(In esclusiva mondiale )

 Abbiamo notato un trasportino per cani da appendere alla parte posteriore di un’automobile, venduto in varie versioni nel mondo, Italia inclusa, con un costo anche di oltre 1.000 euro. Premettiamo subito che abbiamo individuato la ditta produttrice, in Spagna, ma che poi abbiamo trovato altre aziende produttrici di simili aggeggi, per esempio a Starnberg, Germania.

Un trasportino esterno per automobile.

La prima cosa che abbiamo pensato è stata che, se fossimo stati cani, mai e poi mai avremmo voluto stare lì dentro. Non dev’essere piacevole vedere attraverso i fori del trasportino le automobili avvicinarsi. Ma forse i cani non sanno che alcuni guidatori sono distratti o procedono troppo velocemente o chissà cos’altro e che quindi i tamponamenti avvengono. Anzi, in Italia oltre il 18% degli incidenti automobilistici sono proprio tamponamenti. Certo, trovarsi in un involucro – seppure descritto da chi lo importa e lo vende come “costruito in polietilene di media intensità, assicura una gran resistenza ai colpi, torsioni e corrosione” – che si trova giusto in mezzo tra due automobili in movimento, non crediamo sia comunque il massimo della sicurezza.

In Italia oltre il 18% degli incidenti automobilistici sono tamponamenti.

Ma, essendo questi trasportini fissati proprio dietro l’automobile, sorge un altro problema: le marmitte delle automobili stanno proprio in quel punto e i gas di scarico, che ricordiamo essere velenosi e persino letali in spazi chiusi e saturi, escono da lì. Dalla marmitta, passano sotto o a fianco del  trasportino e salgono, entrandovi con ogni probabilità attraverso i fori praticati per l’aerazione. Certo, i fori si possono chiudere…ma poi come fa a respirare il cane? Insomma, in un modo o nell’altro per il trasportato ci sono due rischi: inalare il gas di scarico (e ricordiamo che l’olfatto dei cani è enormemente più sensibile del nostro) oppure rimanere senza ricambio d’aria, magari al sole. https://www.youtube.com/watch?v=Xg1rMuJ4jBA

Incuriositi, abbiamo telefonato al venditore italiano chiedendogli lumi su queste nostre preoccupazioni attinente il Tow Box, così si chiama il prodotto. L’amministrazione ci ha detto che non era il loro ambito e allora, dietro loro consiglio, abbiamo chiamato il magazzino che senz’altro ne avrebbe saputo di più. Però dopo qualche domanda specifica ci hanno risposto che andavamo troppo nel dettaglio ma che, sempre dietro loro consiglio, un collega avrebbe risolto tutte le nostre perplessità. Quando a questo ulteriore addetto abbiamo chiesto lumi sull’omologazione di questo trasportino e se avesse una certificazione veterinaria che accerti che il benessere del cane venga tutelato, la risposta è stata che sì, c’è tutto questo. Acquistando il trasportino infatti si riceve tutta la documentazione, inclusa questa da noi specificatamente richiesta. Dopo l’acquisto quindi se ne può sapere di più. Abbiamo cercato infine il titolare, il quale non era presente ma ci ha richiamato dopo poco. Gentilissimo, ci ha spiegato che non conosceva nel dettaglio le caratteristiche di quel prodotto, tuttavia avrebbe controllato meglio, richiamandoci in breve tempo. Risultato, mai più sentito.

Ecco cosa si spiega nel sito Internet della ditta: “Il Trasportino per cani Tow Box (non citiamo l’importatore italiano, chi vorrà potrà fare una ricerca) è un prodotto multifunzionale pensato per il trasporto di bagagli, biciclette, cani, animali di compagnia, carrozzine, sedie a rotelle, ecc. Il Trasportino per cani è ancorato al gancio di traino, non limita la velocità del veicolo, è omologato come unità indipendente e non è necessario procedere alla revisione del veicolo. Dopo più di mille unità commercializzate, alcuni dei nostri clienti ci hanno chiesto un Trasportino per cani con un maggiore volume. Così è nato il Trasportino per cani Tow Box V2, un nuovo prodotto con un’estetica migliorata e maggiore spazio disponibile. Entrambi i prodotti sono comunque disponibili, allo scopo di rispondere alle esigenze ed ai gusti dei nostri clienti. Potete acquistare il vostro Trasportino nella configurazione che desiderate”.

