I creatori di questa razza volevano un cane polivalente ed estremamente aggressivo durante la caccia, e lo ottennero: pelo duro o liscio, una decina di kg i maschi, grande olfatto e quindi buon cane da pista e da sangue, ottimo nello stanare volpi e tassi ma anche a scovare uccelli e lepri, morso potente, eccellente in piccole mute, valido come cane da riporto di piccola selvaggina di terra o d’acqua, di piccole dimensioni e quindi  più sfuggente di un cane grande, affidabile e affettuoso col padrone e di un’aggressività e coraggio durante la caccia addirittura fantascientifici. Molte di queste qualità sono tipiche dei terrier inglesi, da cui infatti il Jagdterrier discende, con qualche immissione di altre razze similari tedesche.

L’allevatore Rocco Giardina con uno dei suoi Deutscher Jagdterrier, campioni di lavoro.

Il Jagdterrier però non è diverse cose (come invece forse credono in molti): non è invulnerabile, visto che la sua pelle, carne, ossa e organi sono fatti come quelli di qualsiasi cane. Pertanto può essere ferito gravemente o ammazzato; non è insensibile al dolore, semmai lo sopporta, ma i danni fisici li subisce lo stesso; non è un essere umano, nel senso che è talmente temerario ma pure ingenuo da fare cose che il padrone invece mai farebbe; e non è stato esentato per legge o convenzione da spese per cure veterinarie, per cui spesso il Jagdterrier fa la gioia di questi professionisti. Tutte cose che i proprietari di questa razza farebbero bene a ricordarsi. E dal momento che il Jagdterrier è un vero cane da caccia, chi lo ha di norma è appunto un cacciatore e queste cose quindi le dovrebbe ben sapere.

Ci spiega Marco Benecchi, autore di articoli venatori, cacciatore in Italia e nel mondo e proprietario di Setter Inglesi nonché di tre Jagdterrier: “Vi è mai capitato di vedere in azione un Jagdterrier? Intendo assistere a un attacco da parte di un cane di piccola taglia con delle gambe corte e tozze che pesa meno di dieci chili, contro un selvatico della mole di un capriolo adulto, di un daino palancone o di un cinghiale di un quintale! Non ha nessun problema neppure ad attaccare cavalli e tori, ma questo è un altro discorso. Si stenta a credere che in un essere di quelle dimensioni possa racchiudersi così tanta tenacia, coraggio e disumana aggressività.

Niente da fare, sono cattivi, e dire che i miei sono di selezione italiana. L’altro giorno uno ha litigato con una Setter e nel dividerli a momenti ci rimetto una mano. Quando vedo i filmati in cui sono in gruppo non riesco a capire come mai non si sbranino tra loro. La mia idea è che siano esemplari al massimo di tre anni, è dopo quell’età che cambiano e possono nascere i problemi seri. Nella maggioranza dei casi ci si trova con animali dominanti che hanno problemi a socializzare anche con altri cani della stessa razza e di sesso diverso. Un Jagdterrier non ha compagni, soltanto nemici. E’ molto raro vedere in un canile degli Jagd in coppia o in gruppi più numerosi. Farli vivere insieme sarebbe un grosso rischio. I proprietari di una coppia o di più Jagd un brutto mattino possono ritrovarsi con un solo cane nel recinto perché gli altri si sono sbranati tra di loro.

Purtroppo l’eccessiva aggressività e l’incrollabile determinazione che hanno questi cani, abbinati al fatto che percepiscono pochissimo il dolore e che non conoscono cosa sia la paura, li portano a sottovalutare le reali forze dei loro avversari selvatici. In uno scontro diretto con un cinghiale il Jagdterrier fa bene fino ad animali di taglia media, ma quando si trova ad affrontare grossi verri dotati di micidiali e affilate difese o scorbutiche scrofe (peggio se con i piccoli) è seriamente in pericolo. E’ proprio il caso di dire che nel Jagdterrier il suo principale pregio è anche il suo peggior difetto. Purtroppo è pressoché impossibile che un buon Jagdterrier non sia stato almeno una volta sotto i ferri del veterinario, e questo è uno dei motivi che ne hanno limitato drasticamente la diffusione, vuoi perché a nessuno fa piacere vedere il proprio cane con il ventre e il torace squartato, vuoi perché le spese veterinarie sono sempre piuttosto salate. Un collega appassionatissimo di Jagdterrier infine non li tenne più, a malincuore, perché erano più le volte che stavano in casa o alla clinica veterinaria in convalescenza che  quelle che li portava a caccia!

