Il cinema tratta spesso i temi catastrofici post apocalittici, e in alcuni di questi sono presenti i cani, amici dell’uomo o nemici. Ci sono persino i cani zombi, e la razza maggiormente presente in questo ruolo è il Dobermann (rigorosamente con le orecchie tagliate…). Senza dubbio è invece un cane affettuoso l’amico del protagonista, l’ex agente di polizia “Mad” Max Rockatansky (interpretato da Mel Gibson), nel film Interceptor – Il guerriero della strada (1981, Mad Max 2), diretto da George Miller, girato in Australia – nella zona di una remota città mineraria chiamata Broken Hill – e ambientato in un futuro distopico post-apocalittico come il precedente Interceptor (1979).  Posti ostili, carenza di cibo e acqua, pochi sopravvissuti che vivono nel terrore degli attacchi di bande di feroci razziatori punk motorizzati. Tutta la serie di Mad Max guadagnò moltissimo e fu copiata ovunque, basti pensare al film 1997: fuga da New York o al famoso manga e anime giapponese Ken il guerriero.

Mad Max e Dog.

Il copione del film prevedeva la presenza di un cane a fianco del protagonista e il regista voleva fosse un cane a tre zampe chiamato “Trike”. Ma non era certo facile trovarne uno così e alla fine obtorto collo si decise per uno a quattro. Ne furono esaminati oltre un centinaio, però la scelta cadde su uno trovato nella zona di Yagoona. Era in dirittura di arrivo per essere soppresso il giorno dopo e così l’agricoltore proprietario fu ben lieto di venderlo. Manco aveva un nome, e così da quel momento fu semplicemente chiamato Dog, ossia cane. Tuttavia era di razza, essendo un cane pastore Australian Cattle Dog, e aveva due anni di età. Quando il regista Miller lo vide, lo accarezzò e tirò un sasso e subito il cane glielo riportò. Un vero e proprio feeling, pensò Miller, scoprendo però poi che Dog lo faceva proprio con tutti.

Comunque sia, Dog fu scelto, ma pure castrato essendo una delle norme della casa di produzione. Quando tre mesi dopo, ad addestramento compiuto, era pronto per il suo primo ruolo da attore, si scoprì che il cane aveva tanta paura dei rumori sul set da farsela letteralmente addosso. Si risolse il problema mettendogli durante le riprese dei tappi di cotone alle orecchie, in quanto l’addestratrice Dale Aspin era in grado di fargli fare tutto il necessario con dei semplici gesti. Un altro problema fu che Dog, tra tutti quelli che c’erano lì, si affezionò molto all’attore Bruce Spence che interpretava il Capitano Gyro, un bizzarro pilota. In alcune scene iniziali del film il cane ha un atteggiamento aggressivo proprio verso di lui, ma Dog neppure concepiva la cosa. Si risolse facendo giocare il cane con Spence e poi cambiando in post produzione gli uggiolii con ringhi. Nel film il cane viene ammazzato e il regista raccontò che quasi tutte le rimostranze ricevute dagli spettatori furono proprio per questa decisione.

L’attore Bruce Spence e Dog.

Dopo le riprese, in molti volevano adottare il cane, perché era intelligente e affettuoso, e alla fine la spuntarono il coordinatore degli stuntmen Max Aspin e sua moglie Dale, che lo aveva addestrato. I due avevano una proprietà agricola con bestiame, e infatti il cane era validissimo come conduttore. Però aveva un piccolo problema: ottimo con le vacche, ma indefesso uccisore delle galline. I coniugi Aspin allora capirono perché il precedente proprietario agricoltore stava per sopprimerlo. Fu così che regalarono Dog a  Gary Gauslaa, uno degli stuntmen di Mad Max 2, il quale non aveva galline. Dog visse con lui e morì serenamente di vecchiaia. A Silverton, nel New South Wales,  Australia, esiste un museo dedicato ai film della serie Mad Max, e ovviamente c’è un cane della stessa razza di Dog.

Il museo di Silverton.

Nei film di zombi a volte, e pare ovvio, ci sono anche i cani zombie, come si vede per esempio in una spettacolare scena di Resident Evil del 2002, diretto da Paul W. S. Anderson e interpretato tra gli altri da Milla Jovovich e Michelle Rodriguez. Le scene base furono fatte in parte con veri Dobermann addestrati da Mark Forbes e truccati ad arte, ma pure a fatica visto che continuavano a leccarsi il “sangue” di cui erano cosparsi. Il tutto fu poi modificato con gli effetti speciali. https://www.youtube.com/watch?v=PXXoq3yr4eI Qualcosa di simile si vede nel successivo film Resident Evil: Apocalypse del 2004, diretto da Alexander Witt e sempre con Milla Jovovich. In questo caso i cani, sempre truccati e poi modificati in post produzione (“prestazioni” incluse), sono Pastori Belga Malinois. https://www.youtube.com/watch?v=Jn_GMXMLfTQ Nel cinema ormai si usano molto gli animatronic, ossia in questo caso cani robot, che nelle sapienti mani dei tecnici sembrano decisamente vivi e impressionanti. https://www.youtube.com/watch?v=iQBKCHlZQ8c&t=39s

Nel 2007 era uscito nei cinema l’ottimo Io sono leggenda (I Am Legend) diretto da Francis Lawrence, e con protagonista Will Smith. In questo film la quasi scomparsa degli esseri umani sul pianeta è causata da una spaventosa pandemia generata dal virus del morbillo geneticamente modificato per combattere il cancro, ma che ha infettato esseri umani e animali domestici col risultato di renderli feroci e mostruosi.  Meno dell’1% della popolazione è risultato immune agli effetti dell’epidemia, ma è stato cacciato e ucciso dagli infetti, che fortunatamente possono agire solo al buio. Samantha (detta Sam), il Pastore Tedesco di Robert Neville (Will Smith) viene morso da un cane infetto e, prima che si trasformi, viene ucciso dallo stesso padrone. https://www.youtube.com/watch?v=Jb71EdGgHXA

Will Smith e Abbey in una scena di Io sono leggenda.

Il vero nome di Sam è Abbey (è ancora viva e ha 14 anni) e l’addestratrice Susan R. Hanson la prese in un allevamento appositamente per il film: aveva l’aspetto giusto, ma non era mai stata addestrata  e mancavano appena  poche settimane per l’inizio delle riprese. Will Smith, grande appassionato di cani, andò a incontrare più volte Abbey per socializzare con lei. Il cane durante le riprese fu seguito da diversi addestratori dipendenti della Hanson, al fine di evitargli stress o incidenti. Quello che si vede nella scena della lotta con i cani infetti è ovviamente tutto finto, essendo stato realizzato con la computer graphics. I cani infetti sono basati sugli Xoloitzcuintle, ossia i cani nudi messicani, di proprietà dell’addestratrice, con le scene rielaborate al computer. Quando vediamo nel film il protagonista atterrato che cerca di evitare di essere morso, in realtà trattiene solo una testa finta. E Abbey, Sam nel film, dopo la lotta zoppica semplicemente perché l’addestratrice le aveva messo un nastro adesivo trasparente sotto un piede e quindi il cane teneva la zampa alzata per il fastidio. Vedete Abbey insanguinata? Era solo una miscela non tossica di vaselina e sciroppo di mais.

Will Smith, già proprietario di diversi Rottweiler, si innamorò così tanto della sua co-protagonista canina, cioè Abbey, che quando finirono le riprese del film cercò di adottarla, ma l’addestratrice non fu d’accordo. E avrà avuto le sue ragioni.

Will Smith e Abbey alla presentazione del film.