Dal 20 dicembre sulla piattaforma Disney + è visibile il film Togo (2019), diretto da Ericson Core, prodotto da Kim Zubick, scritto da Tom Flynn e interpretato da Willem Dafoe, Julianne Nicholson, Christopher Heyerdahl, Michael Gaston, Michael McElhatton, Jamie McShane, Michael Greyeyes, Thorbjørn Harr, Shaun Benson e Nikolai Nikolaeff. Disney + ha contenuti in streaming di film, serie televisive e altri contenuti d’intrattenimento, e dal 31 marzo 2020 sarà disponibile anche in Italia. Togo non uscirà nei cinema.

La trama del film inizia da prima della incredibile Grande corsa del siero del 1925, ossia il trasporto in Alaska a staffetta con venti diverse mute di cani (sia Siberian Huskies che Alaskan Malamute), in terribili condizioni climatiche e con un tragitto di circa 1085 km percorso in soli cinque giorni quando i corrieri postali ne impiegavano di norma ben venticinque.

Una slitta del servizio postale dell’Alaska.

Il trasporto consisteva in fiale contenenti una tossina contro la difterite – il tutto in una cassa di nove kg – giunto urgentemente in treno fino a Nenana e da lì in slitta fino a Nome, dove molti bambini e adulti si erano ammalati di difterite, di cui alcuni morirono prima dei soccorsi. Il maltempo non permetteva agli aerei di alzarsi in volo (il servizio era iniziato appena l’anno prima e comunque l’abitacolo era aperto e i motori raffreddati ad acqua) e gli iceberg alle navi di attraccare. E così si optò per l’unico mezzo utilizzabile e cioè le slitte trainate dai cani. Nella staffetta il percorso più pericoloso fu quello di Leonhard Seppala, che con la muta guidata da Togo, suo capomuta da ben sette anni nonché il più veloce della zona (e aveva già 12 anni…), coprì circa 130 km. Tuttavia a essere acclamato fu Balto, il capomuta dell’ultimo tratto e che naturalmente fu acclamato, ovviamente insieme al suo conduttore Gunnar Kaasen, come salvatore degli ammalati, che difatti guarirono.

C’è da dire che si passa da un eccesso all’altro: prima Balto fu indicato come un eroe canino mentre Togo fu quasi ignorato, oggi Togo viene acclamato e Balto viene indicato quasi come un perdente. La verità invece è che tutti i cani e tutti i conduttori furono eroi, nessuno meno degli altri, e se una sola muta non fosse giunta a destinazione durante la staffetta l’operazione sarebbe stata un fallimento e i bambini sarebbero morti. Togo, gli altri cani della muta e Seppala si contraddinstinsero per avere superato il percorso più pericoloso, certo, ma non è che gli altri fecero una vacanza…

Comunque Seppala non la prese bene e dichiarò: Erano diventati eroi mentre tranquillamente continuavano il loro cammino, completamente ignari di occupare i titoli sulla stampa. L’ultimo team portò il siero a Nome alle sei del 2 febbraio del ’25. Era gelato, come io avevo supposto, ma il medico responsabile a Washington ci disse di usarlo egualmente. Ci furono parecchi scandali legati alla corsa del siero e molte voci su persone che ne avrebbero fatto commercio. Ma la cosa che più mi disturbava era che il record di Togo fu assegnato a Balto, un cane poco valido, che fu portato alla ribalta e reso immortale. Era più di quanto potessi sopportare quando Balto, il cane della stampa, ricevette per la sua gloriosa impresa una statua che lo raffigurava con i colori di Togo e con l’affermazione che lui aveva portato Amundsen a Point Barrow e per una parte del percorso verso il polo, mentre non si era mai allontanato per più di duecento miglia a Nord di Nome! Avendogli attribuito i record di Togo, Balto si affermò come il più grande leader da corsa d’Alaska anche se non aveva mai fatto parte di un team vincente! Lo so perché io ero il padrone ed avevo cresciuto sia Balto che Togo. La corsa del siero fu l’ultima corsa a lunga distanza di Togo.

Il film Togo parte da quando, nel 1913, Seppala e sua moglie Costanza accolgono un cucciolo appena nato di Siberian Husky. Mentre Seppala insiste per sopprimerlo immediatamente in quanto più piccolo e debole dei suoi fratelli, Constance lo convince a tenerlo, anche se è un po’… ribelle. Dopo aver provato a sbarazzarsene per due volte, Seppala prova a farlo correre con gli altri cani scoprendo, con stupore, che è il più energico. Decide di chiamarlo Togo (in onore dell’ammiraglio giapponese Tōgō Heihachirō, famoso per la clamorosa vittoria contro la flotta russa nella battaglia di Tsushima del 1905), lo allena e vince delle gare famose come l’All Alaska Sweepstakes. Nel 1925 Seppala e Togo partecipano alla succitata staffetta di Nome per portare l’antitossina contro la difterite. Dopo altre vicissitudini Togo muore di vecchiaia.