Comunque, con un po’ di fatica, è possibile trovare dei soggetti molto equilibrati con un bagaglio di qualità venatorie al di fuori del comune. Il Jagdterrier adeguatamente addestrato può svolgere egregiamente tutte le discipline, dalla caccia in tana alla volpe, al riporto dall’acqua degli acquatici, dal recupero su traccia di sangue, alla caccia alla lepre e la girata al cinghiale. Esistono ottimi allevamenti che hanno selezionato soggetti adatti alla riproduzione e testati per naso, voce, voglia di tracciare, sicurezza e condotta.

Sono previste delle prove di lavoro specifiche e ben precise alle quali tutti i soggetti devono partecipare per essere dichiarati adatti alla riproduzione. L’accoppiamento tra i migliori soggetti europei più equilibrati e che abbiano tutti i requisiti richiesti dallo standard di razza, ha notevolmente migliorato le qualità già superlative di questo piccolo-grande cane. Una tale selezione mantiene quei valori che sono la prerogativa di questa razza, per un suo utilizzo sia sopra sia sotto terra. In Italia il Jagdterrier viene usato sia per il lavoro sotto terra sia per la caccia al cinghiale, ma anche per la caccia alla lepre e come cane limiere per ogni specie di ungulato. Non ci stancheremo mai di dire che il Deutscher Jagdterrier è un cane da caccia molto intelligente, adatto sia per chi caccia in montagna, sia per chi la pratica nei boschi o in pianura”.

In Italia questa razza può essere usata per cacciare solo poche specie, perché la gran parte di quelle eventualmente rientranti un tempo nelle prede cacciabili sono ora rigorosamente protette: tasso, lontra, istrice, gatto selvatico e così via. Di fatto questa razza da noi, relativamente alle specie che hanno i mezzi per difendersi attivamente, ha come antagonisti la volpe e il cinghiale. La volpe, anche in tana, viene solitamente sopraffatta (ha la metà della forza delle mascelle del Jagdterrier, che arriva anche a 90 kg di pressione) – ma per difendersi azzanna anche lei, ovviamente –, tuttavia non è infrequente che la volpe coabiti, in diverse “stanze” sotterranee, con il tasso, pesante anche il doppio del cane, con denti e artigli affilati, una pelle durissima e una furia combattiva non inferiore a quella del cane. Il tasso è specie protetta ma ovviamente il cane non lo sa. Ci sono casi in cui il  Jagdterrier riesce comunque a trascinarlo fuori, ma riportando spesso terribili ferite o finendo ammazzato.

Non c’è stata caccia, ma questo Jagdterrier è comunque felice di avere faticato (foto Daniele Comiotto, Club Italiano Deutscher Jagdterrier).

Con il cinghiale è tutta un’altra storia. Il Jagdterrier lo attacca, di solito in coppia o in piccole mute, e non può pretendere di ucciderlo e neppure di ferirlo seriamente, ma non è quello il suo compito. Deve solo snidarlo, disorientarlo e aggredirlo in modo che l’animale si attardi nella fuga, venendo così raggiunto e abbattuto dal cacciatore. Oppure che vada verso il punto in cui è appostato il cacciatore. Tali cani dimostrano in queste fasi una sorta di pazza aggressività, impressionante, ma sono favoriti (oltre che dai corsetti di protezione antizanna – quando ci sono, ma dovrebbero essere usati di più anche se limitano in parte la mobilità del cane) proprio dal loro numero e dall’agilità.

Deutscher Jagdterrier con corsetto protettivo C&C Hunting.

E soprattutto sono avvantaggiati dal loro ridotto peso: un colpo di zanna ha meno effetti su un cane leggero, che viene scaraventato lontano facilmente, rispetto a un cane più pesante che oppone più resistenza al colpo e viene quindi perforato gravemente più spesso. Le femmine di cinghiale invece mordono, come fanno i cani.

Deutscher Jagdterrier e cinghiale in lotta.

All’estero il Jagdterrier si è fatto conoscere molto, e in particolare negli Stati Uniti dagli anni ’50 e in Unione Sovietica dagli anni ’70, dove ha antagonisti ben più numerosi visto che non poche specie protette in aree d’Europa lì sono invece cacciabili, per esempio l’orso, lince, alce, ghiottone, tasso. Negli Usa si aggiungono anche la lince bobcat, martora fisher, procione, maiale inselvatichito e puma. Con i lupi e anche i coyote, che stanno in branco o in nuclei familiari, questi cani non possono essere utilizzati – se si ha un po’ di sale in zucca –  perché appena si allontanano dai cacciatori vengono uccisi.

