(continua dalla parte seconda) Pare invece che nel caso del Pastore Olandese e pure dei Pastori Belga (anche il Belgio fu occupato) ciò non sia successo. Visto che entrambe le razze erano e sono ottime a livello militare, alcuni studiosi riportano che molti esemplari siano stati sequestrati e trasferiti in Germania per essere addestrati. Sarà, ma nonostante le ricerche fatte non abbiamo trovato nessuna conferma di ciò e meno che mai fotografica. I tedeschi usavano moltissimo il Pastore Tedesco e molto meno Boxer, Dobermann, Rottweiler (e persino Alani) ma, a quanto pare, nessun Olandese e Belga. Semmai riteniamo che, trattamento di favore verso gli olandesi o no, sia capitato il solito e cioè che le truppe di occupazione sequestrassero il bestiame quando necessario e che i cani da pastore che li proteggevano venissero semplicemente uccisi. Inoltre, senza bestiame i cani erano inutili e costituivano una ulteriore bocca da sfamare per gli olandesi.

Addestramento di Utilità e Difesa di un Pastore Olandese, Allevamento Malanoche.

Il problema per il Pastore Olandese – e ovviamente molto più per la popolazione – arrivò poi con la  carestia che colpì i Paesi Bassi nel 1944-1945, conosciuta come Hongerwinter (traduzione, inverno della fame), e che colpì la popolazione a causa del blocco dei rifornimenti da parte di entrambe le fazioni belligeranti al fine di privare le truppe di quanto necessario. Ma naturalmente ci andò di mezzo soprattutto la popolazione. Le scorte alimentari nelle città si esaurirono rapidamente. Le razioni per adulti scesero a 580 calorie al giorno, il burro scomparve del tutto, si aveva diritto a poco più di un kg di margarina ogni sette mesi, a un etto di formaggio ogni due settimane, a quattro etti di pane e un kg di patate alla settimana. Furono mangiati persino i bulbi dei tulipani. Fece molto freddo e i fiumi e canali gelarono, ma non c’era legna per scaldarsi.

Morirono letteralmente di fame tra i 18.000 e i 22.000 olandesi ma ovviamente quelli che la subirono furono milioni, anche coloro che stavano in campagna. Dopo la guerra generazioni di bambini olandesi ebbero conseguenze fisiche causate dalla fame. Per capire, la situazione fu così grave che i nemici ossia tedeschi e alleati si misero d’accordo: gli alleati avrebbero trasportato e scaricato dagli aerei carichi di aiuti alimentari e medicinali alla popolazione e i tedeschi non li avrebbero abbattuti, purchè seguissero una determinata rotta e comunicassero in anticipo il loro arrivo. E così avvenne. Ovvio che con una situazione di tale fame i cani siano quasi spariti, e in vari modi… La carestia cessò alla fine della guerra, nel 1945.

1945, si soccorrono dei bambini olandesi offrendogli una scodella di minestra.

Tornando ai cani, dopo la seconda guerra mondiale la situazione era quindi problematica con pochi esemplari sopravvissuti e fu necessario inserire nel Pastore Olandese un poco di sangue fresco e quindi ci furono accoppiamenti con cani di origine sconosciuta, insieme ad alcuni Malinois per la varietà a pelo corto e Tervuren per il pelo lungo (che nel 1938 era ormai considerato presente solo sull carta…). Nel 1959, con il permesso del club di razza, un Pastore Belga Laekenois fu usato per rinsanguare la varietà a pelo duro dell’Olandese. La razza, dopo avere subito altre modifiche quanto a colori, fu riconosciuta dalla FCI nel 1960.

Benchè ancora poco diffusa, questa razza si sta facendo conoscere velocemente e finora è anche ben allevata. Dotato di grande fiuto e intelligenza, equilibrato ed atletico – i maschi pesano poco più di 30 kg – , è un ottimo cane da guardia e da difesa e sa fare bene praticamente tutto, come il Pastore Belga e il Pastore Tedesco. Grazie al sensibilissimo olfatto che gli permette di operare alla ricerca di droghe ed esplosivi (Artessa van Diepenalm, detta Tess, insieme al suo gestore W. Sipman del dipartimento delle dogane olandese, era eccezionale nel ritrovamento di narcotici) così come per nella ricerca di persone dopo i terremoti (Ellerd Azoer van Hollands Gasthuis divenne famosa durante i soccorsi in Armenia dopo il terremoto del 1989), questi cani sono molto affidabili, con il vantaggio di essere, di norma, meno “spinti” e più gestibili dei Pastori Belga. Pure a livello militare il Pastore Olandese si fa sempre più spazio nell’ambito K-9, operando in vari eserciti e quasi ovunque, ma molto meno nelle aree notevolmente fredde in cui viene  preferito il Pastore Tedesco.

Per celebrare i cani militari, il Servizio postale degli Stati Uniti ha emesso nel 2019 una serie di francobolli Usps Military Working Dog, nonchè cartoline commemorative e buste da lettera, con le quattro razze più utilizzate nelle azioni militari e tra questi c’è il Pastore Olandese. Le altre sono il Pastore Tedesco, il Labrador Retriever e il Pastore Belga Malinois. Ogni razza è stata rappresentata su uno sfondo rosso o blu con stelle bianche, a menzione della bandiera degli Stati Uniti. Non solo, per ogni razza è stato realizzato un video che ne spiega le caratteristiche, e mostra come vengono addestrati ed equipaggiati i cani e in che tipo di operazioni sono impiegati.

Un Pastore Olandese dell’Allevamento Malanoche.

Anche l’Esercito Italiano usa i Pastori Olandesi, come tutte le altre razze addestrati al Centro militare veterinario di Grosseto (CeMiVet). Basco, un Pastore Olandese “veterano di guerra” – aveva anche scoperto  un’autobomba a Kabul – è morto di vecchiaia il 20 aprile dell’anno scorso alla veneranda età di 16 anni, serenamente fra le braccia del suo gestore/amico. E crediamo che per un cane sia la cosa più bella che possa desiderare.

Il sergente addestratore cinofilo Usa  Christopher Ogle con la femmina di
Pastore Olandese Laika, Hadar, Iraq, 2016.

Anche le forze di polizia impiegano questa razza, come negli Stati Uniti, e sovente la semplice presenza del cane è sufficiente per i sospettati per decidere di arrendersi volontariamente. A differenza di un proiettile il cane può essere fermato dal gestore limitando i danni. Ma sono comunque convincenti. Il poliziotto Dean Weckerle della California Highway Patrol dichiarò: “Quando ti guardano in faccia sembra come se tu gli dovessi dare dei soldi…”.

Un K-9 con un addestramento base – spesso allevato in Europa – costa in media costa circa 10.000 dollari, ma ogni ulteriore specializzazione (per esempio per nuovi esplosivi o droghe) della durata di cinque settimane  ne costa altri 4.000. Gli agenti di polizia degli Usa prima di ricevere il cane devono seguire un corso base di 240 ore, e ogni anno devono superare dei test per la certificazione. L’impiego dei cani, per via della velocità con cui possono condurre una ricerca o fornire una soluzione rapida a una situazione, permette a ogni dipartimento di risparmiare annualmente i costi del personale di polizia per circa 800-1.000 ore lavorative. https://www.youtube.com/watch?v=SUg_h9j8zks.

Un agente di polizia con il suo fidato Pastore Olandese.