Nel 1885 nel Maine nasceva Laurence Norwood Trimble, poi divenuto attore, scrittore e regista di film muti. Era anche uno straordinario addestratore di cani. Cresciuto in una fattoria, era fin da bambino amante dei cani e successivamente raccontò: “Volevo un cane più di ogni altra cosa, ma la mia famiglia non poteva permetterselo. Negli anni però ne ebbi alcuni, solitamente erano cani con una cattiva reputazione e che nessuno voleva ma io li ho amati e ho imparato da loro”. Trimble aveva addestrato e utilizzato Jean, il suo Collie, per la serie di film cortometraggi Jean, the Vitagraph Dog, diretti sempre da Trimple. Jean fu il primo cane ad avere un ruolo di primo piano nel cinema. Quando Jean morì, nel 1916 all’età di 14 anni, Trimble si mise alla ricerca di un altro cane da addestrare.

L’anno dopo, mentre infuriava la Prima guerra mondiale, nell’allevamento privato di  R. Niedhart di Quedlinburg, in Germania, il 1 ottobre 1917 nasceva  il Pastore Tedesco Etzel von Oeringen, che appena possibile fu addestrato a Berlino come cane poliziotto e poi prestò servizio nella Croce Rossa tedesca durante la guerra mondiale. Per inciso, il poter svolgere entrambi i ruoli, così differenti, dimostra ancora una volta l’intelligenza e addestrabilità di questa razza. Finita la disastrosa guerra, Niedhart constatò che non poteva permettersi di mantenerlo e così lo vendette a Bruno Hoffman, uno stimato allevatore di cani da polizia degli Stati Uniti. Era un cane grande e possente e pure bello – perché allora non c’era certo l’assurda distinzione fra cani da lavoro e di bellezza – tanto che a tre anni di età si aggiudicò il terzo posto all’esposizione dello Shepherd Dog Club of America del 1920.

Etzel von Oeringen/Strongheart.

Proprio quell’anno Trimble, come abbiamo detto alla ricerca di un cane per i suoi film, si accordò con Hoffman di andare a vedere l’esemplare al canile di White Plains, New York. Il regista/addestratore però evidentemente non doveva sapere bene cosa fosse un Pastore Tedesco addestrato dalla polizia di uno stato, ossia la Germania, che era senza dubbio il più valido al mondo in questo campo. E difatti, accompagnato da Jane Murfin della Vitagraph (nonché sua moglie), non suonò il campanello ma trovando il cancello non chiuso a chiave si limitò ad aprirlo e ad entrare nel cortile. Risultato,  Etzel von Oeringen sfondò i vetri di una finestra e corse loro incontro ringhiando. Trimble ebbe il buonsenso di gridare “Alt!” e nel contempo di rimanere fermo, dicendo alla terrorizzata moglie di fare lo stesso.  Questo bastò per bloccare momentaneamente l’addestratissimo Etzel, anche se  la situazione fu risolta solo dall’arrivo trafelato di Hoffman. Trimble e la moglie decisero comunque di acquistare il cane, con cui in seguito socializzarono alla grande.

Laurence Trimble e Strongheart nel 1921.

Su suggerimento del dipartimento pubblicitario della casa di produzione in seguito al cane fu cambiato il nome, ribattezzandolo Strongheart. In effetti, come fa capire il nome, non aveva paura di nulla (era  anche temuto dalle varie troupe per il carattere duro e schivo derivante dall’addestramento) e pure molto grande pesando – secondo i dati della IMDb, la bibbia del cinema mondiale – ben 125 pound, ossia 57 kg. Dicono mangiasse 4,5 kg di carne al giorno durante le lavorazioni e circa un kg nei giorni di riposo. Tutti dati a nostro parere molto, molto dubbi, corroborati anche dal fatto che secondo la IMDb  Etzel von Oeringen sarebbe rimasto ferito nella Seconda battaglia di Ypres della Prima guerra mondiale, cosa impossibile in quanto quella battaglia avvenne nel 1915, mentre Etzel nacque due anni dopo. L’addestramento del cane rappresentava comunque un problema e, anche una volta risolto il problema, Strongheart si comportò a volte in modo aggressivo verso determinate persone estranee che poi – si dice – si rivelarono sempre malintenzionati o altro. Insomma, era rimasto “sbirro”…