L’orso, un terribile e possente avversario che i cani possono solo infastidire.

A proposito di “sale in zucca”, in certe zone (Italia centro-meridionale inclusa) alcuni usano gli Jagdterrier, e pure i più piccoli ma sempre grintosi Pattterdale Terrier, per cacciare prede assurde, come l’istrice che tra l’altro è specie protetta. Non esiste una razza di cane specializzata per l’istrice e pure in Italia quando si usavano i Cani Corsi, erano casi rari ed esemplari abituati ad azzannarli solo alla testa. Col temperamento del Jagdterrier si avrebbero invece solo cani orribilmente, e spesso mortalmente, feriti. Ma in tali casi ai loro padroni – irrimediabilmente idioti – ciò non importerebbe, aumentandogli semmai l’ego “da prestazione cinofila”. Ma non a spese loro, bensì dei poveri cani. Questi signori spesso cercano alcune linee di Jagdterrier allevate nei Paesi dell’Est, Russia inclusa, feroci oltre ogni dire, mordaci pure per i figli dei proprietari, fuori di testa.

Basti pensare che in Italia, e in Europa, le severe e serie prove di lavoro sono obbligatorie per gli Jagdterrier, e se non vengono superate l’esemplare viene squalificato e non lo si fa accoppiare. Sì, ma nelle prove, per esempio la volpe in tana artificiale, il selvatico è protetto da una griglia e non può essere morso dal cane. Ciò infatti è vietato dalla legge, oltre che dalla coscienza. In Russia invece arrivano a bloccare la bocca della volpe o del tasso, anche con un bastone a cappio, per farli sbranare ai cani, cosa orribile. A volte a queste vittime viene stretto il muso con nastro adesivo, affinché non possano difendersi. Stessa cosa si fa con gli orsi, trattenuti da corte catene e fatti mordere da gruppi di cani. Tuttavia è poi intervenuto lo stesso presidente Vladimir Putin, firmando una legge che punisce con la detenzione da tre a cinque anni “la crudeltà sugli animali che porta alla loro morte o ferite se l’atto è stato commesso a causa di comportamenti delinquenziali o egoistici, o attraverso metodi sadici “.

I cani da tana possono mettersi in pericolo da soli, come scrive Anatoly Evmenov: “L’unico inconveniente del Jagdterrier è il pelo: in inverno in alcune regioni della nostra Russia si congela, ma del resto sono stati selezionati per la caccia in Germania. Sarebbe bene allevare una razza simile, ma ‘vestita’ calorosamente! Una volta il mio jagdterrier è entrato nella tana dei procioni e non è più tornato. Il procione non potrebbe strangolare il cane, sebbene possa infliggergli brutte ferite. Una volta un procione fece sembrare le guance del nostro Jagdterrier Chok come un setaccio. Un tasso può strangolare un cane, ma non lo può un procione. La causa della morte, sia per i cani che per gli animali selvatici, a volte è il crollo delle tane. Ho assistito a tali eventi. Una volta ci fu persino un caso in cui un giovane cacciatore morì. Era fuori a caccia da solo e si fece strada nel  buco per aiutare il cane, ma il tutto crollò e finì sepolto.

Due anni dopo la morte del mio cane, cadeva molta neve e le volpi uscivano di notte, facevano un giro ed entravano di nuovo nelle loro tane. Appena lì intorno trovavano acqua e cibo in abbondanza.  Con i miei fratelli siamo andati alle buche con Kesha, un Jagdterrier di 7 mesi e mezzo. Era la prima volta che andava a caccia in tana. Kesha grattò furiosamente nel buco, ma non riuscì ad entrarci, la terra era ghiacciata. Non volevo fare rumore, ma non c’era niente da fare: dovevamo aiutare il cane con un’ascia. Più in profondità, a circa 70 centimetri, Kesha iniziò di nuovo a grattare furiosamente il terreno: a quanto pareva, l’acqua scorreva lì e la terra si era congelata. Non potevamo aiutarlo, potevamo solo sperare per il cane. Dopo 40 minuti abbiamo sentito una feroce lotta tra un cane e un animale, non lontano dall’ingresso. Poi ci fu silenzio. Abbiamo aspettato. All’improvviso Kesha piagnucolò, abbiamo scavato ancora il terreno ghiacciato, ma il cane non fu trovato lì. Silenzio. Poi Kesha piagnucolò di nuovo, però tre metri più in là. Abbiamo ripreso a scavare: il cane non sarebbe morto! Ma ancora una volta il cane non era lì. Che era successo? Ce ne siamo accorti solo quando abbiamo allargato il terzo buco. Kesha aveva ucciso la volpe, spezzandole la spina dorsale e la mascella inferiore. E poi l’aveva trascinata ma, sbagliandosi, nella direzione opposta rispetto all’uscita. In un vicolo cieco, giaceva la volpe e Kesha sopra di essa, incastrati nello stretto buco nell’argilla ghiacciata. Sia noi che lui siamo stati fortunati: i buchi erano poco profondi”.

