(Segue dalla prima parte) Sia chiaro, gli Oorang Indians non valevano niente, visto che in due anni vinsero solo tre incontri su venti. Non basta, solo una partita fu giocata “in casa”, ma per modo di dire, ossia nella vicina Marion poiché a LaRue non esisteva manco un campo di calcio. Tuttavia per Lingo, che ne era pure il direttore generale, era anzi meglio: le partite servivano a vendere ii suoi cani e a LaRue chi li aveva voluti li aveva comprati già. Tra i vari “allenamenti” obbligatori e quotidiani dei giocatori degli Oorang Indians c’erano il costruire cucce per i cani, casse di legno per spedirli (Lingo li vendeva e spediva in tutta l’America), pulire i recinti e le gabbie, alimentarli e così via. Del resto pare che il duro lavoro fortifichi. Attenzione, Lingo teneva molto alla sua squadra e alla sua salute e benessere, inclusa una buona alimentazione che difatti era curata dagli stessi dietologi e dall’addestratore che nutrivano i suoi Airedale…

Nei festivi in cui si giocava – sempre in trasferta – funzionava così: sfilata dei cani, primo tempo della partita, e durante l’intervallo gli stessi giocatori non rientravano negli spogliatoi ma vestiti da pellirosse sfilavano lungo le tribune, facevano esibire i cani in vari modi, si cimentavano nel tiro a segno lanciando coltelli e accette, nelle danze indiane e amenità simili. Addirittura uno dei giocatori, Nick Lassa, della tribù flathead, fingeva di lottare contro un vero orso ammaestrato. Anzi Lassa, buon lottatore, – soprannominato dagli altri della squadra Long Time Sleep (Dorme Molto) perché era dura farlo alzare dal letto la mattina – accettava scommesse e di solito vinceva 10-20 dollari a partita. Dopo avere presumibilmente dato la sua parte all’orso consenziente, con il resto andavano tutti a bere e festeggiare nei bar, che si fosse vinta o persa la partita. Lassa lavorò con Lingo anche dopo la cessazione degli Oorang Indians e continuando con ciò che gli veniva meglio, ossia gli  incontri di wrestling e le risse nei bar. A volte faceva le due cose contemporaneamente. Ma poi mise la testa a posto e si sposò. Nick Lassa morì a Missoula il 4 settembre 1964.

Nick Lassa in un articolo.

Il pubblico poteva, nell’intervallo o alla fine dell’incontro, recarsi al punto vendita creato nello stadio per acquistare o prenotare gli Oorang Airedale. Grace, una delle figlie di Thorpe, raccontò: “Lingo voleva promuovere i suoi cani. E papà – oltre ad essere un grande atleta – era un grande amante dei cani. Una volta mia madre mi ha detto che il suo cane da caccia preferito era stato ucciso in un incidente di caccia e papà pianse per questo. Amava i suoi cani”.

Attenzione, Walter Lingo fu l’inventore degli spettacoli negli intervalli sportivi professionali, prima non avveniva, mentre in seguito lo fecero in molti, per esempio nel Super Bowl. Ad un certo punto allo spettacolo aggiunse una novità: indiani in divisa militare statunitense rappresentati come scout durante la Prima guerra mondiale (e alcuni di loro lo avevano fatto realmente), con tanto di nemici tedeschi, che poi erano i volontari dell’associazione Legione americana con divise prese in affitto. Insomma, alla vista dei “nemici crucchi”, gli animi si riscaldavano, si beveva e si finiva per comprare i cani creati dagli alleati inglesi…

Alcuni giocatori degli Oorang Indians nell’intervallo di una partita di football.

