di Stefano Baudizzone *

Cos’è il Mondioring? La risposta è semplice e complessa al tempo stesso: per alcuni è una delle discipline cinofile più belle e complete che si possano praticare, per altri un insieme di esercizi senza ordine né precisione, per altri ancora un brutto spettacolo dove “i cani mordono l’uomo”. Cercheremo con questo articolo di fare chiarezza, raccontando la storia di questa splendida disciplina, le sue regole e i perché dei suoi esercizi.

Cominciamo con il dire che il “Mondio” (cosi viene chiamato da chi lo pratica), nacque quando i praticanti di differenti discipline di costume decisero di stilare un regolamento comune per potersi confrontare gli uni con gli altri. La prima riunione informale, alla quale parteciparono appassionati belgi, francesi e olandesi, si svolse nel giugno 1981 a Tournai, in Belgio. Nel 1982 se ne tenne un’altra a Rotterdam, nei Paesi Bassi (per la cronaca, ricordiamo che l’Olanda non è uno stato ma solo due province dello stato Paesi Bassi), nelle cui prove – alle quali parteciparono addestratori come Daniel Boulais, André Noel, André Varlet, André Landais, Philippe Belloni – si vide veramente di tutto: il cane Ours de la Noaillerie di André Noel saltò come se nulla fosse la palizzata alta 2,5 metri per ben 20 volte, mentre quello militare di André Varlet morse al viso Philippe Belloni! Insomma, c’era tanta carne al fuoco ma anche tanto da fare e limare e così si studiò il meglio nei successivi incontri del 6 ottobre 1985 a Tournai e del 9 marzo 1986 a Nancy (Francia). Il primo torneo di Mondioring si svolse a Tournai il 3 ottobre 1987 con diciassette partecipanti provenienti, oltre che dal Belgio, da Svizzera, Paesi Bassi e Francia. https://www.youtube.com/watch?v=eIeQWfwXtjw

Una cosa: sopra abbiamo citato palizzate alte 2,5 metri (ma sono stati superati abbondantemente i 3) e c’era un motivo e cioè ci si era basati su valori esistenti in Belgio, dove i piccoli canali d’acqua (wattergans) erano larghi 1,5 metri e delimitati su una sponda da una siepe alta 1-1,2 metri. I canali più grandi (fossé) arrivavano a 4 di larghezza, mentre le recinzioni e muri dei cortili andavano da 2 a 2,5 metri. Per questi motivi a metà degli anni ’90 si decise che i cani gareggianti dovevano superare ostacoli di 1,2 metri di altezza e un altro di 4,5 di lunghezza (ma senza i fossati, prima scavati al fine di riprodurre in parte i canali ma infine rivelatisi di complessa e probabilmente inutile realizzazione),e una palizzata alta 2,5 metri, poi abbassata a 2,3 per ridurre i rischi per il cane.

Prima abbiamo citato le “discipline di costume”. Bene, con questo si intende che il cane negli esercizi di difesa può mordere il figurante in qualunque parte del corpo, che è protetto da un apposito costume a differenza della disciplina IPO (Internationale Prüfungsordnung, che significa Regolamento Internazionale dei Concorsi) in cui il morso deve essere portato solamente sulla manica.

Questi appassionati praticanti chiarirono da subito il desiderio che le gare dovessero essere un divertimento per tutti, cani, conduttori e pubblico, infatti il regolamento cita ancora oggi che la prova deve “essere un divertimento per il pubblico, un gioco con difficoltà crescenti per i partecipanti, un momento di confronto e competizione per gli appassionati di addestramento, ed infine mettere in evidenza il patrimonio genetico del cane”. Inoltre il regolamento si propone di essere conciso, semplice e chiaro nella sua descrizione, invitando i giudici a non dimenticare la filosofia con cui è stato redatto quando giudicano un concorso. Non troveremo mai un concorso uguale all’altro, perché la particolarità del Mondio è quella che prevede un tema per ogni gara: l’organizzazione comunica il tema e il terreno di gara sarà attrezzato/addobbato con materiali inerenti il tema stesso; se il tema è il calcio, sicuramente troveremo palloni, manichini vestiti da calciatori, porte e tutto quello che può rammentare una partita. Se sarà la fattoria potremo trovare balle di paglia, steccati, animali di peluche e animali finti in grandezza reale, trattori o altre macchine agricole, e così via. Ciò significa che i cani in concorso si trovano a dover eseguire gli esercizi in situazioni simili alla realtà, dovendosi adattare a ogni variante (questo significa che non possono vivere solo in campo e in box ma devono vivere la quotidianità insieme al conduttore). https://www.youtube.com/watch?v=zTM8BJKUF1k

Il Mondioring? Un gioco per tutti.