E’ di vitale importanza che il Jagdterrier durante la caccia sia equilibrato – cosa non scontata… e anzi rara – affinché non commetta errori fatali come precipitare da dirupi o rimanere intrappolato in tane di roccia. La sua stessa irruenza può portarlo a commettere rischiosi errori. Altra cosa importante nella selezione è il timbro della voce, in quanto un cane da tana che lavora metri sotto la superficie deve farsi sentire, per far sì che si possa localizzare lui e la preda e i vari spostamenti nella tana. Anche nella caccia sopra terra la voce è di fondamentale importanza, l’abbaio “a fermo” si deve sentire pure da media distanza, anche in caso di vento forte o pioggia violenta.

Il Jagdterrier, come scritto sopra, viene usato in piccoli gruppi anche per la caccia a grandi animali come l’alce, orso e cinghiale. Tormentano questi animali abbaiando ferocemente ma anche azzannandoli con foga, pur stando attenti a ritrarsi davanti ai loro attacchi.

La caccia all’alce ha avuto successo.

Negli Usa vengono impiegati, sempre in coppia o gruppo, per spingere i puma sugli alberi o in punti in cui non abbiano vie di fuga, in attesa dell’arrivo del cacciatore. In questi casi i corsetti di protezione, comunque ben poco utilizzati, non vengono usati in quanto le fulminee zampate del felino sarebbero ancora più pericolose. Una volta agganciato il corsetto con gli artigli, per il puma è questione di un attimo tirare a sé il cane e morderlo alla testa, uccidendolo. Di norma gli Jagdterrier impiegati per queste cacce hanno vita breve.

Jagdterrier e puma.

Non esistono – fortunatamente – linee di Jagdterrier da show, essendo caratterialmente tutti veri cacciatori. Pertanto in linea di principio questi cani possono vivere in un appartamento, ma un tale passo dovrebbe essere fatto solo nei casi più estremi, obbligatori. Quando si sceglie questa razza occorre sapere che è molto attiva e necessita costantemente di tanto movimento, altrimenti si sentirà come in una gabbia. Senza un adeguato esercizio all’aperto può diventare rapidamente ansioso, irrequieto e difficile da gestire.

I Jagdterrier sono relativamente amichevoli con le persone in generale, ma con sufficiente diffidenza verso gli estranei da renderli cani da guardia capaci e acuti. Sono affettuosi e giocherelloni con i bambini di casa, tuttavia, come per qualsiasi cane, non dovrebbero essere lasciati soli con loro. Come la maggior parte dei Terrier, non ci si deve fidare di lasciarli liberi in presenza di animali da loro non conosciuti, soprattutto i gatti. E pure con i gatti amici saranno dei rompiscatole a tempo pieno. https://www.youtube.com/watch?v=rWqRhQNeIXA

Non sono solo attaccabrighe nati: non bisogna mai dimenticare che questa razza è altamente predatoria. Una passeggiata col cane libero può dare vita a situazioni molto spiacevoli, pertanto il Jagdterrier non è per nulla adatto alle persone inesperte o incoscienti. Ha un carattere sì affettuoso col padrone, e tollerante con gli altri della famiglia, ma è cocciuto, dominante e, purtroppo o per fortuna, molto intelligente per cui capisce immediatamente quanto “può allargarsi” nei rapporti con gli umani, e lo farà senza dubbio. Per chiudere: se volete un cane da appartamento, da portare a passeggio intorno all’isolato tre volte al giorno e che si  senta realizzato con così poco, cercate un’altra razza.