Seppala e Togo.

Seppala e Togo.

Quando nel 1913 Leonhard Seppala vide uno dei cuccioli appena nati figlio del suo validissimo cane capomuta Suggen, mezzosangue siberiano, e della Siberian Husky Dolly , non ne ebbe grande impressione. Quel cagnetto dal manto nero, marrone e grigio (che per tutta la vita lo fece sembrare perennemente sporco) era più piccolo degli altri, tanto che la moglie di Seppala lo curò personalmente per farlo sopravvivere. Seppala, pur avendo deciso che non aveva le qualità del cane da slitta e che se fosse sopravvissuto lo avrebbe regalato come cane da compagnia, non poté però non notare la determinazione e la voglia di farcela del cucciolo, e così lo chiamò Togo, in onore dell’ammiraglio giapponese Tōgō Heihachirō che otto anni prima aveva annientato la flotta russa nella battaglia di Tsushima. Insomma, Seppala ammirava quei cani siberiani (gli Huskies sono appunto di origine siberiana) e quindi russi, però chiamò il cucciolo con il nome di chi li batté. A proposito, una curiosità: l’Alaska fino al 1867 faceva parte dell’impero russo ma lo zar la riteneva priva di valore e così la vendette agli Stati Uniti al prezzo (all’epoca) di 7.200.000 dollari (poco più di 4 dollari per km²), fra lo scontento dell’opinione pubblica che la riteneva solo un’enorme ghiacciaia. Ovviamente cambiarono parere quando furono scoperti i giacimenti d’oro e di petrolio.

Tornando al cane Togo, in quei mesi dimostrò di avere un carattere tutto suo, chiassoso ma pure tosto. Comunque sia fu regalato come era stato deciso, ma quello dopo poche settimane sfondò i vetri di una finestra del nuovo proprietario e corse per parecchie miglia ripresentandosi da Seppala che, impressionato, decise di tenerlo. Benché ancora cucciolone, era litigioso e attaccava i cani delle slitte in arrivo. Un giorno però si azzardò a farlo con un grande Alaskan Malamute capomuta e fu ferito gravemente, cosa che gli fece passare le smanie aggressive. Già a otto mesi Togo si dimostrò tanto capace da essere promosso cane capomuta. Lo stupito Seppala dichiarò poi: “Era un vero prodigio, avevo finalmente trovato un leader naturale nato, qualcosa che avevo cercato di avere per anni”.

Walden e Chinook.

Walden e Chinook.

Dopo la grandiosa impresa del trasporto dell’antitossina a Nome, nel 1926 Leonhard Seppala fece amicizia con Arthur Treadwell Walden. Entrambi, anni prima, avevano lavorato per un certo tempo a Nome durante la corsa all’oro in Alaska, ma non si erano incontrati. Si conobbero però per l’appunto alla fine del 1926, a Providence, Rhode Island, e Walden invitò Seppala (in tour negli Stati Uniti dopo l’impresa del siero portato a Nome l’anno prima) nella sua fattoria a Wonalancet, nello stato di New Hampshire.

Vi domanderete chi fosse questo Walden e ve lo spiegherò: esperto di cani da slitta con anni di esperienza in Yukon, creò la razza di cani Chinook (oggi riconosciuta dall’United Kennel Club) nel New England, che è una regione nel nord-est degli Stati Uniti comprendente gli stati del Maine, New Hampshire, Vermont, Massachusetts, Rhode Island e Connecticut. Capostipite dei Chinook fu il suo cane, un maschio chiamato appunto Chinook dal nome di una tribù di pellerossa dell’Oregon e stato di Washington – nato nel 1917 dall’incrocio fra Ningo, femmina di Siberian Husky, e Kim, mezzosangue San Bernardo. Chinook divenne un grande e forte cane di più di 45 kg, validissimo per il traino e famoso fra i bambini della zona per la sua bontà. Fu accoppiato con esemplari di varie razze, fra cui Siberian Huskies e un incrocio Pastore Tedesco/Belga. Divenuto famoso insieme a Chinook – fra l’altro salirono fin sul Monte Washington sotto l’imperversare delle bufere di neve –, Walden iniziò a selezionare i Chinook, così aveva chiamato la sua razza, producendo esemplari relativamente più leggeri e veloci e sempre caratterizzati da mansuetudine e affidabilità. Ebbe il merito di aver portato lo sport dello sleedog nel New England, tanto che nel 1924 fondò il New England Sled Dog Club, il più antico club nel suo genere e oggi ancora attivo. Questi cani vinsero molte gare ed erano potenti e resistenti.

