Indomito, è ancora vivo Yuki, il gigantesco wolfdog – ossia un ibrido tra cane e lupo – che nel 2019 fu dichiarato malato terminale a causa della leucemia.

Nel 2008 Yuki aveva 8 mesi, quando fu abbandonato dal proprietario il quale l’aveva acquistato da un allevatore della Carolina del Nord. Si scoprì poi che il proprietario non solo aveva scoperto di avere gravissimi problemi di salute, ma che aveva anche constatato che quell’animale già da cucciolone era molto più grande di quanto si aspettasse che crescesse e che non poteva gestirlo. Finì in un canile della Contea di Broward, sobborgo di Miami, Florida.

Le autorità constatarono che si trattava di un wolfdog e pertanto che sarebbe stato soppresso. Tuttavia, il giorno dopo l’arrivo dell’esemplare contattarono lo Shy Wolf Sanctuary, inviandogli anche alcune foto dell’animale. Nancy Smith e un’amica, Deanna Deppen, si recarono allora fino a lì. Nancy già dal 1987 faceva volontariato in un santuario per animali esotici a Charlotte e aveva imparato semplicemente cosa fare e cosa non fare con certe specie animali. Creò poi un centro di ricovero per animali esotici e non, ma fino al 1994 non ospitò lupi. I primi arrivarono in affidamento dalla Game and Fish Commission, che li aveva sequestrati a uno zoo. Quando le due donne si trovarono davanti al wolfdog constatarono tre cose: aveva un’altissima percentuale di lupo, era molto grande ed era socievole verso di loro.

Lo caricarono in automobile e lo portarono al loro Centro, dove fu messo in isolamento in un recinto  per i vari test medici ai quali sarebbe seguita la sterilizzazione. Yuki, così era stato chiamato (Yuki in giapponese significa neve, cosa di sicuro non frequente in Florida…), era talmente socievole, addirittura con una personalità estroversa, che Nancy e Deanna pensarono che potesse diventare una sorta di ambasciatore dello Shy Wolf Sanctuary, un testimonial “addetto alle pubbliche relazioni”. Purtroppo questa socievolezza calò molto quando Yuki si fece male alla zampa posteriore destra in un recinto. Portato in una clinica veterinaria, ci vollero ben quattro interventi chirurgici per guarirlo, perché l’animale non collaborava di certo, strappandosi qualsiasi oggetto gli venisse posto alla testa per evitare che si togliesse i punti dalle ferite. Non solo, nel recinto divenne molto aggressivo, cosa decisamente preoccupante essendo gigantesco e praticamente un lupo.

Secondo lo Shy Wolf Sanctuary l’analisi del suo DNA ha dimostrato che è all’87,5% lupo grigio, con solo l’8,6% di Siberian Husky e il 3,9% di Pastore Tedesco. Chi pensa che un simile esemplare abbia la classica “fame d lupo” sbaglia: ogni giorno, ma solo per quattro giorni alla settimana, viene alimentato con tre quarti di pollo, una manciata di carne di manzo e una o due costate di maiale.

Tuttavia Nancy e Deanna, e poi nel corso degli anni altre addette a Yuki, scoprirono che questo wolfdog aveva fiducia in loro e si era affezionato. Yuki viene soprannominato “Woowoo” perché quando vede una delle sue volontarie prescelte emette questo suono invitandola a passare del tempo con lui. Insomma, gli uomini non sono tollerati, ma le donne sì (nel Centro le chiamano scherzosamente le donne dell’harem di Yuki), purché sappiano bene che non gli piacciono le imposizioni o l’essere controllato e che l’accettazione può terminare improvvisamente, con la conseguenza che da quel momento l’accesso al recinto non solo non è affatto prudente, ma è pericoloso. Yuki subisce solo da Bella, un similare esemplare che sta nel recinto con lui e che a dire delle addette è il vero boss della situazione, arrivando a sottrargli il cibo impunemente.

Yuki e  Brittany Allen, una delle addette.

Deanna Deppen, direttore esecutivo del Centro, spiega: “Nel corso degli anni ci siamo trovati in alcune situazioni difficili. In generale, si trattava di errori umani e tutti sono diventati esperienze di apprendimento. Le nostre procedure e regole di sicurezza sono in costante evoluzione, mentre ogni animale ci insegna qualcosa di nuovo. Sono tutti unici. I cani si sono evoluti dai lupi, quindi tutti i comportamenti possono essere visti in ognuno di essi. I lupi tendono ad essere più diffidenti e impiegano più tempo a formare un legame di fiducia rispetto ai cani. Un ibrido può esibire uno qualsiasi dei comportamenti possibili a seconda di dove sono nati e della loro personalità. Abbiamo visto cani totalmente selvaggi etichettati come lupi, e lupi che camminavano al guinzaglio e salutavano gli estranei. La norma, tuttavia, sarebbe che i lupi siano timidi mentre i cani generalmente vogliono salutare le persone più prontamente. Cerchiamo di non parlare mai degli animali usando gli assoluti, perché c’è sempre qualche esemplare, che è un individuo, che ti dimostrerà che ti sbagli. Ma i wolfdog sono animali estremamente difficili da gestire, e mentre qualche proprietario ha avuto successo, il 99% delle persone prima o poi non sarà in grado di gestirli”