Le location. Togo è stato girato in Alberta, Canada, in gran parte nelle Fortress Mountain – le Montagne Rocciose canadesi – e in altre zone della contea di Kananaskis, ossia a ovest di Calgary. Nella zona nel 1988 si sono tenute le Olimpiadi invernali. Tra l’altro furono la principale location del film Redivivo (The Revenant, 2015) diretto da Alejandro González Iñárritu e vincitore di tre Oscar, di cui uno come Migliore attore protagonista a Leonardo DiCaprio. Fu girato lì anche The War – Il pianeta delle scimmie (War for the Planet of the Apes, 2017), diretto da Matt Reeves.

Una scena del film Togo, nelle Fortress Mountain. (Credit: Disney)

Le scene nella città di Nome sono state girate altrove, ossia nel CL Western Town & Backlot (anche detto CL Ranch) a Bragg Creek, contea di Rocky View, a 29 km da Calgary. Questo set cinematografico è un grande e versatile studio cinematografico con edifici dal 1850 al 1930, la maggior parte anche arredati, con vista sulle montagne.

Lo scenografo John Blackie ha dichiarato: Nel film ci sono molti elementi visivi che mostrano le difficoltà e la severità della vita di quei tempi. Ci siamo concentrati sul tentativo di dare a ogni set una dimensione, consistenza e aspetto visivo diversi. Il set per la casa di Seppala si trovava tra le dolci colline sulla terra del ranch dell’Alberta, con le cime innevate delle Montagne Rocciose in lontananza. La famiglia Seppala era molto riservata e viveva con i loro mezzi per i loro bisogni. Leonhard era una persona molto esigente. Le sue slitte erano famose in tutta la comunità per essere ben costruite. Pertanto nel film l’interno della loro casa – come effettivamente avvenne nella realtà – cambia nel corso della storia da semplice e minimale nel 1913 a più comoda nel 1925, visto che Seppala aveva vinto diverse gare di slitte trainate da cani e le loro condizioni economiche erano migliorate.

Julianne Nicholson, che nel film interpreta Costance, la moglie di Seppala, a tal proposito ha dichiarato: È stato molto speciale per me trovarmi sul set della casa dei Seppala. Mi ha ricordato, dopo così tanto tempo, di quando avevo 7-11 anni e vivevo nel Massachusetts occidentale in una capanna nel bosco senza elettricità o acqua corrente. C’è una carriola che Constance usa, esattamente uguale alla stessa carriola che usavo per trasportare la legna da un capannone a casa mia. Stare da solo in inverno e non vedere i tuoi vicini mi ricordava molto della mia infanzia e di quanto fosse speciale, ma all’epoca non lo sapevo davvero.

Per i set della città di Nome furono realizzate facciate temporanee per coprire gli edifici più moderni e costruite due repliche complete di autentici monumenti di Nome, ossia la Chiesa di St. Joseph e lo storico bar per lavoratori. Front Street, la strada principale di Nome, fu invece successivamente ampliata dal dipartimento degli effetti visivi per creare la vista sul Mare di Bering  (visto che, a differenza di Nome che è sulla costa, a Calgary il mare non c’è, essendo nell’entroterra canadese). La produzione del film, basandosi su disegni autentici e fotografie dell’epoca, ricostruì delle stazioni di posta chiamate roadhouse e utilizzate durante la famosa impresa del siero di Nome, ognuna rappresentante nel dettaglio l’etnia di chi li abitava, fossero eschimesi o indiani athabaska.

Le riprese. I paesaggi ghiacciati sono stati girati su pendii montani remoti nelle Montagne Rocciose canadesi, ad altitudini che vanno dai 1200 ai 2500 metri. Il clima si è rivelato essere la principale sfida della produzione, con zone che non avevano neve quando era necessario o ne avevano troppa quando non lo era. Dice il produttore Kim Zubick: Quando abbiamo fatto i sopralluoghi, a maggio 2018, c’era neve almeno fino alle mie ginocchia sui sentieri, mentre fuori da questi arrivava al collo. Il 3 ottobre, quando dovevamo girare le scene dell’autunno, l’Alberta sud-occidentale è stato colpito dalle nevicate più intense in un giorno di ottobre degli ultimi 104 anni! Non sapevamo cosa sarebbe successo il giorno dopo. Quando dovevamo girare le scene estive, è diventato inverno. Quando stavamo cercando di girare l’inverno, è diventata estate. È stato un anno imprevedibile. In diverse occasioni la produzione ha dovuto fare rilievi in elicottero in montagna, alla ricerca di nuovi luoghi, con o senza neve. 

