Eccoci qui, dopo la consueta pausa estiva. In questo numero di K9 Uomini e Cani partiamo con uno speciale attinente l’impiego del Cane Corso nella caccia, attività che va dall’antichità fino al XIX secolo, anche se la si pratica illegalmente anche oggi in certe occasioni in Italia, mentre all’estero avviene più spesso. Scoprirete la storia, molto dettagliata, di questo impiego, nonché alcune assurdità, del tutto false, riportate spesso in questo ambiente dai patiti dei copia/incolla.

     Poi passiamo ad alcuni cani tipo bull, come i cosiddetti American Bully Extreme, molti dei quali selezionati e creati da persone di infimo livello morale – e in alcuni casi veri e propri cagnari truffatori, anche in Italia – e che danno vita ad esemplari a cui viene scientemente negata una morfologia sana e una vita degna di essere vissuta. Il tutto per soldi e moda. Naturalmente chi acquista consapevolmente questi cani estremi – alimentandone così il mercato e il business – è colpevole di questi misfatti quanto chi li seleziona, senza scusante alcuna. Su questa tematica pubblichiamo un intervento di Giovanni Mazzone, presidente della federazione Fipken e in particolare appassionato delle razze di tipo bull da decenni. Cani similari, detti genericamente Shorty Bull e spesso notevolmente differenti uno dall’altro sia fisicamente sia caratterialmente, si sono resi protagonisti anche di attacchi alle persone. Addirittura allo stesso proprietario, con esito letale, come spieghiamo in un altro servizio.

      Passiamo poi al forse più famoso wolfdog a livello mondiale, il gigantesco Yuki, ormai anziano e gravemente malato di leucemia. Ma pure lui è stato vittima dell’uomo che l’ha selezionato, né cane né lupo, inaffidabile e da anni costretto per motivi di sicurezza a passare tutte le sue giornate in un recinto. Altra vittima di allevatori e clienti questa volta “lupologi”, senza arte né parte e manco esperienza. Ancora una volta, un business di cui faremmo veramente a meno.

 

            Buona lettura.

 

                                                                                                  Giovanni Todaro