L’unica sequenza fissa è quella dei gruppi di esercizi e cioè il cane entra in campo ed esegue prima tutti gli esercizi di obbedienza, poi tutti i salti e in chiusura quelli di difesa, inoltre il soggetto entra in campo ed esegue tutte e tre le sezioni senza soluzione di continuità rimanendo impegnato per un periodo di tempo che varia dai 15 ai 40 minuti a seconda della categoria. Proprio a causa di questa differenza da un concorso all’altro, prima della prova i concorrenti hanno la possibilità di conoscere come si svolgerà la stessa grazie al cosiddetto “cane bianco” che altri non è che un soggetto fuori concorso che esegue tutti gli esercizi nella sequenza corretta e con le modalità che apparterranno al concorso. Quindi stesso riporto, condotta, posizioni e tutto il resto. Durante la prova del cane bianco i concorrenti entrano in campo per valutare al meglio quello che li aspetta e nel caso di dubbi o non condivisione di alcuni esercizi hanno la facoltà di parlarne con i giudici per ottenere chiarimenti. Al contempo i giudici possono valutare il lavoro degli UAM (acronimo di Uomini Assistenti Mondioring) e calibrarne le azioni se dovessero essere diverse dalle aspettative. https://www.youtube.com/watch?v=wOSkqx42Wls

Andiamo adesso ad analizzare i singoli esercizi cercando di descrivere l’esecuzione, le difficoltà e le particolarità. Il cane entra in campo sprovvisto di collare e guinzaglio e lo rimane per tutta la durata del concorso.

Condotta al piede senza guinzaglio

Il binomio (conduttore e cane) deve seguire un percorso tracciato dal giudice e che deve comprendere almeno tre cambi di direzione, un dietrofront e due fermate. Oltre a queste direttive, il giudice può essere libero di comprendere nell’esercizio il superamento di piccoli ostacoli, il trasporto di oggetti oppure il travestimento parziale del conduttore (in una gara abbiamo gareggiato con il cappello dei puffi, in un’altra con il cappello da contadino, in un’altra ancora con un kilt scozzese). Il valore di questo esercizio è basso (6 punti) perché il cane deve essere sotto controllo per tutto il concorso dimostrando la tenuta della condotta per lungo tempo.

Assenza del conduttore

Il cane deve mantenere la posizione di terra in cat.1 e 2, mentre in cat.3 potrebbe anche essere lasciato seduto, mentre il conduttore si allontana andando a nascondersi alla vista del cane per un minuto. In questo lasso di tempo viene fatta una distrazione per spingere il cane ad abbandonare o cambiare la posizione. Un minuto può sembrare poco ma la difficoltà è proprio nella breve durata perché il cane, invece di attendere rilassato il ritorno del conduttore, sapendo che a breve riprenderà gli esercizi tende a mantenere uno stato di tensione che al momento della distrazione potrebbe farlo scattare immediatamente. La diversione, che deve avvenire ad almeno dieci metri di distanza in cat.1 e 2 e a cinque in cat.3, può essere di diverso tipo, come due persone che giocano a calcio, una macchinina radiocomandata che si muove sul terreno, due coperchi che sbattono… Una volta abbiamo avuto un uomo che lasciandosi andare su un cavo d’acciaio passava sulla verticale del cane alla distanza corretta, facendo rumore con dei coperchi! Insomma, si cerca di escogitare qualcosa che potenzialmente distrarrebbe qualsiasi cane, e pure molti esseri umani.