Lingo faceva pure pubblicità sui giornali, spendendo anche 2.000 dollari al mese (lo stipendio annuale di un operaio negli anni ’20 in Usa era di 3.269 dollari), regalava cani a chi gli faceva comodo, come all’editore  della rivista venatoria Field and Stream che gli pubblicava gratuitamente pubblicità e persino due libri, e al famoso giocatore di baseball Ty Cobb, e faceva fotografare con i suoi cani attori molto famosi come Gary Cooper. Ma quanti cani produceva Lingo? Da 15.000 cuccioli a un record di 26.000, in un solo anno. Arrivò ad avere a disposizione 2.000 fattrici, date in affidamento o vendute a prezzo basso ad altri allevatori o semplici persone, che durante il calore le portavano – pagando 25 dollari per la monta oppure solo 10, ma dandogli poi gratuitamente un cucciolo maschio – da lui per farle accoppiare con i suoi maschi. Dette persone erano obbligate a vendergli tutti i cuccioli svezzati a 10-15 dollari cadauno, e lui li vendeva subito a 35-50 dollari, a seconda del “tipo” con cui li indicava.

Quelli tipo “da caccia” li addestrava con orsi, volpi e altri animali che deteneva nell’allevamento, vendendoli a 150 dollari e anche più. Non solo, Lingo ad alcuni cacciatori dava gratuitamente dei giovani esemplari per un certo periodo, quelli ci si divertivano a cacciare orsi o puma (e quindi li mantenevano e addestravano sul campo) e poi riconsegnavano entro un certo lasso di tempo, come da accordi, i sopravvissuti. A quel punto Lingo con quelli formava una muta pronta caccia, formata da tre Oorang Airedale e tre segugi (che a lui erano costati in tutto un centinaio di dollari) e la vendeva al modico prezzo di 5.000 dollari. Quanto guadagnava in tutto ogni anno? Circa un milione di dollari (dell’epoca!). Quanto spendeva per il personale? Non molto, visto che la squadra degli Oorang Indians doveva lavorare per lui nel canile, se non giocava. La struttura dell’allevamento, una vera macchina da soldi, comprendeva recinti ed edifici per  l’addestramento, magazzini, un ufficio per gli ordini e le spedizioni e i registri di allevamento. C’erano pure le offerte speciali di stalloni, con tanto di catalogo, nonché altri cataloghi contenenti i benevoli commenti di chi aveva acquistato i suoi cani. Non sappiamo se pubblicasse anche eventuali commenti negativi. Esemplari di Oorang Airedale venivano dati in omaggio ai vincitori dei concorsi. Produceva e vendeva anche prodotti per cani.

Ad un certo punto però il football non funzionò più, perché – seppure itinerante – la gente alla fine aveva visto lo spettacolo che inizialmente incuriosiva, e non c’era motivo di rifarlo. Di vedere invece le partite non interessava, perché si sapeva che gli Oorang Indians perdevano quasi sempre. Nessun problema, Lingo ritirò la sponsorizzazione e alla fine della stagione 1923 la squadra si sciolse, e nel 1924 cessò formalmente.

La squadra in posa, ovviamente con un Oorang Airedale.

Tuttavia gli affari prosperarono fino al 1929, quando l’industria fu colpita dalla Grande Depressione detta anche Crollo di Wall Street, gravissima crisi economica e finanziaria che sconvolse l’economia mondiale, con forti ripercussioni anche durante i primi anni del decennio successivo. Chi aveva milioni di dollari il giorno prima, improvvisamente si scoprì povero il giorno dopo, suicidandosi o andando a vivere nelle baraccopoli. Coloro che erano poveri, lo divennero ancor più arrivando alla fame. O divennero  criminali.

Grande Depressione, in fila per un pasto gratuito.

E certo non c’erano più soldi né motivi di comprare un Oorang Airedale. E neppure per mantenerli. Già subito dopo il 24 ottobre, il cosiddetto Giovedì Nero, Lingo fece sopprimere trecento cuccioli, ma una fonte cita che alla fine ben 12.000 tra cani adulti e cuccioli furono abbattuti, molti furono regalati a chiunque li prendesse e il canile andò in bancarotta. Neppure gli Airedale Terrier di altri allevatori finirono bene. Nel 1930 la razza era scesa al 18° posto per popolarità, e successivamente calò ancora. Nel 1930 ne furono registrati meno di un decimo rispetto al 1920. Solo quattro membri parteciparono alla riunione annuale dell’ATCA sempre nel 1930 e molti club regionali furono sciolti. Negli anni Quaranta gli Airedale Terrier erano solo l’1% dei cani di tutte le razze registrate nell’American Kennel Club. Non solo: si manifestarono in percentuali preoccupanti problemi di temperamento timido, e all’opposto di comportamento eccessivamente aggressivo sia verso gli altri cani che verso le persone, e conseguentemente la reputazione della razza ne risentì.