Trimble capì che l’addestramento del cane sarebbe stato molto utile per girare scene di azione, ma che nel contempo le vittime sarebbero state vere perché Etzel in quelle situazioni non scherzava affatto e applicava il “protocollo d’intervento”. Probabilmente il Pastore Tedesco non aveva mai giocato e neppure sapeva cosa fosse il gioco. Si doveva procedere a un difficile “contro addestramento” e per farlo Trimble dovette stare a stretto contatto col cane per diversi mesi, tutti i giorni, insegnandogli a giocare. Cominciò mettendosi a quattro zampe, adeguatamente protetto con una pesante tuta che gli proteggeva anche testa e mani, spingendo il cane al gioco. Gradualmente, quando il cane cominciò a capire che in quelle situazioni l’uomo non rappresentava una minaccia, Trimble gli diceva “Gioca!”. Fu un processo lento, ma Trimble raccontò che nel corso del tempo Strongheart cominciò a giocare con lui come un cucciolo, anche se “un cucciolo sgraziato”.

Dopo alcune settimane Trimble gli presentò un gattino, cercando di fare capire al cane che non doveva fargli del male. Sapeva che i gatti sono ben pronti a reagire/fuggire in casi di necessità, ma indubbiamente c’erano dei rischi. Quando un giorno il gattino diede una zampata sul naso di  Strongheart – che non gradì affatto ma non reagì –, il rapporto fra i due animali si fece più fiducioso e iniziarono a giocare. Il passaggio successivo fu quello di liberare dei conigli in un recinto, incitando il cane a giocare. Si divertiva a farlo, e nessun coniglio fu mai afferrato o ucciso. La fase seguente fu quella, classica, del prendere e riportare la palla. In questo modo Trimble insegnò a  Strongheart ad attaccare le persone nei film, ma giocando e stando bene attento a non fare del male. Poteva fare a brandelli gli abiti, ma nessun attore o controfigura riportò mai neppure un graffio. Eccolo in azione in The Return of Boston Blackie (1927). https://www.youtube.com/watch?v=v8rEpXcAG0E

Strongheart fu l’interprete – principale, per inciso – fra gli altri, di The Silent Call (1921), Brawn of the North (1922), The Love Master (1924) e di  White Fang (1925, Zanna Bianca). Tutte le copie di questi film sono andate perse, tranne The Return of Boston Blackie, visibile fra l’altro su You tube. La fama di Strongheart lo rese la star con i maggiori incassi di Hollywood fino alla sua morte, avvenuta il 24 giugno 1929 a causa di un tumore sviluppatosi a seguito delle gravi ustioni provocate da uno dei faretti del set. Strongheart (come Lassie e Rin Tin Tin) ha una stella sulla Hollywood Walk of Fame, a Los Angeles, California. La si può trovare a 1724 Vine Street. Per quanto riguarda invece Trimble, dopo la morte del suo cane abbandonò il mondo del cinema e si dedicò con grandi risultati all’addestramento di cani per non vedenti.

Locandina di Brawn of the North (1922).

