di Giovanni Mazzone*

In questo articolo mi piace approfondire dei concetti fondamentali della selezione di razze canine, trattando nello specifico alcune assurdità cinofile che si basano sull’estremizzazione di caratteristiche (come il colore, la larghezza del petto, la brevità della canna nasale, ecc), che alcuni hanno attribuito al nome inglese di “Exotic”, che tra l’altro non ha niente a che fare con cani provenienti da paesi stranieri o dall’Oriente.

Facendo un passo indietro, inizierei col ricordare che da migliaia di anni il cane è un animale “addomesticato” dall’uomo per avere una funzionalità precisa, quindi allevato e selezionato per svolgere un compito e chiaramente godendo di buona salute. Quando parliamo di “addomesticare” facciamo riferimento, oltre alle attitudini caratteriali, anche a quei tratti e a quelle caratteristiche fisiche che rendano ottimale la conformazione a secondo delle necessità. Le basi caratteriali e anatomico funzionali che abbiamo modificato e selezionato negli anni nelle varie razze canine sono molteplici e hanno ragionevolmente uno scopo pratico, facendo di questo animale il nostro compagno più fidato, utilissimo nella nostra vita, un professionista che ci supporta in attività che vanno dalla compagnia, alla caccia, dalla guida per i ciechi alla sicurezza, dalla guardia al salvataggio, dalla ricerca allo sport, fino al supporto per la Pet therapy.

Giovanni Mazzone.

Non sapremo mai con certezza se la forzatura dell’uomo sulla selezione possa aver portato una evoluzione funzionale che altrimenti in natura non sarebbe mai avvenuta, ma con certezza sappiamo che la ricerca di alcune caratteristiche ha avvicinato il cane all’uomo come nessun’altro animale. La selezione passa per uno studio delle caratteristiche anatomiche utili e una selezione delle stesse nel tempo e poi per una formazione e un addestramento che lascia nella razza una certa attitudine che si tramanda di generazione in generazione, lo stesso vale per le caratteristiche funzionali.

Per intenderci meglio, un Jack Russel utilizzato per la caccia alla volpe svilupperà zampe robuste per scavare, olfatto molto sensibile per cercare, muso assottigliato per rendere facile l’inserimento in buchi o tane, pelle resistente per sopportarele insidie dei boschi come rovi o spine, ecc: il compito dell’allevatore è mantenere e consolidare quelle caratteristiche per offrire alla razza la possibilità di svolgere il proprio lavoro nel modo migliore. Nella selezione la parte morale dell’allevatore svolge un ruolo chiave, in quanto la ricerca delle caratteristiche utili allo scopo non deve mai discostarsi dalla tutela della sua salute e dalla prevenzione di malattie genetiche o anatomiche che limitino a prescindere la sopravvivenza e il benessere dell’animale.

A questo riferimento è giusto precisare che ci sono molte razze di cani allevate e selezionate per pura moda, senza alcun interesse funzionale di scopo, ma soprattutto senza alcun rispetto per la selezione e circoscrizione di tare e difetti genetici che portano alla sofferenza e alla morte dell’animale per problemi congeniti evidenti e consolidati. Abbiamo “costruito” nel tempo delle razze meravigliosamente funzionali, ma abbiamo anche rovinato alcune razze come il Pastore Tedesco (che oggi ha una funzionalità limitata e un’alta probabilità di affermare malattie genetiche come la displasia), puramente per i nostri interessi economici o personali. Lo stesso avviene nelle razze di tipo Bull come il Bully, in cui la moda e il business ha portato una deviazione del principio di selezione, dando vita ad una variante di razza chiamata Exotic, in cui vi è stata una distorsione completa dell’idea di ricerca di funzionalità a favore di cani malati che avessero da mostrare singolarmente caratteristiche estreme come un petto molto largo, fuori priporzione rispetto alla taglia e alle altre misure, una canna nasale tanto corta da limitare fortemente la respirazione, fino ad una patologia mutilante delle articolazioni (zampe anteriori e posteriori), che lo hanno reso in alcuni casi incapace di deambulare autonomamente.

American Bully Exotic.

Nel nostro circuito di gare di bellezza (Fipken) ho visto numerosi Bully davvero molto belli, funzionali e in salute, ma mi sono imbattuto anche in tipologie esotiche che mostravano chiare ed evidenti disfunzioni, su cui ho chiesto confronto con gli allevatori italiani o semplici possessori di questa tipologia di cane, i quali pur essendo solo ultimi in questo percorso, non hanno potuto che confermare che gli unici motivi di tali scelte di razza fossero la moda e il business.

Questa moda delirante parte dall’America e gira tutto il mondo, è una competizione dove alcune caratteristiche vengono spinte e ricercate da allevatori che ne fanno business da capogiro, tutti basati esclusivamente sulla moda (ci sono cani venduti anche a 200.000 dollari). Inutile dire che l’aspettativa di vita di questi poveri animali è molto bassa e varia dai 9 mesi di età ai 2/4 anni di media, a parte eccezioni, ma il ragionamento più delicato verte sulla qualità della loro vita, particolarmente compromessa sia a livello cardiaco – dove abbiamo un enorme numero di cani morti improvvisamente per arresto cardiocircolatorio – che a livello respiratorio, con cani continuamente in iperventilazione che in una giornata calda possono incorrere facilmente in particolare affaticamento cardiaco (se non aiutati da iniezioni di cortisone).

Evidente caso di abominio selettivo.

Fino ad arrivare a Bully Exotic o Micro, che non riescono in nessun modo a deambulare autonomamente e devono essere sollevati e trasportati anche per i propri bisogni. Qualcuno si chiede il perché di questi “abomini selettivi” l’unica risposta è nascosta dietro il potere del dio denaro e nella perversione della moda o mania di protagonismo. L’unico deterrente per arginare la legittimazione a creare forzatamente cani storpi, monchi, disabili e malati, è combattere il fenomeno attraverso la giusta informazione, quindi informare tutti sulle sofferenze che questi cani saranno destinati a subire e sulla qualità disastrosa della loro breve vita.

 

* Giovanni Mazzone, docente formatore di attività cinofile, addestratore dal 2003, presidente della federazione Fipken e in particolare appassionato delle razze di tipo “bull” da quasi 30 anni. Nelle decine di attività cinofile a cui partecipa vi sono quelle per la tutela delle razze come l’American Pitbull Terrier, ma più in generale ha interesse nella corretta selezione di razze di tipo bull e del loro impiego nello sport e nel sociale.