Invio in avanti

Il cane, partendo da fermo vicino al conduttore, deve allontanarsi in linea retta fino a superare una linea posta a 20-30 oppure 40 metri di distanza e una volta che l’avrà fatto il conduttore dovrà richiamarlo facendolo tornare velocemente al suo fianco. La difficoltà è dovuta all’ambientazione, in quanto tutti noi prepariamo il cane nell’invio usando il cosidetto target, quindi spesso i soggetti, soprattutto quelli giovani, vengono tratti in inganno da quello che vedono sul campo gara.

Posizioni

Il cane deve assumere – su indicazione del conduttore che si trova a una distanza che varia dai 5 ai 15 metri – le posizioni di seduto, terra e in piedi, in una sequenza che varia a ogni concorso ma sempre senza muoversi dal posto in cui viene lasciato. Il regolamento prevede che il cane debba essere visto dal conduttore e qui è lasciata piena libertà di interpretazione ai giudici. Ciò significa che il conduttore può trovarsi all’interno di un nascondiglio che comunque gli permette di osservare il cane. Se quest’ultimo non esegue la posizione richiesta dopo tre tentativi, l’esercizio viene interrotto e il punteggio corrisponderà alle posizioni eseguite fino a quel momento.

Rifiuto del boccone

In questo esercizio, nella cat.1 al cane, che è da solo in una posizione di resta e quindi senza conduttore, viene lanciato un boccone di varia natura (carne, pesce, formaggio, pane) della dimensione non più grande di un pugno. Il cane non deve ovviamente mangiarlo e nemmeno leccarlo. In cat.2 e 3 i bocconi lanciati al cane sono due, oltre ad altri sei che vengono disseminati sul terreno e che il cane potrebbe trovare mentre esegue degli esercizi in cui il conduttore non è presente quali invio in avanti, riporto, ricerca e discriminazione olfattiva. Insomma, nella pianificazione di questa prova gli uomini si calano nei panni del diavolo tentatore… Il cibo può essere lanciato fra le zampe del cane oppure offerto dalle mani o direttamente tramite una ciotola. La dimensione del boccone non più grande del pugno serve a far sì che il cane sia tentato di inghiottire velocemente quello che gli viene offerto, evitando che gli possa essere tolto dalla bocca, come di sovente accade nella vita di tutti i giorni. Non solo, il cane pur sapendo benissimo di non doverlo fare, potrebbe essere tentato di ingollarlo alla chetichella sperando di farla franca. Avrete capito che qui si cerca di indurre in tentazione e in modo subdolo proprio lui, il migliore amico dell’uomo!

Riporto dell’oggetto

L’oggetto da riportare può essere qualunque cosa che possa essere presa in bocca dal cane, che non superi il peso di un chilogrammo e non deve essere di vetro o di metallo. Deve essere lanciato ad almeno cique metri di distanza, il cane deve portarlo su comando del conduttore senza masticarlo, giocarci o lasciarlo cadere e deve consegnarlo da seduto. Se pensiamo a un cane che riporta uno straccio bagnato, è difficile non immaginare lo stesso che al momento di prenderlo in bocca non scrolli la testa simulando l’uccisione della preda. Eppure in questi concorsi non deve farlo. Deve anche ragionare: per esempio nella raccolta di un freesbe dovrà cercare di spostarlo da terra per migliorare la sua presa, studiando il modo migliore per riportarlo. Questo è un esercizio che frequentemente ci dimostra che i cani valutano la natura dell’oggetto, lo guardano, annusano, spostano e quindi lo raccolgono nel modo che loro ritengono ottimale. I cani ragionano perfettamente.