Poi fu la volta dei sovietici con i film Джульбарс (1935) https://www.youtube.com/watch?v=91IlQJGjR9Q e Belyy klyk (1946, Zanna Bianca) e che come attore a quattro zampe usarono un cane che si era distinto nella Grande guerra patriottica, come i russi chiamano la Seconda guerra mondiale. Il Pastore Tedesco utilizzato fu niente di meno che il celeberrimo Djulbars, l’unico cane sovietico decorato al valore militare (il 21 marzo 1945) e che, solo dal settembre 1944 al 1945, individuò ben 7.468 mine e più di 150 bombe di altro tipo, buona parte delle quali erano state appunto utilizzate dai tedeschi per minare, prima del loro ritiro, palazzi storici e monumenti non solo a Praga e Vienna ma anche in tanti altri luoghi della Romania, Cecoslovacchia, Ungheria e Austria. Djulbars – che da cucciolo di primo acchito non doveva essere stato molto rappresentativo – era stato scelto dall’addestratrice cinofila del 37° Battaglione Sminatori della 9a Armata, Dean Solomonovna Volkats. Il capo del dipartimento della famosa scuola centrale militare cinofila  Stella Rossa l’aveva guardata dubbioso e le aveva chiesto: “Non sei riuscita a trovare un cane peggiore? Posso chiederti su quali basi l’hai scelto? “. E lei: “Con gli occhi”. La ventenne Dean Volkats, poi divenuta moglie del famoso addestratore Alexander Mazover nonché allora comandante del 37° Battaglione Sminatori, da civile aveva studiato recitazione ma era da sempre una grande appassionata di cani, tanto da essere già a 17 anni istruttore presso il club cinofilo Osoaviahima della sua città natale di Kharkov. Gli sminatori dell’Armata Rossa durante la guerra bonificarono 303 città  tra cui Kiev, Kharkov, Lvov e Odessa, neutralizzando circa quattro milioni di mine, di cui molte migliaia individuate dai cani e la maggior parte con i metal detector essendo metalliche. Tuttavia i tedeschi sovente ponevano le mine anticarro non solo sottoterra ma pure all’interno di cassette di legno, rendendole non individuabili per le attrezzature dell’epoca, specie sotto lo strato di neve ghiacciata. Solo i cani le percepivano, ed erano altamente motivati a farlo poiché non venivano alimentati prima del servizio, ricevendo il pasto solo dopo avere trovato una mina.

Dean Volkats, nominata tenente e comandante degli addestratori cinofili, era particolarmente abile ed esperta, tanto che in due anni di guerra il 37° Battaglione perse solo dieci sminatori, cifra che magari parrà alta ma che in guerra e in quell’attività è invece bassa. Si sa, purtroppo, che gli artificieri sbagliano una sola volta. Poco prima della fine della guerra  Djulbars era stato ferito e quindi, benché la sua presenza fosse stata già decisa, non poteva partecipare alla parata per la vittoria sulla Piazza Rossa di Mosca. Fu proprio Stalin che, facendo scorrere la scaletta della parata, notò il nome e chiese chi fosse mai questo soldato Djulbars. Glielo spiegarono e allora Stalin si tolse il suo cappotto e ordinò che il cane venisse portato su quello alla parata del 24 giugno 1945. Difatti il cane, per un tratto, fu portato in parata sulle braccia del maggiore Alexander Mazover.  Djulbars si riprese e anzi divenne attore, tanto che lo si vede nel film Belyy klyk del 1946. https://www.youtube.com/watch?v=l7IauGrR7gg

Djulbars in un fotogramma del film Belyy klyk.

Durante le riprese dei film, si vede un cane ma si tratta sempre di diversi esemplari simili che si danno il cambio. Lo stesso avvenne in Belyy klyk e uno di questi Pastori Tedeschi fu Rydzhoor, pure lui cane militare trasferito dopo la smobilitazione a Sverdlovsk, che durante le riprese del film era sotto la responsabilità del capo del gruppo speciale S. A. Shirokinsky e dell’addestratore B. A. Ragozin. Questo esemplare partecipò, sempre come “attore” anche a rappresentazioni teatrali al Sverdlovskiy Akademicheskiy Teatr Dramy di Ekaterinburg.

