Un concetto basato sull’armonia di diversi elementi e filosofie come base di educazione e preparazione per ogni cane felice e sereno.

di Michele Caricato*

All’inizio era tutto abbastanza semplice, non c’erano segreti e chiunque (parliamo dei nostri nonni) era capace di educare, gestire e vivere il proprio cane. Non esistevano gli educatori ma solo qualche addestratore, cioè cinofili specializzati nella preparazione dei cani per particolari discipline sportive.

Il cane, per come veniva visto, era un piacevole contorno alla nostra semplice vita e ad oggi non abbiamo notizia di qualcuno che si sia lamentato di questo.

Di punto in bianco, e quasi non ce ne siamo accorti, un grosso cambiamento si è verificato nella nostra società, toccando diversi settori – tecnologico, economico, sportivo ed emotivo – tra cui, appunto, quello del rapporto con questo morbidissimo essere a quattro zampe. Il cane, ad oggi, è un membro effettivo della famiglia e l’uomo è diventato il suo migliore amico condividendo con lui ogni momento della propria vita, soprattutto emotiva. Chiaramente la situazione, in alcuni casi, si è fatta leggermente più complessa con una maggiore necessità di conoscenza di questo animale che si è visto proiettato in una vita leggermente più impegnativa rispetto a quella che ha accompagnato la sua convivenza con l’uomo nei primi ventimila anni della sua storia.

Demolito l’addestramento classico, abbiamo forgiato decine di nuovi nomi per descrivere altrettanti metodi, tecniche, principi e teorie. Grazie anche allo sviluppo del web la conoscenza è stata finalmente alla portata di tutti con un’iniziale miglioramento della situazione fino ad una definitiva inflazione del sapere e della conoscenza che ha portato tutti ad una forte confusione. È nata allora in molti professionisti la necessità di fare qualche passo indietro e riprendere un po’ di semplicità o, quantomeno, schematicità che possa fare chiarezza nel meraviglioso universo del cane e della sua educazione e crescita accanto a noi.

Il Pet 10 propone un concetto molto lineare basato sull’armonia di diversi elementi, mettendo così d’accordo filosofie differenti utilizzando un unico etogramma. Nato circa venti anni fa come metodo per migliorare le performance dei cani da competizione, ha preso sin da subito la strada del recupero comportamentale dei cani problematici per essere poi successivamente utilizzato come base di educazione e preparazione per ogni cane felice e sereno.  Come ogni collaborazione, è un meraviglioso cocktail di menti e metodi diversi – Svezia, Francia, Usa e Italia soprattutto – che ci permette di dare al nostro cane la possibilità di raggiungere il corretto equilibrio. Equilibrio che è il segreto di ogni cosa e che ci consente, eliminando gli estremismi e l’assolutismo, di sviluppare un modo di pensare obiettivo e intelligente.

Principi di base

Non è semplice descrivere un lavoro articolato in poche righe, quindi partiremo con un esempio pratico che non terrà conto delle diverse applicazioni che hanno invece programmi più specifici (cucciolo, problemi comportamentali ecc..). Immaginiamo di avere dieci giorni a nostra disposizione da dedicare al nostro cane e di poterli sfruttare appieno per fare un primo passo verso il giusto equilibrio di entrambi.

Giorno 1

La nostra prima giornata la dedicheremo alla sfera sociale, l’interazione con il mondo esterno e quindi il focus sarà sullo sviluppo personale del nostro amico. È una delle prime necessità per il cane ma allo stesso tempo è fondamentale per noi in quanto, se c’è difficolta da parte del quattrozampe ad adattarsi a ciò che lo circonda (cani, rumori, persone ecc..),  la gestione da parte nostra risulterà sempre difficoltosa. Per questo motivo è importante dedicare una parte del nostro programma ad andare in giro con il cane nei posti più svariati (parco, centro commerciale, bar, stazione ecc..) in modo da mantenere vivo in lui l’interesse e l’abitudine. Per i cani più sociali l’ideale sarebbe avere la possibilità di giocare con altri cani, prendere qualche carezza da estranei, sentire rumori e odori differenti da quelli che trova abitualmente nel suo territorio.