Ricerca di un oggetto (discriminazione olfattiva)

Questo esercizio si trova in cat.2 e cat.3. Il cane deve individuare un oggetto di legno che il conduttore ha ricevuto all’inizio del concorso, posto a trenta metri di distanza fra altri tre o quattro oggetti identici a seconda della categoria. L’oggetto è un parallelepipedo di legno della lunghezza di 15 cm e con una sezione di due centimetri per due. Su comando del conduttore il cane deve andare a cercarlo (il conduttore l’ha toccato e quindi vi ha lasciato il suo odore) e riportarlo nel tempo di un minuto. La difficoltà è che i cani vengono lavorati per eseguire velocemente il riporto dell’oggetto (in 15 secondi) e quando si trovano nelle condizioni di dover riportare un oggetto, nella fretta di tornare sono tentati di prendere il primo che trovano… Oppure, tratti in inganno dalla coreografia perdono tempo a individuare la zona in cui si trova, portandolo fuori tempo massimo (chi scrive ai campionati del mondo ha perso cinque posizioni per la consegna dell’oggetto, tre secondi fuori tempo e arrivando quindi 10° anziché 5°… Ma è vero che con i se e con i ma, tutti vinceremmo il campionato del mondo).

Esercizi di salto

I salti, come abbiamo già scritto, del Mondioring sono tre: palizzata, salto in alto e salto in lungo. In cat.1 deve essere eseguito un solo salto a scelta del conduttore, nella cat.2 è obbligatorio eseguire il salto in alto e a scelta la palizzata o il salto in lungo, mentre in cat.3 è obbligatorio eseguire tutti e tre i salti.

Salto in alto

In cat.1 l’altezza da superare è di un metro, mentre in cat.2 e cat.3 è di un metro e venti. In queste due ultime categorie è lasciata facoltà al conduttore di far eseguire un salto di altezza ridotta, ma con un’ovvia decurtazione di punti. Il cane viene posto frontalmente all’ostacolo, il conduttore si porta in corrispondenza del piliere e su indicazione del giudice comanda il salto, all’atterraggio il cane deve fermarsi ed eseguire il salto di ritorno sempre su indicazione del conduttore. Eseguito il ritorno deve essere rimesso al piede. Sono permessi tre tentativi per ottenere il risultato, dopodiché se il cane non esegue il salto, l’esercizio è nullo .

Palizzata

La palizzata è composta da una parete verticale – in cat.1 l’altezza è di 1,80 metri, in cat.2 di 2,10 e in cat.3 di 2,30 – e da una parte inclinata che facilita l’atterraggio del cane nella parte finale dell’esercizio. Anche in questo ostacolo è permesso ai concorrenti delle due categorie superiori di poter superare un’altezza inferiore del massimo previsto. Avendo a disposizione tre tentativi molti concorrenti, sia per scaldare i muscoli al cane sia per guadagnare comunque almeno i punti dell’altezza inferiore, iniziano con una misura più bassa per poi salire gradualmente.

Salto in lungo

Il salto in lungo è composto da un telaio lungo tre metri e largo due, il cui compito è quello di reggere delle strisce di stoffa o delle aste di plastica, nonché da una plancia basculante di un metro per due che rappresenta la parte finale. La parte basculante è fondamentale per attutire l’urto in caso di salto sbagliato. L’altezza varia da 10 cm all’inizio dell’ostacolo ai 30 della fine della plancia basculante. La lunghezza dell’ostacolo tuttavia varia a seconda delle tre categorie ed è rispettivamente di 3, 3,5 e 4 metri. Normalmente lo si vede eseguire in cat.3 in quanto è il salto più difficile da insegnare.

Esercizi di difesa

In questi esercizi il cane deve mordere un assistente del giudice (il già citato UAM, acronimo di Uomini Assistenti Mondioring). L’UAM è protetto da un costume in materiale apposito dalle caviglie, al collo e fino ai polsi; in pratica tutto il corpo è protetto perché il cane è libero di portare il morso in ogni parte. La figura dello UAM è fondamentale in questo sport perché a seconda del suo stile e delle sue capacità metterà in difficoltà i cani concorrenti modificandone quindi il punteggio ottenuto. Nel relativo codice deontologico viene data estrema importanza al benessere del cane, per cui ogni movimento dev’essere sempre fatto pensando alle caratteristiche fisiche dei cani e non semplicemente per mettersi in mostra (70-80 chilogrammi di uomo, protetti da un costume, potrebbero sempre avere la meglio su un cane di 30…). Il regolamento infatti prevede che il comportamento dello UAM dev’essere naturale, come se fosse sprovvisto della protezione.