Ecco le caratteristiche generali descritte nel sito:

  • Ancorato al gancio di traino.
  • Adattabile alla maggior parte dei ganci del mercato.
  • Essendo protetto dal vento, si evitano rumori molesti.
  • Aerodinamicità del prodotto con il conseguente risparmio di carburante.
  • Costruito in polietilene di media intensità, assicura una gran resistenza ai colpi, torsioni e corrosione.
  • Non limita la velocità del veicolo.
  • Può essere montato in pochi secondi da una sola persona grazie al sistema di ruote reclinabili.
  • Facile e comodo accesso al carico. Sistema scorrevole e ribaltabile per un comodo accesso al bagagliaio del veicolo.
  • Non aumenta l’altezza del veicolo.
  • Baule dotato di due serrature con chiavi, più due fori per il catenaccio.
  • Carico utile di 41 kg per la versione (…) e 50 kg per la versione (…). Verificare la portata verticale del vostro gancio di traino che deve essere uguale o superiore a 75 kg.
  • Luci con retromarcia e antinebbia. Installazione elettrica inclusa (13 e 7 poli).
  • Omologato come unità tecnica indipendente.
  • Non è necessario effettuare la revisione del veicolo.
  • Omologazione CE.
  • Fori di scolo per una più facile pulizia.

A nostro parere qualcosa in più non sarebbe stato male, in particolare relativamente al benessere del cane. Comunque, per prima cosa abbiamo contattato la Polizia Stradale e chiesto lumi a riguardo. Sorpresa, nessuno degli addetti con cui abbiamo parlato aveva mai visto un simile oggetto! Incuriositi, l’hanno scoperto solo dopo avere saputo il sito della ditta e avere guardato le fotografie. C’è quindi da supporre che nessuno degli acquirenti del trasportino abbia mai incrociato una pattuglia delle forze dell’ordine, nonostante la ditta dichiari “più di mille unità commercializzate”. Un’altra cosa che, nella nostra ignoranza, ci ha stupito è che con quel catafalco attaccato dietro l’automobile non si vede la targa, cosa che ritenevamo fosse obbligatoria in Italia… Nel filmato la targa non si vede neppure sul Tow Box. https://www.youtube.com/watch?v=A_mMOT6v5C8

Ancor più incuriositi, abbamo fatto maggiori controlli e abbiamo scoperto che il Tow Box è prodotto dalla Enganches Aragón, un’azienda con sede a Malpica de Zaragoza (Saragozza, Spagna) e fondata nel 1992, a conduzione familiare ma con un centinaio di dipendenti, che distribuisce i propri prodotti in più di sessanta paesi nei cinque continenti. Ha due marchi: Enganches Aragón e TowCar (portabiciclette, portapacchi Tow Box, portapacchi e portasci). Bene, a questo punto abbiamo scoperto che il trasportino per cani è omologato come portabagagli. Magari sbagliamo noi, ma non riusciamo a comprendere come si possa considerare bagaglio un cane, come fosse una valigia, una bicicletta o una ruota di scorta. Come abbiamo fatto a scoprirlo? Semplice. Nel sito dell’azienda spagnola è liberamente scaricabile e leggibile tutta la documentazione e le autorizzazioni del prodotto, senza doverlo acquistare prima. Proprio in questa, a pagina 26, si scopre dov’è stato omologato il Tow Box. http://www.enganchesaragon.com/docs/TBD0AAB_TowBox_V1.pdf

Omologato in Spagna? In Italia? In Germania o Francia? Macchè, dal ministero dei Trasporti del Lussemburgo, staterello più piccolo della Valle d’Aosta e incassato, quasi nascosto, tra Belgio, Germania e Francia. E sapete cosa descrive l’omologazione (valida in tutta la Comunità Europea)? Type de galerie porte-bagages.

Portapacchi! Che però diventa portaperros, ossia letteralmente “portacani” sul sito dell’azienda spagnola. http://www.enganchesaragon.com/esp/towcar/porta-perros  Com’è possibile, diremmo noi? Non c’è un controllo e un’autorizzazione veterinaria? Certo che sì. Ma è stata fatta il 6 maggio 2009 e cioè dopo l’omologazione come portapacchi, che è del 21 aprile… Non sarebbe stato meglio presentare tutto insieme al ministero dei Trasporti del Lussemburgo affinché realizzasse appieno, prima di autorizzare il tutto, che il Tow Box doveva trasportare non pacchi ma cani e quindi esseri viventi? Un altra cosa: guardate a pagina 30 il documento del 19 giugno 2003 – quindi ancora sei anni prima – del Ministerio dei Ciencia y Tecnologia, non c’è scritto portaperros ma dispositivos portabicicletas e cioè portabiciclette.