Allo scoppio della Seconda guerra mondiale anche la Gran Bretagna, patria dell’Airedale Terrier, li impiegò in ambito militare, ma i cani non utilizzati direttamente dalle forze armate britanniche venivano spesso abbattuti a causa della scarsità di cibo e di altre difficoltà in tempo di guerra. Tuttavia la razza fu preservata sotto tutti gli aspetti, tanto che quando negli Stati Uniti, nella metà degli anni Quaranta, ci fu un aumento costante seppure moderato di popolarità per l’Airedale, ne furono importati di alto livello proprio dalla Gran Bretagna, e altri nei decenni successivi.

Che successe a Walter Lingo nel 1939? Sopravvisse e vendette i suoi cani su scala molto più ridotta negli anni Quaranta e Cinquanta con il nome di Lingo Rue Kennels. Si mise anche a produrre e vendere mangime per cani a Minneapolis, in Minnesota, ma andò male. Morì nel 1967.

Walter Lingo.

Jim Thorpe invece ebbe alti (pochi) e bassi (tanti): partecipò a qualche film, lavorò come operaio edile, portiere, buttafuori, guardia di sicurezza, marinaio. Era divenuto un alcolizzato cronico e all’inizio degli anni Cinquanta finì i soldi. In una conferenza stampa la sua terza moglie, Patricia, pianse e implorò aiuto, dicendo: “Siamo al verde … Jim non ha altro che il suo nome e i suoi ricordi. Ha speso soldi per la sua stessa gente. È stato spesso sfruttato “. Thorpe morì d’infarto il 28 marzo all’età di 65 anni. Patricia era talmente povera che, invece di fare seppellire il marito in Oklahoma vicino alle tombe di suo padre, sorelle e fratello, all’insaputa del resto della sua famiglia vendette il corpo di Thorpe alle piccole città di Mauch Chunk e East Mauch Chunk, in Pennsylvania, che (pare per motivi di attrazione turistica) non solo eressero in suo onore un monumento, ma si unirono e ribattezzarono la città Jim Thorpe. Thorpe non era neppure mai stato lì.

E gli Oorang Airedales? Esistono ancora alcuni allevatori, ma questi cani non sono mai stati standardizzati perché le condizioni del boom sono durate solo pochi anni e il canile ha fornito esemplari di tutti i tipi e taglie ai proprietari per molti motivi diversi. Qualunque allevatore può usare il prefisso “Oorang” per qualsiasi cucciolo, e spesso lo fa. Tuttavia, chi ha o ha avuto questi cani ne è soddisfatto. Se ben allevati sono socievoli, affidabili, intelligenti, alcuni grandi (40 kg) o molto grandi (anche oltre 60 kg, ma sempre atletici e non grassi) e coraggiosi.

Un Oorang Airedale dell’Allevamento PJ’s Home & Hearth Kennel.

Anche se hanno i loro limiti. Scrisse nel 2017 un proprietario, Tony Castro: “Il mio primo Oorang Airedale ha fatto marcia indietro solo una volta a cui ho assistito. Nel 1974, nella Toiyabe National Forest, si è rotto il guinzaglio e avevo paura che sarebbe stato via per ore, ma è tornato in meno di quindici minuti, poi ho sentito l’odore terrificante, e tre di noi hanno visto un sasquatch. Hopgar, il mio Oorang, era quasi tra le mie gambe, probabilmente dicendomi … prendi il tuo fucile 45-70. La grande creatura, al mio primo sguardo, tornò nell’antica e fitta foresta. Abbiamo trovato uno strano e gigantesco escremento, il laboratorio ha stabilito primate di origine sconosciuta. Non ho mai visto Hoppy spaventato prima”.

Ah, questi americani…