Lo Shy Wolf Sanctuary, che non ha scopo di lucro, ospita permanentemente – perché nessun esemplare viene riabilitato e tutti vengono sterilizzati – 60-70 animali di varie specie, come lupi puri, ibridi, coyote, dingo, volpi, tartarughe, procioni, gatti domestici, gatti selvatico e un puma, tutti provenienti da sequestri governativi. Vi operano gratuitamente – devono sobbarcarsi tutto, viaggio, pasti e alloggio – circa 100 volontari, di cui molti studenti, con una media di 12 volontari al giorno con orario 7-13.

Yuki è molto grande e quelli che pensano che le foto siano modificate con Photoshop quando lo vedono da vicino, al di là del recinto, rimangono increduli. Tuttavia molto fa la prospettiva e la persona che gli sta vicino. Per esempio, Brittany Allen, che è alta 160 cm, dice che in realtà Yuki non è gigantesco come sembra in tante fotografie.

Inoltre Brittany spiega: “Sono sicuramente creature che richiedono rispetto, e qui cerchiamo di dargli la possibilità di una vita dignitosa, quando altrimenti sarebbero eutanizzati. Trattare con gli ibridi è difficile, a mio parere, perché da cuccioli non puoi sapere quanto esattamente avranno del comportamento del lupo o del cane. Yuki non è necessariamente più sociale dei lupi puri. Abbiamo puri lupi che scapperanno quando vedranno nuove persone perché sono generalmente animali timidi e curiosi. Yuki invece correrà dritto verso una persona mai vista e se non gli piace diverrà aggressivo nei suoi confronti. Con i lupi puri, una volta che ti conoscono e si sentono a proprio agio con te, possono essere affettuosi e amorevoli. Ma saranno sempre lupi, non puoi metterti in mezzo tra loro e il cibo, e devi rispettare i loro spazi. Ibridi e lupi sono entrambi socievoli con le persone che accettano nel loro spazio, ma sono anche molto selettivi. Questo vale anche per altri cospecifici. La maggior parte dei lupi rifugge dalle persone, ma con gli ibridi ognuno è un caso a sé, sono una miscela di tratti, che si traduce in modelli di comportamento meno prevedibili rispetto al lupo o al cane. Quindi con l’adozione di queste esemplari ci si cimenta in sfide di cui spesso non si è  consapevoli”.
Nel 2019 a Yuki fu diagnosticata la leucemia, in fase terminale. “Abbiamo già affrontato questa malattia – ha spiegato  Jeremy Albrecht – ma non sappiamo veramente quanto tempo abbia ancora da vivere. Yuki la sta combattendo ed è perseverante, non ha sintomi evidenti. Quando li avrà e la qualità della sua vita peggiorerà, prenderemo le giuste decisioni per lui. Dire addio a uno dei nostri animali è sempre difficile per il nostro personale e i volontari, e per Yuki non sarà diverso. Ma è importante ricordare che mentre molti di questi animali hanno origini difficili, le loro storie hanno sempre un lieto fine quando arrivano al Shy Wolf Sanctuary. E quando il loro tempo con noi è finito, l’ultima cosa che fanno è fare spazio per il nostro prossimo salvataggio a lieto fine”.

Negli Usa molti stati vietano i wolfdog, così come molti comuni, poiché richiedono più risorse e rappresentano un pericolo maggiore rispetto a un normale cane. “Devi averne sempre cura, un’attenta cura, è come avere un bambino per un decennio. Ma un bambino con mascelle abbastanza forti da mandare in frantumi il femore di un alce”, ha dichiarato Steve Wastell della Apex Protection Project, un gruppo di salvataggio di questi esemplari con sede nel sud della California. Tuttavia i wolfdog hanno un seguito tra i proprietari di animali domestici. Circa 250.000 di loro vivono come animali domestici negli Stati Uniti.

Molti appassionati vi sono anche in Italia, dove però esistono razze similari attentamente selezionate e allevate. O almeno, lo fanno quasi tutti gli allevatori. Tuttavia da un po’ sono arrivati in Italia anche i wolfdog americani, fatti passare dalle frontiere alla chetichella, spesso privi di una selezione seria e detenuti con nessuna esperienza da molte persone, di cui alcuni quando non riescono più a gestirli li eliminano o se ne sbarazzano liberandoli in natura. Come quel grande esemplare catturato tempo fa sull’Appennino tosco-emiliano e che l’analisi del DNA stabilì appunto la presenza di un’alta percentuale di vero lupo nord americano, della sottospecie cosiddetta del Mackenzie.