Ma il veterinario che ha dichiarato che il mezzo è idoneo al trasporto di cani, direte sempre voi, avrà valutato che il Tow Box una volta in viaggio è praticamente attaccato all’automobile, a differenza dei carrelli per il trasporto dei cani usati dai cacciatori, dotati di una stanga e cioè il timone  abbastanza lunga da creare uno spazio in cui i bollenti gas di scarico si disperdono? Parrebbe di no, controllate voi stessi sul documento firmato dal veterinario, il quale si limita a consigliare che quando la temperatura supera i 35° non è indicato tenere il cane in questo trasportino.

Questo veterinario però dovrebbe sapere che con una simile temperatura esterna, con l’aggiunta dei vicini e caldissimi gas di scarico, magari in fila sulla strada o autostrada sotto il sole, quell’involucro diventerà un forno. Lui ci starebbe dentro? Ma chi è poi questo veterinario? Eccolo qui: Don José Ignacio Román Martinez, veterinario con numero identificativo 1136 con studio in Av. Real Zaragoza nº 1. Sempre a Saragozza, dove c’è anche la sede della Enganches Aragón. Il dottor Martinez è titolare della Clinica veterinaria Vetersalud Santa Isabel, con tanto di toelettatura per cani e gatti e vendita di prodotti per pet.

La sede della Clinica veterinaria Vetersalud Santa Isabel di Saragozza.

Clinica veterinaria Vetersalud Santa Isabel… Abbiamo notato Vetersalud e così ci siamo informati su cosa sia. Si tratta della prima rete di cliniche veterinarie in Spagna, dal 2004 in espansione e che a oggi unisce in franchising oltre quaranta cliniche, con un logo comune, stesse procedure, formazione professionale per tutti, strategia di comunicazione e marketing, uniformi del personale e sale d’aspetto uguali, ecc. La Vetersalud nel suo sito specifica che “questa immagine trasmette professionalità, fiducia, tranquillità e modernità. I nostri clienti lo percepiscono e si sentono a proprio agio nelle nostre cliniche”. http://www.veterinario-vetersalud.com/veterinarios/franquicia-veterinaria/vetersalud.html

Volete sapere cosa dicono essi stessi su di loro? “In Vetersalud sentiamo con passione l’amore per gli animali. Crediamo fermamente che gli animali ci aiutino a essere persone migliori. Gli animali, con quella generosità senza limiti che li caratterizza, diventano parte delle nostre famiglie (…) cerchiamo di offrire la massima qualità ai nostri clienti e pazienti. Ciò ci obbliga a ricevere una formazione permanente nelle ultime procedure medico-chirurgiche, alla ricerca di procedure che generino rapidi recuperi, il minimo dolore possibile e la massima qualità di vita del vostro animale domestico (…) tutto il personale di Vetersalud sarà coerente con gli impegni assunti con i propri clienti. Manterremo le promesse che facciamo (…) Promettiamo di cercare le opzioni in modo che il dolore e lo stress dei vostri animali domestici siano il minimo possibile (…)”. Una cosa non ci è chiara, Vetersalud nacque nel 2004 e il Tow Box fu omologato cinque anni dopo, nel 2009, e poi messo in vendita. Nessuno ne sapeva niente alla Vetersalud quando la clinica del dottor Martinez vi aderì? E se invece sì, nessuno si fece qualche domanda?

Già, perchè in Italia il punto di vista sul Tow Box è ben diverso. Il dottor Romano Genovesi, consigliere dell’Ordine dei Medici Veterinari della provincia di Milano questo ci ha dichiarato: “Non essendo di mia competenza valutare la conformità del trasportino dal punto di vista strutturale e di rispetto delle normative tecniche, mi limito a valutarne esclusivamente l’idoneità al trasporto dei nostri amici a quattro zampe. Ebbene, da questo punto di vista non posso che esprimermi in termini sfavorevoli, non essendo in alcun modo tutelato il benessere dell’animale per una serie di ragioni. Primariamente il trasportino espone l’animale a temperature ambientali, soprattutto nei periodi più caldi, molte elevate, le quali associate al calore e alla tossicità derivante dalla vicina marmitta possono determinare colpi di calore nell’animale. Il trasportino non è infatti dotato né di un sistema di raffreddamento/areazione né di un sistema di rilevazione della temperatura. In secondo luogo, le forti stimolazioni acustiche e visive derivanti dal traffico veicolare circostante associate alle inevitabili vibrazioni potrebbero determinare stati di ansia e di paura nell’animale, di cui i passeggeri non riuscirebbero ad avere un immediato riscontro per poter intervenire. Inoltre, è di immediata percezione la maggiore pericolosità in caso di incidente del veicolo, trovandosi l’animale all’esterno dell’abitacolo e privo di particolari protezioni.