Attacco frontale con bastone

Il cane deve andare a mordere il figurante, posto a 30, 40 o 50 metri di distanza e provvisto di un bastone utilizzato per impressionare il cane. Il bastone consiste in una canna di bambù della lunghezza di circa 60 cm e del diametro di 2,5-3 cm tagliata in quattro parti nel senso della lunghezza. Non può essere usato per colpire il cane ma solo per impressionarlo, mettendo in mostra il coraggio e la determinazione dello stesso. Per tentare di rallentare l’arrivo del cane, oltre all’uso del bastone sono consentiti al massimo due passi di carica verso il soggetto (mettetevi al posto del cane che si vede affrontare da un uomo armato di bastone che lo carica per allontanarlo da sé). Rallentamenti, titubanza , deviazioni sono penalizzate pesantemente. Nelle categorie 2 e 3 il cane deve anche superare un ostacolo il cui fine è quello di rallentare la corsa e quindi la velocità di entrata sullo UAM. Questo ostacolo non deve superare gli 80 cm di altezza per una larghezza di 80 massima e infine la lunghezza minima di 8 metri. Si possono usare balle di paglia, tubi dell’agility, pneumatici. Possono essere usati anche ostacoli contenenti acqua, in questo caso l’altezza massima è di 25 cm. E’ di fondamentale importanza il controllo da parte del conduttore, infatti su 50 punti totali disponibili, 10 sono per la partenza, 30 per la fase del morso e 10 per il lascia e il ritorno.

L’esercizio si svolge nel seguente modo: cane e conduttore si pongono nel punto indicato per l’inizio dell’esercizio, lo UAM si avvicina a 10 metri, stimola il cane con il bastone e con movimenti minacciosi quindi si allontana fino al punto in cui dovrà avvenire il contatto con il cane; per tutto il tempo in cui viene stimolato, il cane deve mantenere la posizione vicino al conduttore senza interventi da parte dello stesso e verrà mandato all’attacco solo dopo il segnale del giudice. Al comando dovrà andare il più velocemente possibile contro lo UAM rimanendo in presa per dieci secondi e contrastando tutti i movimenti minacciosi e fisici fatti per fargli perdere la presa. Su segnale del giudice il conduttore dovrà richiamare il cane che deve lasciare immediatamente e tornare al piede. Tardare a mordere o perdere la presa comporta una penalità pari a 3 punti a secondo , come pure il cambio di presa (nel caso sia rapido un solo punto di penalità). Un secondo comando di lascia costa cinque punti ma se dopo tre comandi il cane non lascia, viene escluso dalla prova. Quando il cane viene richiamato lo UAM dovrà immobilizzarsi e non potrà cambiare posizione fino al segnale del giudice che comunica la fine dell’esercizio. Nelle categorie 2 e 3 dovrà porsi a una distanza fra i 3 e i 5 metri dall’ostacolo al fine di permettere al cane di atterrare, coordinarsi ed effettuare la presa senza pericoli. Nel caso in cui il cane dovesse perdere o mancare la presa, lo UAM è autorizzato a schivare ed evitare il cane. Nelle categorie 2 e 3 il bastone può essere sostituito da un accessorio, che non dovrà mai essere pericoloso per il cane.

Se il cane parte prima del segnale del giudice, deve essere richiamato perdendo 10 punti, se parte una seconda volta senza autorizzazione l’esercizio è nullo con penalità di 50 punti. Ciò dimostra quanto sia importante il controllo in una disciplina dove, seppur in modo ludico (sfruttando la pulsione predatoria), il cane deve mordere una persona. Questo controllo deve essere mantenuto durante tutto il concorso, perché la valutazione da parte del giudice non relativa ai singoli esercizi ma anche nei vari spostamenti.

