Tag: Louis Pasteur

Rabbia – parte prima

Non sappiamo da quanto tempo esista la malattia virale della rabbia, detta anche idrofobia, ma è antichissima e certamente fa parte dell’esperienza degli esseri umani e dei loro animali domestici da prima dello sviluppo del linguaggio scritto. Essendo la rabbia un virus, la sua nascita risale alla notte dei tempi. Poiché sono poco più che frammenti di materiale genetico delle dimensioni di una molecola circondati da un rivestimento proteico protettivo, i virus sono troppo piccoli e delicati per lasciare tracce preistoriche nei reperti fossili. Per questo motivo, non sappiamo in quale stadio della biologia evolutiva siano sorti: se prima...

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Rabbia – parte seconda

(segue dalla prima parte).  Gli antichi persiani ritenevano che i bezoar – una massa a volte presente nel sistema gastrointestinale soprattutto dei ruminanti e composta da componenti indigeribili inorganici e organici  – avessero proprietà curative contro i veleni, infatti la parola “bezoar” deriva dal persiano pād-zah che letteralmente significa “antidoto”. La tradizione sosteneva che un bicchiere contenente un bezoar avrebbe neutralizzato qualsiasi veleno versato al suo interno. Una curiosità: i bezoar negli esseri umani di oggi vengono invece quasi tutti neutralizzati bevendo Coca Cola, e lo si fa per esempio quando si formano dopo avere mangiato cachi non ancora...

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Rabbia – parte terza

(Segue dalla parte seconda) Nel 1779 un certo numero di persone e animali domestici furono morsi nel distretto di Belluno da un lupo idrofobo e molti morirono. Fu in Italia, sempre nel 1799, che Eusebio Valli (1755-1816) propose il primo vaccino antirabbia (per uso umano e veterinario), composto dalla saliva di un cane rabbioso, neutralizzato usando il succo gastrico di una rana. Non c’entra, ma vale la pena di scriverlo: Valli non solo era un grande scienziato, ma anche un uomo di cui purtroppo si è quasi perso lo stampo. Condusse esperimenti su numerosi vaccini. A Cuba, flagellata dalla...

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Rabbia – parte quarta

(Segue dalla parte terza) Secondo i Centers for Disease Control and Prevention la maggior parte dei pipistrelli non ha la rabbia, ma tra quelli catturati il 6% circa l’aveva. Recentemente sono stati segnalati nella regione amazzonica del Perù casi di attacchi a bambini tra gli 8 e i 15 anni, che sono tutti morti dopo avere  contratto la rabbia. Attenzione, anche i pipistrelli non ematofagi, ossia quelli che non si nutrono di sangue, possono essere portatori della rabbia. Il primo rapporto di un pipistrello non ematofago infetto dal virus della rabbia, un esemplare di grande artibeo (Artibeus lituratus, pipistrello...

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Rabbia – quinta parte

(Segue dalla quarta parte) Da allora i vaccini antirabbici sono stati perfezionati e diffusi, ma sarà bene ricordare che anche questi sono impotenti se somministrati dopo la comparsa dei sintomi. Se inoculati anche dopo il contatto ma prima dei sintomi, si stima che nel mondo la profilassi post-esposizione (PEP) a seguito di sospetti episodi di infezione eviti ogni anno centinaia di migliaia di decessi. E a volte pure il vaccino può non bastare. Gatto rabido. Matthew Winkler, un bambino di 6 anni, il 10 ottobre del 1970 stava dormendo nella sua cameretta nella zona di Willshire, città di Lima,...

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