Famoso quanto scrisse lo scienziato Albert Einstein: “Non ho idea di quali armi serviranno per combattere la Terza guerra mondiale, ma la Quarta sarà combattuta coi bastoni e con le pietre”. Esiste un altro detto, magari un po’ volgare però senza dubbio più diffuso e altrettanto valido e cioè: “Tutte le donne ci stanno, ma sempre con gli altri!”. Dite che c’entrano poco uno con l’altro? Niente affatto e ve lo spieghiamo subito in sintesi. Se scoppiasse una guerra nucleare – il dubbio però non è se ma quando – pochi sopravvivrebbero (visione di Einstein) ma sarebbero sempre gli altri e non voi e noi (visione della massa degli Sfigati Consapevoli). Se volete farvi un’idea, ma sapendo che la realtà sarebbe ben più orribile di quello rappresentato nel film, guardatevi The day after. https://www.youtube.com/watch?v=yif-5cKg1Yo

Un fotogramma del film The day after.

Dovete sapere che una certa parte di terrestri presume, o addirittura è convinta, di potere sopravvivere – grazie ai rifugi già pronti, per pochi eletti – non solo alle detonazioni di migliaia di bombe atomiche ma pure al cosiddetto inverno nucleare causato da miliardi di tonnellate di ceneri sollevate in aria dopo le esplosioni e gli incendi planetari, con la conseguenza che i raggi del sole verrebbero bloccati e la Terra diverrebbe un inferno ghiacciato con temperature di decine di gradi sotto lo zero. Per quanto tempo non si sa. In Russia, dove già col freddo convivono da sempre (in certe aree si arriva anche a -60° C), si stanno ancora più attrezzando semplicemente…tornando al passato. Difatti l’80ma Brigata Fucilieri Motorizzati della Flotta Settentrionale russa di stanza nei pressi di Levozero, nella regione di Murmansk, da metà gennaio di quest’anno si sta dotando sempre più di renne e cani, a imitazione di ciò che fanno da millenni le popolazioni sami, nenet e komi. Questa brigata è stata costituita e attrezzata nel 2015 al fine di essere operativa a nord del Circolo polare artico. Opera a oltre 1.700 km a nord di Mosca. Se ne sta creando una simile anche nel Distretto di  Yamalo-Nenet, in Siberia, ossia molto più a oriente.

Militare russo e cani durante un’esercitazione.

I cani da slitta furono impiegati dall’allora esercito russo zarista già durante la lunga e inutile (alla fine le ostilità cessarono per stanchezza delle parti e mancanza di interesse economico per i russi) guerra del XVIII secolo contro i Chukchi della Siberia orientale. Anzi, questa popolazione di cacciatori riuscì a resistere con la guerriglia proprio grazie ai loro velocissimi cani e cioé i Sibirsky Husky, razza che noi conosciamo come Siberian Husky. Non deve pertanto stupire che l’80ma Brigata Fucilieri Motorizzati sia stata dotata proprio di questi cani. Il vantaggio dato dalla renna è evidente: può essere alimentata con grano e altri cereali conservati nei magazzini, si è evoluta per vivere in ambienti gelidi, è utilizzata per il traino (come ben sa Babbo Natale…), dà latte e naturalmente pure pelli e carne. Il  Siberian Husky può essere nutrito con mangimi (e scarti di renna) e pure lui si è evoluto in ambienti gelidi ed è utilizzato per il traino. La differenza è che i cani sono validissimi anche per la guardia e per altri usi militari, e sono compagni e amici dell’uomo. Non solo, anche se questo farà inorridire i cinofili e ancor più i militari di qualsiasi unità cinofila, pure loro sono commestibili e forniscono pellicce soffici e calde. I cani di questa Brigata sono anche addestrati ad accucciarsi accanto ai soldati per riscaldarli e proteggerli dal vento gelido in casi di emergenza.

Le moderne tecnologie, come le slitte a motore, sono certamente valide ma hanno alcuni difetti che nel caso di periodo post guerra nucleare (ammesso che qualcosa sopravviva) farebbero la differenza in una situazione di scarsità o mancanza di carburante nonché di impianti per estrazione e raffinazione del petrolio: finita la benzina non servono più a nulla, mentre le renne e soprattutto i cani magari in casi estremi qualcosa di cui nutrirsi se la procurano anche autonomamente. Inoltre le motoslitte una volta inutili non si mangiano. Naturalmente dobbiamo solo sperare che l’umanità diventi più saggia e che questo scenario non si presenti mai. In tal caso tutto questo rientrerebbe nei classici “giochi di guerra” (che fanno pure gli altri stati) e potrebbe essere persino utile per necessità civili e di soccorso in quelle aree.

Il cane è intelligente e dà anche gioia e affetto, a differenza delle macchine.