Non posso non soffermarmi, infine, sulla errata pubblicizzazione del prodotto, che viene venduto anche come rimedio ai peli ed ai cattivi odori dei nostri amici a quattro zampe all’interno dei veicoli. Ecco, da veterinario e da padrone di cani voglio sempre ricordare a tutti come nessuno sia obbligato a vivere in compagnia di un animale, pertanto se si decide di giovarsi della sua compagnia occorre tollerarne la presenza all’interno di una autovettura, nei termini e nelle condizioni di rispetto del suo benessere psicofisico”.

Il dottor Romano Genovesi.

A seguito dell’inchiesta di K9 Uomini e Cani, anche l’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) si è attivato immediatamente, emanando poi il seguente comunicato stampa. “Roma, 7 agosto 2019 – L’Ente Nazionale Protezione Animali ha chiesto al Ministero dei Trasporti di fare con urgenza tutte le necessarie verifiche e di prendere gli opportuni provvedimenti contro il ‘gabbiotto’ per cani Tow Box. Prodotto da un’azienda spagnola, omologato in Lussemburgo come portapacchi e commercializzato anche in Italia, Tow Box si attacca al gancio traino delle autovetture, permettendo così di trasportare gli animali all’esterno dell’abitacolo. Il gabbiotto non è provvisto di ruote, quindi i cani – è proprio il caso di dirlo –  viaggiano sospesi sulla carreggiata. Con tutti i rischi e i pericoli che questo comporta. Infatti, il costruttore non sembra essersi posto il problema di cosa accadrebbe ai poveri cani in caso di tamponamento, oppure nell’ipotesi in cui, per un qualche malaugurato motivo, il gabbiotto dovesse staccarsi dal gancio traino. C’è, poi, la questione dei gas di scarico, visto che Tow Box viene posizionato nelle immediate vicinanze della marmitta e l’animale finirebbe inevitabilmente per respirare le emissioni novice prodotte dalla macchina. Che, come noto, non sono proprio salutari.

Della questione si sta interessanto anche l’ufficio legale dell’associazione. Al riguardo l’avvocato di Enpa, Claudia Ricci, avverte: proprio perché Tow Box è omologato come portapacchi e non certo per il trasporto di animali, chi lo usa rischia una multa salata. E rischia soprattutto una denuncia penale. Anzitutto – spiega Ricci – per detenzione incompatibile ma, anche, per maltrattamento di animali. Se poi il cane dovesse morire, scatterebbe l’aggravante. Attenzione, però, qualche rischio lo corre anche il produttore. In rete – prosegue l’avvocato di Enpa – girano diversi filmati che spiegano come utilizzare Tow Box per il trasporto di animali. Per un uso cioè che nel nostro Paese non è consentito e che potrebbe trarre in inganno molti consumatori. Su questo, stiamo valutando l’ipotesi di procedere per pubblicità ingannevole e per tutte le altre violazioni di legge, anche del codice stradale, che dovesse comportare l’utilizzo del gabbiotto. In attesa che il Ministero dei Trasporti risponda e che l’iniziativa legale di Enpa vada a buon fine, l’invito dell’associazione è chiaro: Tow Box non va assolutamente impiegato con cani o altri animali”.

Dimenticavamo una cosa. Il sito Internet del rivenditore italiano, senza dubbio senza averne l’intenzione e in modo casuale, nel suo sito indica delle prescrizioni incomplete. Per esempio non riporta quanto dice a pagina 4 l’azienda spagnola sulla distanza dalla marmitta e cioè “Attenzione all’uscita diretta di gas contro il materiale plástico del nostro Tow Box. Se è troppo vicino NON MONTARE!”. Peccato che la stessa azienda spagnola non indichi la distanza minima. Quanto? Quanto basta, un tot…? Ricordate sopra le caratteristiche generali: “Aerodinamicità del prodotto con il conseguente risparmio di carburante”? Bene, a pagina 24 c’è scritto: “Attenzione: il montaggio del Tow Box influisce sul comportamento del veicolo (curve, vento laterale, retromarcia, curve strette, ecc.)…”. Sul risparmio di carburante invece si va sul sicuro in quanto nella stessa pagina si precisa: “Ricordare specialmente che nelle strade dissestate o con sampetrini non si può superare la velocità di 5 chilometri all’ora”. Ergo, andando a quella velocità – un uomo passeggiando va più veloce – il risparmio di carburante è sicuro. Dimenticavamo, nel caso superaste quella iperbolica andatura  attenzione pure ai dossi, sennò rischiate di perdere trasportino e cane.