Attacco frontale con accessori

In questo attacco lo UAM è provvisto di oggetti la cui funzione è quella di impressionare il cane. I più diffusi sono accessori formati da strisce di nylon (tipo bordo ring) tagliate in striscioline di 10 cm circa di larghezza e della lunghezza che può arrivare ai tre metri, unite fra loro in numero considerevole formando una vera e propria barriera morbida all’arrivo del cane; frequenti anche le bottiglie di plastica vuote legate una all’altra creando così oltre all’effetto visivo anche un grande rumore, oppure getti d’acqua lanciati tramite tubi, secchi o bottiglie. Quello che è importante è che l’accessorio non sia pericoloso, che sia attraversabile dal cane e inoltre non deve essere usato per nascondercisi dietro e schivare il cane all’ultimo (comportamento purtroppo diffuso dagli UAM con poca esperienza). Sarà dovere del giudice, in caso di errore da parte dello UAM, valutare l’esercizio senza tenere conto degli errori del suo assistente, provvedendo a richiamarlo per avere un lavoro corretto e il più possibile uguale per tutti i concorrenti. Nel caso in cui il cane, al momento della presa, dovesse avere parte dell’accessorio in bocca, lo UAM dovrà obbligatoriamente lasciare l’oggetto per evitare qualunque inconveniente alla bocca del concorrente. Le prescrizioni dell’esercizio sono identiche all’attacco con bastone, dalla partenza al morso e anche il ritorno.

Attacco con fuga

Il cane, su comando del conduttore, deve raggiungere e mordere lo UAM, che scappa dando la schiena al cane. Quando il cane è in presa l’uomo deve difendersi vigorosamente per testare la qualità del morso, ma senza brutalità; inoltre, mentre il soggetto è in presa, vengono esplosi due colpi di pistola calibro 9 mm. Al momento del lascia lo UAM si immobilizza e il cane deve lasciare immediatamente la presa. Fra chi assiste alle gare senza grandi esperienza cinofila, normalmente il commento è: “Hai visto? non si è nemmeno spaventato per il colpo di pistola!”. In realtà la difficoltà non consiste nel lasciare o no sul colpo, quanto abbandonare la colluttazione subito dopo, quando il gioco è diventato più duro e il cane con una buona tempra ha più difficoltà a lasciare la presa.

Falso attacco in fuga

Questo esercizio si trova solo in cat.3 e consiste nel fermare il cane lanciato all’attacco sullo UAM, che scappa a una distanza pari o inferiore ai tre metri dallo stesso. Il difficile è che molte volte il conduttore impartisce l’ordine di attacco ma senza sapere se subito dopo dovrà arrestare il cane oppure no. Difatti, quando il binomio entra in campo deve sorteggiare il falso attacco per stabilire se questo sarà il primo dei due attacchi in fuga oppure il secondo; solo il giudice conosce l’esito dell’estrazione e lo comunica esclusivamente a partenza del cane. Se quest’ultimo viene richiamato fra i tre e i dieci metri di distanza dallo UAM viene decurtato un punto a metro, se va oltre l’esercizio è nullo. Ovviamente è nullo anche se il cane non si ferma o morde lo UAM o non torna dal conduttore. In caso di esecuzione corretta il punteggio è il risultato di un calcolo aritmetico che comprende i punti conseguiti nei due attacchi frontali (bastone e accessori) perché risulta sicuramente più difficile fermare un cane che ha totalizzato un punteggio pieno, piuttosto che quello che ha avuto delle titubanze e dei ritardi nell’entrata.

Ricerca e scorta

Il punto di partenza dell’esercizio è deciso dal giudice e potrebbe essere anche da seduto (il conduttore) o in un punto del campo in cui cane e conduttore non possono vedersi. Il cane, sempre su comando del conduttore, senza alcun aiuto deve trovare il figurante UAM che è celato all’interno di uno dei sette nascondigli previsti dal regolamento, di cui uno almeno uno mobile affinché si possa collocarlo là dove il giudice ritiene più opportuno. I nascondigli possono essere di varia natura, come tende da campeggio, casette per bambini, trailer trasporto cavalli o altro. Il tempo a disposizione del cane per trovare lo UAM varia da 2 a 3 minuti a seconda delle dimensioni del terreno e della difficoltà del nascondiglio. Una volta individuato e segnalato, il cane deve rimanere in vigilanza, e allora il conduttore si avvicina, ordina allo UAM di uscire e di seguire un percorso indicatogli precedentemente dal giudice mentre il cane lo scorta con il conduttore, che però si deve tenere ad almeno tre metri di distanza (quindi il cane esegue la scorta da solo). In questo tragitto lo UAM cercherà di scappare (ogni metro di distanza guadagnato sul cane comporta la decurtazione di un punto) e per tentare di trarre in inganno l’animale avrà pure a disposizione degli ostacoli che però potrà usare solo due volte. Ma deve camminare in modo naturale, non può usare gli ostacoli utilizzati per i salti (alto, palizzata e lungo) per tentare di fuggire, non può camminare all’indietro e non può fare rotazioni di 360 gradi. La fuga ordinata dal giudice va a sommarsi alle tre previste sul percorso.