All’inizio di ottobre, il set di Nome, che è stato costruito nel CL Ranch a Bragg Creek, ai piedi delle Montagne Rocciose, era coperto di neve. All’inizio di dicembre e all’inizio di gennaio, quando la produzione doveva filmare scene invernali lì, non ce n’era e la neve doveva essere trasportata in camion dalle montagne. Se la temperatura era abbastanza fredda, una squadra degli effetti speciali lavorava tutta la notte, facendo nevicare come fosse vero, ci voleva una notevole forma fisica e resistenza per lavorare in alcune località remote. A volte giravano su ripidi pendii ad alta quota nell’aria povera di ossigeno, o camminavano attraverso enormi laghi ghiacciati, nella neve profonda, o camminavano per 45 minuti fino a un luogo, e poi ne discendevano, con l’aiuto di piccozze e ramponi, a 500 metri dal fondo di un canalone ghiacciato, dove erano state posizionate col l’elicottero le attrezzature. Le condizioni erano spesso difficili: ogni giornata di lavoro iniziava nell’oscurità. I giorni invernali sono molto brevi, quindi i cineasti hanno avuto bisogno di ogni giorno di luce solare. Ci sono state occasioni in cui le riprese sono state interrotte da una bufera di neve, o dal vento di 180 km/h che ha abbattuto le impalcature e fatto volare con tutto il loro contenuto le tende forniteci dall’esercito. Una volta le riprese sono state interrotte per tre giorni perché le temperature diurne sono scese a oltre -30°C.

L’equipaggio si è addestrato contro le valanghe e un ingegnere del ghiaccio ha testato quotidianamente la profondità e la forza del ghiaccio sui laghi in cui sono state fatte le riprese.  Era essenziale che tutti fossero ben equipaggiati contro il freddo, con molti strati di indumenti e protezione per il viso contro il congelamento, integrati da grandi quantità di scaldamani e scaldapiedi. L’attrice Julianne Nicholson racconta: Faceva molto freddo, ma ciò ha aggiunto un senso di autenticità alla narrazione. Lo stesso dice l’attore protagonista Dafoe: Il film è stato fatto tutto sul campo, c’è poco di post produzione. E questo ti tiene in contatto con la storia vera che devi interpretare. Ti vengono dette cose molto importanti da imparare e compiti molto duri da svolgere. Ciò ti impedisce di fare qualcosa di solo immaginato, lo affronti veramente. La natura ti dice come realizzare il film, nel bene e nel male, è elettrizzante, perché non puoi controllare completamente le cose.  È una cosa viva, perché siamo qui in natura e ogni giorno è diverso. Mi piace molto.

I cani. La maggior parte dei cani del film provengono dal canile del The Snowy Owl Sled Dog Tours Inc. con sede a Canmore, Alberta, Canada. In pratica nella contea di Kananaskis, ossia a ovest di Calgary, zona in cui è stato girato il film. Il cane “protagonista” nella parte di Togo è Diesel,  sostituito in alcune scene da Hugo e Mackey, anche loro Siberian Huskies. Nessuno di questi cani era mai stato utilizzato per il cinema. Come per tutti i film nordamericani, sul set era sempre presente un rappresentante della American Humane Association, che controlla e certifica che nessun animale utilizzato sia stato maltrattato. Questi rappresentanti erano Chris Obonsawin e Tim Rogers. Sul set erano anche presenti Jereme Arsenault e Carlin Kimble, dello Snowy Owl Sled Dog Tours. I coordinatori delle riprese con animali erano Thomas Gundenson e Mathilde Decagny. Gli handler dei cani erano David Sousa, Brian Turi, Doree Sitterly, Lorie Boyle, Candace Villett, Bobby Scott Schweitzer, Cristie Miele, Julie Schultz e Florence Krisko.

Dice il produttore Kim Zubick: Ai cani presenti nel film è stato chiesto solo di fare ciò che è naturale per loro. È stata una tale gioia catturare l’innata giocosità e curiosità dei cuccioli. E i cani adulti erano così ansiosi di fare le loro cose. È stato facile vedere ciò che Seppala ha visto in questi cani e apprezzare la profondità del legame speciale che ha stretto con il Togo. Togo era un Siberian Husky di colore agouti e nella ricerca di un cane per interpretarlo, la produzione ebbe uno straordinario colpo di fortuna. Non solo ha trovato un cane con addestramento da slitta, il che significa che sarebbe stato in grado di fare i primi piani, ma è anche un discendente diretto di Togo, con i documenti che lo attestano. Si chiama Diesel ed aveva 5 anni durante la produzione. A lui si unirono altri due Siberian Huskies come sostituti. Parecchi cuccioli di incredibile talento hanno interpretato il giovane Togo.

