Questo numero di K9 Uomini e Cani è molto ricco, con speciali che nascono da una vastissima e lunga ricerca sui diversi temi. Il primo speciale tratta la rabbia, il cui virus quasi ovunque nel mondo causava praticamente la morte certa, finché il francese Louis Pasteur alla fine del XIX secolo non scoprì il vaccino. Una morte orribile, sia per gli umani sia per gli animali che ne venivano e ne vengono infettati. Ancora oggi muoiono ogni anno decine di migliaia di esseri umani, in particolare in India e in Africa. Nello speciale affrontiamo questa malattia virale nel mondo, dai primi resoconti storici, secoli prima di Cristo, fino a oggi. Crediamo si tratti della più esaustiva trattazione di questo tema fatta fino a oggi da un giornale. Credo che svelerà fatti e situazioni sconosciute, almeno ai più, anche se non si tratta certo di una lettura veloce, visto che abbiamo dovuto dividere lo speciale in sei servizi.

            Poi pubblichiamo un servizio su Rudolphina e Rudolph Menzel, coppia di cinofili austriaci di grandissima esperienza che, per questo motivo, furono chiamati ad addestrare i cani della polizia ed esercito austriaco e poi tedesco. Inclusi i cani delle SS e della Gestapo nazista. Che, per una coppia ebrea come loro, nel periodo di Hitler non era la cosa più prudente da fare. Crediamo che l’articolo vi incuriosirà. Ha incuriosito anche noi, soprattutto a proposito del fatto che degli ebrei addestrassero i cani che poi sarebbero stati impiegati dai nazisti soprattutto contro gli ebrei. Cosa che i Menzel non potevano non sapere. Comunque alla fine dovettero fuggire, e ci riuscirono grazie a un tenente proprio delle SS.

         Infine l’altro speciale, che parte dalla presentazione del film Togo della Disney. La trama riguarda una vicenda vera, la vita del musher Leonhard Seppala e del suo cane Togo e quindi il trasporto nel 1925 in Alaska e con cani da slitta di una antitossina necessaria per salvare molte persone, soprattutto bambini, colpiti dalla letale difterite nella cittadina di Nome. I venti musher con i loro centocinquanta cani riuscirono a coprire con una staffetta, in inverno e con condizioni climatiche terribili, ben 1085 km in meno di cinque giorni, quando normalmente lo si faceva in un mese. Ci riuscirono e Nome fu salva. Il secondo servizio dello speciale esamina nel dettaglio chi furono e cosa fecero questi musher e i loro cani, tutti eroi. Il terzo servizio, purtroppo, è una spiacevole ma doverosa esamina del comportamento di alcuni dei protagonisti di questa impresa, e credo che vi colpirà.

  

                       Buona lettura.

  

                                                                                               Giovanni Todaro