Il cane naturalmente sa benissimo che proverà a fuggire – è lui è lì apposta… – e che dovrà prontamente fermarlo e morderlo, lasciando poi la presa su comando del conduttore. In caso di mancata vigilanza da parte del cane, sia al momento della scoperta (nel nascondiglio) sia alla fermata al termine del percorso prestabilito, il giudice può ordinare un fuga aggiuntiva. I punti a disposizione sono 10 per il ritrovamento e 30 per la scorta. In questo esercizio si esaltano le qualità degli UAM che sanno leggere i segnali del cane approfittando dell’attimo giusto per fuggire e distanziarlo il più possibile, così come risaltano le qualità dell’addestramento che mettono il cane in condizione di lavorare in autonomia, sicurezza, velocità ed efficienza.

Difesa del conduttore

I giudici in questo esercizio hanno modo di esibire tutta la loro fantasia, infatti si tratta di un esercizio in cui il conduttore e due UAM devono riprodurre una scena di vita reale, con incontri, trasporto di oggetti, dialoghi per una durata che può variare da uno fino a 4-5 minuti; il cane deve rimanere sempre molto vicino al conduttore, avendo ricevuto un solo comando all’inizio dell’esercizio, e deve intervenire solamente quando il conduttore viene aggredito da uno degli UAM in modo chiaro e veemente. Inoltre il contatto deve avvenire a due mani (affinché nella vita reale il cane non possa male interpretare la classica pacca sulla spalla, a una mano, dataci da un amico). La fase di morso dura 10 secondi e si interrompe al comando del conduttore. Segue una fase di vigilanza di 5 secondi e quindi il cane viene richiamato al piede.

Guardia dell’oggetto

Esercizio riservato alla cat.3, è considerato a ragione il più difficile da insegnare. Il cane viene lasciato in prossimità (o sopra) di un oggetto messo a disposizione dall’organizzazione, mentre il conduttore va a nascondersi alla vista del cane. I figuranti devono alternativamente cercare di impossessarsi dell’oggetto posto sotto la vigilanza del cane, mentre quest’ultimo ovviamente non deve permetterlo, arrivando a mordere quando lo UAM si avvicina troppo, ossia è a meno di due metri dall’oggetto. A questo punto il “ladro”, se morso (è chiaro che è protetto…) deve rimanere immobile due secondi e poi può iniziare un lavoro di contrasto al morso stimolando il cane a rimanere in presa, mentre invece dovrebbe lasciarla e tornare a vigilare l’oggetto lasciatogli in custodia dall’amato padrone. I tentativi di furto sono tre, due da parte di uno UAM e uno da parte dell’altro che di norma utilizza degli accessori (vedi sopra) che servono a spaventare, distrarre o sorprendere il cane oppure a confonderlo e nascondergli ciò che sta facendo lo UAM. Per facilitare il lavoro dei giudici l’oggetto viene posto al centro di due centri concentrici rispettivamente di due e cinque metri di raggio. Lo UAM può interagire con il cane, cercando di fargli abbandonare l’oggetto, solo all’interno del cerchio di due metri. Come abbiamo detto, il cane può mordere solo entro i due metri dall’oggetto, mentre se lo fa fra i due e i dieci metri viene penalizzato. Se addirittura morde dopo i dieci metri l’esercizio viene arrestato e il punteggio è pari a zero, come pure se il cane si lascia portare oltre i 10 metri di distanza dall’oggetto. https://www.youtube.com/watch?v=vvXP8v7-43o

