Normalmente si crede che leggendo quanto scrivono i club cinofili, e l’Enci stessa, si trovino dati e informazioni corrette, perché se non scrivono loro le cose giuste chi deve farlo sennò? Invece non è affatto così, soprattutto per quanto riguarda la storia ma non solo. Giusto per rilassarci, facciamo qualche incursione qua e là perché abbiamo notato da tempo che proprio gli organi di riferimento – che dovrebbero essere la fonte autorevole, approfondita e attenta anche sotto l’aspetto della promozione culturale – spesso riportano pedissequamente informazioni errate e a volte copiate (in buona fede) da testi e studi scientifici ormai superati, oppure da affermazioni assurde scritte non si sa da chi e purtroppo copiate. Anzi, in alcuni casi addirittura copia/incollate così come sono, tralasciando di valutare e filtrare dette informazioni con il vecchio e sempre valido buon senso. Il testo in corsivo affuancato dal numero è quello del club o dell’Enci, quello normale affiancato da lettere è il nostro. Cominciamo…

1) Club Italiano del San Bernardo: L’origine di questi cani tibetani va ricercata nel mitico Canis molossus, derivato a sua volta direttamente dal gruppo etnico del “gruppo etnico del “Canis familiaris inostranzewi”, vissuto da 6.500 a 6.000 anni prima di Cristo.

  • a) La discendenza dei molossoidi dai cani tibetani non è affatto certa, trattasi solo di supposizione del passato, abusata e sempre più smentita non solo da pareri opposti ma specialmente da reperti archeologici mesopotamici, probabile vera zona di origine di tale tipo di cani.
  • b) Il Canis molossus invece era effettivamente una tipologia di cane esistente fin dal mondo ellenico e romano e pertanto non è un mito. Ma cosa c’entra il “gruppo etnico del “Canis familiaris inostranzewi”? Con etnia o gruppo etnico si identifica una comunità caratterizzata da omogeneità di lingua, cultura, tradizioni e memorie storiche, stanziata tradizionalmente su un determinato territorio. Insomma, esseri umani, non animali!
  • c) Il Canis familiaris inostranzewi scientificamente non è mai esistito e non si hanno reperti né prove, trattasi di mera supposizione di naturalisti dell’800 e del primo ‘900, tuttora citata da qualcuno nella letteratura contemporanea ma erroneamente. Del resto, il Canis familiaris non esiste, facendo parte il cane della specie Canis lupus. Il nome corretto del cane, che è una sottospecie addomesticata del lupo e poi selezionata dall’uomo, è Canis lupus familiaris.

2) Club Italiano del San Bernardo: Anche i più recenti studi situano in circa 15.000 anni fa, nell’epoca intermedia fra l’era paleolitica e quella neolitica, la prima comparsa del cane nella società umana. Quel lontano antenato, già parzialmente addomesticato, discende probabilmente dal Tomarctus, il predatore dalle zampe corte (antenato del lupo e dello sciacallo), vissuto da 15 a 10 milioni di anni fa.

  • a) Il Tomarctus – solo due specie conosciute, il Tomarctus brevirostris e il Tomarctus hippophaga – strutturalmente più simile alle iene, visse esclusivamente nel Nord America. Poi si estinse. E i cani arrivarono in America dall’Asia milioni di anni dopo l’estinzione del Tomarctus. Il lupo nordamericano, come il coyote, non è mai stato addomesticato, utilizzato o selezionato dall’uomo. Il lupo dall’Asia giunse in America nell’età Rancholabreana (300.000 – 11.000 anni fa).

3) Club Italiano del San Bernardo: 200.000 anni a.C. comparve in America e nella Mitteleuropa il Canis lupus, (il lupo), in Cina il Canis sinensis, poi il coyote in America, ancora la volpe e lo sciacallo in Europa

  • a) Il Canis sinensis non esiste, forse ci si confonde con l’estinto e piccolo Canis lupus variabilis oppure Canis variabilis vivente circa 300.000 anni fa e di cui furono trovati dei resti vicino a Pechino nonché in Yakutia, Siberia. Esiste un canide dal nome simile, il Canis simensis, ma è il lupo etiope ed è tutt’altra cosa.

4) Club Italiano del San Bernardo: Vi è poi un’epoca intermedia (detta “della grande caccia”) che va dai 30.000 ai 15.000 anni prima di Cristo in cui le suddette specie, a cominciare dal Canis lupus, si diffusero in tutta l’Europa e in parte dell’Asia. Nello stesso periodo non v’è traccia di canidi nel continente africano.

