Siamo arrivati al numero di febbraio di K9 Uomini e Cani e anche questa volta riteniamo di avere inserito articoli abbastanza interessanti. Come previsto dalla nostra linea editoriale, gli articoli trattano temi poco o nulla trattati e quindi almeno curiosi, oppure approfondiscono argomenti basandosi su interviste agli addetti ai lavori e/o ricerche notevolmente complesse che comportano lo studio di testi storici, diari di viaggio, articoli giornalistici, pubblicazioni scientifiche e tanto altro. Al fine di trovare dati e notizie non divulgate a livello internazionale, ma che spesso sono le più interessanti, le ricerche vengono fatte in molte lingue a seconda del tema e della zona trattata. Non ringrazieremo mai abbastanza Google Traduttore…

Partiamo dal San Bernardo, bel cane con un non lontanissimo passato di soccorso e abnegazione, ma prima ancora pure di protezione di uomini e conventi e di grande tempra. Vi sveliamo un poco della sua storia, fin dal tempo di Roma antica. E vi raccontiamo pure gli aspetti negativi di un suo raro utilizzo, nato dalla crudeltà umana. In un altro servizio, approfittando della freschissima notizia della chiusura del Circo Barnum dopo quasi 150 anni di attività, diamo notizia dell’uso dei cani in questi spettacoli itineranti, per passare subito dopo ai trucchi utilizzati per fare interpretare a cani e lupi due famosi film di Kevin Costner, che per inciso è un appassionato proprietario di cani.

Se invece siete incuriositi dalla Natura selvaggia, quella vera vissuta tutti i giorni lontani dalla civiltà, allora vi consiglio il servizio sui cani da caccia degli indigeni di varie parti del mondo. Difficilmente troverete altri articoli di tale approfondimento su questo tema e vi garantisco che abbiamo dovuto sudare per trovare notizie. Se invece siete appassionati di cani da pastore, allora non dovrete perdervi il servizio, parimenti scrupoloso, sul Cane pastore dell’Asia Centrale. E infine, che dire dell’odorologia forense? Non sapete cos’è? E allora leggete il servizio, ne vale la pena!

Vi auguriamo buona lettura.

Giovanni Todaro