1928, Seppala e la sua muta vincitori alla seconda edizione della Poland Spring Carnival Race.

1928, Seppala e la sua muta vincitori alla seconda edizione della Poland Spring Carnival Race.

Come accennato sopra, nel gennaio 1927, Seppala e Kingiak – un ragazzo eschimese assunto da Seppala per aiutarlo durante il tour – arrivarono a Wonalancet. Fu lì che Seppala, dopo aver sentito Walden vantarsi dei suoi cani, lo sfidò dicendo che il suo Togo di soli 22 kg (e che aveva ben 14 anni!) avrebbe potuto tirare qualsiasi peso riuscisse a muovere Chinook. Ci scommisero due sigari. Vinse Seppala e in seguito raccontò che “Walden era un buon sportivo e ammise che Togo aveva vinto i sigari per me”. Togo però vinse per via della maggiore esperienza. Difatti Chinook tirava la slitta caricata di sacchi di cemento ma vanamente, poiché i pattini per via del gelo si erano saldati alla neve. Togo invece saltò violentemente a destra e poi a sinistra e gli strattoni delle corregge a cui era legato sbloccarono la slitta. Per sovrammercato, quando già stava avanzando, l’eschimese Kingiak, d’accordo con Seppala, liberò uno dei polli dello stesso Walden davanti al cane e quello immediatamente lo inseguì, slitta carica inclusa.

I due, che avevano fatto amicizia ma erano anche rivali, in quello stesso mese si iscrissero alla seconda edizione della Poland Spring Carnival Race, nel Maine, ognuno per sé e con i propri cani Siberian Huskies e Chinook. La differenza di dimensioni e potenza fra le due razze era tale che parecchi abitanti protestarono adducendo il fatto che lo scontro non fosse leale. Seppala non era tanto preoccupato per questo ma semmai per il fatto che i suoi cani, a causa dell’inattività data dal lungo tour, erano fuori allenamento, e inoltre che avrebbero avuto difficoltà per via della temperatura relativamente più calda di quella zona. Comunque, il 27 gennaio 1928 la gara partì, con sette team in lizza, quasi tutti con cani Chinook. Per fortuna di Seppala faceva molto freddo. Seppala perse alcuni minuti preziosi alla partenza in quanto i suoi cani percepirono subito l’odore della pancetta che una donna stava friggendo sulla stufa, dentro casa sua ma con la porta aperta. La muta in un lampo entrò in casa, fra la comprensibile paura della donna, che quasi svenne. Dopo essersi scusato Seppala partì, prese velocità e raggiunse la slitta più vicina, guidata da Elizabeth Ricker, che generosamente accostò e lo lasciò passare.

Senonché i cani Chinook della donna si aggrovigliarono e presero immediatamente a lottare fra loro. Seppala, altrettanto generosamente, si fermò e aiutò la donna a riprendere in mano la situazione, dopodichè ripartì. I quattro cani della Ricker dovevano però essere particolarmente eccitati perché poco dopo, mentre la donna si era fermata per mangiare un panino, videro una puzzola e immediatamente la inseguirono, slitta inclusa, lasciandola lì a piedi per un po’. Naturalmente la Ricker alla gara si piazzò ultima. Comunque sia, la slitta e i cani di Seppala – ormai cinquantacinquenne sebbene ancora in gamba, tanto che al traguardo fece tre capriole consecutive – erano troppo veloci (anche se in questa gara diversi team stabilirono nuovi record per i Chinook e altri ci si avvicinarono molto) e giunsero per primi al traguardo con una media di 16,5 km. all’ora. Walden arrivò secondo, 7 minuti dopo. Dopo tanti anni insieme, Togo non aveva accompagnato il padrone ma aveva tirato la slitta dell’eschimese Kingkeah, giunta sesta.

