Il 10 gennaio 1929 venne pubblicata la prima avventura del fumetto basato su Tintin, immaginario reporter belga ideato da Hergé, all’anagrafe Georges Prosper Remi (1907-83). A questa prima avventura seguirono altri 23 album di successo. Tintin gira il mondo insieme all’inseparabile Wire Fox Terrier Milù (Milou), al marinaio Capitano Haddock, al Professor Tornasole, agli imbranati poliziotti gemelli Dupond e Dupont e altri. Tintin, o meglio il suo creatore, fu più volte accusato di razzismo: per esempio in Tintin Au Congo, del 1930 (epoca in cui il Congo era una colonia belga), il personaggio è un patriota dimentico, come tutti i belgi pure oggi, che la sua ricchezza era dovuta alla schiavitù degli indigeni a cui re Leopoldo di Belgio faceva tagliare le mani se non raggiungevano la produzione giornaliera di caucciù. Leopoldo da Bruxelles, oggi sede del Parlamento Europeo (pure lì dimentichi di tali efferatezze) ordinava di massacrare e far morire di stenti circa quei poveretti, e furono dieci milioni di vittime congolesi. Il bello è che tra gli avversari con cui Tintin si deve confrontare ci sono in genere spie, falsari, trafficanti di droga e… schiavisti!

Tintin Au Congo, 1930.

Milù, come già scritto, è un Wire Fox Terrier, anche se qualcuno tenta di farlo passare per un Lakeland Terrier. Curiosamente per un cane, gli piace bere alcolici, in particolare il whisky “Loch Lomond” anche se non disdegna rum e champagne. Il Fox Terrier, oggi suddiviso in due razze a palo corto e ruvido (Smooth e Wire), è un atletico e coraggiosissimo cane da caccia che dà soddisfazioni, anche se, a causa della modestissima rappresentanza in Italia, consigliamo a chi fosse interessato di rivolgersi ad allevatori esteri. Per capirlo basti ciò che scrisse già nel 1894 Rawdon B. Lee in A History and Description of the Modern Dogs of Great Britain and Ireland: (The Terriers.): Ho conosciuto un giudice di fox-terrier che non ne aveva mai allevato uno in vita sua, non aveva mai visto una volpe di fronte a cani, non aveva mai visto un terrier entrare sottoterra, non aveva mai visto una lontra, donnola o puzzola al di fuori di una teca di vetro poggiata alla parete di un pub, e non aveva mai visto un terrier inseguire un coniglio. La sua esperienza di lavoro l’aveva ottenuta solo da un terrier messo contro un tasso nella stalla di una birreria, e dal violento attacco di un terrier bastardo contro una dozzina di topi rognosi in un’arena improvvisata nella camera da letto del padrone di casa dello stesso ostello.

Tornando al Wire Fox Terrier,  nel 1964 seguì il film Tintin e le arance blu di Condroyer Philippe, seguito dalla serie televisiva animata Le avventure di Tin Tin trasmessa su Rai1 nel 1991-2 e poi da Italia1 nel 2011, anno nel quale uscì nelle sale cinematografiche Le avventure di Tintin – Il segreto dell’Unicorno, film diretto da Steven Spielberg. La razza ebbe grande fama anche grazie al film – e ai diversi sequel, visto il successo ottenuto a livello mondiale – L’uomo ombra. Si tratta di una commedia-poliziesca hollywoodiana del 1934 diretta da Woodbridge Strong Van Dyke Jr. e magnificamente interpretata non solo da William Powell e Myrna Loy ma pure dal Wire Fox Terrier Skippy nella parte di Asta, il cane della coppia. Skippy interpretò negli anni ’30 molti film (lui e altri esemplari identici) e il termine “interpretò” non è affatto fuori luogo, in quanto fu uno dei più intelligenti cani che abbiano mai lavorato nel cinema. Basti pensare che il suo addestratore dalla casa di produzione cinematografica percepiva 60 dollari alla settimana e Skippy, o meglio i suoi proprietari, ben 250. https://www.youtube.com/watch?v=YKLCAHVKb0w

Myrna Loy, Skippy e William Powell.

Negli anni ’80 ecco il Fox Terrier (ma lo Smooth) ancora al cinema. Esattamente nel 1988 infatti ecco il film d’animazione The Plague Dogs, diretto da Martin Rosen, regista che dieci anni prima aveva diretto il film d’animazione La collina dei conigli. Sia il primo che il secondo film sono adattamenti cinematografici di libri di Richard Adams. The Plague Dogs esiste solo in inglese e non è mai stato proiettato delle sale italiane, ma nonostante quel che si potrebbe credere non è un’opera molto adatta ai bambini. Racconta di due cani, lo Smooth Fox Terrier di nome Snitter e l’incrocio di Labrador chiamato Rowf, fuggiti da un centro scientifico inglese nel quale si fanno esperimenti sugli animali. Una volta in libertà fanno amicizia con Tod, una volpe che insegna loro come sopravvivere in natura. Scoprono anche di essere ricercati dall’esercito. L’amica volpe finisce uccisa dagli uomini, però i due cani riescono a fuggire nella nebbia verso quella che credono una lontana isola. Non si capisce però se ce la fanno o affogano. Insomma, è un film sì toccante ma inadatto ai bambini. Precisiamo, quelli di pochi anni, perchè oggi quelli appena un po’ più grandi vedono in televisione cose molto ma molto peggiori. https://www.youtube.com/watch?v=ojj6M9z69_Y

Grazie agli allevatori in Italia, così come in Inghilterra fino agli anni Ottanta, i numeri fra Smooth e Wire non furono poi molto distanti, mentre il divario aumentò notevolmente a favore dei secondi nel successivo periodo, raggiungendo circa il doppio negli anni Novanta, tendenza già evidenziatasi nel 1987 con le iscrizioni di 295 Smooth contro 574 Wire. Da allora i numeri sono precipitati per entrambi. Non è servito un altro film e cioè A Single Man, esordio nel 2009 alla regia dello stilista Tom Ford che racconta di un professore omosessuale il quale vuole suicidarsi dopo la morte del compagno ma che ci ripensa finendo però per morire lo stesso d’infarto. Nel film si vede una coppia di Smooth Fox Terrier. Si chiamavano realmente Angus e India ed erano di proprietà proprio di Tom Ford e del suo compagno Richard Buckley. Non paiono particolarmente addestrati, ammesso lo siano, visto che nel film non guardano mai in camera e fanno praticamente quel che gli pare. Comunque, ripetiamo, il film non ebbe grossi ritorni per la razza.

Si vocifera da tempo di un prossimo sequel di Tintin a cura di Steven Spielberg e Peter Jackson, con forse una trilogia con il metodo performance capture (altissima definizione di acquisizione dei movimenti di un attore, poi trasmessi a modelli digitali) in animazione 3D. Vedremo.

Le avventure di Tintin – Il segreto dell’Unicorno, film diretto da Steven Spielberg.