  • a) Errato. Le suddette specie erano ben diffuse in tutta l’Europa e in Asia molto prima di 30.000 anni fa, tranne ovviamente il coyote che è esclusivamente americano. Del tutto errata l’affermazione Nello stesso periodo non v’è traccia di canidi nel continente africano poiché in Africa erano già presenti sciacalli, volpi, lupi e licaoni, tutti canidi. Basti dire che in Chad sono stati trovati fossili di volpe, precisamente Vulpes riffautae, risalenti a circa 7 milioni di anni fa.

5) Club Italiano del San Bernardo: La comparsa del cane domestico o Canis familiaris, come lo chiama Linneo.

  • a) No, Linneo lo chiamò Canis lupus familiaris, 1758.

6) Club Italiano del San Bernardo: La comparsa del cane domestico è databile dai 15.000 ai 10.000 anni prima di Cristo e, pià precisamente, nel periodo neolitico anteriore sul finire dell’epoca magdaleniana.

  • a) Errato. Nel sito archeologico di Předmostí, nella Repubblica Ceca, sono stati trovati tre teschi di cane risalenti a 32.000-22.000 anni fa. Erano nella zona di sepoltura umana. A uno di questi era stato posto con cura un osso in bocca.

7) Club Italiano del San Bernardo: Al primo “cane” conosciuto, il Canis familiaris putjani, si aggiunse presto (siamo fra 10.000 e 6.000 anni prima di Cristo), il Canis familiaris palustris, denominato anche dal Ruetimeyer come Cane delle Torbiere (o della torba), antenato degli spitz e di molte altre razze canine. L’Età del Bronzo, che nel bacino del Mediterraneo va all’incirca dal 3.000 al 2.000 a.C., segna un’ulteriore evoluzione del Canis familiaris verso tipologie sempre pià definite e fra loro differenziate. In questo periodo, come abbiamo visto, fanno la loro comparsa: il già citato Canis familiaris inostranzewi (antenato di tutti i molossi, sia quelli di tipo pià pesante che quelli più leggeri); il Canis familiaris matris optimae, antenato dei cani da pastore (il C.f. matris optimae accompagnerà i popoli asiatici, fabbri e fonditori, che introdussero in Europa gli oggetti, gli utensili e le armi di metallo); il Canis familiaris leineri, antenato di tutti i levrieri e di molte razze da caccia ed infine il Canis familiaris intermedius, antenato di spaniels, bracchi, griffoni, ecc., la cui comparsa coincide con la fine del periodo preistorico.

  • a) Tutte fantasie, senza alcuna attuale valenza scientifica e con nomi dati a reperti incerti e collegandovi chissà come tipologie di cani recenti. Tutto derivante da ipotesi di studiosi, valenti all’epoca, ma senza dubbio datati, come Ludwig Rütimeyer (1825-95) o lo Studer. Anzi, quest’ultimo, professore a Berna, sembra non avere nome perché quasi tutti scrivono “secondo lo Studer” , facendo semplici copia/incolla. Bene, Studer si chiamava Theophil (1845-1922).

8) Enci – Storia del Terranova: Questa razza ha le sue origini nell’Isola di Terranova; risale ai cani indigeni e al grande cane da orso nero, introdotto dai Vichinghi dopo il 1100.

  • a) Quando sull’isola di Terranova arrivarono i primi colonizzatori portoghesi (ben prima degli inglesi) notarono che la tribù esistente ossia i beothuk, estinta dal XIX secolo, non aveva alcun cane, cosa confermata da vari esploratori. Non esiste alcun reperto o ritrovamento in merito. Pertanto lì non c’erano affatto cani indigeni. Il cane di Terranova o Newfoundland discende dai cani importati dal 1502 dai portoghesi, insieme a coloni, bestiame, truppe.
  • b) Non c’è alcuna fonte storico-scientifica indicante che i vichinghi portarono cani sull’isola, e neppure che li portassero nelle loro spedizioni. Del resto, se li avessero portati, si suppone che ne sarebbero entrati in possesso pure i beothuk e che quattro secoli dopo i portoghesi li avrebbero visti.
  • c) I vichinghi non avevano grandi cane da orso nero. Avevano cani spitz, di medie dimensioni. Inoltre, come si possa dire che i cani dei vichinghi fossero neri è un mistero…

9) Enci – Storia del Labrador Retriever: E’ credenza popolare che il Labrador Retriever sia originario delle coste della Groenlandia dove si era visto che i pescatori usavano un cane simile per ricuperare il pesce.

  • a) Incredibilmente hanno evidentemente confuso l’isola di Terranova con la Groenlandia, popolata da inuit (eschimesi), distante centinaia di chilometri a nord e dal clima polare talmente rigido che gli stessi vichinghi furono costretti a evacuarla completamente.

Continua nel prossimo numero…