La nostra presenza, in questa giornata, dovrà essere più discreta possibile con poche interazioni con il cane proprio per lasciarlo molto libero di analizzare e riflettere. I cani più impetuosi avranno sicuramente bisogno di qualche indicazione da parte nostra per poter migliorare sempre più le loro reazioni nei confronti dell’ambiente esterno, ma quelli diffidenti o paurosi è fondamentale che siano lasciati “soli” (non fisicamente, naturalmente) in modo che possano confrontarsi con le loro paure e trovare nella nostra indifferenza uno stimolo a risolvere i problemi.

Giorno 2

Il secondo giorno, proprio all’opposto del primo, sarà dedicato a qualcosa di più intimo; ci ritaglieremo quindi un po’ di tempo per interagire con il nostro cane. Il gioco è sicuramente il mezzo migliore, soprattutto se ci concentreremo per capire le sue preferenze in fatto di stimoli. Di norma abbiamo quattro settori da esplorare:

  1. Il cibo: è di norma la ricompensa più gettonata per premiare il cane nell’esecuzione di esercizi vari.
  2. Il gioco: il lancio della pallina (meglio ancora il gioco delle due palline) è per molti cani uno dei passatempi preferiti, nonché un grosso legante per rinforzare la collaborazione tra cane e proprietario. Buona alternativa al premio cibo.
  3. La preda: salamotti di iuta o corde apposite rappresentano, soprattutto per alcune razze, un gioco entusiasmante se utilizzate per il “tira e molla” attività molto fisica, stimolante ed eccitante per il cane ma che se ben dosata ci farà diventare, agli occhi del nostro beniamino, un compagno “fichissimo”.
  4. Lo stimolo sociale: è l’obiettivo finale di tutti; spesso il risultato di un corretto utilizzo dei primi tre. Il nostro cane che collabora per il puro piacere di farlo, per una nostra carezza, uno sguardo benevolo o per una parola di approvazione

Queste nostre interazioni positive saranno molto efficaci per sviluppare un buon rapporto in misura maggiore se saremo anche capaci di assumere degli atteggiamenti più neutri (tipo quelli del giorno uno) ma anche di prendere qualche decisione meno popolare:

  1. Gestione degli spazi all’interno della casa con alcuni luoghi a cui teniamo (se ce ne sono) che il cane deve rispettare.
  2. Gestione del cibo con una regolare routine legata alla somministrazione dei pasti che non dovrebbero mai essere “arricchiti” quando il cane non mangia, ma semplicemente sparire dalla sua vista ed essere riproposti la volta successiva.

Giorno 3

Seguendo le nostre prove del giorno precedente ci dedicheremo all’apprendimento. I cuccioli, in natura, imparano presto che la loro sopravvivenza dipende anche dal rispetto di alcuni comandi di base (tornare dalla madre se chiamati, accucciarsi se richiesto e restare immobili se la situazione prevede di non essere visti dalla preda). Per questo motivo gli esercizi di educazione di base sono importanti non solo per la gestione del cane da parte nostra, ma anche per il corretto sviluppo della comunicazione e della percezione del branco (o della famiglia).

Per l’insegnamento si preferisce sempre l’utilizzo dello stimolo positivo (stimoli studiati al punto 2) con una semplice sequenza di:

  1. Comando
  2. Aiuto anche attraverso lo stimolo.
  3. Esecuzione da parte del cane.
  4. Premio (cibo, pallina, preda, carezza).

Anche in questa situazione l’efficacia dipenderà da quanto dimostriamo di essere dei buoni maestri (e quindi buoni leader) dosando in maniera attenta le difficoltà che proponiamo negli esercizi. Lo stesso comando può infatti avere una complessità diversa di esecuzione a secondo di dove ci stiamo esercitando:

  1. In casa o in un posto tranquillo.
  2. Fuori dal territorio del cane ma in un posto con poche distrazioni.
  3. Luogo affollato e con grandi stimoli per il cane.

