Quando certi cani, insieme ai loro conduttori, appaiono tra la gente, dovrebbero essere accolti con una standing ovation, perchè sono eroi e hanno tanto da insegnarci quanto ad altruismo, abnegazione, umiltà e sacrificio. Se è vero che esiste un Paradiso dove i padroni incontrano i loro cani, quel Cancello sarà spalancato per tutti coloro che se lo meritano, a due o quattro zampe. Il cancelliere tedesco Otto von Bismarck disse: I nostri antenati tedeschi avevano una religione molto gentile. Credevano che, dopo la morte, si sarebbero incontrati nuovamente con tutti i buoni cani che erano stati i loro compagni nella vita. Vorrei poterlo credere anch’io.  E crediamo sia andata e vada veramente così.

Fra quelli che hanno raggiunto il Cancello c’è Falco, il Pastore Tedesco dei Vigili del Fuoco che intervenne all’albergo Rigopiano-Gran Sasso Resort, comune di Farindola, Abruzzo, distrutto da una slavina il 18 gennaio 2017. Le vittime furono 29. Falco, condotto da  Fabrizio Cataudella, con altre unità cinofile si trovava  in uno dei veicoli che seguivano la turbina – un automezzo che smuove e sposta la neve per permettere il passaggio degli altri veicoli – per arrivare fino all’albergo. Una volta giunti i cani percepirono subito la presenza di persone sepolte ma ancora vive. Fu così che, fra gli undici sopravvissuti, furono trovati anche tre bambini: Edoardo, Samuel e Ludovica. Quel grosso cane di 38 kg, e che da nove anni collaborava con il suo padrone, intervenendo anche dopo il terremoto ad Amatrice e a Norcia, purtroppo circa un anno fa si ammalò. Mielopatia degenerativa, che in poco tempo gli aveva paralizzato gli arti posteriori. Soffriva troppo, e così l’amico padrone ha deciso di sopprimerlo alla fine di febbraio, pochi giorni fa. Ora è sepolto nel giardino di casa,  insieme alla sua famiglia.

Falco e  Fabrizio.

Come dimenticare il Labrador Retriever di quattro anni, Dayko, che subito dopo il devastante terremoto di magnitudo 7.8 del 16 aprile del 2018 prestò servizio durante le operazioni di soccorso a Ibarra, in Ecuador? Diede prova di tutto il suo coraggio ed eroismo coadiuvando il lavoro dei Vigili del Fuoco e aiutando il recupero e salvataggio di sette persone rimaste imprigionate sotto le macerie. Il caldo e la fatica erano opprimenti, ma il cane continuò a cercare e scavare con tutte le sue energie, anche se le forze scemavano sempre più. E morì. L’autopsia di Dayko evidenziò che la morte era avvenuta per infarto miocardico e insufficienza respiratoria acuta provocati dall’immenso sforzo e da un colpo di calore.

La morte di Dayko.

Potremmo citare moltissimi cani eroi, ma sarebbero veramente troppi. Scarck era un Pastore Tedesco di 9 anni dei Vigili del Fuoco di Grosseto. Si muoveva in perfetta simbiosi con il gestore e amico Matteo Angeloni e spesso venivano chiamati a operare anche sul territorio nazionale. Scarck aveva mostrato fin da cucciolo una grande attitudine per questo tipo di lavoro ed era bravo soprattutto nel contribuire alla ricerca di persone, localizzandole sotto le macerie e spesso consentendone l’estrazione ancora in vita. Nei suoi quattro anni di servizio a Grosseto era stato impiegato su circa cinquanta interventi, anche molto difficili. Anche lui se n’è andato all’inizio di maggio 2018, lasciando un grande vuoto.

Scarck.

A gennaio 2018 a salire fino al Cancello citato all’inizio di questo articolo fu invece Blu, un Labrador Retriever di 12 anni dei vigili del fuoco di Cagliari. Apripista del Nucleo Cinofili dei Vigili del Fuoco in Sardegna, ottenne nel Centro addestramento di Volpiano, in provincia di Torino, il brevetto per la ricerca di persone su macerie e superficie. Nel 2008 fu impiegato nella ricerca delle persone scomparse nellalluvione di Capoterra, mentre l’anno dopo era tra le macerie del terremoto a L’Aquila. Nel territorio regionale era stato impiegato in più di cinquanta interventi, sempre al fianco del suo conduttore Franco Pinna. Purtroppo un tumore in pochissimi giorni se l’è portato via.

Blu.

Nel 2017 morì Camilla, Border Collie di otto anni e che da sei operava insieme al suo conduttore Nicola Ronga nei Vigili del Fuoco della Liguria. Camilla e Nicola erano intervenuti ad Arnasco, al Molo Giano, tra le macerie di Amatrice, durante le alluvioni di Genova, oltre che su centinaia di ricerche di persone scomparse nei boschi. Era la mascotte dei pompieri, amatissima da tutti. Insieme ad altre unità cinofile era impegnata nelle ricerche di una persona scomparsa a Bergeggi quando, mentre stava perlustrando una zona impervia, era scivolata prendendo una brutta botta al fianco. Camilla si è rialzata e non pareva avere troppi problemi, tanto che aveva continuato a lavorare fino a quando, stremata, qualche ora dopo era svenuta. Subito portata dal veterinario, si constatò che aveva una brutta lesione interna. Nonostante le trasfusioni di sangue grazie agli altri cani, purtroppo morì poco dopo.

Camilla.

Se, come Otto von Bismarck, crediamo che un giorno ci incontreremo con i nostri buoni cani, di razza o meticci, da lavoro o no, eroi o semplici amici fedeli, siamo persone ricche e fortunate. Perchè loro, i cani, probabilmente sono già convinti di questo: l’amicizia dura per tutta la vita, anche ultraterrena.