Se analizziamo bene i vari esercizi di morso, noteremo quante difficoltà incontrano i cani nell’eseguirli: negli attacchi con bastone, fuga e accessori il cane viene inviato a mordere su indicazione del conduttore, mentre nella difesa deve mordere quando avviene un contatto evidente e a due mani da parte dello UAM nei confronti del conduttore; nella ricerca deve trovare ma senza mordere; nella scorta deve mordere nel momento in cui lo UAM cerca di scappare e senza alcun intervento da parte del conduttore; così come nella guardia all’oggetto, in cui il cane lavora in piena autonomia decidendo da sè quando intervenire. La fase delle interruzioni è altrettanto varia: negli esercizi di attacco con bastone, fuga e accessori lascia a comando e torna immediatamente al piede; nella difesa e nella scorta lascia a comando ma rimane in vigilanza; nel falso attacco deve interrompere l’azione senza mordere e nella guardia all’oggetto lascia in piena autonomia senza intervento del conduttore, rimanendo in vigilanza dell’oggetto stesso. Inoltre anche la durata della fase del morso è variabile: 10 secondi in bastone, fuga, difesa e accessori; nella scorta rimane in presa 3 secondi mentre nell’oggetto il tempo varia in base al comportamento più o meno corretto del cane.

Insomma, il tutto è contraddistinto da sequenze sempre diverse e quindi risulta molto difficile condizionare il cane come in altre discipline, perché qui prima il conduttore, e di conseguenza il cane, devono interpretare al meglio il concorso, analizzare le difficoltà e quindi risolverle in base alle proprie potenzialità. Inoltre nei campionati importanti è vietata la prova campo, quindi i cani entrano direttamente in gara per la prima volta all’inizio del concorso e tutto quello che si trovano davanti lo vedono per la prima volta. Potremmo dire che il Mondioring è sì un gioco per uomini e cani, ma uno di quei giochi rompicapo che necessitano di attenzione, adattamento, intelligenza, controllo e capacità. Come gli scacchi, giusto per fare un esempio, solo che il cane fa quello che gli è più congeniale e naturale, ossia valutare, inseguire, attaccare, proteggere e anche obbedire visto che come il progenitore lupo è un’animale sociale istintivamente rispettoso del comando dettato dalla gerarchia. Solo che nel Mondioring, appunto, gioca.

A questo punto vi domanderete quali cani sono adatti a questo sport. Bene, tutti, basta che siano atletici, fiduciosi, equilibrati e disposti a compiacere il loro padrone (e se stessi…). Tuttavia, la razza più utilizzata è il Pastore Belga Malinois, anche se sui campi si vedono anche Pastori Tedeschi, Dobermann, Pastori Olandesi e tanti altri. Alle gare riconosciute dall’Enci possono partecipare nella Categoria Debuttanti: cani di tutte le razze (anche senza pedigree) e di età superiore a dodici mesi; nella Categoria 1: tutti i soggetti con pedigree e oltre dodici mesi di età; nella Categoria 2: tutti i soggetti che abbiano ottenuto almeno due volte 160 punti in Cat.1; nella Categoria 3: tutti i soggetti che abbiano ottenuto almeno due volte 240 punti in Cat.2. Naturalmente i cani sono sottoposti anche alle usuali norme dell’Enci, e vale anche per i conduttori, che devono essere riconosciuti e iscritti all’ente. Inutile dire che, pena l’immediata squalifica, è assolutamente vietato qualsiasi atto di brutalità verso i cani. Negli Stati Uniti alle gare di Mondioring possono partecipare anche i meticci, mentre in Europa stranamente no.

*Stefano Baudizzone è titolare del centro di addestramento Kirbi, opera nella cinofilia da quasi quarant’anni ed è addestratore ufficiale ENCI, figurante ufficiale CAPB iscritto nell’elenco figuranti ufficiali IPO dell’ENCI, figurante ufficiale Mondioring ENCI e SCCF (Société Centrale Canine Français) e primo italiano a preparare e condurre un cane in Mondioring 3. Inoltre, fra l’altro, è stato preparatore e conduttore di diversi cani per i campionati internazionali e mondiali di Mondioring.