Qui incontriamo per la prima volta uno degli elementi più importanti per il Pet 10 ossia lo Stress and Rest, che è appunto un abile utilizzo da parte nostra delle difficoltà e che permette al cane di alternare momenti molto sereni per potersi concentrare sull’apprendimento ad altri dove dovrà sforzarsi di abituarsi alle distrazioni.

Esempio “esercizio del resta seduto”:

  1. Pratica a casa o posto tranquillo.
  2. Pratica a casa o posto tranquillo.
  3. Pratica fuori casa ma posto conosciuto.
  4. Pratica a casa o posto tranquillo.
  5. Pratica in posto con distrazioni.

La sequenza di lavoro riprende poi nuovamente dal punto 1.

Giorno 4

Ora possiamo concentrarci sul lavoro specifico per migliorare eventuali problemi o tendenze comportamentali del cane. Per semplificare localizziamo 3 sfere di problemi:

  1. Paura, ansia, diffidenza.
  2. Aggressività.
  3. Iperattività.

Per l’Iperattività è importante migliorare il controllo sul cane e l’educazione in generale, ma fondamentale è aumentare il lavoro e le attività seguendo tutti i punti del Pet 10. L’Aggressività ha molte diramazioni (verso altri cani, verso estranei o membri della famiglia) e quindi per questa materia bisognerebbe approfondire con i programmi specifici (del Pet 10 o altro). La Paura e l’ansia beneficiano spesso di tutte le attività legate all’autorealizzazione (quindi punto 1 e vedremo in seguito punto 5, 6 e 9).

Giorno 5

Qui il programma da generico inizia ad essere più specifico a seconda del tipo di cane o razza che abbiamo: ogni cane ha un istinto preponderante dovuto spesso alla selezione dell’uomo che lo spinge ad avere quasi una necessità di assolvere a determinati compiti. Un border collie sarà appagato nella conduzione del gregge, un dobermann godrà di sport quali prove di utilità e difesa, un husky impazzirà se lo portate a tirare una slitta sulla neve, un labrador adorerà i tuffi in un laghetto ecc…

La nostra situazione attuale difficilmente ci permette di portare a contatto il nostro amico con quella che è la sua vera natura (se abitiamo in centro a Milano la possibilità di avere delle pecore è molto bassa) ma con un piccolo sforzo, pratico o di fantasia, potremo dedicare una giornata per andare alla ricerca di qualcosa che si avvicini a ciò che il cane vorrebbe fare più di ogni altra cosa. Nell’indecisione comunque c’è un’attività che accomuna il gusto di ogni quattrozampe, che è quella che si consiglia nel Pet 10 come quinta giornata ed è una bella passeggiata o trekking in montagna e meglio ancora nei boschi. Chi ha già avuto questo genere di avventura con il proprio cane conosce bene la sensazione che proviamo a vederlo a contatto con la natura, gli odori e i “sapori” che lo riportano velocemente a quegli istinti, comportamenti ed equilibri ancestrali che fanno parte della sua lunga evoluzione.

Giorno 6

Oggi riflettiamo sulla passeggiata quotidiana con il nostro cane;  spesso, nelle nostre intenzioni, è l’attività che dovrebbe appagarlo fisicamente o, addirittura, stancarlo in modo che poi possa trascorrere in tranquillità le sue ore in casa. Chiaramente la necessità fisica del nostro amico va ben oltre della nostra mezz’ora di camminata ed è per questo motivo che nel programma del Pet 10 scegliamo di dedicare questa giornata a qualcosa di veramente impegnativo dal punto di vista fisico. In città, come al solito, le alternative non sono tante; l’Agility è una buona soluzione ed è sicuramente facilmente reperibile a una distanza accettabile da dove abitiamo. Nel giorno 5 siamo andati in montagna o in un bosco e altra soluzione potrebbe essere prolungare la permanenza in questo posto e aggiungere qualche altra ora al nostro chilometraggio. Ultima soluzione (ma ne possiamo inventare sicuramente tante) il nuoto, che è limitato spesso alla stagione più calda e alla possibilità di reperire mare, lago, fiume o, perché no, piscina.

