Non esiste un tipo di Airedale funzionale e un tipo da show. C’è solo un tipo corretto di Airedale per qualsiasi scopo a cui può essere destinato. Non ci sono più scuse per allevare bastardini dal mantello morbido, dalle orecchie scure, dal cranio spesso, dagli occhi chiari, e chiamarli tipo da lavoro di Airedale, di quanto ce ne sia per il tipo da show piccolo, nervoso, cosiddetto privo di ossa, sostanza, game o qualsiasi elemento essenziale del vero cane da lavoro. Deve essere saldamente fissato nella mente dell’allevatore che l’unico giusto ideale è la combinazione delle migliori qualità del vero campione di cane da show insieme a tutte le abilità e qualità del vero Waterside Terrier (vecchio nome dell’Airedale Terrier N.d.R.), allevato per lavoro e show, e allevato per conformarsi allo Standard così com’è.

Ma Walter Lingo andava per la sua strada, e con la sua Oorang Kennel Company vendeva moltissimo. Ecco arrivare il primo problema, nel 1919: gli Oorang Airedale del tipo “da pastore” spesso erano tanto efficienti che i predatori selvatici non potevano più predare le pecore. Sì, ma perché a eliminarle ci pensavano prima proprio questi cani, subito soprannominati assassini di pecore. Bisogna dire che gli agricoltori e allevatori che li acquistavano erano tanto ingenui da credere che una razza discendente dagli Otterhound e dai terrier, quindi da caccia e con alto livello di predatorietà, fosse ottima per badare alle pecore senza alcuna apposita e prudente selezione… Senza contare che non sappiamo cosa ci mettesse dentro Lingo.

Per parare il conseguente danno d’immagine, Lingo decise di creare e sponsorizzare una squadra di rugby. Infatti sempre nel 1919 aveva conosciuto, divenendone amico, il giocatore di football Jim Thorpe dei Canton Bulldogs, considerato il più grande atleta del suo tempo e che era il primo nativo americano ad avere vinto una medaglia d’oro per gli Stati Uniti. Thorpe difese l’amico testimoniando che aveva conosciuto un Oorang Airedale che aveva salvato la vita di una bambina di 6 anni, di nome Mabel, dall’essere calpestata da un toro. Vero o no che fosse, la cosa ebbe effetto. Per capire, sarebbe come se il calciatore Diego Armando Maradona avesse detto a Napoli che un particolare ristorante era ottimo e da frequentare…

Lingo allora pensò che il football americano aveva un enorme seguito e che a quella gente quindi si poteva fare conoscere e pertanto vendere i suoi cani. Non solo, Thorpe era in parte nativo americano, della tribù Sac e Fox, tanto che il suo nome nativo era Wa-Tho-Huk, ossia “Sentiero luminoso”. Lingo si ricordò che LaRue, dove abitava, era stato territorio della tribù wyandot, che lui stesso era un appassionato da sempre della cultura nativa (!) e che era convinto, a ben pensarci forse fin da bambino, che esistesse un legame soprannaturale tra i cosiddetti indiani e gli Airedale (!). Che questa razza invece non c’entrasse proprio nulla con la storia dei nativi era solo una sciocchezzuola.

Da sinistra, Walter Lingo, Pete Calac (altro giocatore della squadra) e Jim Thorpe con Oorang Airedale, circa 1920-1922 (foto di Bob Lingo).

Pertanto nel 1921 offrì a Thorpe l’incarico di formare a LaRue una squadra di football e uno stipendio di 500 dollari a settimana come giocatore e allenatore (nonché per gestire il canile), precisando però che tutti dovevano essere nativi americani. E così, pagando la franchigia d’iscrizione alla federazione sportiva pari a 100 dollari, nacque la squadra degli “Oorang Indians”che dal 1922 fece parte della National Football League. Da notare, a fronte dei 100 dollari versati in toto alla National Football League, ogni  Oorang Airedale veniva venduto a 150 dollari (segue nella seconda parte).

Jim Thorpe.

Jim Thorpe con un Oorang Airedale.