Uno dei cuccioli del film nel ruolo del giovane Togo. (Credit: Disney)

Racconta l’attore protagonista Dafoe: I cani da slitta con cui abbiamo lavorato sono fantastici, molto atletici e il loro entusiasmo per la corsa è semplicemente incredibile. Quando li attacchi a una slitta la loro energia è incredibile, vogliono solo andare, andare, andare. È chiaramente ciò che amano fare e vedere la relazione tra loro e le persone che se ne prendono è notevole. Ovviamente, ho dovuto imparare come trattare con i cani, attaccarli alla slitta, dirigerli, sapere a cosa rispondono e quando hanno bisogno di acqua o cibo, ho dovuto conoscere la loro temperatura corporea, quando stanno bene e quando hanno bisogno di riposare. Ho avuto molti insegnanti e mi hanno aiutato a farlo. Certo, mi sono schiantato molte volte, perché il terreno era molto difficile e allora la slitta si ribaltava. Devi imparare a bilanciare e come fermarli. Inizi a entrare nella loro testa e a capire quali sono i loro temperamenti. L’unica cosa su cui i miei istruttori hanno insistito è stata che qualunque cosa si faccia, mai lasciare andare la slitta. Era come qualcosa di Ben Hur. Non sono diventato un campione musher, ma ho imparato qualcosa sui cani e mi ha aiutato ad entrare nel personaggio di Seppala.

Due eccezionali esemplari di Siberian Husky dell’allevamento italiano Baikal White.

Ha spiegato Jereme Arsenault, dello Snowy Owl Sled Dog Tours: Poiché conosciamo i nostri cani meglio di chiunque altro, siamo stati in grado di dare a Dafoe suggerimenti e consigli, e lui era ansioso di apparire naturale nel ruolo. Siamo stati fortunati con lui come attore, in termini di capacità di seguire le istruzioni e i nostri consigli senza alcuna esitazione. È stato molto veloce a capire e poi applicarlo. Capì che ai cani non importava chi fosse o cosa avesse fatto nella sua carriera e che fondamentalmente doveva ricominciare da zero per costruire una relazione con loro, e solo a quel punto lo avrebbero preso sul serio. Ero lì se qualcosa fosse andata storta, o se aveva bisogno di aiuto o consigli, ma una volta che mi sono allontanata era tutto per lui: quando vedi Willem Dafoe guidare una squadra di cani, sta guidando una squadra di cani. Sebbene fosse disponibile un musher esperto quando era necessario filmare la slitta da lontano, lui si dedicava all’apprendimento del mestiere. Le azioni reali del mushing sono abbastanza semplici, implica molta attenzione, perché non esiste mai una strada pulita. A volte mescoli i cani “attore” con i cani da slitta abituati e a volte non sono bravi a tirare e devono imparare a lavorare insieme. Devi sempre mantenere un po’ di tensione sulla linea dei cani in modo che non si aggroviglino le imbracature. Ci sono molte sfide.

Willem Dafoe e Diesel nel film. (Credit: Disney)

I costumi. Per la costumista Wendy Partridge, Togo ha fornito una delle esperienze più insolite, stimolanti e soddisfacenti della sua carriera, mentre progettava e ricreava l’abbigliamento dell’Alaska dal 1913 al 1925, il tutto senza l’uso di vera pelliccia. Dato che il film parla di persone reali, è stata fatta prima una ricerca fotografica e documentale approfondita, oltre a studi sul campo. La Partridge ha riferito: Ho fatto un viaggio di ricerca in Alaska, che è stato incredibilmente prezioso in quanto mi ha mostrato dettagli che non erano disponibili dalle immagini. Ho potuto davvero toccare, vedere e comprendere l’arte dei nativi dell’Alaska. C’è un museo dello Smithsonian ad Anchorage con una spettacolare mostra di manufatti degli anni precedenti. È una grande rappresentazione di quanta arte ci fosse nella cultura dei tempi passati e di come sopravvissero in alcune delle condizioni più crudeli conosciute dall’uomo e di come nulla fosse dato per scontato. Hanno usato ogni singolo elemento di ogni singolo animale. Avevano una soluzione per ogni tipo di clima, per loro tutto riguardava la sopravvivenza. Se i guanti non erano stati realizzati correttamente, il congelamento era sicuro.