Elizabeth Ricker e Togo, a Poland Spring.

Elizabeth Ricker e Togo, a Poland Spring.

Durante la Poland Spring Carnival Race, Seppala aveva conosciuto Elizabeth P. Ricker Jr., della famiglia sponsorizzatrice dell’evento (avevano un hotel) nonché musher partecipante alla gara, e decisero di creare lì a Poland un centro di allevamento di Siberian Huskies, collaborando fino al 1931. Seppala non avrebbe mai venduto Togo, ma aveva capito che il fedele amico era ormai troppo vecchio per quella dura vita e quindi lo lasciò, con altri Siberian Huskies, alla signora Ricker. Immaginabile lo strazio del momento, sia da parte del musher norvegese sia da parte di Togo, che forse aveva capito. Seppala raccontò: “Fu una triste separazione in una fredda e grigia mattina di marzo. Togo appoggiò una zampa sul mio ginocchio, come per chiedermi perché non lo portassi con me anche quella volta “. Togo rimase a Poland Spring per due anni, probabilmente sempre in attesa del suo amico, accudito dalla Ricker.

Togo.

Togo.

fino al 5 dicembre 1929, quando fu “addormentato”. Aveva 16 anni. Tutti i giornali, e non solo statunitensi, ne celebrarono la morte. L’affranto Seppala ne donò il corpo all’Iditarod Trail Sled Dog Race Museum di Wasilla, in Alaska, dov’è ora in mostra imbalsamato. Lo scheletro invece è al Peabody Museum of Natural History dell’Università di Yale.

Nel 1929 morì anche il rivale Chinook, ormai dodicenne. Walden, con alcune decine di cani della stessa razza, aveva partecipato alla grande spedizione antartica dell’ammiraglio Richard E. Byrd. Ma purtroppo, il 17 gennaio 1929, proprio il fedele Chinook si perse e non fu mai ritrovato. Grande fu il cordoglio per la morte del cane, persino all’estero, e Walden chiese e ottenne che a lui venisse dedicato il percorso 113A da Tamworth a Wonalancet, New Hampshire, che infatti ancora oggi si chiama “Sentiero Chinook”. La perdita del suo cane aveva molto amareggiato Walden, che perse la voglia di continuare il suo lavoro. Il crollo della Borsa di Wall Street del 1929 inoltre l’aveva portato sul lastrico, e a questo si aggiunse l’infermità della moglie Kate. Perse tutto e vendette il canile a una sua amica, Eva Brunelle Seeley, oggi considerata “la madre degli Alaskan Malamute”. Walden continuò a vivere nella sua casa di Wonalancet, dove il 26 marzo 1947 scoppiò un incendio. L’uomo salvò la moglie, ma non se stesso. Uomini di altri tempi, purtroppo.

Seppala andò a rivedere Togo al museo, 31 anni dopo la sua morte.

Seppala andò a rivedere Togo al museo, 31 anni dopo la sua morte.

Seppala non dimenticò mai il suo cane. Nel 1960 dichiarò: “Non ho mai avuto un cane migliore di Togo. La sua capacità di resistenza, la lealtà e l’intelligenza non potevano essere migliorati. Togo è stato il miglior cane che abbia mai percorso le piste dell’Alaska”. Seppala e sua moglie nel 1946 si erano trasferiti a Seattle, Washington. Nel 1961 il grande musher ebbe il desiderio di rivedere la sua Alaska, dove fu accolto, giustamente, come un eroe.

Seppala morì a 89 anni, il 28 gennaio 1967. A lui è stata dedicata la Seppala Drive, strada di Nome che collega con l’aeroporto; l’Alaska Airlines ha istituito il Leonhard Seppala Humanitarian Award; a Tromsø in Norvegia c’è la strada Leonhard Seppolasvei; nell’altra città norvegese di Skibotn gli hanno dedicato un monumento. Ma ci piace pensare che Seppala avrebbe gradito molto di più ciò che effettivamente avvenne. Le sue ceneri furono sparse lungo la Iditarod Trail.