Per millenni i pastori dei Balcani  hanno usato i cani per per proteggere il bestiame dai predatori come lupi, orsi, linci ma pure cinghiali, sciacalli dorati e persino volpi nel caso di agnelli e capretti. Anche se l’orso, e in particolare alcuni esemplari più dediti agli attacchi al bestiame, può fare predazioni occasionali, il vero antagonista del pastore e dei suoi cani è sempre stato il lupo. Limitandoci solo ai lupi di una parte di quest’area e a oggi, la Slovenia (poco più grande del Veneto) ha una cinquantina di lupi viventi nel 20% circa dello stato; nella più grande Croazia vivono circa 200 lupi sul 20% circa dello stato; nel 50% del territorio di Bosnia ed Erzegovina e di Kosovo vivono oltre 600 lupi; nel 55% del territorio di Serbia e Montenegro vivono circa 1.000 lupi; un altro migliaio vive nel 75% della Macedonia e altri 300 circa nel 50% dell’Albania. Altri stati balcanici o comunque confinanti – da cui anche arrivano lupi in dispersione – sono Romania, Bulgaria e Grecia, rispettivamente con circa 6.000, 1.500 e 1.000 lupi. I lupi presenti negli stati balcanici possono essere parecchio grandi (anche 50 kg), ed eccezionalmente persino enormi se di provenienza orientale. I lupi della confinante Romania, infatti, sono dello stesso ceppo di quelli russi.

Il lupo normalmente evita l’uomo, nonchè lo scontro diretto con i cani, se non ritenuto necessario o utile. Il periodo più pericoloso è quando il bestiame in primavera viene portato negli alti pascoli, specie in zone dove le grandi radure sono costeggiate da fitte foreste dalle quali i lupi possono apparire per improvvisi attacchi. Oltre i 1700 metri di altitudine gli alberi però sono radi e poi scompaiono e quindi i lupi sono visibili a distanza, se non ci sono nascondigli dietro i quali celarsi come valloni, crepacci e massi. Ma comunque possono attaccare di notte, come sanno benissimo per esperienza sia i pastori che i loro cani. Tuttavia in quelle zone vederli non è affatto inusuale, raramente isolati e più spesso in branchi relativamente numerosi che eccezionalmente possono contare anche una quindicina di esemplari. Le pecore di notte vengono rinchiuse in recinti di rete, vigilate dai cani e a turni dagli stessi pastori che si riparano dal freddo o dall’umidità davanti a grandi fuochi. I pastori spesso dormono all’interno di piccoli ricoveri su ruote o sassi, una specie di “roulotte” ante litteram che comunque dà riparo e sicurezza, pronti – se abbastanza coraggiosi o temerari – a uscirne per aiutare, alla luce delle torce, i cani nel caso di attacchi al bestiame da parte di orsi o lupi. I cani da pastore nei Balcani vengono alimentati praticamente come tutti gli altri nel mondo, con polenta inzuppata nel siero di latte e scarti alimentari. Nel periodo delle nascite, si nutrono della placenta dei cuccioli. Quando capita l’occasione si nutrono di prede selvatiche di piccola taglia.

Una “roulotte” ante litteram dei pastori.

I lupi hanno vere e proprie strategie di attacco, in cui ogni esemplare del branco ha un ruolo preciso.  Frequente è quella del lupo che si avvicina al bestiame e poi fugge davanti ai cani. Ma non velocemente, al fine di portarseli dietro. Se questi ultimi non sono esperti lasciano sguarnito il bestiame e allora altri lupi nascosti fanno il vero attacco. Questa tattica viene messa in campo dai lupi anche per uccidere i cani da protezione, che di norma vengono poi divorati. Il cane inseguitore arriva in un punto in cui, nascosto, c’è in attesa il resto dei lupi. Un buon Šarplaninac dovrebbe sempre stare con il bestiame per proteggerlo, e ragionare anche con prudenza. Ricordiamo che nei Balcani i lupi predano frequentemente i cani, anche da pastore, che non devono mai essere temerari. Ancora oggi nella zona di Ljuboten, nei pressi delle Montagne Šar, ci si ricorda di un branco di 4-5 lupi specializzatisi in queste predazioni – anche in autunno e inverno penetrando persino nei villaggi – e che nell’arco di cinque anni divorò oltre 100 cani e una trentina di Šarplaninac. In Serbia si praticavano dei rituali contro la minaccia dei lupi. https://www.youtube.com/watch?v=5Rp6RTIE-QE

Il lupo in pochi minuti può causare danni devastanti in un gregge di pecore, perchè non appena uccide la preda, passa a un’altra vittima e continua finchè queste non si sono disperse, mordendo con una velocità e precisione ben superiore a quella del cane. Per tale motivo vi possono essere molte decine di vittime in un recinto, in quanto le pecore rimangono intrappolate in uno spazio chiuso. Si tratta di una sorta di frenesia di attacco detta surplus killing. Un pastore di Zelino, nella Macedonia del Nord, aveva preso i suoi cani con una parte del gregge e aveva lasciato le restanti 148 pecore da sole per circa venti minuti. Purtroppo furono attaccate da quattro lupi e quando il pastore tornò trovò solo tre pecore sopravvissute.