Il parka (il giubbone) era parte integrante della vita degli alaskani, creato in modo tale che chi lo indossava, durante in una tempesta di neve, avrebbe protetto le braccia all’interno del parka, che era appositamente abbastanza largo. Si usano anche oggi, ma hanno la cerniera. I  mukluk (gli stivali di pelle) erano imbottiti e isolati con un tipo speciale di alga marina. La squadra di sarte e tintori ha creato quattro parka per Seppala (Willem Dafoe). Il primo era quello in finta pelle di alce per le scene durante l’impresa di Nome della corsa col siero, gli altri erano di finto castoro, foca e scoiattolo. Il parka di Constance Seppala (interpretata da Julianne Nicholson) era di finto coniglio artico, quello del sindaco George Maynard (interpretato da Christopher Heyerdahl) era di finto bisonte. In tutto, il reparto costumi ha creato duecento parka in pelliccia sintetica (comunque pesanti 5-7 kg ognuno) e tutti presentavano trame e colorazioni autentiche. Poiché la pelliccia finta per i parka non aveva molta qualità termica (il vento vi penetrava) erano tutti rivestiti con GORE-TEX.

Il regista del film. Ericson Core ha dichiarato: È una bella storia. Conoscevo la corsa del siero del 1925, così come molte persone conoscono Balto e la sua corsa eroica. Mentre Balto merita il dovuto credito per essere uno dei cani guida dell’ultima squadra che ha portato il siero a Nome, Togo affrontò la stragrande maggioranza della corsa. Quel che si vede nel film appare incredibile, ma Seppala e Togo lo fecero realmente, non è fantasia, e ancora oggi se si chiede a qualcuno che conosce davvero i cani di citare il più grande cane da slitta mai esistito, le parole saranno appena uscite dalla bocca e subito ti risponderanno, Togo! Ericson Core, regista nonché direttore della fotografia del film (oltre che grande appassionato di cani, amante dell’ambiente e alpinista), voleva creare immagini stratificate ed espressioniste che avrebbero dato al pubblico uno sguardo completamente intimo ed emotivo della vita all’interno della storia. Nell’era dell’informatica avanzata, il pubblico è cresciuto aspettandosi che magnifici paesaggi o azioni complesse vengano  generate dal computer o potenziati dal computer, ma in Togo questo non è stato fatto, a eccezione di tutti i momenti che avrebbero potuto mettere i cani in pericolo o a disagio. Quasi tutti i luoghi mozzafiato e quasi tutta l’azione erano del tutto reali. Il contributo del team degli effetti visivi ha comportato solo la creazione di condizioni meteorologiche coerenti durante il viaggio, come la correzione del colore del cielo e la rimozione delle ombre create dal sole.

Il regista Ericson Core. (Credit: Jason Stang / CBC)

Il protagonista del film. Ha dichiarato il produttore Kim Zubick: Siamo stati incredibilmente fortunati a unire le forze con Willem Dafoe, un attore straordinario che si immedesima perfettamente in ogni personaggio. Un ulteriore vantaggio di Willem è che assomiglia molto a Seppala! Dafoe in effetti ha detto: Questo film ha molti elementi che sono attraenti per me. È una grande avventura. Stavo per imparare una nuova abilità – lo slittino –, qualcosa che non avevo mai fatto prima. Il film ha una bellissima sceneggiatura e un regista molto appassionato, sono rimasto molto colpito dal suo grande amore per i cani, dalla sua esperienza di tiro in molti ambienti difficili e da quanto profondamente si sentiva nella storia. https://www.youtube.com/watch?v=QsRi4VaJKlk

Una curiosità: il 64nne William James “Willem” Dafoe – interprete di moltissimi film, tra cui Platoon (1985), il film sulla guerra del Vietnam di Oliver Stone – , non solo ha la cittadinanza sia americana che italiana, ma pure la moglie italiana, esattamente di Pescara e pure lei con  cittadinanza sia americana che italiana. L’attrice, regista e sceneggiatrice Giada Colagrande incontrò Dafoe nel 2004 a Roma alla premiere di un film. Si sposarono l’anno dopo. Nel 2010 Dafoe raccontò: Stavamo pranzando e io dissi: Vuoi sposarmi domani? Lo facemmo il pomeriggio seguente in una piccola cerimonia con due amici come testimoni. Dafoe è vegetariano e non mangia carne perché ritiene che gli allevamenti di animali sono una delle principali cause della distruzione del pianeta. Pratica ashtanga yoga ogni giorno.

Willem Dafoe e la moglie Giada Colagrande.