Un Pastore Tedesco ma di tipo russo e cioè un Восточно-европейская овчарка (Vostochnoevropejskaya Ovcharka, abbreviato Veo) è il protagonista dello splendido libro sui gulag Верный Руслан (Il fedele Ruslan) – toccante storia romanzata di uno dei tanti cani da guardia abbandonati dopo la chiusura di un gulag, e che alla fine viene ucciso dalla popolazione –, scritto da Georgij Nikolaevič Vladimov nel 1964 e fatto girare clandestinamente in Unione Sovietica, per ovvi motivi, finché non fu pubblicato nel 1975 in Germania e nel 1979 in una traduzione inglese, ottenendo grandissimo successo. Curiosamente non pochi pensavano, e pensano, che Ruslan e gli altri cani dei gulag fossero Pastori del Caucaso, mentre invece erano Pastori Tedeschi orientali, come del resto si vede nella copertina. Ne fu tratto anche un film molto fedele al libro. https://www.youtube.com/watch?v=mFCRIFhNnwk

Rin Tin Tin (settembre 1918 – 10 agosto 1932) fu trovato dal caporale statunitense Lee Duncan dopo un bombardamento, insieme ad altri quattro cuccioli di meno di una settimana e alla madre, il 15 settembre 1918 in un canile abbandonato dell’esercito tedesco nel piccolo villaggio francese di Flirey, durante la Prima guerra mondiale. Duncan salvò i cani, li portò alla sua unità e quando i cuccioli furono svezzati ne diede tre ai suoi commilitoni e la madre a un ufficiale. Lui tenne un maschio e una femmina, chiamandoli Rin Tin Tin e Nanette, e riuscendo nel luglio 1919 a portarli negli Stati Uniti, affidandoli a un allevatore di Hempstead di nome Leo Wanner, il quale addestrava cani della polizia. Nanette però in seguito morì di polmonite.

1918,  Lee Duncan con Rin Tin Tin.

Duncan pensava che il suo cane potesse vincere dei premi alle mostre canine e quindi avrebbe potuto guadagnarci vendendo i cuccioli. Nel 1922 fu uno dei membri fondatori dello Shepherd Dog Club of California, con sede a Los Angeles. Alla prima gara Rin Tin Tin figurò dignitosamente ma evidenziò anche un temperamento aggressivo. Il cane, che era sopravvissuto ai bombardamenti e alla fame, incredibilmente ebbe la peggiore disgrazia quando fu colpito da un grosso pacco di giornali lanciato incautamente da un camion. Risultato, zampa anteriore sinistra spezzata. Dopo nove mesi di cure tornò in forma e in una gara cinofila colpì il pubblico superando un ostacolo alto ben 3,58 m. Era presente un cineoperatore e da lì, dopo vari tentativi di Duncan di promuoverlo, partì la carriera cinematografica di Rin Tin Tin in quanto sostituì un vero lupo (ovviamente poco o per nulla gestibile su un set) nel film The Man from Hell’s River (1922), con Wallace Beery. Il primo ruolo da protagonista di Rin Tin Tin fu in Where the North Begins (1923), un enorme successo che si dice abbia salvato la Warner Bros. dalla bancarotta.

Così fu ogni volta, tanto che questo cane venne soprannominato “il risolutore dei mutui” dagli addetti ai lavori. A New York, il sindaco Jimmy Walker diede a Rin Tin Tin le chiavi della città. Rin Tin Tin apparve in 27 film hollyoodiani, ottenendo fama mondiale, così come prima di lui aveva fatto Strongheart. Addirittura quando nel 1929 l’Academy Award (il Premio Oscar, fu la prima edizione) chiese al pubblico di votare il migliore attore, il pubblico dichiarò vincitore alla grande proprio Rin Tin Tin! Imbarazzata, la giuria dovette rifare tutto da capo escludendo il cane e allora vinse l’attore  Emil Jannings. Rin Tin Tin fu onorato con una stella (come si fa con i grandi attori, a due o quattro gambe) sulla Hollywood Walk of Fame, al n° 1627 di Vine Street.