Giorno 7

Una delle grandi differenze tra un animale in natura e uno in cattività è il fondamentale rapporto con il cibo. L’antenato del nostro pelosissimo amico infatti impegnava buona parte della giornata per procurarsi il pasto. Si alzava presto, radunava il branco e con esso partiva all’avventura cercando di reperire i luoghi che potessero essere frequentati da qualche gustosa preda; l’utilizzo dell’olfatto per seguire piste chilometriche e raggiungere il suo obbiettivo era fondamentale come pure la prestanza fisica per inseguire la lepre o il caribù che, naturalmente, faceva di tutto per non farsi raggiungere combattendo con tutte le sue forze per ritornare a brucare tranquillamente. Una volta catturata la preda, questa rappresentava un ulteriore impegno data la consistenza (molto al dente) del pasto. Alla fine di tutto questo lavoro, stanco ed appagato, il bis-bis nonno del cane si concedeva il meritato riposo, gioco e coccole assieme ai suoi familiari.

A fronte di tutto ciò il nostro amico moderno si ritrova servito in una comoda ciotola del cibo (tipo predigerito) che ingerisce in pochi minuti concludendo con delusione la sua avventura con il cibo.

L’attivazione mentale (cioè la necessità di risolvere un problema) è parte integrante della natura del nostro cane ed è quindi importante ricreare qualche situazione che lo riporti in qualche modo al piacere di procurarsi il cibo o inserire qualche difficoltà che allunghi i tempi di assunzione del pasto.

Qualche idea:

  1. L’utilizzo classico del cibo come premio per aver eseguito un esercizio.
  2. Giochi da “riempire” con il pasto e che lo impegnino ad ingegnarsi per estrarre il cibo.
  3. Il clicker training, che diversamente dall’addestramento classico è basato più sull’auto apprendimento con il concetto di tentativo sbagliato o corretto.
  4. Anche nascondere la ciotola in qualche posto strano (per esempio nella doccia o sotto una sedia), in modo che sia macchinoso raggiungerla, è una bella alternativa

Giorno 8

Il suggerimento per questa giornata è di provare ad incrementare la complicità e il feeling con il nostro cane. Spesso se ci cimentiamo insieme in qualche attività  cinofila, sviluppiamo magari un po’ di sana competizione o ci poniamo  degli obiettivi da raggiungere assieme (graduazioni, brevetti, livelli ecc..), abbiamo la sensazione di avere un fine comune che ci unisce in maniera particolare proprio come succede a chi gioca nella stessa squadra. Se avete già una passione cino-sportiva questa è la giornata per darci dentro, altrimenti ecco l’occasione per esplorare insieme l’ampio spettro delle attività cinofile da quelle classiche – utilità e difesa, agility, mondioring, obedience, piste e ricerche, sheepdog – alle novità – dog dance, disc dog, prove naturali ecc…

Creare un piano di allenamento, dedicare ogni giorno qualche minuto per migliorare le proprie performance, partire assieme per una gara, viaggiare, dormire in albergo, visitare un posto nuovo, vivere la tensione della gara, consolarsi quando è andata male o gioire e festeggiare una vittoria sono la formula magica che avrà il potere di creare un legame indissolubile con il vostro caro amico a quattro zampe.

Giorno 9

Viene lasciato praticamente alla fine il punto probabilmente più importante in quanto oggi dedicheremo il nostro tempo all’attività principe per un cane e cioè la ricerca olfattiva. Sappiamo benissimo che il naso è l’organo “preferito” dal nostro amico e le sue capacità olfattive ne fanno un vero e proprio super-eroe (nel nostro caso spesso avvilito di non poter usare il suo super potere).

Come abbiamo visto nel punto 7 anche non avere più la necessità di utilizzare l’olfatto per sopravvivere – seguire la preda, ritrovare la strada di casa, avvertire la presenza di un rivale ecc… –  ha creato nel nostro amico un più o meno profondo senso di vuoto; per questo motivo dovremmo attrezzarci per permettere al nostro amico di mettere in funzione questo strumento perfetto cimentandoci in qualche attività di ricerca. A parte i semplici giochi (nascondere oggetti ecc..).abbiamo anche qui un buon ventaglio di scelte che, ricordiamoci, hanno lo scopo non solo di condividere qualcosa assieme (come il punto 8) ma anche di appagare un bisogno del cane.

