Lisa Urso, una cinquantaduenne residente a Fox Lake, a 55 miglia a nord-ovest di Chicago, Illinois, era una grande appassionata di cani, tanto che per il suo ultimo compleanno aveva chiesto alla famiglia e agli amici di non farle regali, ma piuttosto di fare un’offerta alle associazioni di protezione dei cani. Lisa aveva tre cani, che chiamava i suoi “bambini a quattro zampe”: due “Shorty Bull” (poi spiegheremo cosa sono) – Blue, due anni e 21 kg, e Rocco, pure lui di due anni e pesante 17 kg – e Spike, un incrocio tipo Border Collie di 15 anni e meno di 12 kg.

Lisa Urso con Blue e Rocco.

Blue tra tutti era quello che le aveva dato problemi. Si è detto che era stato adottato da poco, ed è vero, e che aveva un passato di combattimenti illegali tra cani, e questo non è vero. Blue non aveva alcuna cicatrice. I cani sono stati tutti controllati dai veterinari che hanno constatato la loro buona salute. Tuttavia proprio questo cane il 13 aprile 2020, a casa, aveva all’improvviso attaccato e ferito il compagno di Lisa, con conseguente intervento della polizia della Contea di Lake e detenzione di Blue per un periodo di quarantena per verificare che non avesse la rabbia. Quarantena sì, ma a casa di Lisa, cosa che francamente stupisce in quanto in simili casi l’animale viene tenuto in una gabbia presso un istituto veterinario. E di sicuro il cane era sempre rimasto nell’abitazione, poiché appena otto giorni dopo, il 21 aprile, attaccò e ferì nuovamente il compagno di Lisa. Questa volta Blue fu rinchiuso nel centro veterinario, ma era tranquillissimo e così, dieci giorni dopo, fu restituito alla proprietaria la quale più volte aveva chiesto di riavere il cane, essendo “buono”. Per Lisa era accaduto qualcosa di stranissimo e irripetibile, perché Blue, come gli altri suoi cani, era il suo “bambino a quattro zampe”. Il cane le era stato riaffidato dalle autorità poiché i due episodi si erano verificati a casa e dunque non c’erano preoccupazioni per la sicurezza pubblica.

Il compagno di Lisa il 9 maggio non era a casa, non sappiamo se casualmente o se la sua presenza fosse divenuta incompatibile con quella di Blue. Fatto sta che quel giorno la donna aveva appuntamento con delle persone le quali a un certo punto, non vedendola, erano andate a casa sua, trovandone il cadavere sbranato nel giardino sul retro dell’abitazione. L’attacco era iniziato all’interno, visto che in casa c’erano segni di lotta. Purtroppo alcuni cani per svariati motivi possono aggredire improvvisamente, e determinate razze o tipi una volta iniziato l’attacco non si fermano, anche contro i padroni, come il cane di questo video (che non è uno Shorty Bull). https://www.youtube.com/watch?v=LKpDc6EnWzU

Robin Van Sickle, direttore del Lake Care Animal and Control Center, ha dichiarato che non vi era alcuna indicazione che quella fosse nient’altro che un’ottima casa per i cani, e che lui e il personale erano rimasti molto sorpresi dal fatto che un Bulldog Francese avesse ucciso il suo proprietario. Infatti inizialmente era stato detto che Blue fosse di questa razza, ma non era vero, anche per via delle dimensioni. Van Sickle ha anche detto: “Quando è girata questa notizia, da subito, eravamo increduli, non poteva essere. Non c’è modo che un Bulldog Francese uccida il suo proprietario. Pensavamo che probabilmente la donna fosse morta per cause naturali, e che il cane l’avesse ferita cercando di rianimarla, di stimolarla a svegliarsi. Come agenzia professionale che ha vissuto situazioni davvero strane, abbiamo avuto tutti la stessa reazione e le stesse opinioni da parte di altri”.

Ma il medico legale intervenuto, il dottor Howard Cooper, ha dichiarato: “Aveva più morsi di cane e graffi su tutto il corpo, principalmente alle gambe, busto e braccia. Ovviamente, è morta per le ferite che ha ricevuto dal cane. Non ci sono dubbi. Molte persone pensano che fosse un cane molto piccolo, ma la gente non capisce, questo cane pesava 21 kg e quindi era ancora un grosso cane”. Blue è  stato conseguentemente eutanizzato il 19 maggio. Gli altri due cani non hanno partecipato all’attacco, e di questi solo Rocco aveva un poco di sangue sul pelo, non sappiamo perché. Fatto sta che questi due cani sono stati dati in affidamento in quanto non ritenuti corresponsabili della morte della padrona.