Il 10 agosto 1932, Rin Tin Tin morì a casa di Duncan, a Los Angeles, e tutti i giornali statunitensi (e di buona parte del mondo) ne diedero notizia e pubblicarono necrologi. Le emittenti radiofoniche interruppero i programmi per dare la notizia. Duncan, in difficoltà economiche a causa della Grande Depressione, lo seppellì in una bara in giardino ma quando potè lo fece trasferire nel Cimitero di Chienes et Autres Animaux Domestiques, quello famoso per gli animali domestici nel sobborgo parigino di Asnières-sur-Seine. Dopo la morte di Rin Tin Tin, nel 1932, Duncan ne allevò altri, quasi tutti con lo stesso nome e che continuarono ad apparire in film e telefilm, tra cui la seguitissima anche in Italia serie della ABC degli anni ’50 Le avventure di Rin Tin Tin. Tuttavia quello che si vede in questa serie non era  Rin Tin Tin IV, infortunatosi, ma Flame Jr., chiamato JR,di proprietà dell’addestratore Frank Barnes. Duncan morì nel 1960, ma la stirpe di Rin Tin Tin ancora oggi vive ed è operativa nel mondo dello spettacolo.

I protagonisti di Le avventure di Rin Tin Tin. Lee Aaker (Rusty), Rin Tin Tin,  Brown (Rip Masters) e Joe Sawyer (Biff O’Hara).

Un altro Pastore Tedesco abbastanza famoso fu Ace the Wonder Dog, che recitò in numerosi film e serie televisive dal 1938 al 1946. Fu un tentativo della RKO Pictures di sfruttare il successo di Rin Tin Tin della Warner Bros. Nel 1955 – esattamente nel n° 92 pubblicato a luglio – persino nei fumetti di Batman apparve un Pastore Tedesco, chiamato Ace the Bat-Hound, ma la sua presenza (mentre la razza cambiava, ora Alano ora altro) fu discontinua fino a cessare nel 1964.

Batman e  Ace the Bat-Hound.

Non possiamo citare tutte le decine o centinaia di film in cui appaiono Pastori Tedeschi ma sappiate che in molti appaiono nella veste di lupi, come in Old Yeller (1957) : il lupo idrofobo contro cui combatte il cane in realtà era un Pastore Tedesco. https://www.youtube.com/watch?v=T5XXyuN-yUc  Lo stesso vale per i lupi del fantasy Conan il barbaro (1982) con  Arnold Schwarzenegger. https://www.youtube.com/watch?v=SYeCNIzyLFc A proposito di film di fantascienza e di Schwarzenegger, ricordate The Terminator (1984) e i cani addestrati a distinguere gli uomini da questi robot killer? https://www.youtube.com/watch?v=nL4ckHJ4dZA

Il Pastore Tedesco del film Un poliziotto a 4 zampe (K-9, 1989) – diretto da Rod Daniel e seguito da  due sequel – che affianca James Belushi veniva chiamato Jerry Lee ma il suo vero nome era Rando, un maschio di tre anni. Per ben un anno venne fatta la ricerca di un Pastore Tedesco adatto negli Stati Uniti, tuttavia non ne fu trovato nessuno a quel livello. Quindi la produzione ne individuò quaranta esemplari nella Germania occidentale  e alla fine scelse Rando. L’addestratore Karl Lewis Miller prima dovette insegnargli a obbedire in inglese – prima i comandi erano naturalmente in tedesco – e poi procedette all’addestramento. Ci vollero in tutto solo tre mesi. https://www.youtube.com/watch?v=t061WetQRdQ Vi state chiedendo chi fosse Miller? Bene, ecco alcuni film e telefilm – solo per citarne pochi – in cui lavorò come addestratore di cani: 1972, La gang dei doberman (tutta la serie di film); 1977, Il branco; 1980-1981, Magnum P.I. (TV); 1983, Cujo; 1985, Il mio nome è Remo Williams; 1992,  Beethoven (tutta la serie di film); 1995, Babe, maialino coraggioso (tutta la serie di film); 1994-2004, Il commissario Rex…