Il Tracking classico consiste nel tracciare una pista segnata dal proprio passaggio con l’eventuale inserimento di propri oggetti sulla stessa, che il cane ripercorrerà segnalando il ritrovamento dei nostri oggetti; è molto entusiasmante e abbastanza impegnativo soprattutto quando si alza il tiro inserendo difficoltà come traccia di estraneo, pista molto vecchia o incrocio di altri odori ma rappresenta per il cane una vera passione. La ricerca di oggetti di solito ha un approccio un po’ più semplice, partendo fondamentalmente dalla ricerca naturale dei propri giochi che vengono distribuiti man mano in uno spazio sempre più vasto e poi sostituiti con altri oggetti personali dedicati alla ricerca. In entrambi i casi, e in altri che possiamo improvvisare, il concetto è sempre il medesimo: ricreare nel cane la sensazione della sua indiscussa utilità in seno al branco grazie al suo insostituibile ruolo di abilità nello scovare qualcosa.

Giorno 10

È il giorno dei bilanci. Il Pet 10 vuole avere un effetto olistico sul cane e sul nostro rapporto con esso e per questo motivo dovremmo cercare di capire quali miglioramenti siamo riusciti a raggiungere nelle diverse sfere che compongono il nostro mondo.

  1. La serenità e l’equilibrio del cane. Ci sono dei comportamenti (irruenza, nervosismo, timore ecc..) che pensate possano aver giovato di questo primo assaggio di programma?
  2. Rapporto. Notiamo che è aumentata l’attenzione e/o il legame che il nostro pargolo ha con noi? Lo sentiamo più vicino o propositivo nei nostri confronti?
  3. Comprensione. Dopo queste esperienze insieme abbiamo qualche strumento in più per comprendere il nostro cane? Sentiamo di conoscerlo più a fondo?
  4. Noi stessi. Cane a parte, come ci sentiamo noi, personalmente, dopo questi dieci giorni? Siamo riusciti a sviluppare un atteggiamento migliore nei confronti del cane, di eventuali suoi problemi e nella comprensione del linguaggio? Ci sentiamo più concentrati, pazienti ed emotivamente carichi nel gustare il piacere di lavorare assieme?

A questo punto siamo pronti per ricominciare il nostro viaggio nell’esplorazione di questi dieci punti che diventeranno sempre di più parte della nostra vita col cane, soprattutto quando arriveremo a padroneggiarne il vero significato e quando saremo capaci di creare una suddivisione personalizzata che risponda più da vicino alle nostre esigenze e al nostro tempo a disposizione.

Ognuno a modo suo, alla fine, comprenderà quanto il piacere di un viaggio assieme sia spesso più interessante del raggiungere una meta.


* Michele Caricato, istruttore cinofilo e consulente comportamentale, ha girato il mondo per studiare, capire e soprattutto vivere il mondo dei cani. Confrontando e sperimentando metodi e tecniche diverse è arrivato alla conclusione che solo lo sviluppo di una grande sensibilità e passione può farci capire quali siano le reali esigenze dei nostri fantastici amici e che solo occupandoci di questi bisogni potremo avere un cane sereno, equilibrato ed obbediente, felice di fare parte della nostra famiglia e contento di comportarsi nella maniera più opportuna. Michele non ha dedicato solo il suo tempo ai cani ma soprattutto ha dato loro anche il proprio “spazio” permettendo a questi fantastici esseri di entrare completamente nella sua vita e rendendoli parte integrante di essa. Oggi è docente presso le più importanti scuole di formazione, scrittore e consulente comportamentale.

Questo servizio è uno stralcio, riassunto e tradotto, del libro in inglese Dog To The Power Of Ten, di Michele Caricato. https://www.amazon.it/Dog-Power-Ten-intuitive-training/dp/0620861681