Blue, come detto, era uno Shorty Bull, un incrocio (anche se l’ABKC lo registra come razza) tra American Staffordshire Terrier, Bulldog Inglese e Bulldog Francese. Van Sickle, che mette in guardia contro l’etichettatura di razze specifiche come aggressive, ha detto: “Alla fine, sono stati questi cani a causare questo sfortunato scenario. A volte ottieni una mela cattiva, proprio come accade con le persone”. Anche il National Canine Research Council ha dichiarato che la razza non è un fattore di rischio quando si tratta di incidenti con morsi di cane e che l’identificazione della razza è profondamente inaffidabile, a meno che non sia documentato con certificazione genealogica o analisi del DNA.

Quando la notizia di questa tragedia è stata divulgata, si è detto che Blue fosse un Bulldog Francese e, come già accennato, non era vero. Anzi, Blue probabilmente doveva essere un mix e neppure uno Shorty Bull “tipico”, che a dire il vero è un termine azzardato in quanto questi cani furono creati nel 2000, e il primo fenotipicamente ottenuto risale al 2006. Che, per una “razza” di cani, è niente. In effetti ve ne sono di molto difformi tra loro, morfologicamente e caratterialmente, senza contare che anche negli Usa ci sono veri e propri “cagnari” incompetenti e incoscienti che neppure immaginiamo che accoppiamenti e selezioni facciano. Gli appassionati e i vari club di Bulldog Francese naturalmente hanno giustamente cercato di smentire la cosa, adducendo il fatto che la loro è una razza assolutamente affidabile con le persone. Vero, ma non sempre.

Infatti, basta fare una semplice ricerca su Google, anche solo in francese con “bouledogues français attaque les personnes” oppure “bouledogue francais et agressivite”, per scoprire che tali casi avvengono, anche se certo non si è mai arrivati a vittime umane e neppure sarebbero in grado anche volendolo, neonati a parte. Quasi lo stesso, caratterialmente, vale per il Bulldog Inglese, giustamente descritto come razza pacifica e affettuosa. Solo che non è tanto questione di razza o tipo – intendiamo i cani in generale –  ma di selezione e insegnamento umani. Gli incapaci, che di norma hanno vasto seguito di pari grado, o i delinquenti possono fare grossi danni con qualunque cane, senza dimenticare che ogni esemplare ha la sua personalità con pregi e difetti, come si vede in questo caso. https://www.sudinfo.be/id169514/article/2020-02-25/les-images-terrifiantes-dun-bouledogue-devenu-incontrolable-qui-attaque-un

Lo Shorty Bull è, o dovrebbe essere, un cane affidabilissimo e lo scalpore suscitato da questa tragedia è stato moltiplicato proprio dall’eccezionalità del fatto. I creatori furono Amy Krogman e Jamie Sweet, in una comunità rurale del Kansas, che accoppiaronono Bulldog Inglesi, Bulldog Francesi e American Staffordshire Terrier. L’apporto di quest’ultima razza diede una superiore funzionalità, minori problemi di salute e una corretta chiusura delle mandibole, che però fondendosi con i noti problemi di brachicefalia del  Bulldog Inglese e Bulldog Francese portò lo Shorty Bull ad avere una via di mezzo come chiusura: di norma i canini e incisivi superiori sono più arretrati rispetto a quelli inferiori al massimo di un centimetro e mezzo. Cosa che comunque, checché se ne dica, non è certo un vantaggio.

Shorty Bull.

Questi cani vengono allevati per le loro capacità lavorative e caratteristiche fisiche e non solo per l’aspetto. Inoltre di norma sono in grado di riprodursi senza assistenza e cioè senza parto cesareo, come invece avviene con le altre due razze utilizzate per creare lo Shorty Bull. Sono relativamente agili e senza dubbio più funzionali degli attuali Bulldog Inglesi, anche se si esagera spesso sulle loro possibilità locomotorie. Pochi chilometri di passeggiata vanno bene, oltre si rischia in quanto hanno anche loro il solito problema causato dalla canna nasale troppo corta, che significa rischio di morire a causa degli sforzi e del caldo. Gli Shorty Bull non sono riconosciuti da FCI ed ENCI, ma negli Stati Uniti sì, visto che anche in questo caso sono pure nate come funghi piccole sigle e registri (BBC, BBCR, ABKC, OBKC, IBC, EBKC…). Le idee paiono non essere ben chiare: per esempio, si scrive che l’altezza massima è 38 cm e il peso 18 kg, però sono ammessi pesi superiori se il peso corrisponde all’altezza… quindi più alti sono ammessi o no? Oppure esemplari alti 38 cm possono superare il peso di 18 kg? Fosse come in quest’ultimo caso, con esemplari ancora più robusti, l’esile confine tra gli Shorty Bull e gli American Bully sarebbe ancora più incerto. In Italia esisteva un allevamento amatoriale di questi cani, ma ormai ci risulta cessato. https://www.telecolor.net/2015/10/gli-shorty-bull-protagonisti-a-cani-gatti-c/