A proposito de Il commissario Rex (Kommissar Rex), questa serie televisiva poliziesca di produzione austriaca secondo un sito di parte – appunto di promozione turistica dell’Austria – sarebbe una delle più viste nel mondo, seconda solo alla serie americana Baywatch. Non è affatto vero, anche se è stata venduta in decine di nazioni, perché secondo i dati delle riviste ed enti di settore sono parecchie decine quelle che la superano. Tuttavia è innegabile che abbia ottenuto grandissimo successo. Il commissario Rex è incentrata sulle indagini svolte da una squadra omicidi di Vienna, i cui poliziotti sono affiancati da un cane da pastore tedesco di nome Rex, eccezionale animale che aiuta a risolvere i casi ricercando indizi e persone, e naturalmente salvando vite umane. Fu prodotta dal 1994 al 2004, in 123 episodi suddivisi in dieci edizioni.

Il commissario Richard Moser (l’attore Tobias Moretti) con Rex.

Il primo Pastore Tedesco nel ruolo di Rex fu Reginald von Ravenhorst, nato a Ingolstadt, Germania, il 1° giugno 1991. Fu notato in un campo di addestramento da Teresa Ann Miller, incaricata dalla Mungo Film (la casa produttrice della serie) di trovare un cane adatto prima delle riprese. I proprietari pertanto lo portarono a un provino, in cui erano presenti molti cani della stessa razza. Una volta selezionato, Reginald partì per Vienna con la sua nuova padrona e futura addestratrice, appunto la Miller. Reginald fu sottoposto a un rigoroso e specifico addestramento fatto di lezioni di una ventina di minuti per tre-quattro volte al giorno. Uno degli esercizi più complessi fu quello di fargli capire che poteva saltare attraverso un vetro finto (di zucchero caramellato): era suddiviso in tre fasi e cioè attraversare una parete solida seppure finta e fragile, superare lo spavento del rumore del finto vetro infranto capendo anche che non c’era pericolo, e infine insegnargli che il cinema e la televisione sono finzione e che la vita quotidiana è cosa ben diversa. Ergo, fuori dal set non si dovevano sfondare finestre e vetrate.

Reginald von Ravenhorst morì nella primavera del 1999 e fu sepolto nel cimitero degli animali di Los Angeles. Lo sostituirono (ricordiamo ancora che i cani utilizzati sul set, pur simili, possono essere non pochi) Santo vom Haus Zieglmayer, Sokko vom Haus Zieglmayer, lo snello Rhett Butler – pesava 30 kg invece dei 38 di Reginald –, Henry di provenienza americana e da tanti altri, incluso nel 2002 Alex, un Pastore Tedesco di 38 kg nato in un allevamento toscano.  Alex prima di calcare il set era stato un cane del soccorso nazionale cinofilo italiano. Dopo Il commissario Rex fu utilizzato, fra l’altro, nel film Il destino ha quattro zampe (2002, al fianco di Lino Banfi) e nelle serie televisive Don Matteo 3 e Don Matteo 4 (2002 e 2004). La Rai produsse e trasmise Rex nel 2008-2015, la prosecuzione della serie austriaca, ovviamente sempre con diversi Pastori Tedeschi nel ruolo di Rex.

Il Pastore Tedesco, insomma, ben figura sempre anche nel cinema e in televisione, perché ha tutte le qualità, purché sia allevato con tutti i crismi.

Pastori Tedeschi dell’Allevamento Ertanova. Per il video cliccare qui https://www.youtube.com/watch?v=SJzMfAlW-M8