La pastorizia senza cani da protezione non è assolutamente possibile in presenza di grandi predatori selvatici. Per esempio, nel 1990 i pastori di Broslica, sulla montagna di Stogovo e in una zona con alta presenza di lupi e orsi, fecero pascolare 600 pecore, e grazie alla presenza di 15 buoni cani persero solo 10 pecore in tutto l’anno. Ma in certe annate, nella stessa zona e a causa di particolari eventi e situazioni, le perdite da predazione arrivarono ben al 10%. In Kosovo l’allevamento di ovini rappresenta il settore principale dell’economia e pertanto  le perdite dovute ai lupi possono essere catastrofiche. Proprio per contrastare questa minaccia la caccia al lupo è aperta l’intero l’anno e tutti i mezzi possono essere utilizzati per eliminarli: fucili, trappole, veleno, cacce … Tutti i lupi possono essere uccisi, anche i cuccioli e le femmine incinte.  Le pelli vengono poi vendute nei mercati di villaggi e città.

Come qualunque buon cane da protezione del bestiame, il Šarplaninac non sta accanto al pastore, sembra preferire la compagnia delle pecore e apparentemente dorme vicino a loro, sdraiato all’ombra di un albero. Ma non appena percepisce una minaccia al bestiame si attiva, abbaia e può diventare terribile, si tratti di un intruso umano o animale. I pastori nei Balcani ben raramente utilizzano i cani da conduzione, ma solo da protezione, cresciuti fin da cuccioli in stalla insieme alle pecore in modo da creare forti legami sociali tra queste due specie. I cuccioli nascono per lo più in tarda primavera o inizio estate e non accompagnano il gregge durante il giorno. Tuttavia, sono con le pecore quando queste tornano alla sera per la mungitura e vengono rinchiuse nei recinti.  Questo particolare contatto è molto importante perché si verifica durante il periodo di socializzazione del cucciolo, che inizia con la terza settimana, raggiunge il suo apice nella sesta-ottava settimana e termina alla dodicesima. Nel duro mondo pastorale la mortalità è alta: per vari motivi il 20% dei cani muore dall’età di 6 mesi a 2,5 anni e solo circa il 10% vive fino a 6 anni. L’altezza media viene raggiunta entro un anno di vita e diventano completamente sviluppati, ma solo per quanto riguarda il fisico, a circa 2,5 anni e pertanto il loro impiego è graduale, a seconda delle difficoltà del compito.

Ogni gregge naturalmente ha diversi, e persino molti, di questi cani, accuratamente selezionati caratterialmente dai pastori. Uno dei primi test è quello di avvicinare un lupo impagliato al cane, quando meno se lo aspetta. Se reagisce aggressivamente senza ritrarsi, è valido. Un famoso filmato girato nell’allora Jugoslavia mostra non solo questo test per i cani – alcuni lo superano mentre altri fuggono ignominiosamente – ma anche l’attacco di due lupi a uno stazzo e l’intervento conseguente dei cani, che potremmo definire non molto convinto. Uno di questi cani però uccide due lupi, uno dopo l’altro. Naturalmente solo gli ingenui potrebbero ritenere il filmato reale, perchè si trattò di una messa in scena propogandastica delle autorità realizzata con largo impiego di addetti e attrezzature cinematografiche, con successivo montaggio delle scene. Chi potrebbe credere che in quelle zone sperdute vi fossero telecamere permanentemente piazzate e funzionanti ovunque? Non sappiamo neppure come andarono effettivamente le cose. https://www.youtube.com/watch?v=3nCvzjN0Wds&fbclid=IwAR1JTXnvDOQKbi18bA2r0OcYD2uWB7gZqGgSpwaxQLd4BJ43uvX9RzOmfxg

Macedonia, il test del lupo impagliato è stato superato dal cane e il suo padrone ne è orgoglioso.

Il Šarplaninac – o almeno gli esemplari più coraggiosi e preziosi – vengono dotati di un collare munito di lunghi chiodi che risulta essere un’arma basilare nelle lotte contro i lupi, o almeno, contro un lupo isolato in quanto se sono in vantaggio numerico mordono anche al ventre. Tuttavia  il Šarplaninac è effettivamente un validissimo cane da pastore e negli ultimi decenni è stato introdotto e impiegato con ottimi risultati anche in Nord America dove, ovviamente in gruppi adeguati, in molti allevamenti ha quasi azzerato le perdite di bestiame causate da lupi, puma, orsi, coyote e linci.

Canada, Šarplaninac e pecore.